Top 10 – I migliori giochi story driven di questa generazione (finora)

In vista dell’imminente uscita di The Dark Pictures: Man of Medan, oggi vogliamo proporvi una Top 10 particolare, dedicata a quelli che secondo il nostro modesto parere sono i migliori giochi story driven che hanno calcato i nostri PC e le nostre console nel corso di questa generazione. Generalmente, per “story driven” si intende un titolo che punta fortemente sulla narrativa, in questa sede però vogliamo rendere ancora più restrittiva la categoria.

Nella lista che segue, rigorosamente in ordine alfabetico, i protagonisti saranno videogames basati su una trama preponderante che, pur di raccontare una storia in modo incisivo, hanno deciso di sacrificare pesantemente il gameplay e di non proporre al giocatore il benché minimo livello di sfida. Come potrete ben notare, questa Top 10 sarà perlopiù dominata da produzioni indie a basso budget, un lapalissiano segnale che dimostra come spesso per narrare belle storie non servano milioni di dollari.

Che si tratti di offrire al giocatore una moltitudine di scelte e bivi o, più semplicemente, si punti sull’immergerlo in un contesto narrativo affascinante basato esclusivamente sull’esplorazione, i giochi che stiamo per elencare faranno la felicità di tutti coloro i quali ritengono la narrativa come una vera e propria colonna portante per un videogioco che si rispetti. Motore.. Ciak.. Azione!

Detroit: Become Human

Oltre ad essere il titolo dal budget più alto di questa Top 10, Detroit: Become Human ha anche il merito di essere il titolo della lista che lascia maggiore libertà di scelta al giocatore. Caratterizzato da una miriade di scelte, bivi, ramificazioni narrative, e finali..  Il titolo vi mette nei panni di tre androidi in un contesto futuristico (e neanche tanto) in cui gli umani sembrano aver perso del tutto la loro umanità. Pecca forse sotto il profilo dell’originalità nella sceneggiatura ma per il resto Detroit è certamente un must have per tutti gli appassionati del genere. Giocate bene le vostre carte perché una scelta sbagliata potrebbe persino portare alla prematura morte di uno dei protagonisti.

Everybody’s Gone to the Rapture

Everybody’s Gone to the Rapture racconta stralci di vita in una circostanza catastrofica. Ambientato in un’affascinante cittadina britannica poche ore dopo la fine del mondo, il gioco vi immerge, con estrema delicatezza, in una situazione tragica facendovi rivivere le ultime ore di vita degli abitanti del posto. Stiamo parlando di un’opera breve ma estremamente lenta che potrebbe quasi snervare i giocatori meno pazienti, siamo certi però che tutti quelli che sono riusciti a farsi rapire dall’ambientazione, dai dialoghi e dalla monumentale colonna sonora conservano un piacevole ricordo di questa piccola perla del panorama dei così detti walking simulator.

Gone Home

Considerato da molti come il capostipite dei “simulatori di passeggiata”, Gone Home fa vivere un’esperienza tanto memorabile quanto estremamente umana e vera. Privo di cut-scenes od interruzioni di sorta, questo titolo racconta una storia emozionante grazie ad uno dei migliori esempi di narrativa ambientale mai visti in un videogioco. Il gioco vi mette nei panni di Katie, una ragazza di ritorno a casa dopo un anno passato all’estero, e della sua voglia di scoprire il motivo del totale stato di desolazione in cui versa l’abitazione in cui è cresciuta. Gone Home è l’esempio perfetto di come non servano trame complesse per emozionarci quando la storia di base è scritta in maniera esemplare.

Life is Strange

Non fatevi ingannare dalle sfumature adolescenziali che caratterizzano Life is Strange poiché la storia di questo particolare gioco, rilasciato inizialmente in forma episodica, è estremamente emozionante grazie a colpi di scena piazzati egregiamente e personaggi ben caratterizzati con cui entrerete in sintonia sin dalle prime battute di gioco. La formula è la stessa del già citato Detroit, ossia quella basata sull’offrire al giocatore bivi narrativi di varia natura. Pur non raggiungendo minimamente la stratificazione del titolo citato, le vicende di Max e della sua incredibile capacità di riavvolgere il tempo vi lasceranno col fiato sospeso in più di un’occasione.

Layers of Fear

Anche le storie dell’orrore possono trovare naturale dimora nei walking simulator o, almeno, questo è il caso di Layers of Fear. Nel gioco impersoniamo un artista dannato, un pittore che sembra aver perso la propria sanità mentale in seguito ad alcuni avvenimenti che hanno stravolto la sua vita professionale e privata. Esplorando la grande dimora del protagonista ricostruiremo pian piano la sua storia svelando, tassello dopo tassello, dei risvolti a dir poco inquietanti. Un vero e proprio viaggio disturbante nella psiche di un uomo tormentato.

Oxenfree

Nella nostra lista c’è spazio anche per una deliziosa avventura grafica: Oxenfree. Grazie ad uno stile irriverente ed ad una narrativa leggera ma curata, questo titolo si guadagna meritatamente un posto tra i giochi narrativi più riusciti dell’attuale generazione. Tra mistero e paranormale, questo gioco saprà rapirvi e farvi rilassare dandovi anche il compito di effettuare scelte più o meno importanti.

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Soma

Torniamo a solcare i mari del terrore con Soma, un gioco narrativo che sprigiona inquietudine e decadimento da ogni poro. Ambientato in un centro di ricerca sottomarino in rovina ritrovatosi ad essere l’unico rifugio umano dopo che una cometa ha colpito la terra, questo vero e proprio capolavoro sci-fi affronta con classe sublime tematiche delicate scandagliando magistralmente gli angoli più remoti della coscienza umana e del significato della vita stessa.

The Vanishing of Ethan Carter

The Vanishing of Ethan Carter è una vera e propria opera d’arte. Ermetico quanto basta per affascinare ed esteticamente meraviglioso il titolo punta su un sistema di gioco che, pur basandosi prevalentemente sull’esplorazione, non disdegnano la presenza di un paio di enigmi ben congegnati. Il gioco ci mette nei panni di un investigatore che dovrà indagare sulla scomparsa di un ragazzino in uno splendido ma misterioso paesino di montagna. Tra i punti di forza non possiamo non citare l’atmosfera egregia, il comparto tecnico spaccamascella e le inquietanti incursioni nel paranormale.

Until Dawn

Avendo citato in apertura The Dark Pictures: Man of Medan, non possiamo non parlare del lavoro più conosciuto dello stesso team di sviluppo, l’ultimo horror di questa Top 10: Until Dawn. Il gioco è la perfetta rappresentazione di come un teen horror movie possa rendere bene anche sotto forma videoludica. Una gelida notte in una baita abbandonata, un pericoloso serial killer a piede libero, otto amici intrappolati in cerca d’aiuto… Tanti cliché, certo, ma ogni tanto anche una storia non particolarmente impegnativa o pretenziosa può regalare intensi momenti di intrattenimento, soprattutto quando il comparto narrativo si basa sulle scelte del giocatore e sul rischio di veder morire (molto brutalmente) i protagonisti dell’avventura. Un must assoluto per gli appassionati del genere.

What Remains of Edith Finch

Per terminare, vogliamo parlarvi di una delle produzioni più affascinanti di questa Top 10, un titolo capace di vincere nel 2017 il premio alla Miglior Narrativa ai Games Awards 2017. What Remains of Edith Finch è un’opera che rimane impressa, caratterizzata da uno stile narrativo incredibilmente innovativo che riesce a coinvolgere il giocatore in un turbinio di emozioni e mistero, in un costante equilibrio tra sorrisi allietati e lacrime amare. Accompagnate la diciassettenne Edith nell’esplorazione della misteriosa casa di famiglia, ridotta ormai ad una sorta di museo abbandonato pronto a narrare le macabre circostanze intorno alla scomparsa di tutta la famiglia. Una storia che parla di morte e superstizione che, fidatevi, vi darà tanto di cui riflettere.

Menzione speciale: Telltale Games

Ci sembra doveroso chiudere questo articolo omaggiando una software house che ha dato tanto al genere delle avventure grafiche narrative, un team che a causa di scelte scellerate della propria dirigenza si è ritrovato con l’acqua alla gola fino a giungere, poco meno di un anno fa, a chiudere i battenti dichiarando bancarotta. Il lascito più prezioso di Telltale Games è certamente la prima stagione di The Walking Dead (2012), un titolo che segnò la passata generazione lasciando un segno indelebile nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di giocarlo e capace di influenzare anche alcuni dei titoli presenti in questa Top 10. Da allora, lo studio ha rilasciato diverse altre piccole perle come The Wolf Among Us, Game of Thrones e Batman: The Telltale Series. Purtroppo nel corso di appena cinque anni la quantità di videogiochi sviluppati è stata decisamente esagerata e, nonostante a livello narrativo la qualità rimase più che soddisfacente, le innovazioni furono praticamente nulle e ciò portò il pubblico a stancarsi delle produzioni Telltale.

La vita, proprio come i giochi Telltale, è fatta di scelte. A differenza di un videogioco, però, quando si va incontro al game over nel mondo reale non si torna più indietro.

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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