Star Wars Jedi Survivor

Scheda Gioco

Star Wars Jedi Survivor

Piattaforma

PC
Genere
Action
Sviluppatore
Respawn Entertainment
Publisher
Electronic Arts
Uscita

28 Aprile 2023
PEGI
PEGI 12

Il Nostro Voto

85/100
BUONO

Requisiti di sistema (PC)

Minimi

Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10 64-bit
Processore: 4 core / 8 threads | Intel Core i7-7700 | Ryzen 5 1400
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: 8GB VRAM | GTX 1070 | Radeon RX 580
DirectX: Versione 12
Rete: Connessione internet a banda larga
Archiviazione: 155 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: Internet required for non-optional patching, no online play.

Consigliati

Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10 64-bit
Processore: 4 core / 8 threads | Intel Core i5 11600K | Ryzen 5 5600X
Memoria: 16 GB di RAM
Scheda video: 8GB VRAM | RTX2070 | RX 6700 XT
DirectX: Versione 12
Rete: Connessione internet a banda larga
Archiviazione: 155 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: Internet required for non-optional patching, no online play.

☰ Sommario

Dopo aver costruito nel corso degli anni una vera e propria passione per alcuni dei titoli più iconici dell’universo di Star Wars, da Knights of the Old Republic a Republic Commando, l’arrivo di Star Wars Jedi: Fallen Order rappresentò una delle sorprese più piacevoli per chiunque desiderasse tornare a vivere una grande avventura nella galassia lontana lontana. Respawn riuscì infatti a confezionare un action adventure capace di prendere diversi elementi provenienti da generi differenti, unirli in una formula sorprendentemente efficace e, soprattutto, raccontare una storia inedita all’interno dell’universo di Guerre Stellari.

Con Star Wars Jedi: Survivor, il team americano non si limita a riproporre quella formula, ma prova ad ampliarla in praticamente ogni direzione. Il risultato è un sequel più ricco, ambizioso e spettacolare, che porta avanti con convinzione il percorso di Cal Kestis e migliora sensibilmente molte delle caratteristiche che avevano reso Fallen Order un titolo così apprezzato. Non è però un seguito perfetto. Alcune scelte di design ereditate dal predecessore continuano a mostrare il fianco e, soprattutto sul PC, il comparto tecnico rappresenta ancora uno degli aspetti più discussi dell’esperienza. Al netto di queste criticità, Jedi: Survivor rimane comunque una delle migliori incarnazioni videoludiche moderne dell’universo di Star Wars.

Una galassia più grande, una storia più personale

La campagna di Jedi: Survivor parte senza troppi preamboli e ci mette immediatamente nei panni di Cal Kestis, ormai diventato un membro attivo della resistenza contro l’Impero. Sono trascorsi cinque anni dagli eventi di Fallen Order e la prima cosa che emerge con chiarezza è quanto il protagonista sia cresciuto.

Cal non è più il giovane Padawan costretto a riscoprire le proprie abilità. È un Jedi più esperto, consapevole delle proprie capacità e, soprattutto, profondamente segnato dal peso della guerra. La differenza rispetto al capitolo precedente emerge anche grazie all’ottima interpretazione di Cameron Monaghan, capace di restituire al personaggio una maturità che va ben oltre il semplice cambiamento estetico. Senza entrare nel territorio degli spoiler, l’incipit ci porta rapidamente a fare i conti con una situazione ben più complessa di quella lasciata in sospeso dal precedente episodio, prima di ricongiungerci con alcuni dei volti già conosciuti. Tornano Greez Dritus e Cere Junda, mentre l’equipaggio della Mantis si arricchisce di nuove presenze. Tra queste spicca soprattutto Bode Akuna, un personaggio destinato a ritagliarsi un ruolo importante nel corso della campagna.

E poi c’è Merrin.

jedi survivor screen 3

L’ex Sorella della Notte, già incontrata in Fallen Order, assume in questo sequel una presenza molto più significativa e il rapporto con Cal viene sviluppato in maniera decisamente più approfondita. È proprio sul piano delle relazioni personali che Jedi: Survivor riesce spesso a dare il meglio di sé.

Respawn sembra infatti maggiormente interessata a raccontare le persone dietro la guerra piuttosto che a riempire ogni momento con riferimenti, spiegazioni e dettagli sulla lore di Star Wars. Una scelta che funziona particolarmente bene nei momenti più intimi, quando Cal si confronta con i propri compagni, con le conseguenze delle sue scelte e con la sempre più pesante responsabilità di essere un Jedi in un’epoca in cui l’Impero continua ad avere il controllo della galassia.

Non tutto, però, è allo stesso livello: la scrittura dei personaggi è generalmente molto buona, ma la trama principale tende talvolta a rifugiarsi in alcuni cliché piuttosto prevedibili e determinati colpi di scena non brillano certo per imprevedibilità. Il problema non è tanto nella qualità della narrazione, quanto nel fatto che alcuni passaggi sembrano seguire binari già ampiamente esplorati dalla space opera cinematografica e televisiva. Rimane comunque una campagna coinvolgente, capace di alternare momenti più spettacolari ad altri sorprendentemente intimi, accompagnando in maniera efficace l’evoluzione di Cal Kestis.

Il Jedi che stavamo aspettando

Sul fronte del gameplay, Star Wars Jedi: Survivor non stravolge quanto costruito da Fallen Order. Ed è probabilmente una delle sue scelte migliori. Respawn parte da una base già solida e la amplia in modo intelligente, rendendo il sistema di combattimento più articolato, l’esplorazione più ricca e la progressione del protagonista molto più soddisfacente.

La principale novità è rappresentata dalle cinque posture di combattimento, che permettono di affrontare gli scontri con approcci sensibilmente differenti. Alcune provengono direttamente dal predecessore, mentre altre sono completamente nuove e cambiano il modo in cui è possibile gestire gli avversari. La postura a doppia lama è perfetta per chi ama uno stile estremamente aggressivo e dinamico, permettendo di concatenare rapidamente gli attacchi e di gestire più nemici contemporaneamente. Di contro, lascia Cal maggiormente esposto e richiede una certa attenzione al tempismo. La Guardia Incrociata, invece, punta tutto sulla potenza. Gli attacchi sono più lenti, ma anche tremendamente più devastanti, restituendo quella sensazione di forza bruta che ci si aspetterebbe da una lightsaber utilizzata come una vera e propria arma pesante. È una postura estremamente efficace, ma proprio per questo richiede un approccio più ragionato: le animazioni più lente aumentano infatti il rischio di essere colpiti durante l’esecuzione. A completare il sistema troviamo la postura Blaster, che introduce un approccio completamente diverso, permettendo a Cal di alternare gli attacchi con la spada a quelli a distanza.

jedi survivor screen 1

La varietà è quindi nettamente superiore rispetto al primo capitolo e rende gli scontri molto più personalizzabili. Il gioco non obbliga a utilizzare una determinata postura, ma permette al giocatore di trovare quella più adatta al proprio stile e di alternarla in base alla situazione. Il risultato è un combat system che conserva le fondamenta action del predecessore, ma aggiunge una profondità che mancava al primo episodio. Parry, schivate, gestione della guardia e utilizzo dei poteri della Forza continuano a essere elementi fondamentali, mentre l’ampia varietà di nemici costringe spesso a cambiare approccio.

E soprattutto Cal dà finalmente l’impressione di essere diventato davvero un Jedi.

È una sensazione che il sequel restituisce con grande efficacia. Anziché privare il protagonista di parte delle capacità acquisite nel gioco precedente, Survivor parte dal presupposto che Cal abbia effettivamente continuato ad allenarsi durante gli anni trascorsi. Ne emerge un personaggio più completo, più potente e molto più piacevole da controllare.

Tra rampini, acrobazie e mondi da esplorare

Uno degli aspetti che ha beneficiato maggiormente del lavoro di Respawn è sicuramente l’esplorazione. Le ambientazioni sono più grandi e articolate, mentre il gioco incoraggia con maggiore decisione il giocatore ad allontanarsi dal percorso principale per scoprire aree secondarie, enigmi, collezionabili e missioni opzionali.

Il nuovo sistema di attraversamento contribuisce in maniera decisiva al risultato. Cal può ora utilizzare un rampino per superare ampi baratri, raggiungere piattaforme altrimenti inaccessibili e interagire con l’ambiente in maniera molto più dinamica. A questo si aggiungono la corsa sulle pareti, le sezioni di parkour e il nuovo scatto aereo, che permette di coprire distanze più ampie e diventa utile anche durante gli scontri.

L’integrazione tra tutte queste meccaniche è probabilmente uno degli elementi più riusciti del gioco: le aree esplorabili diventano veri e propri playground in cui muoversi liberamente, cercando il modo migliore per raggiungere una zona apparentemente irraggiungibile. Nei dungeon, in particolare, Respawn riesce a costruire sequenze ambientali molto convincenti, nelle quali movimento, tempismo e piccoli enigmi si fondono in maniera naturale.

jedi survivor screen 5

L’esplorazione diventa così una parte integrante dell’esperienza e non un semplice riempitivo tra una missione e l’altra. Ci sono però ancora dei problemi: la mappa olografica è stata migliorata con alcune importanti aggiunte di qualità della vita, tra cui il viaggio rapido tra i Punti di Meditazione e una direzione più chiara degli obiettivi, ma il suo design multilivello continua a essere inutilmente contorto. Quando ci si trova a cercare un passaggio secondario o a capire come raggiungere un’area apparentemente vicina, la mappa può diventare più frustrante che utile. Non è necessariamente brutta da vedere, ma continua a non essere uno strumento particolarmente efficace per orientarsi. Considerando che si trattava di una delle critiche più ricorrenti al primo episodio, ci saremmo aspettati un intervento più deciso.

Una galassia tutta da personalizzare

Un’altra piacevole aggiunta riguarda la personalizzazione. Cal può finalmente essere modificato in maniera molto più libera, con numerose opzioni dedicate a barba, capelli, abbigliamento e altri elementi estetici. Non si tratta di una rivoluzione, ma è un’aggiunta che contribuisce a rendere il protagonista più personale e permette a ogni giocatore di creare una propria versione del Jedi. È una soluzione che si sposa particolarmente bene con la struttura più aperta di Survivor, perché molte delle opzioni estetiche si ottengono proprio esplorando il mondo e completando attività secondarie.

Visivamente Jedi: Survivor continua a essere un gioco estremamente piacevole da guardare: non è necessariamente il titolo più impressionante in termini di pura tecnologia, ma Respawn riesce ancora una volta a riprodurre in maniera convincente quella particolare estetica che rende immediatamente riconoscibile Star Wars. Le ambientazioni naturali, la fauna aliena, le architetture imperiali e i diversi pianeti esplorabili restituiscono una buona varietà e, soprattutto, riescono spesso a trasmettere la sensazione di trovarsi davvero all’interno di una galassia viva.

È proprio nella costruzione degli scenari che emerge una delle qualità più evidenti della produzione.

jedi survivor screen 2

Le aree sono ricche di dettagli e risultano particolarmente efficaci durante le sequenze più spettacolari. Non mancano infatti diversi set piece che sembrano usciti direttamente da un blockbuster hollywoodiano, con inseguimenti, crolli, combattimenti e attraversamenti ambientali messi in scena con un’energia che richiama inevitabilmente grandi produzioni action come Uncharted.

La versione PC e il problema delle prestazioni

Ed è qui che arriviamo all’aspetto più delicato della versione PC. Per quanto Star Wars Jedi: Survivor sia un titolo tecnicamente ambizioso, il suo arrivo su computer è stato accompagnato da evidenti problemi di ottimizzazione. Il risultato è un’esperienza che, a seconda della configurazione utilizzata, può mostrare oscillazioni del frame rate, stuttering e difficoltà nel mantenere una fluidità costante anche con hardware di buon livello.

Il problema è particolarmente evidente considerando che stiamo parlando di un titolo fortemente orientato alla generazione attuale di console e PC. Anche scendendo a compromessi con le impostazioni grafiche, non è sempre semplice raggiungere un frame rate stabile, e in alcune situazioni le prestazioni possono risultare sorprendentemente instabili. Gli scontri più concitati e soprattutto alcune delle aree più complesse possono mettere sotto pressione anche configurazioni che, almeno sulla carta, dovrebbero essere perfettamente adeguate. Si tratta di un peccato perché il gioco, dal punto di vista della direzione artistica, avrebbe tutte le carte in regola per essere una vera vetrina tecnica.

jedi survivor screen 4

La buona notizia è che il lavoro di Respawn sul fronte delle patch ha progressivamente migliorato la situazione rispetto al problematico lancio originale. La cattiva è che il comparto tecnico rimane comunque uno degli aspetti meno convincenti dell’esperienza PC, soprattutto per chi pretende una fluidità impeccabile.

Concludendo…

Star Wars Jedi: Survivor è uno di quei sequel che fanno esattamente ciò che dovrebbe fare un buon seguito: prende una formula già funzionante e la amplia praticamente in ogni direzione.

Il combattimento è più ricco grazie alle nuove posture, Cal è un protagonista più maturo e credibile, l’esplorazione è nettamente più appagante e il nuovo sistema di movimento rende ogni ambiente molto più divertente da attraversare. Anche la componente narrativa beneficia di una maggiore attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, regalando alcuni dei momenti più riusciti dell’intera avventura. Non tutto convince allo stesso modo. La mappa olografica continua a essere poco intuitiva, alcuni sviluppi della trama risultano prevedibili e la versione PC, soprattutto per quanto riguarda l’ottimizzazione, non raggiunge ancora il livello di solidità che ci si aspetterebbe da una produzione di questo calibro.

Sono difetti reali, ma non bastano a compromettere il risultato complessivo: Respawn è riuscita a costruire un’avventura più grande, più varia e più spettacolare del predecessore, senza perdere quella componente esplorativa e quel sistema di combattimento che avevano reso Fallen Order una delle migliori sorprese della generazione precedente. Per gli appassionati di Star Wars è praticamente un appuntamento imperdibile, ma anche chi cerca un ottimo action adventure in terza persona troverà pane per i propri denti.

Il Nostro Verdetto

Star Wars Jedi: Survivor

BUONO
Voto: 85 su 100 — BUONO
✎
Conclusioni

Un sequel ambizioso e riuscito, che amplia in modo convincente quanto visto in Fallen Order con un sistema di combattimento più profondo, un’esplorazione più ricca e una storia più matura. La versione PC paga qualche problema tecnico e una mappa ancora poco intuitiva, ma il viaggio di Cal Kestis resta un’avventura imperdibile per gli appassionati di Star Wars e degli action adventure.

Piattaforma
PC
Data Recensione
10 maggio 2023
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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