Prima di tutto…

1986, i tempi d’oro delle sale giochi. Non solo quelle italiane, ma di tutto il mondo. Erano i tempi della svolta: iniziavano ad apparire i primi giochi con sprite giganti, gli hardware erano in progressivo miglioramento e ognuno poteva trovare in sala ogni tipo di esperienza di gioco. E tra tutte questi mondi paralleli in cui immergersi, ce n’era uno molto particolare, uno che ha fatto la storia, per svariati motivi, delle belle sale di una volta… Sega ha creato questo capolavoro, questa pietra miliare: prima di Sonic, prima di Alex Kidd, prima anche di Wonder Boy, Yu Suzuki ci metteva alla guida di una fiammante Ferrari TestaRossa, pronti a superare un lungo tracciato Coast 2 Coast insieme a una bella bionda… Tutto questo era Out Run…

Pump Up The Volume!

Non penso che fosse mai capitato prima d’ora in una sala giochi: inserire un gettone e vedere, per prima cosa, una mano che ruota senza pensieri la manopola di una radio! Splash Wave, Magical Sound Shower e Passing Breeze… Tre melodie da scegliere per intraprendere il tuo viaggio! Mai prima d’ora, a mia memoria, ci era consentito di scegliere cosa ascoltare! E non solo si è trattata di una scelta rivoluzionaria, ma anche decisamente azzeccata: tutte e tre le canzoni sono strepitose… Sono veri e propri capolavori della soundtrack videoludica di ogni tempo. E ora che abbiamo scelto la musica… facciamo mangiare la polvere alla bandiera a scacchi!

Il destino in un bivio

Altra particolarità dell’esperienza Out Run (non si può definire come un semplice gioco, ma come una vera e propria esperienza) è la possibilità, ad ogni checkpoint, di decidere in quale direzione andare: ogni bivio ti trasporta in un mondo completamente differenti, passando dalla spiaggia iniziale a degli scuri canyon, per poi finire con le ruote in mezzo a un romantico campo di fiori circondato da mulini a vento. Ovviamente, più impervie saranno le zone da attraversare, più numerosi saranno gli ostacoli a bordo pista… Insomma… Su quei canyon e su quei mulini ci si schianta! Se centrati a una velocità elevata, gli ostacoli ribalteranno voi, la vostra compagna e la vostra auto, e perderete secondi preziosi, prima di poter tornare in carreggiata… E due schianti spesso equivalgono a una sconfitta… Già, Out Run è una esperienza da giocatori temprati: il ragazzino voglioso di pura velocità viene punito da quello che gli sta attorno, solo il giocatore esperto potrà farsi largo attraverso i luoghi più disparati…

“Un gioco di guida, non un gioco di corse!”

Girovagando per la rete ho trovato spesso questa affermazione riferita ad Out Run… All’inizio non riuscivo a capire la differenza… Cosa potrà mai esserci di diverso in questo gioco dagli altri giochi di corse? Semplice. Qui non c’è competizione. Il giocatore viene lasciato in totale libertà, gli unici nemici sono le auto di passaggio e il tempo. Niente bulli superveloci da raggiungere, niente altre Ferrari da superare. Solo un percorso da vivere da un punto A a un punto B per raggiungere la gloria della vittoria. E questo è quello che fa di Out Run un titolo veramente super partes.

 

Outrunners di ieri, Outrunners di oggi…

Non mi ricordo più quanti anni avevo, forse una decina: il luogo era la sala giochi del luna park, quella pericolosa, quella nel quartiere malfamato nella quale potevi andare solo se accompagnato da un genitore. E in quella sala, per 4 anni, c’è stato, in un angolo vicino alla cassa, Out Run. Ma non una sua versione standard, ma la sua versione speciale, la più diffusa: un cabinato rosso chiuso, dentro il quale sedersi. “E allora?”, direte voi, “ce ne sono miliardi anche oggi!”. E’ vero… Ma quanti cabinati, nel 1986, potevano farti guidare da seduto e quando mai, soprattutto, un sistema di pistoni reagiva scuotendo il cabinato a ogni tua curva, mentre una ventola interna simulava il soffio del vento… Già, Out Run offriva anche questo. Una vera esperienza incorporante. Per molti anni non si è più sentito parlare di Out Run: ci sono stati spin-off di vario genere (tra cui l’ottimo Turbo Out Run) ma mai un seguito ufficiale. Solo nel 2003, Sega ha rilasciato Out Run 2, e ve lo dico col cuore: se vi capita di trovarne uno in una sala giochi, non esitate, comprate dei gettoni e inseriteli. Il sentire lo stesso suono, il vedere la stessa auto e le stesse musiche nella radio, tutto vi riporterà a rivivere quei fantastici momenti, quando la vostra auto varcava le spiaggie della West Coast, cullato dal vento e dal rumore delle onde… E, perché no, anche dalle grida della vostra ragazza!

Alessandro “Il Notturno” Perlini

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