Le avventure nello spazio ci affascinano e spaventano ormai da decenni. Il freddo vuoto, l’immensità dell’infinito, la sensazione di estrema solitudine: sono tutte caratteristiche che, se ben sfruttate, non possono che immergerci in contesti suggestivi e pregni di atmosfera. Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo fermati a guardare le stelle, ammirando l’infinito e rimanendone affascinati. Diversi videogames ci hanno portati nello spazio negli ultimi anni, basti pensare a titoli come Tacoma o all’horror cosmico offertoci da Moons of Madness. Sviluppato KeoneN Interactive, giunge oggi su console Deliver Us The Moon, un’esperienza immersiva che ci fa respirare l’amore ed il rispetto per lo spazio profondo, portandoci persino sulla Luna.. Ecco la nostra recensione.

Narrativa spaziale 

La storia di Deliver Us The Moon si svolge in un futuro non troppo distante. Nel 2030 la Terra si ritrova allo stremo, privata ormai totalmente delle risorse essenziali. Intorno al 2050, gli scienziati scoprono di poter raccogliere e utilizzare una particolare forma d’energia direttamente dalla Luna. Viene dunque costruita la prima colonia lunare con lo scopo di rendere più efficiente il processo d’estrazione. Tramite un innovativo sistema basato sulle microonde, il trasferimento della risorsa dalla Luna alla Terra diventa un gioco da ragazzi.

Quando tutto pare andare per il meglio, accade un tragico imprevisto: nel 2055 le comunicazioni con la base lunare cessano misteriosamente, portando nuovamente la Terra sul baratro. La speranza, tuttavia, è l’ultima a morire e così dopo appena un anno un piccolo gruppo di scienziati dà il via ad una missione con lo scopo di raggiungere la Luna in modo da scoprire la verità. Così, inizia il nostro viaggio.

Deliver Us The Moon fa del comparto narrativo la propria colonna portante, immergendo il giocatore in un’avventura lineare ed estremamente breve che svela pian piano le sua carte. Per farlo, il  titolo si serve delle meccaniche di gioco tipiche dei più noti “walking simulator”, ossia raccontando la storia tramite registrazioni, ologrammi e comunicando attraverso l’ambientazione.

Le circa cinque ore trascorse in compagnia di Deliver Us The Moon scorrono via tra alti e bassi. Se è vero che in alcuni frangenti l’incedere può risultare poco incisivo, è comunque innegabile la cura per i dettagli che ci circonda per tutta la durata dell’avventura, capace di rendere la storia assolutamente apprezzabile e coerente. La trama, nella sua semplicità, presenta una squisita dicotomia tra flebile speranza e cinica rassegnazione. Il risultato finale è generalmente avvincente, grazie ad un sapiente lavoro di scrittura.

Sorella Luna

Se apprezzate dunque le avventure lineari basate sulla narrativa ambientale, Deliver Us The Moon potrebbe tranquillamente fare al caso vostro. In ogni caso, la progressione risulta abbastanza varia grazie alla presenza di semplici puzzle ambientali e al fatto che il giocatore non viene preso per mano, lasciato libero di muoversi tra le circoscritte aree di gioco senza essere bombardato da superflui waypoint, potendo così godere di un level design abbastanza accorto e funzionale.

Non solo, Deliver Us The Moon mette gradualmente a disposizione del giocatore nuove meccaniche di gioco, da una tagliatrice al plasma ad un grazioso robottino fluttuante. Gli appassionati di allunaggi, inoltre, godranno dilettandosi in attività come il lancio di un razzo o la possibilità di guidare un rover lunare.

Insomma, il vero punto di forza del titolo di KeoneN Interactive è proprio la sua semplicità. Senza cercare di strafare, il team di sviluppo è riuscito a confezionare un’esperienza di gioco per nulla pretenziosa ma decisamente gradevole.

“Houston, abbiamo un problema(?)”

Nonostante Deliver Us The Moon emani amore per la materia trattata da ogni poro, è innegabile che ci troviamo di fronte ad un prodotto tutt’altro che perfetto. Come anticipato, intanto, il titolo presenta alcuni frangenti poco incisivi, quasi soporiferi sia al livello narrativo sia per una questione prettamente ludica. C’è da dire che ciò si verifica prevalentemente nella prima metà dell’avventura. Parlando di comparto tecnico, invece, non ci sono particolari rimostranze da segnalare, eccezion fatta per un fastidioso freeze temporaneo che affligge il gioco in fase di salvataggio automatico.

Deliver Us The Moon, risultando un caso abbastanza raro tra le produzioni indie che approdano su console, propone due diverse impostazioni grafiche (su PS4 Pro ed Xbox One X): 4K a 30 fps o 1080p a 60 fps. Le abbiamo provate entrambe e, considerando la natura piuttosto placida dell’avventura, ci sentiamo di consigliarvi l’impostazione che sacrifica il frame rate in favore della risoluzione, in modo da godere al massimo del comparto grafico del gioco, realizzato tramite l’ausilio del solito Unreal Engine 4.

Parlando del comparto tecnico, non possiamo che elogiare la colonna sonora che ci accompagna durante l’avventura, decisamente sorprendente.. Al punto da ricordare alcune composizioni del maestro Hans Zimmer.

Concludendo…

Deliver Us The Moon, pur con degli evidenti limiti, coinvolge in un viaggio affascinante. Il tutto principalmente grazie ad una sceneggiatura coerente e ben scritta che, nonostante qualche momento meno avvincente, riesce ad immergere in uno space drama che farà la felicità degli appassionati del genere.

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CI PIACE
  • Ottima atmosfera
  • Ambientazione affascinante
  • Trama misteriosa..
NON CI PIACE
  • … Ma a tratti poco incisiva
Conclusioni

Deliver Us The Moon si unisce al corposo filone dei “walking simulator” offrendo una storia non particolarmente memorabile ma certamente suggestiva. Pilotare un rover sulla Luna è comunque una grandissima figata.

7.7Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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