Sony ha deciso di chiudere lo studio di sviluppo Bluepoint Games, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche internazionali: la notizia è stata rilanciata in primo luogo da Bloomberg e confermata da altre testate.

Nel comunicato che accompagna la notizia — citato da Bloomberg — PlayStation ha definito il team «incredibilmente talentuoso» e ha confermato che, a seguito della revisione aziendale, lo studio verrà ufficialmente chiuso il mese prossimo, con circa 70 dipendenti» che perderanno il posto di lavoro.

Bluepoint Games era noto per le sue rimasterizzazioni e remake di alta qualità: tra i titoli più celebri ci sono Demon’s Souls, Shadow of the Colossus e le raccolte della serie Uncharted. Lo studio, fondato nel 2006 e acquisito da PlayStation nel 2021, aveva costruito la sua reputazione su rifacimenti tecnicamente raffinati e su una cura maniacale del dettaglio.

Dopo l’acquisizione, Bluepoint aveva lavorato anche come co-sviluppatore su God of War Ragnarök. In passato era stato inoltre segnalato che il team stava sviluppando un progetto live-service legato al franchise di God of War, ma quel progetto — secondo reportage precedenti e segnalazioni di fonti interne — era stato cancellato a gennaio 2025.

La voce sulla chiusura è stata rilanciata anche da giornalisti del settore — tra cui il reporter Jason Schreier — che avevano in passato seguito da vicino le vicende dei progetti live-service cancellati da PlayStation.

Per la community e per l’industria si tratta di una notizia pesante: Bluepoint era considerato uno dei punti di riferimento tecnici per i remake, e la chiusura solleva domande sulle scelte strategiche dentro PlayStation e sull’allocazione dei team interni dopo la recente ondata di cancellazioni e riorganizzazioni nei progetti live-service.

Aggiorneremo la pagina con eventuali comunicazioni ufficiali di PlayStation o con dichiarazioni dei membri del team non appena verranno rese pubbliche.

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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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