“attraverso la produzione di Shadow of the Colossus, ho iniziato ad avere dubbi sul semplice “sentirsi bene battendo i mostri” e “avere un senso di realizzazione””

Cane and Rinse ha pubblicato un’intervista con Fumito Ueda , il designer noto per il suo lavoro su giochi come IcoShadow of the Colossus e The Last Guardian.

Durante l’intera intervista, Ueda parla apertamente di diversi aspetti della sua filosofia di creazione dei giochi, che vanno dalla sua propensione a chiudere storie lasciando molto all’interpretazione del giocatore alla creazione delle dolorose vittorie di Shadow of the Colossus.

Una domanda particolare richiama l’attenzione sul senso di colpa che l’intervistatore ha provato come giocatore mentre abbatteva i vari boss gargantueschi in Shadow of the Colossus. Ueda ha dichiarato che, durante lo sviluppo del gioco, ha iniziato a mettere in discussione il senso di realizzazione che i giocatori sono soliti provare quando uccidono creature mostruose nei videogames.

“Quando ho mostrato per la prima volta al mio staff la triste sequenza musicale riprodotta dopo aver sconfitto un colosso in “Shadow of the Colossus”, hanno pensato fosse un bug e ridevano perché erano così abituati ai giochi che premiavano il giocatore con musichette festose dopo aver sconfitto un mostro., ricorda Ueda.

“Ho provato a pensare se ci fossero modi diversi per raccontare una storia, quindi ho finito per puntare su quel tipo di impostazione”, afferma Ueda.

Il designer ha comunque voluto specificare che egli stesso gioca a giochi che usano la violenza come mezzo per raggiungere un fine e non intende aborrire quel tipo di esperienza. “Piuttosto che cercare di creare deliberatamente una sorta di antitesi, mi sono concentrato maggiormente sulla coerenza del design come prodotto e sulla differenziazione (dagli altri prodotti)”

Il resto dell’intervista esplora il suo stile di design artistico e le sue filosofie di costruzione di mondi vivi e pulsanti attraverso altri esempi su Cane e Rinse.

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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