Call of Duty: Vanguard è l’ultimo capitolo della celebre serie di sparatutto bellici targati Activision. Può sembrar banale cominciare una recensione con una frase così scontata ma purtroppo riassume perfettamente il prodotto di cui stiamo parlando ed il concetto alla base dell’operazione commerciale chiamata Call of Duty. Vanguard è un gioco nuovo che giunge sul mercato senza suscitare particolare clamore. Sa già il posto che gli spetta nel mercato odierno e deve soltanto resistere ai vertici per un anno, giusto il tempo di essere scalzato dal suo inevitabile successore.

Può sembrare crudele o difficile da ammettere ma Call of Duty non ha più un’anima, che ci piaccia o no.

Call of Duty è ormai un franchise decennale che ogni anno aggiunge una nuova pedina sulla sua scacchiera. Basti vedere il menù di gioco iniziale di questo Vanguard, in cui il titolo coesiste con Warzone, Cold War e Modern Warfare: un’unica famiglia insomma, in cui un gioco vale l’altro a dire il vero. Come da routine, anche Call of Duty: Vanguard è diviso in Campagna, Multigiocatore e Zombi, puntando sulla solita offerta contenutistica di assoluto impatto ma che è ufficialmente diventata reiterante, fin troppo aggiungeremmo.

War. War never changes.

“Nuovo” Call of Duty, dunque, ma con la stessa struttura e le stesse caratteristiche. Fondamentalmente cambia soltanto il setting storico che quest’anno ci fa tornare nella Seconda Guerra Mondiale. Non possiamo dire di non aver gradito il ritorno ad uno dei periodi bellici più affascinanti mai vissuti ma ci chiediamo: se la campagna fosse stata ambientata in un altro setting, sarebbe effettivamente cambiato qualcosa nell’esperienza di gioco generale? Forse no..

Le varie armi, esteticamente estremamente fedeli alle controparti originali, non sembrano differire più di tanto, quantomeno nel feedback, alle bocche da fuoco già utilizzate in Cold War e Modern Warfare. Questa è l’ennesima caratteristica che rende Vanguard una semplice aggiunta ad un colossale franchise, piuttosto che un’opera viva ed indipendente.

La modalità Campagna in Call of Duty: Vanguard intrattiene ed è certamente divertente ma non propone realmente nulla di nuovo. Inoltre, non riprende alcune delle interessanti novità appena abbozzate da Cold War lo scorso anno, limitandosi piuttosto a svolgere il semplice compitino rimanendo morbosamente fedele ai classici canoni della serie. Preparatevi dunque a qualche ora di godibile intrattenimento in cui sarete chiamati a far fuori nazisti, nulla di nuovo ma è pur sempre divertente.

Call of Duty: Vanguard

La modalità storia ci mette nei panni di diversi personaggi, come anticipato ampiamente dai vari trailer, e cerca di narrare la vicenda in maniera organica, facendoci conoscere i vari soldati ed immergendoci in un continuo  avanti e indietro nella linea temporale, tra fasi nel presente rappresentato dal 1945 e flashback risalenti a qualche anno prima.

Le ambientazioni sono affascinanti e ricreate con la giusta dovizia di particolari, valorizzate da un art-design certamente d’impatto. La regia delle scene d’intermezzo è ispirata ed anche la recitazione tocca livelli non indifferenti. Questi aspetti tecnici decisamente ben riusciti ci permettono di immedesimarci nei vari protagonisti, rendendo l’esperienza abbastanza coinvolgente. A livello ludico, ogni operatore, almeno sulla carta, ha dei punti di forza unici ma questa meccanica non è stata sfruttata con coraggio dal team di sviluppo ed il risultato è che ogni personaggio è fondamentalmente uguale, ludicamente parlando, e ciò rappresenta una cocente occasione sprecata. Alcune sezioni della campagna, inoltre, soffrono di un design mal strutturato, inficiando la godibilità di alcuni momenti narrativi abbastanza intensi. A tal proposito è veramente avvilente notare come l’intelligenza artificale, dei nemici e dei compagni di squadra, non abbia fatto il minimo passo avanti negli ultimi anni. I nemici ci soverchiano, come al solito, con la loro quantità più che con dei reali movimenti e tattiche realistiche ed i nostri compagni si limitano ad accompagnarci senza interagire in maniera incisiva su ciò che avviene a schermo.  In definitiva, però, se state cercando è una classica campagna sparatutto in prima persona spettacolare e mediamente coinvolgente, Call of Duty: Vanguard fa certamente al caso vostro.

Call of Duty_ Vanguard_Zombi

Simili sensazioni si respirano nella modalità multiplayer, che incorpora alcune novità utili a rendere l’esperienza di gioco più varia e soddisfacente e anche un paio di nuove modalità. Anche in questo caso, però, il risultato è che l’esperienza di gioco è la solita di sempre, di realmente inedito c’è ben poco. Non è che ci si possa lamentare, anzi, visto che Call of Duty: Vanguard gioca certamente sul sicuro e propone comunque una varietà di mappe più che soddisfacente. Inoltre, la modalità Collina dei Campioni è un’interessante novità che dona un po’ di freschezza alla competizione online. Tra le new entry va segnalata anche la modalità Pattuglia che, però, non ci ha convinti particolarmente. Interessante la possibilità di scegliere diversi ritmi di azione, andando ad impostare un parametro che setta la “mole” di giocatori presenti in un determinato match, una possibilità di scelta che accontenta sia chi ama le partite frenetiche e sia chi preferisce un’azione più ponderata e tattica.

Un po’ come anticipato dalla campagna, anche il multiplayer di Call of Duty: Vanguard è basato sugli operatori. Ci sono ben 12 operatori e nonostante sembrino ben diversi l’uno dall’altro, con tanto di background narrativo personale, a livello di gameplay sono praticamente identici. Essi sono praticamente delle skin. Nonostante ciò, giocando come un operatore specifico, si guadagnano XP che permettono di sbloccare 20 ricompense legate a quel determinato operatore. Anche in questo caso si poteva osare maggiormente, visto che i premi si limitano a semplici oggetti cosmetici, mosse finali e poco altro più.

Al di là di una mancanza generale di reali novità d’impatto, la modalità multiplayer è solida e divertente ma la sostanza è la medesima della campagna: manca la scintilla, quel qualcosa che rende realmente memorabile l’esperienza. Le mappe fanno il loro sporco lavoro ma risultano altalenanti a livello di level design ed estetica, con alcune decisamente più riuscite di altre.

Il vero anello debole della comunque imponente offerta ludica di Call of Duty: Vanguard è la modalità Zombi, abbastanza anonima e ben lontana dall’offrire ciò che altri grandi capitoli del franchise hanno proposto negli ultimi anni. La mappa è deludente, l’interazione minima e le aggiunte decisamente poco interessanti. Se siete tra coloro che ogni anno comprano CoD principalmente per la modalità Zombi, quest’anno potreste decisamente rimanere delusi. La speranza è che il team di sviluppo abbia qualche asso nella manica sotto forma di aggiornamento, altrimenti non ne vale realmente la pena.

Concludendo…

Potremmo ancora dilungarci ma il rischio sarebbe quello di risultare ridondanti. Il nuovo Call of Duty di “nuovo” ha ben poco e giunge sul mercato senza particolare enfasi, accontentandosi di portare a casa la pagnotta con il minimo sforzo. Se siete tra gli irriducibili fan della serie, amarete senza remore anche Call of Duty: Vanguard , un titolo che non stravolge – e in fin dei conti non vuole nemmeno farlo – ciò a cui da anni siamo abituati: una campagna divertente (anche se non sorprendente) e una modalità multiplayer solida, avvincente ed altamente personalizzabile che permette di adattare i match al vostro stile di gioco. Peccato per una modalità Zombi dimenticabile, la vera delusione dell’offerta di gioco.

Se invece speravate, con la next-gen che ha ormai compiuto un anno, di poter ammirar qualcosa di nuovo, una scintilla in grado di sorprenderci… Beh, lasciate ogni speranza, Call of Duty: Vanguard è uno dei tanti, un gioco il cui vero ruolo è forse quello di far da spalla a Warzone.

Ci rivediamo dunque tra un anno, tristemente rassegnati ad immaginare già cosa ci aspetterà…

CI PIACE
  • Contenutisticamente ricco
  • Campagna gradevole
  • Multiplayer solido
NON CI PIACE
  • Privo di una reale anima
  • Modalità Zombi deludente
  • IA vecchia di una generazione
Conclusioni

Call of Duty: Vanguard è l’ennesimo Call of Duty che non riesce a sorprendere. La campagna è certamente apprezzabile e la modalità multiplayer avvincente. Decisamente deludente, invece, la modalità Zombi. In sintesi, un COD che non riesce a lasciare il segno.

6Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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