Diablo II: Resurrected

Scheda Gioco

Diablo II: Resurrected

Piattaforma
PC
Genere
Hack and slash
Sviluppatore
Blizzard Entertainment, Vicarious Vision
Publisher
Blizzard Entertainment
Uscita
23 Settembre 2021
Prezzo
39,99 €
PEGI
PEGI 18


In tempi recenti la Activision-Blizzard non naviga in buone acque, questo è certo: se seguite anche un minimo le notizie che circondano la casa californiana, avrete sicuramente letto a proposito della causa intentata dal governo americano contro il gigante videoludico, al riguardo di molestie sessuali e discriminazione verso i dipendenti di sesso femminile. A parte questa batosta, che è costata alla società gran parte del suo stesso top management, occorre considerare anche che i suoi ultimi prodotti sono riusciti decisamente sotto-tono rispetto al glorioso passato, basti pensare al recente Warcraft III: Reforged oppure alla questioni sollevate dall’annuncio di Diablo Immortal su piattaforme mobile. Senza continuare a girare il proverbiale coltello nella ferita, forse è meglio concentrarci sull’oggetto della recensione: Diablo 2 Resurrected.

L’ennesimo reboot, in un anno che pare esclusivamente dedicato alle riedizioni di vecchi titoli…

Per chi non lo conoscesse Diablo 2 è un titolo uscito nel lontano 2000 e fu il sequel diretto di Diablo. Si tratta di un action-adventure isometrico con elementi RPG, ambientato in un universo dark fantasy con demoni, angeli ed ogni sorta di entità nefaste. Considerato che è ancora possibile acquistarlo e giocarvi online, insieme ad una ristretta cerchia di giocatori in tutto il mondo, è comprensibile capire l’interesse che potrebbe suscitare una riedizione riveduta e corretta. Il compito di sviluppare questo remake è stato dato ai prodighi Vicarious Visions, già autori di un altro reboot di grande qualità: Tony Hawks Pro Skater.
Questo Diablo 2 Resurrected porta un nome decisamente adatto alla produzione: si tratta dello stesso identico gioco del 2000, letteralmente resuscitato con tutti i pregi e, per l’appunto, tutti i difetti dell’originale. Intendiamoci: quando D2 uscì 20 anni fa rappresentava il top assoluto del genere: era giocabile, comparto tecnico strepitoso, innovativo, longevo, con un un sistema di loot che fu di ispirazione per le generazioni successive. Il problema è che, appunto, le cose nel frattempo sono un po’ cambiate.

D2 resurrected personaggi
I sette personaggi ridisegnati in tutta la loro gloria!

Fresh meat!

Sebbene il gameplay sia rimasto identico, qualcosa di nuovo in effetti c’è. Si inizia ovviamente scegliendo il proprio avatar tra un pool di sette personaggi molto variegati che includono alcuni stereotipi arcinoti: il barbaro, il paladino, l’arciere, la maga, il negromante, etc. Lo scopo finale, volendo semplificare, è arrivare ad affrontare il terribile Diablo e, a seguire, Baal, la cui sconfitta di fatto chiude la storia. Quest’ultimo passo va menzionato perché Baal non faceva parte del gioco originale, bensì dell’espansione Lord Of Destruction che è ovviamente già inclusa in questo remaster. Nel mezzo ci sono tutta una serie di scenari generati casualmente che spaziano da campagne rurali a terribili catacombe, cimiteri, grotte e scenari apocalittici.

D2 resurrected video
E’ stato attuato anche un pregevolissimo revamp di tutte le sequenze video.

Se avete giocato a qualche action-RPG degli ultimi anni è difficile non trovarsi subito nello sconforto scoprendo che l’utilizzo delle abilità non offre alcuna hotbar: quest’ultima arriverà nel franchise infatti solo con l’avvento di Diablo 3, mentre in Diablo 2 il sistema era decisamente più primitivo. A questo proposito occorre far notare un aspetto fondamentale: il terzo capitolo della serie Diablo fu il primo ad atterrare su console. Prima di oggi Diablo 2 era un gioco PC-only, ergo fu concepito per l’abbinamento mouse-tastiera. Il risultato è che sono disponibili solo due slot di abilità: tasto sinistro del mouse (di norma associato all’attacco semplice) ed una skill a scelta sul tasto destro del mouse. E’ possibile assegnare le altre abilità ai tasti funzione (F1-F12), ma comunque la loro pressione sostituisce semplicemente la skill assegnata al tasto destro, che è sempre necessario per eseguire l’azione desiderata. Insomma il tutto risulta un po’ macchinoso ed anacronistico. La cosa curiosa è che questo problema è in qualche modo sormontabile tramite l’utilizzo di un joypad: quando il gioco ne “percepisce” uno connesso, l’interfaccia si tramuta e compare una sorta di hotbar, dove è possibile configurare fino a 10 skill o azioni ai vari tasti! Purtroppo in questa modalità degrada leggermente la gestione dell’inventario, dovendo muovere un puntatore virtuale piuttosto goffamente per lo schermo e, al tempo stesso, anche l’utilizzo di alcune abilità, che furono concepite per essere mirate liberamente nel mondo di gioco tramite il puntatore del mouse. Insomma a conti fatti, nonostante l’evidente sforzo dei Vicarious Visions per rendere giocabile il gioco su più piattaforme, non esiste un sistema di controllo perfetto ed entrambe le modalità hanno pregi e difetti che vanno valutate.

Giocando con un joypad l'interfaccia cambia radicalmente...
Come vedete giocando con un joypad l’interfaccia cambia radicalmente…

Difetti e pregi di un gioco che ha fatto la storia…

Purtroppo l’obsolescenza non si ferma al sistema di controllo: vogliamo parlare dei tutorial? Impossibile: non ve n’è traccia, come del resto in molti titoli dell’epoca. Il povero giocatore è quindi abbandonato a sé stesso senza alcun aiuto – anche la stessa assegnazione delle abilità ai tasti funzione che abbiamo descritto sopra è difficile da individuare se non la si conosce dal passato. Dopo le prime ore di gioco si inizia a comprendere come funziona l’albero delle abilità, che risulta infine piuttosto rigido, obbligando all’assegnazione dei punti abilità verso alcune note configurazioni per massimizzare le performance delle varie tipologie di personaggi. L’inventario poi è un altro esempio di un sistema obsoleto: oltremodo piccolo, scomodo, non espandibile, visto che si raccolgono 3-4 oggetti e si è costretti ad andare al villaggio per venderli e fare spazio ad altrettanti. Questo avviene in media ogni 5 minuti e, oltre a spezzare l’azione, riesce ad innervosire velocemente. La speranza è che in una delle prossime patch intendano implementare una funzione per inviare gli oggetti direttamente allo stash centrale…

D2 resurrected inventario
La ricerca dei set e degli oggetti unici è sempre l’elemento più appagante in Diablo 2

L’interazione con gli NPC è un altro aspetto che mostra tutto il peso degli anni – non c’è alcuna crescita del rapporto che hanno con il giocatore, il tutto si limita a inesorabili discorsi per ricevere o far progedire la quest del caso, anche se, per fortuna, si possono sempre saltare.
Il comparto loot d’altra parte, rappresenta l’eccellenza assoluta in termini di varietà ed appetibilità: la ricerca degli oggetti perfetti più rari come il leggendario Windforce è uno degli incentivi più forti che hanno mantenuto vivo il gioco fino ad ora. Il ritrovamento di un oggetto unico oppure il completamento di un set è un’esperienza che risulta oggi come allora estremamente appagante! Se avete manie di collezionismo sarete senza dubbio a vostro agio nonostante il loro ritrovamento richieda un grinding furioso, tra boss-run e la ripetizione senza fine di interminabili scontri, ma è una caratteristica che potremmo dire non invecchia dato che si ritrova anche in altri titoli come Diablo 3 e tutta la serie The Division.

D2 resurrected - lobby
La lobby delle partite online, con le immancabili rush per esperienza o boss…

Comparto tecnico.

Il revamp grafico è decisamente di prim’ordine: non solo tutta la grafica è stata ridisegnata praticamente da zero, ma sono stati aggiunti favolosi effetti di luce, riflessi, ombre e shaders in molti contesti rendendo gli ambienti incredibilmente più realistici e gradevoli. Il motore di gioco, a parte la grafica, è rimasto fondamentalmente identico – il feeling, il timing dei colpi, i movimenti dei nemici, tutto è esattamente come l’originale, il che tutto sommato non dispiace: impossibile non apprezzare l’innegabile efficacia di un gameplay così semplice ed immediato. Sotto l’aspetto audio i Vicarious Visions hanno eseguito un semplice copia-incolla dell’originale che, dobbiamo dirlo, è comunque invecchiato benissimo. Le musiche ad opera del grande Matt Uelmen emozionano ancora, come l’immortale tema di Tristram – chi potrà mai dimenticare i suoi seducenti accordi in chitarra? Per gli effetti sonori ed il parlato idem: importati direttamente da Diablo 2 con virtualmente nessun cambiamento, ma va bene così.

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Concludendo…

Diablo 2 Resurrected è, a nostro avviso, uno dei migliori remaster degli ultimi anni, il che è al tempo stesso il suo più grande pregio, ma anche il suo più grande difetto. Resuscitare in maniera così fedele un gioco di questo genere può accontentare solo alcune categorie ben precise di acquirenti: i nostalgici del titolo originale e coloro che desiderano ardentemente giocarvi per la prima volta. Come abbiamo già sottolineato, in questo enorme lasso di tempo troppe cose si sono evolute per poterle digerire oggi. Diablo 2 non è un platform, un genere dove non ci sono mai state grosse innovazioni sin dagli albori, bensì un gioco complesso ed articolato. Chi vi scrive avrà accumulato letteralmente centinaia di ore nel gioco originale e devo dirlo, è un piacere riscoprirlo dopo tanti anni. Però, obiettivamente, va considerato che chi abbia iniziato anni dopo, magari da Diablo 3, difficilmente potrà apprezzare i limiti intrinsechi della creatura originale! Per quanto sia sempre incredibilmente appagante creare un personaggio, farlo salire di livello, uccidere decine di volte lo stesso boss alla ricerca dei più rari oggetti unici.

Il Nostro Verdetto

Diablo 2: Resurrected

OTTIMO
80
Pro
  • Revamp grafico di grande qualità.
  • Gameplay assolutamente intatto che offre un’esperienza purissima del titolo originale.
  • La grande varietà di oggetti unici e set da trovare è sempre un grande incentivo per giocarvi.
  • Una colonna sonora personalissima, unica, che emoziona ancora oggi.
Contro
  • Alcune meccaniche di gioco sono oggi decisamente poco apprezzabili per le nuove generazioni.
  • Sarebbe stato auspicabile un revamp del sistema di inventario, davvero troppo rigido e limitato.
  • Gioco online poco performante, con sporadici momenti di lag.
Conclusioni

Un remaster fenomenale, realizzato con maestria, che con grande audacia è rimasto fedelissimo all’originale. Per coloro che l’avessero amato al tempo è un vero must-have. Per i nuovi arrivati invece, occorre riflettere bene, perché potrebbero rimanere delusi da un gameplay che nel 2000 era l’apice della perfezione, ma oggi mostra tutti i suoi difetti. O lo amerete oppure lo odierete – non ci sono vie di mezzo in questo caso.

Piattaforma
PC
Prezzo
39,99 €
Data Recensione
3 ottobre 2021
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Gabriele
Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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