Noi videogiocatori siamo un popolo di nostalgici, abbiamo questa innata propensione a rimpiangere il passato e a rievocare i bei tempi andati. Con un po’ di ritardo, l’industria ha captato questo nostro bisogno e sono cominciati a fuoriuscire remastered, remake e compagnia bella. Il caso più eclatante è quello che, lo scorso anno, ha riguardato Crash Bandicoot n. Sane Trilogy, il pacchetto comprendente i tre titoli originali in versione remake che ha riportato in auge l’iconico marsupiale. I risultati sono stati sconvolgenti, la n. Sane Trilogy ha venduto uno sfracello e Activision ha finalmente capito di avere un paio di galline dalle uova d’oro nel suo pollaio. Un paio, perché la seconda è proprio il buon vecchio Spyro che, in questi giorni, è risorto dalle sue ceneri grazie alla Spyro Reignited Trilogy.

La Reignited Trilogy include i tre episodi originari del franchise (Spyro the Dragon, Spyro 2: Ripto’s Rage e Spyro: Year of the Dragon) sviluppati, ai tempi, dai geni di Insomniac Games, capaci di creare negli anni successivi opere del calibro di Ratchet & Clank e il  recentissimo Marvel’s Spider-Man.

Com’è invecchiato l’iconico draghetto viola? Toys for Bob ha compiuto un buon lavoro di rimodernamento o si è limitata a svolgere il compitino? Ecco a voi le nostre considerazioni.

Spyro the Dragon

Spyro the Dragon debuttò sulla prima PlayStation esattamente vent’anni fa, nel 1998. Nasty Norc odia a morte i draghi e, un giorno, infuriato dopo essere stato insultato da un drago durante un trasmissione TV, decide di punire gli sputafuoco trasformandoli in statue di cristallo. Tuttavia, il piccolo e determinato Spyro sfugge al terribile sortilegio e, accompagnato dalla sua amica Sparx, decide di cominciare il suo viaggio che lo porterà ad esplorare i Regni dei Draghi, per liberare i suoi simili e sconfiggere il burbero Nasty.

Spyro Reignited Trilogy Mondo degli Artigiani
Spyro, Sparx e la fatina che salva i progressi del giocatore

Spyro the Dragon è un semplice platform che propone piccoli mondi aperti da esplorare alle ricerca di draghi da salvare e gemme da recuperare. Spyro può planare per brevi distanze e sconfiggere i nemici con una fiammata o caricandoli con un colpo di corna ben assestato. Sparx non è altro che la rappresentazione dei punti vita di Spyro: dopo ogni colpo subito dal draghetto, la libellula magica cambierà colore (oro>blu>verde) fino a scomparire del tutto; a quel punto, un ultimo danno subito da Spyro causerà l’inevitabile morte del protagonista. La vitalità di Sparx può essere ripristinata nutrendola con delle farfalle che appariranno dopo aver eliminato varie creature sparse per i livelli.

L’estrema spensierata semplicità del capostipite della serie rappresenta al contempo un limite ed un punto di forza. L’avventura ideata da Insomniac Games – vent’anni fa – mantiene intatta la sua magia e girovagare per gli splendidi regni, planando qua e là, cercando di arrostire i cattivoni di turno, è un’esperienza di gioco fanciullesca ma estremamente godibile ancora oggi… anche se i veterani del genere potrebbero reputare Spyro the Dragon privo di un livello di sfida degno di nota. Toys for Bob ha mantenuto un livello di fedeltà alle meccaniche di gioco originali in grado di soddisfare i fan più esigenti, che si troveranno davanti ad un gioco più godibile e fluido rispetto all’originale.

Spyro 2: Ripto’s Rage

A quei tempi sviluppare un videogame non richiedeva 4-5 anni di lavoro, così nel 1999 Insomniac Games deliziò gli estimatori di Spyro con un sequel che prendeva quanto di buono fatto dal predecessore, ampliandone la formula: Spyro 2: Ripto’s Rage.

Spyro Reignited Trilogy schermata di selezione
Ecco la schermata di selezione del titolo

Dopo la dipartita di Nasty Norc, il Regno dei Draghi sta vivendo un periodo di pace e serenità e Spyro vorrebbe godere di un po’ di meritato relax, così il draghetto viola decide di recarsi alle assolate Spiagge del Drago. Una volta entrato nel portale, Spyrosi ritrova stranamente nel Regno di Avalar dove fa la conoscenza del Professore, di Elora, di Hunter ma soprattutto del malvagio mago Ripto e dei suoi rimbambiti scagnozzi. A questo punto la missione è ovvia: salvare Avalar e i suoi nuovi amici scacciando Ripto. In questo capitolo possiamo ammirare un miglioramento narrativo rispetto al capostipite: oltre Spyro anche i comprimari adesso godono di un ruolo di rilievo nella storia e Ripto è un cattivo più presente e carismatico rispetto al dimenticabile Nasty.

La struttura alla base di Spyro 2: Ripto’s Rage non differisce particolarmente dal suo predecessore: si viaggia attraverso portali, si recuperano gemme e si sconfiggono nemici di varia natura. Spyro può contare sulle abilità che abbiamo già imparato a conoscere e inoltre durante l’avventura avrà modo di apprenderne di nuove, come la capacità di arrampicarsi o di nuotare sott’acqua.

I livelli sono notevolmente più vasti e ricchi di contenuti e offrono diversi obbiettivi secondari utili ad aumentare la longevità. Le nuove abilità di Spyro trovano perfetto riscontro in un level design più stratificato e stimolante. Le boss fight sono più ispirate e alcuni minigiochi sono veramente spassosi. Insomma, Ripto’s Rage è la perfetta evoluzione di Spyro the Dragon e si conferma anche oggi come un platform di buon livello.

Spyro: Year of the Dragon

Rilasciato nel 2000, Spyro: Year of the Dragon segna la fine di un’epoca. Innanzitutto chiude la trilogia di Insomniac Games che, con questo capitolo, abbandona la serie, per concentrarsi su Ratchet & Clank. E’ inoltre l’ultimo capitolo sviluppato in esclusiva PlayStation, visto che il franchise è stato acquisito da Vivendi che lo ha trasformato in una serie multipiattaforma. Purtroppo dopo Year of the Dragon, la serie ha cominciato il triste declino che ben conosciamo…

In Year of the DragonSpyro dovrà viaggiare attraverso i Mondi Dimenticati, dopo che una malvagia maga ha rubato le centocinquanta uova dei draghi. Questo terzo capitolo rappresenta la piena maturità ludica della serie. La terza avventura di Spyro è la più vasta e variegata dell’intera trilogia e propone tante novità. Innanzitutto, si potranno utilizzare altri sei personaggi in aggiunta al protagonista, il tutto a beneficio di un level design sorprendente. Sono presenti delle sezioni di gioco interamente dedicate ad Hunter e Sparx ma potremo anche utilizzare nuovi personaggi come l’uccello sgt. Bird capace di volare senza limiti e sparare razzi o la scimmia Agente 9 armata di pistola laser e bomba a mano. Le fasi di gioco con i nuovi personaggi non sono finemente curate come le ormai assodate sezioni con Spyro ma contribuiscono nel donare nuova ninfa ad una formula di gioco che, giunta ormai alla sua terza iterazione, avrebbe potuto inevitabilmente risultare ripetitiva. Tantissimi i minigiochi presenti che includono: battaglie navali, pilotaggio di aeroplani, svariati tipi di corse e tantissimo altro ancora.

Spyro: Year of the Dragon chiude egregiamente una trilogia che ha fatto – meritatamente – la storia, probabilmente si tratta del miglior capitolo della serie, certamente è l’episodio più completo e vario.

Un remake da prendere come esempio

Con Spyro Reignited Trilogy, Toys for Bob ha svolto un lavoro encomiabile. Pur mantenendo intatto il feeling con le opere originali, gli sviluppatori non hanno lesinato nel conferire il loro tocco artistico nell’opera, rimodernando egregiamente quegli aspetti che ad oggi sarebbero apparsi vetusti e poco incisivi. Le cut-scenes sono state rigirate in modo da risultare più godibili e al passo coi tempi, il design dei peronaggi è stato arricchito andando a sopperire le inevitabili mancanze delle opere originali. Per esempio, gli 80 draghi da salvare nel primo capitolo sono stati completamente ridisegnati e adornati con tante nuove particolarità e dettagli. Il vuoto mondo originale di Spyro the Dragon non ha adesso nulla da sfigurare rispetto ai due successori, risultando anch’esso estremamente bello e curato.

Spyro Reignited Trilogy draghi da liberare
Un drago appena liberato dal piccolo Spyro

I paesaggi visitabili sono semplicemente eccezionali, di una bellezza visiva che ha ben poco da invidiare ad alcuni dei migliori film d’animazione odierni. Il fuoco è reso degnamente e il modo in cui interagisce coi nemici e con l’ambiente circostante è più che apprezzabile. I modelli poligonali godono di una cura maniacale ed incredibilmente anche le animazioni facciali riescono, nel loro essere estremamente caricaturali, a conferire una certa credibilità nell’espressività dei personaggi così come le animazioni generali, anch’esse di alto livello soprattutto per quanto riguarda Spyro più vivo che mai in questa nuova veste. Il nostro amato draghetto è talmente fluido da controllare da risultare quasi straniante nei primi minuti di gioco, anche se la carica ha mantenuto una certa macchinosità di fondo.

Salvo qualche ingiustificato svarione, non eccessivamente problematico, i tre titoli di questa collection garantiscono abbastanza stabilmente i 30 fps su PlayStation 4 Pro. La telecamera ogni tanto incespica non seguendo bene l’azione e i caricamenti sono forse un po’ troppo frequenti. Le cut-scenes elogiate poco sopra deficitano per quanto riguarda il dettaglio grafico, ben lontano dalla qualità visiva apprezzabile in-game.

Il comparto audio è stato completamente rimasterizzato e rinvigorito dall’ausilio di nuovi effetti sonori come lo zompettare delle unghiette di Spyro sul terreno o il rumore dell’erba che arde in seguito alle fiammate del draghetto. Eliminato in toto lo scabroso doppiaggio italiano originale che è stato sostituito da un nuovo adattamento nella nostra lingua di pregevole fattura.

Concludendo…

Spyro Reignited Trilogy è semplicemente uno dei migliori remake mai realizzati. Il lavoro svolto da Toys for Bob è encomiabile e, pur rimanendo fedele alle origini ventennali dei titoli in questione, sta saldamente al passo coi tempi grazie ad un’opera di svecchiamento estetico eccezionale ed ad una ritrovata fluidità e naturalezza nelle meccaniche di gioco. Sulla qualità ludica dei singoli titoli non c’è molto da dire, stiamo parlando di tre platform che sono entrati di diritto nella storia della prima PlayStation, la notevole semplicità e spensieratezza del primo capitolo viene compensata dai due successori, più vasti e meno lineari nella struttura. Ciononostante completare, anche al 100%, le tre avventure non è un’impresa particolarmente complessa e questo è un aspetto che chi vive di pane e platform potrebbe non apprezzare. Il valore di questo pacchetto è comunque indiscutibile, Spyro Reginited Trilogy si presta perfettamente a sessioni di gioco mordi e fuggi ma è talmente divertente da causare dipendenza, tanto che probabilmente vi ruberà interi pomeriggi senza che nemmeno ve ne accorgiate. Activision, i due esperimenti sono riusciti alla grande, adesso vogliamo vedere Crash e Spyro in nuove e memorabili avventure.

CI PIACE
  • Tre videogiochi iconici, tirati a lucido
  • Provoca dipendenza
  • Graficamente adorabile
  • Meccaniche di gioco semplici ma incisive
  • Tantissimi minigiochi
NON CI PIACE
  • Qualche caricamento di troppo
  • Telecamera migliorabile
  • Non particolarmente impegnativo, soprattutto per i veterani del genere
Conclusioni

La fiamma di Spyro è tornata ad ardere più prepotentemente che mai in questa fenomenale collection remake, consigliatissima ai nostalgici dell’epoca ma anche ai neofiti. Insomma, vent’anni e non sentirli!

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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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