Blizzard riporta in vita StarCraft con un nuovo sparatutto open world guidato dalla storia. Il progetto è diretto da Dan Hay e punta alla primavera del 2030.
StarCraft torna. Undici anni dopo StarCraft II: Legacy of the Void, il settore Koprulu ha di nuovo una data all’orizzonte. Durante la cerimonia di apertura della BlizzCon 2026 Blizzard ha annunciato un nuovo capitolo della serie, e la sorpresa non sta tanto nel ritorno quanto nella forma: niente strategia in tempo reale, ma uno sparatutto open world guidato dalla storia.
A presentarlo sul palco è stato Dan Hay, veterano della serie Far Cry in Ubisoft e oggi alla guida del progetto. Le sue parole hanno fissato il tono dell’operazione: «qualcosa di nuovo, uno sparatutto open world dove ogni passo va guadagnato». L’ambientazione ci porterà circa settant’anni dopo gli eventi di Legacy of the Void, mentre il filmato mostrato alla BlizzCon ruota attorno al Dominio terran e ai suoi soldati.
Il trailer è interamente cinematografico: nessuna sequenza di gioco e, al momento, nessuna informazione comunicata su piattaforme, protagonista, multiplayer o modello di distribuzione.
Blizzard punta a un lancio nella primavera del 2030, un orizzonte insolitamente lontano per un annuncio con tanto di palcoscenico.
StarCraft: il terzo tentativo come sparatutto
Non è la prima volta che Blizzard prova a portare StarCraft fuori dai confini dell’RTS. StarCraft: Ghost, sparatutto in terza persona destinato alle console, venne messo in pausa a metà degli anni Duemila e non vide mai la luce; il progetto interno noto come Ares, un altro sparatutto ambientato nell’universo di StarCraft, fu cancellato nel 2019 senza mai essere mostrato pubblicamente.
Questa volta l’annuncio è ufficiale e ha un volto riconoscibile alla guida, ma i quasi quattro anni che ci separano dalla primavera del 2030 dicono anche quanto il progetto sia ancora lontano dall’essere qualcosa di concreto.
Per una serie che ha contribuito a definire un genere e alimentato per due decenni la scena competitiva, la scelta di ripartire da uno sparatutto rappresenta un cambio d’identità prima ancora che di meccaniche. Se sia il modo giusto per riaccendere l’universo di StarCraft, come promette Hay, lo diranno le prime immagini di gioco.
Per ora ci sono un filmato e una primavera del 2030 molto, molto lontana.






