Expeditions: Samurai trasporta la serie di Campfire Cabal nel Giappone del tardo periodo Sengoku, sostituendo la gestione militare del capitolo romano con un'impostazione più ruolistica fatta di dialoghi, relazioni e scelte morali.

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Expeditions: Samurai è l’ultimo capitolo della serie di ruolo tattico firmata Campfire Cabal e pubblicata da THQ Nordic, attualmente disponibile su PC in Early Access a partire dal 7 agosto 2026. Dopo il buon capitolo dedicato alla Roma repubblicana, gli sviluppatori spostano l’ambientazione nel Giappone degli ultimi anni del periodo Sengoku, sul finire del 1600, in un momento storico segnato dalla guerra civile che porterà all’affermazione dello shogunato Tokugawa. Il giocatore veste i panni del comandante di una nave europea in missione diplomatica, la cui spedizione viene attaccata dai portoghesi al largo delle coste nipponiche: capitano e ambasciatore periscono nell’assalto, e ciò che resta dell’equipaggio si ritrova sbandato sul suolo giapponese, costretto a ricostruirsi un ruolo in una terra che non conosce. La premessa, ispirata liberamente alla vicenda storica del navigatore inglese William Adams, offre un punto di ingresso credibile e ben congegnato per raccontare gli intrighi di potere fra i signori della guerra, i gesuiti e le fazioni rivali che si contendono il futuro del paese.

Fin dalle prime ore il titolo dimostra di voler evolvere la formula della serie, spostando il baricentro dalla gestione militare su larga scala verso un’impostazione più marcatamente ruolistica, dove i rapporti fra i personaggi e le conseguenze delle scelte dialogiche pesano quanto, se non più, delle battaglie a turni. Un cambio di rotta ambizioso, che porta con sé pregi evidenti ma anche alcune ingenuità – molte delle quali, va sottolineato, potrebbero essere affrontate e corrette durante il percorso di Early Access, che è proprio finalizzato a raccogliere feedback dalla community per affinare l’esperienza finale.

Katane e imboscate: il sistema di combattimento e i suoi limiti esplorativi

Sul piano dei sistemi di gioco, Expeditions: Samurai fa registrare un progresso tangibile rispetto al predecessore. Il combattimento a turni, cuore pulsante dell’esperienza, guadagna in ritmo e leggibilità: la gestione delle azioni risulta più snella, gli scontri si susseguono con un dinamismo che il capitolo romano, pur solido, non riusciva a garantire con la stessa continuità. Il ventaglio di abilità, effetti di stato e variabili tattiche come fiancheggiamento, linee di visuale e colpi di striscio restituisce una profondità sistemica apprezzabile, capace di premiare la pianificazione senza risultare respingente per chi si avvicina per la prima volta al genere. Le classi dei personaggi e gli attributi che governano capacità come lo scasso delle serrature, l’individuazione di oggetti utili o la possibilità di sferrare un attacco a sorpresa aggiungono ulteriori strati di personalizzazione, rendendo ogni scontro potenzialmente diverso dal precedente in base a come si è costruita la propria squadra.

A questo si affianca l’introduzione delle meccaniche stealth, assenti nel precedente episodio: la possibilità di osservare il campo di battaglia, dividere la squadra e organizzare imboscate prima dello scontro aperto amplia in teoria il ventaglio di approcci a disposizione, permettendo di ridurre il numero di nemici prima ancora che inizi il combattimento vero e proprio. In pratica, però, questa componente si rivela al momento il fianco più debole del pacchetto ludico: il sistema di infiltrazione appare rudimentale, basato su pattugliamenti prevedibili da evitare restando fuori dal cono visivo nemico o muovendosi con cautela, e la gestione dei singoli personaggi tramite un menu a comparsa rallenta il flusso di gioco più di quanto lo arricchisca, risultando presto ripetitiva. Trattandosi di Early Access, è probabile che questi aspetti vengano rivisti e migliorati nei prossimi aggiornamenti, sulla base del riscontro della comunità.

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Anche la fase esplorativa, ambientata in un Giappone feudale che sulla carta avrebbe potuto regalare scorci memorabili, si limita spesso a un semplice spostamento fra un punto di interesse e l’altro, con pochi incentivi a deviare dal percorso principale, un’assenza quasi totale di ricompense o segreti nascosti da scovare, e villaggi che avrebbero beneficiato di una maggiore vitalità nella popolazione di sfondo per risultare davvero vivi. Anche in questo caso, trattandosi di una versione ancora in sviluppo, è lecito attendersi un ampliamento dei contenuti esplorativi e una maggiore densità di eventi secondari man mano che il progetto si avvicinerà al rilascio definitivo.

Le prime ore, inoltre, propongono scontri di scala contenuta che non sfruttano appieno la complessità del sistema di combattimento, lasciando presagire che il meglio debba ancora arrivare nelle fasi più avanzate della campagna, quando personaggi e abilità avranno avuto modo di svilupparsi pienamente. A completare il quadro tecnico contribuisce anche una telecamera poco reattiva, che tende a variare altezza in modo brusco durante gli spostamenti sul terreno, complicando inutilmente la lettura delle scene – un altro elemento che gli sviluppatori potrebbero facilmente correggere con i prossimi aggiornamenti.

Intrighi di potere e un tono narrativo ancora da smussare

Il comparto narrativo conferma l’impressione di un progetto a due velocità, capace di alternare intuizioni riuscite a scelte meno convincenti. Da un lato, l’intreccio politico fra fazioni giapponesi, missionari cristiani e potenze coloniali europee viene introdotto con naturalezza, senza ricorrere a lunghe infodump testuali: è la progressiva scoperta del contesto da parte del protagonista, inizialmente ignaro delle dinamiche locali, a guidare il giocatore attraverso gli equilibri instabili del paese. I bivi narrativi più riusciti mettono di fronte a dilemmi privi di soluzioni nette, come decidere se rischiare la vita dei propri alleati per recuperare armi rubate o esporsi a un’offesa diplomatica pur di riavere l’equipaggiamento confiscato da un funzionario locale, restituendo così la complessità morale e culturale dell’epoca con un’onestà di scrittura non scontata.

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Dall’altro lato, il tono generale dei dialoghi risulta altalenante, oscillando talvolta in modo poco armonico fra momenti di cupa drammaticità, come il racconto di comunità cristiane perseguitate, e battute più leggere inserite a stretto giro nella medesima conversazione, con un effetto di straniamento che indebolisce la tenuta emotiva della narrazione. Molte delle opzioni di risposta, inoltre, si polarizzano fra un’educazione di facciata e un’aggressività quasi macchiettistica, riducendo la caratterizzazione del protagonista a una scelta binaria fra sensatezza e insensatezza più che a una reale sfumatura interpretativa: mancano, insomma, le vie di mezzo che renderebbero il gioco di ruolo dialogico davvero credibile. Non aiuta, in questo senso, la scelta di penalizzare in modo brusco alcune opzioni di dialogo con conseguenze estreme e immediate, capaci in certi casi di interrompere bruscamente una conversazione, che spezzano il ritmo dell’avventura più che arricchirla di tensione. Anche la caratterizzazione dei comprimari, per quanto funzionale, tende talvolta a restare ancorata ad archetipi riconoscibili più che a personalità pienamente sfaccettate, sebbene la scrittura di fondo resti nel complesso solida a sufficienza da reggere l’impalcatura narrativa.

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Va però considerato che il comparto narrativo è uno degli aspetti che più facilmente possono essere rivisti durante l’Early Access: l’aggiunta di nuovi dialoghi, il bilanciamento delle conseguenze e una revisione del tono generale potrebbero arrivare con i prossimi aggiornamenti, rendendo più coerente e sfumata l’esperienza complessiva.
Sul fronte artistico, infine, la nuova direzione stilistica adottata per ambientare la vicenda nel Sol Levante ha diviso la critica internazionale: se da un lato armature, castelli e paesaggi rurali costruiscono un’identità visiva distintiva e ben distinguibile da quella romana del capitolo precedente, dall’altro la resa tecnica in movimento appare meno convincente, con texture non sempre nitide, un dettaglio dei personaggi non sempre all’altezza e palette cromatiche talvolta spente rispetto alle aspettative suscitate da un’ambientazione così ricca di potenziale visivo. Anche in questo caso, la natura di Early Access lascia spazio a ottimizzazioni e miglioramenti grafici che potrebbero arrivare nei mesi successivi.

Concludendo…

Nel complesso, Expeditions: Samurai – nella sua attuale versione ad accesso anticipato – riesce nell’impresa di far evolvere la serie senza tradirne l’identità, sostituendo la fredda gestione militare del capitolo romano con un’anima più ruolistica, fondata su dialoghi impegnati, relazioni fra compagni di viaggio e un combattimento tattico più agile e spettacolare. È un’evoluzione che convince nelle intenzioni e in buona parte nell’esecuzione, specialmente quando si tratta di intrattenere il giocatore con la componente strategica pura, probabilmente la sezione meglio riuscita dell’intero pacchetto.

Restano però margini di miglioramento significativi – e proprio per questo la scelta di pubblicare il gioco in Early Access appare sensata: uno stealth che fatica a giustificare la propria presenza, una fase esplorativa poco incisiva, una scrittura non sempre coerente nel tono e una direzione artistica che, per quanto personale, non convince pienamente in movimento. Si tratta di difetti che, in molti casi, potrebbero essere attenuati o risolti durante il percorso di sviluppo, grazie al feedback della comunità.

Chi ha amato la solidità strategico-militare di Expeditions: Rome potrebbe avvertire la mancanza di quella componente più marziale, mentre chi cerca un gioco di ruolo storico con buone idee ma ancora da limare troverà comunque diversi motivi di interesse. Un sequel ambizioso, che cresce nella direzione giusta ma che paga il prezzo di alcune scelte poco calibrate – e di una fase di sviluppo ancora in corso. Consigliato a chi ama il genere tattico, ha pazienza di scavalcare qualche imperfezione e desidera partecipare attivamente al miglioramento del gioco attraverso il feedback, con la speranza che i prossimi aggiornamenti possano limare le asperità più evidenti e trasformare questa promettente base in un’esperienza compiuta.

Prime Impressioni

Expeditions: Samurai – Prime impressioni sulla versione ad accesso anticipato

PROMETTENTE
Pro
• Sistema di combattimento a turni più dinamico,
• Intreccio politico ben costruito
• Identità visiva e ambientazione distintive
Contro
• Meccaniche stealth rudimentali e poco gratificanti, gestione macchinosa dei personaggi
• Fase esplorativa poco convincente
• Tono narrativo incostante e opzioni di dialogo troppo polarizzate, con conseguenze talvolta punitive in modo eccessivo
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Paolo Lo Cascio
Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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