A cinque mesi di distanza dall’esordio su PC, Moons of Madness giunge su PlayStation 4 ed Xbox One con il compito di coinvolgere i giocatori in un’avventura horror di stampo lovecraftiano ambientata sul pianeta Marte. Ebbene sì, anche questo titolo si aggiunge alla sempre più folta schiera di opere che si autodefiniscono “lovecraftiane”. Spesso tale dicitura risulta quasi fuori luogo e molti prodotti d’intrattenimento, nel recente periodo, hanno semplicemente abusato dei cliché più noti della narrativa del solitario di Providence non riuscendo a coglierne le sfumature più complesse e la profondità intellettuale.

Moons of Madness Greenhouse
La serra sarà protagonista di una delle fasi iniziali di gioco

Moons of Madness riesce a rappresentare una via di mezzo in tal senso. Anche qui si avverte prepotente la volontà di farcire l’avventura di cliché – basti pensare alla dirompente presenza di tentacoli alieni – ma dobbiamo riconoscere che la malsana atmosfera di questa angosciante odissea sul pianeta rosso riesce a coinvolgere, omaggiando H.P. Lovecraft in maniera dignitosa e fornendo un’esperienza horror certamente affascinante, nonostante sia innegabile che ci troviamo di fronte ad una parziale occasione sprecata.

Le lune della follia

Moons of Madness è un chiaro omaggio a Alle montagne della follia, il lavoro più lungo e tormentato di Lovecraft, e i riferimenti tra le due opere non si limitano semplicemente all’assonanza tra i titoli. Nel romanzo, un gruppo di intrepidi esploratori si avventura in una rischiosa missione giungendo in Antartide, dove scopriranno una città in rovina e l’esistenza di esseri cosmici che porteranno i protagonisti alla follia. Moons of Madness parla di esploratori su Marte e, come potrete immaginare, anche in questa situazione si comincerà ben presto ad avvertire un precario stato di salute mentale tra i protagonisti della spedizione.

Narrativamente ci troviamo di fronte ad un’esperienza coinvolgente e disturbante, anche se certamente non memorabile.  Non mancano forme di critiche sociali contro esploratori che si spingono troppo oltre pur di vivere il godurioso piacere della scoperta e organizzazioni multinazionali senza scrupoli che capitalizzano su tutto ciò. Ovviamente, il focus di fondo è comunque rappresentato dal labile confine che separa raziocinio e follia… Follia che in un certo senso diventa il vero e proprio tramite per aprire gli occhi sull’angosciante contesto che fa da sfondo agli eventi.

Moons of Madness
Il brivido è sempre dietro l’angolo in Moons of Madness

Purtroppo, i rimandi alla narrativa lovecraftiana appaiono in certi frangenti forzati e raffazzonati. Non basta riempire l’avventura di tentacoli per cogliere le sfumature dei romanzi di Lovecraft. In Moons of Madness, sin dalle prime fasi di gioco, ci vengono sbattuti in faccia tentacoli di varie forme e dimensioni, tanto che già dopo un’ora la presenza di tali aberrazioni non riuscirà più ad incutere la giusta forma di inquietudine.

Nonostante ciò, tra alti e bassi, la storia intrattiene dall’inizio alla fine e ci regala un epilogo ben orchestrato in cui la filosofia di Lovecraft riceve il trattamento che merita.

Moons of Madness
Incubo o terrificante realtà? Moons of Madness oscilla costantemente tra le due possibilità

Su Marte nessuno può sentirti urlare

Moons of Madness funziona bene, invece, per quanto concerne la scansione della progressione. Non ci troviamo dinanzi al classico “walking simulator” ed il titolo riesce a spezzare il ritmo dell’esplorazione con alcuni puzzle ben amalgamati e mai frustranti. Inoltre, le minacce presenti nell’avventura sono palpabili e spesso il giocatore dovrà lanciarsi in delle sessioni di fuga dai mostri ricche di tensione, anche se estremamente lineari. Ci sono varie sezioni di gioco ben orchestrate, capaci di incrementare l’ansia con espedienti meticolosi e culminando in sezioni adrenaliniche e cariche di pathos.

Purtroppo, dobbiamo segnalare una certa predisposizione nel cercare di spaventare il giocatore tramite jump-scare. Si tratta di un espediente generalmente poco brillante, a tratti grossolano, che tuttavia nel titolo viene proposto quantomeno con un tempismo azzeccato, anche se questa meccanica di gioco, per sua natura, tende a risultare stucchevole dopo che la si “subisce” un paio di volte nello stesso gioco.

In ogni caso, non possiamo che consigliare il titolo agli appassionati, che siamo certi troveranno in Moon of Madness un esponente assolutamente valido del genere horror; una tetra avventura che vi impegnerà per circa sei ore abbondanti, per nulla rigiocabile, ma certamente intensa.

Moons of Madness Tentacle
Quell’abominio tentacolare blocca la porta.. Come faremo a liberarcene?

Graficamente, Moons of Madness, riesce a risultare estremamente ben confezionato, grazie ad un Unreal Engine 4 utilizzato con estrema cura. La versione PlayStation 4 da noi testata offre un colpo d’occhio più che apprezzabile, a tratti notevole, grazie a texture nitide ed a modelli poligonali credibili. C’è qualche sbavatura, come delle ombre poco convincenti ma vista la natura indie della produzione non possiamo che soprassedere su tali frivolezze. Insomma, c’è voluto del tempo ma il porting console risulta più che soddisfacente. Inoltre, il team di sviluppo si è prodigato nella realizzazione di svariate animazioni estremamente credibili che immergono immediatamente nell’atmosfera. A tal proposito, vengono richieste al giocatore azioni contestuali che rendono verosimile il setting in cui ci troviamo: indossare il casco e depressurizzare l’ambiente prima di uscire ad esplorare è un’azione che effettueremo più volte e vedere il nostro protagonista far ciò con le mani tremolanti in situazioni di panico rende estremamente partecipe il giocatore che non può che empatizzare col protagonista.

A livello artistico, poi, rendere affascinante e suggestivo un pianeta brullo come Marte non era impresa facile ma un meticoloso lavoro di art design, unito ad inquadrature dal taglio cinematografico, rende il tutto avvincente ed immersivo. Le strutture interne godono di una mola di dettagli notevole e, man mano che l’avventura prenderà una piega più cosmica, la dualità contorta dell’ambientazione diventerà sempre più palpabile; sia come una tetra ed disturbante distesa di orrore nichilista, sia come il massimo splendore dell’infinito cosmico. Anche il sonoro ricopre un ruolo fondamentale, grazie ad un accompagnamento musicale azzeccato ed un sound design terrificante al punto giusto, con improvvisi rumori ambientali che tengono costantemente sulle spine . Notevole il doppiaggio in in lingua inglese, ben recitato e ricco di enfasi.

Moons of Madness Lovecraft
La situazione non promette nulla di buono…

Concludendo…

Possiamo certamente affermare che Moons of Madness rappresenti un’interessante esperienza horror, pur senza imporsi o elevarsi in particolar modo in un genere ormai inflazionato e ricco di protagonisti ben più memorabili. Nonostante una visione lovecraftiana un po’ banalizzata ed un eccesso di jump-scare, il titolo riuscirà a coinvolgere gli appassionati degli horror-walking simulator, definizione quest’ultima che sta persino stretta al titolo in questione, vista la presenza di diverse sezioni interattive, tra fughe rocambolesche e puzzle mai banali.

CI PIACE
  • Buon mix tra puzzle ed esplorazione
  • Atmosfera suggestiva
  • Tecnicamente ottimo
  • Riferimenti alla narrativa lovecraftiana…
NON CI PIACE
  • … A volte non perfettamente riusciti
  • Qualche jump-scare di troppo
Conclusioni

Moons of Madness ci immerge in un’odissea horror dal sapore lovecraftiano che, con alti e bassi, riesce a coinvolgere e spaventare. Non si tratta di un capolavoro ma di un titolo che gli appassionati del genere devono assolutamente provare.

7Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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