Kynseed è un piacevole videogame sul genere sandbox/farming che si è appena affacciato sulla scena Indie, tramite la formula Early Access su Steam.

Il team dietro a questo progetto è PixelCount Studios, un piccolo gruppo di persone – con sede in Inghilterra – fondato da tre ex-svilupppatori del famoso Fable, della defunta Lionhead Studios.
Prima di cominciare la disamina del titolo, una piccola premessa: gli sviluppatori ci tengono a precisare che Kynseed non è un gioco finito. Anzi è ben lungi dall’esserlo! Neanche per metà, neanche per un quarto – molte cose sono incomplete o semplicemente mancanti, e sono presenti molti bug a cui porre rimedio. Ciononostante ci troviamo qui oggi a scriverne una recensione preliminare, ma tenete presente che la votazione del prodotto finito potrebbe cambiare radicalmente.

Adesso possiamo procedere …

Storia

L’incipit della storia è semplice e viene esposto tramite una manciata di immagini statiche durante l’inizio di una nuova partita.
I protagonisti sono due gemelli, un maschio ed una femmina, nati in una famiglia numerosissima e povera, che vive in una scarpa gigantesca. La madre è disperata perché, evidentemente, poter sfamare tutti questi bambini le risulta molto difficoltoso.
Un giorno sopraggiunge un uomo, senza moglie o figli, ma di buon cuore. Questi viene conquistato subito dai due gemellini, e decide di prenderli con se, per vivere nel Vale, nella terra di Quinn, e per dargli una casa calda e dignitosa dove vivere.

Il gioco, una volta con scelto il gemello da impersonare, ha finalmente inizio …

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Ecco il nostro futuro patrigno, illustrato durante le immagine della storia.

Gameplay

La visuale del gioco è isometrica, tipica del genere di cui fa parte. Se dalle immagini avete intuito che si tratta di un titolo ispirato all’ottimo Stardew Valley, ci avete preso: questo titolo gli deve sicuramente molto, ma per fortuna non si tratta di un clone e riesce a prendervi le giuste distanze.

Il mondo di gioco, visibile nella mappa dai menu, è diviso in numerose sezioni, collegate tra loro da alcune strade. La fattoria in cui sono stati adottati i gemelli è chiamata Willowdown, ed è il posto in cui il nostro protagonista vive, e potrà coltivare la fattoria del neo-papà.
All’inizio del gioco la mappa mostra solo punti interrogativi: ogni sezione del mondo va prima visitata per prenderne conoscenza. In ogni singola sezione è inoltre disponibile una mappa a volo d’uccello, ma anche questa va guadagnata: è necessario trovare in ognuna tutte le pietre-mappa ed attivarle: queste sono facilmente identificabili perché assomigliano a dei grossi menhir con delle incisioni.

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Abbiamo appena trovato l’ultima pietra-mappa del livello ed il gioco ci informa che ora la mini mappa è disponibile. Hurrah!

Il mondo è cosparso di numerosi NPC, con i quali è possibile interagire in svariate occasioni. Questi compiono tutti i giorni una serie di azioni predefinite – vanno al bagno, gironzolano, chi possiede un negozio ci entra per gestirlo ed infine di notte tornano a casa per dormire. In ogni momento è possibile fermare uno di essi premendo il tasto azione per dispiegare un piccolo menu che, tramite una delle quattro direzioni, permette di: parlare, mostrare la scheda del personaggio, fare un regalo/comprare, ed annullare. Le conversazioni sono semplici: di norma gli NPC che hanno qualcosa da dire mostrano il classico punto esclamativo sopra di essi. Interagendo con loro si potrà ascoltare il messaggio che, a volte, può innescare l’aggiunta di una quest specifica. Tutti le quest verranno poi posizionate in un comodo menu che mostra il loro status ed eventuale completamento. Le conversazioni prevedono anche alcune icone standard per chiedere ai personaggi il nome, gli interessi, l’età etc. Queste informazioni vengono poi raccolte in una scheda dedicata che al momento ha poco valore, ma in un futuro sarà evidentemente utile per interagire con loro più profondamente.
Alcune missioni hanno una cadenza (giornaliera, settimanale, etc.), come per esempio sfamare i maiali, od offrire del cibo per le fate protettrici.

Durante la fase iniziale del gioco per ogni quest completata nel corso di una giornata il patrigno del nostro eroe lascerà sul comodino un soldino – sulla falsariga di una paghetta. Più quest svolte, più soldi si avranno da poter spendere in semi da piantare, cibo, od attrezzi.

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Qui potete ammirare il piccolo menu per interagire con gli NPC.

Il Kynseed ed il Contratto

Fin qui tutto bene, ma alla fine della prima estate (NB: le stagioni durano 14 giorni), accade qualcosa di inaspettato. Il nostro protagonista viene risvegliato in piena notte da Twig, uno strambo NPC, che gli spiega che è venuto il momento di incontrare il Fairweather.
Una volta raggiunto, questo bislacco spirito propone al gemello la firma di un contratto. Il contratto prevede la consegna di un Kynseed, un seme particolare che farà crescere un Albero Famiglia, dietro compenso da pagarsi in anni di vita (!!). Più l’albero cresce, più grande il potere acquisito dal suo possessore, ma il prezzo da pagare è alto: ogni 60 giorni il detentore del contratto, od i suoi eredi, dovranno donare il proprio corpo a lui. Il seme sarà quindi passato agli eredi, in assenza dei quali sarà scelto un orfano. Il contratto standard ha una durata di 1000 anni, e si paga anticipatamente con 3 anni di vita.

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Ecco il profetico Fairweather mentre ci propone l’infausto contratto …

Tralasciando il contenuto del testo del contratto, un poco angosciante, questo avvenimento ha un immediata ripercussione nel gioco: il pagamento di tre anni di vita si traduce nella sparizione del protagonista per altrettanto tempo. Non appena ci si risveglia infatti, troviamo l’altro gemello affranto, in una casa ormai vuota da tempo. Il padre è mancato tempo addietro, forse anche a causa della nostra sparizione. Prima di andare via, per sempre, il gemello ci racconta brevemente l’accaduto degli ultimi tre anni, e ci impone di tenere la fattoria, se lo vogliamo. Inizia così il primo, solitario, autunno…

Accesso troppo anticipato?

Nel suo stato attuale il gioco permette di giocare per 1 anno intero, dopodichè si interrompe. E’ possibile svolgere un buon numero di sub-quest ed attività secondarie quali pescare (come poteva mancare?), coltivare piante, raccogliere frutta, gestire gli animali (dando loro da mangiare e raccogliendo quello che producono), etc. e non manca anche un assaggio dei combattimenti.

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L’immancabile pesca, minigame presente in tantissimi videogame da tempi immemorabili.

Le regioni di gioco presenti sono sufficientemente numerose ed estese, ma anche scarne, prive di vita, e poco interattive.
Una giornata intera dura circa 10 minuti, durante i quali è possibile gironzolare in cerca di quest e cose da fare, anche se non abbiamo avuto l’impressione di avere un vero scopo. Durante il primo mese di tanto in tanto, all’inizio di una nuova giornata, uno degli NPC fornirà spontaneamente delle missioni da completare che, di solito, sono del tipo: vai là, parla con quella persona, fai ciò che ti dice, e riportami quello che ti da (tutto nella norma quindi – per il momento niente di innovativo sotto questo aspetto). Dopo la firma del contratto le missioni smettono praticamente di esistere, e si rimane abbandonati a noi stessi. Viene anche sbloccata una parte del mondo che prima era preclusa, anche se veniamo subito avvisati da uno degli NPC che è molto incompleta – informazione tragicamente veritiera.

Comparto Tecnico

La pixel-graphic offerta è senza dubbio di buon livello, anche se lungi dall’essere perfetta. Alcuni elementi del paesaggio sono caotici e facilmente confondibili con altri, ed i personaggi del villaggio sono molto simili tra loro. Le animazioni ci sono sembrate un po’ essenziali, specialmente sulle azioni del protagonista – nel dettaglio non abbiamo apprezzato che alcune possano essere effettuate solo essendo girati verso l’alto (come scavare con la piccozza).
Abbiamo avuto la “sfortuna” di assistere a tanti bug, troppi per essere menzionati: moltissimi sono puramente “estetici”, ma alcuni relativi alle meccaniche di gioco, che andranno sicuramente indirizzati opportunamente prima del rilascio definitivo.

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La corsa dei maiali, io punto su quello bianco e voi? Peccato che non siamo riusciti a farla funzionare, i maiali stanno lì e non partono …

L’audio include una ricca scelta di musiche di sottofondo, tutte in stile easy listening con, a farla da padroni, strumenti quali arpe, archi e chitarre. Le musiche sono generalmente piacevoli e mai fastidiose, alcune anche parecchio ispirate – sotto questo aspetto il lavoro svolto è già apprezzabilissimo.
Gli effetti sonori sono limitati alle azioni più basilari, e di qualità ambigua: i suoni ambientali sono piacevoli, ma il resto è sciatto, come per esempio l’audio degli esseri viventi che popolano il mondo di gioco. Infine facciamo notare che tutto il testo è in inglese, spesso in versi ed in rima baciata. Chapeau ai narratori per l’impegno, però, forse anche per via di questa sua natura complessa, al momento non esiste un piano di traduzione in altre lingue ben delineato.

Concludendo…

Kynseed è un gioco che ha davvero un potenziale illimitato. Non si tratta, come abbiamo già evidenziato, di un banale clone di Stardew Valley. L’interazione con gli NPC è più ricca di sfaccettature, potendo fargli anche domande su gusti e preferenze. L’albero delle abilità è più ricco e completo, ed il crafting di oggetti prevede anche l’utilizzo di alcuni semplici mini-giochi per la determinazione della qualità finale della produzione: in questo modo hanno introdotto una componente di abilità molto benaccetta, rispetto al solito tiro dei dadi virtuale. I combattimenti esibiscono già una giocabilità apprezzabile, anche se siamo al limite della demo – nel suo attuale stato Kynseed può offrire circa 10 ore di gioco piene, dopodichè o si ricomincia, oppure si aspetta qualche aggiornamento che introduca del nuovo contenuto.
In futuro ci sarà la capacità di sposarsi ed avere figli che continueranno il gioco, comprare e gestire negozi, costruire ed espandere la fattoria – tutte novità che siamo assai ansiosi di poter provare. Anche in questo stato riesce comunque a divertire ed offrire tante ore di gioco, ed è per questo che gli diamo una piena sufficienza, ma ora non resta che aspettare e vedere se gli sviluppatori sapranno mantenere le promesse … senza farci però attendere anni!

CI PIACE
  • Tante idee innovative, anche se ancora incomplete
  • Musiche a tratti molto ispirate
  • Grafica 2D gradevole, ma…
NON CI PIACE
  • … talvolta confusionaria.
  • Più simile ad una demo: molti elementi del gameplay sono ancora grezzi ed appena abbozzati
  • Tantissimi bug
Conclusioni

Aspettiamo davvero con ansia futuri sviluppi di Kynseed che, per il momento, risulta piuttosto piacevole – anche se tragicamente incompleto. Le promesse sono davvero di altissimo livello, ma per valutare un titolo non possiamo basarci solo sulle parole: servono fatti. Per il momento è consigliato vivamente agli amanti dei sandbox rilassanti e spensierati, disposti ad affrontare qualche bug (anche considerato che viene venduto a circa 10 euro, un prezzo decisamente onesto).

VOTO
PROVVISORIO
6.5Cyberludus.com
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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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