L’eredità di Kamiya

Ci sono videogiochi che quando nascono lasciano un segno, un’impronta indelebile sul terreno di una generazione videoludica. Quella dei 128 bit in particolare, vanta la presenza di Devil May Cry, action prodotto da Capcom, che ha rivoluzionato un genere all’insegna del combattimento e dell’adrenalina. Nei panni del cacciatore di demoni Dante, il giocatore veniva catapultato, attraverso numerose missioni, in un mondo gotico e oscuro, dilaniato dalle forze del male. Aldilà della storia e delle ambientazioni, entrambe ispirate e suggestive, ciò che conquistava era il carisma del protagonista: amante della musica rock, delle belle donne e soprattutto dei guai. L’egocentrico mezzo uomo e mezzo demone uccideva i suoi nemici non solo a colpi di spada e pistole- attraverso attacchi e sequenze acrobatiche da capogiro- ma soprattutto con l’umorismo delle sue battute e il suo atteggiamento spavaldo e sopra le righe, che hanno reso Dante in pochissimo tempo un’icona mondiale. Sono passati nove anni da allora e oggi Hideki Kamiya, papà del primo capitolo di Devil May Cry ( ma famoso anche per altre produzioni come Viewtiful Joe ), presenta la sua nuova creatura alle terza generazione di console: Bayonetta . L’eredità lasciata dal figlio di Sparda e la potenza dei nuovi hardwere, hanno permesso al celebre game director di forgiare una produzione degna del suo predecessore, attraverso l’esordio di una protagonista sensuale e dalla battuta pronta, ma soprattutto, dotata di abilità acrobatiche e magiche da far perdere la testa agli amanti degli action game, e non solo. Lasciatevi stregare dalla nuova icona del genere action.

Angeli, diavoli e streghe

Quella di Bayonetta è una storia assolutamente singolare e ricca di colpi scena dall’inizio alla fine. In un universo diviso tra buio e luce, due clan distinti: Le Streghe di Umbra e I Saggi di Lumin, hanno sempre fatto in modo che l’equilibrio tra il bene e il male non fosse mai spezzato, né che la rivelazione più grande fosse trapelata agli esseri umani, ovvero, l’esistenza di tre dimensioni distinte: il Paradiso, il Purgatorio e naturalmente l’Inferno. Questo secolare equilibrio si spezza però a causa dell’unione vietata tra un Saggio e una Strega, che genera la nascita di una bambina, oltre che la guerra tra i clan. Le Streghe di Umbra vengono sterminate col passare del tempo. Solo una di loro riesce a sopravvivere. Risvegliatasi dopo 500 anni, la conturbante Bayonetta ricorda poco e niente del suo passato, sa solo di essere in lotta con gli angeli, i messaggeri di Dio e soldati dei Saggi, responsabili della disfatta dell’Ordine a cui apparteneva. La sensuale protagonista si rende conto ben presto di possedere abilità devastanti in combattimento e la padronanza di magie oscure, capaci di risvegliare demoni e incantesimi micidiali. La sua missione è scoprire cosa è successo 500 anni fa e perché oggi  è perseguitata sia dai suoi rivali di sempre, che spiata e pedinata da misteriosi personaggi, come il giornalista Luka o la sensuale Jeanne, che sembrano saperla lunga sul suo  passato. Cosa nascondono i ricordi di Bayonetta ?E cosa vogliono tutti da lei? Chi è la bambina che incontra, a lei così straordinariamente somigliante, e perché la chiama “mamma”?.La trama viene raccontata in maniera impeccabile, attraverso l’utilizzo di video in CG ben realizzati, grazie anche a sequenze cinematiche statiche, che ricordano vagamente i vecchi fotoromanzi di una volta. Bayonetta e le sue battute conquistano sin dall’inizio del movimentato prologo e i personaggi secondari, sia amichevoli che non, completano un cast perfetto per una trama apparentemente troppo complessa ma che dà il meglio di se proprio nell’epilogo, che riserverà non poche sorprese, tutte da gustare con il sorriso.

bayonetta 2

Oltre il velo

La realizzazione tecnica del titolo targato Platinum Games si può definire “esagerata e sopra le righe”. Ogni singolo elemento, dalla protagonista, ai nemici, agli scenari, vanta una cura originale e appositamente studiata per immergere il giocatore in un mondo mai visto prima. Bayonetta è vestita solo dei suoi stessi lunghi magici capelli, che a seconda degli attacchi in combattimento cambiano forma continuamente (denudando di conseguenza la strega), diventando ora un’aquila reale, ora un ragno gigante fino a raggiungere forme assolutamente terrificanti e letali. Sul modello poligonale della strega sono messi in evidenza gli oggetti e gli accessori che può utilizzare in qualsiasi momento. La fluidità delle animazioni semplici, come la camminata sculettante e il salto, così come quelle più complesse, come le sequenze acrobatiche e le combo, raggiunge livelli mai visti nelle produzioni simili di questo genere. Le creature da sconfiggere durante le missioni vantano un design fuori dal comune: sotto le fattezze di creature angeliche si nascondono enormi aberrazioni da eliminare, che vanno da semplici cherubini ed arcangeli a mastodontici boss di fine livello, simili a millepiedi, dragoni e statue viventi. Lo scenario generale offre ambientazioni diverse a seconda della missione:  rovine di una montagna persa nel nulla, città europee in fiamme e sequenze in game tra le stelle o in isole paradisiache. Ogni livello vanta un suo stile particolarmente ricercato e assolutamente irreale, cosa che rende la scenografia di Bayonetta   irresistibile. Un plauso va fatto agli effetti speciali: magie degli attacchi durante gli scontri, lampi di luce dai mille colori, nebbia densa e corposa, pioggia di piume d’angelo, sono solo piccoli esempi della cura maniacale per i dettagli di questa coraggiosa, ma vincente, produzione. La versione Playstation 3, testata per questa recensione, mostrava saltuari cali di frame rate durante la rotazione manuale della telecamera: nulla di così grave però da distrarre il giocatore dalla qualità generale del titolo, che raggiunge ugualmente  livelli alti. Le musiche del titolo Sega offrono un repertorio interessante che mescola motivi gotici immersivi durante l’esplorazione, per poi passare a colorate (e a tratti infantili) canzoni pop durante gli scontri all’ultimo sangue, che contribuiscono a caratterizzare ancora di più la personalità della protagonista: ammiccante, sexy, ma soprattutto spietata quando si tratta di attirare l’attenzione. Il doppiaggio in inglese è ben realizzato e la localizzazione dei sottotitoli nella norma.

Magia e tacchi a spillo

Il gameplay di Bayonetta raccoglie quanto visto e giocato in Devil May Cry ,  per poi stravolgerlo e trasformalo in adrenalina pura a portata di pad. La strega è anzitutto una temeraria amante delle armi fa fuoco, non a caso equipaggia ben quattro pistole: due nelle mani e due attaccate ai tacchi degli stivali. Inoltre può contemporaneamente utilizzare un’arma presa ad un nemico ucciso e scatenare di conseguenza una serie di attacchi sia all’arma bianca che da fuoco. Le combo si attivano in maniera facilissima, cambiando la sequenza di tasti principali -triangolo e cerchio- e seguendo le indicazioni su schermo. Se tutto ciò non dovesse bastare, la protagonista può sempre fare un salto (in momenti prestabiliti) al bar “Le Porte dell’Inferno” dove il vecchio amico Rodin le potrà vendere armi, accessori e potenziamenti, in cambio di aureole (la moneta dell’Inferno) rilasciate dai nemici in battaglia o conservate nei tesori nascosti lungo gli enormi livelli di gioco. Ma il bello dei combattimenti avviene seguendo le sequenze Quick Time Event che, al momento giusto, mostreranno vere e proprie esecuzioni dei nemici tramite Vergini di Norimberga, ruote spinate e motoseghe giganti; tutti strumenti di morte visivamente violenti ma pregni di umorismo dovuto alla folle esagerazione nel design. I poteri della strega più sexy dei videogiochi non si fermano qui: Bayonetta può infatti utilizzare facoltà speciali in determinati momenti, come camminare sulle pareti, creare pozioni per ottenere oggetti curativi, o evocare demoni antichi. Al termine di ogni missione verrà mostrato il punteggio, attraverso una scheda riassuntiva dell’operato del giocatore, tra cui il numero degli oggetti usati, le morti, e la varietà delle combo sfoggiate. I premi vanno dalla statua di pietra a quella di platino puro. Tra una missione e l’altra, invece, si attiverà un simpatico minigioco: uno sparatutto in cui bisognerà centrare i nemici su schermo mediante pochissimi proiettili. I punti ottenuti si possono sfruttare comprando le ricompense disponibili finendo il minigioco, oppure convertendoli in aureole. I tempi di caricamento offrono la possibilità di controllare la protagonista su schermo, alle prese con un ripasso generale delle tecniche acquisite. L’azione senza respiro lascia anche spazio all’esplorazione degli ambienti oltre che alla risoluzione di enigmi ambientali, semplici ma divertenti. Non esistono modalità on line ma solo le classifiche disponibili in rete e perennemente aggiornate. L’avventura vanta 10-12 ore di gioco per il completamento, ma per sbloccare le tantissime ricompense reperibili al bar di Rodin, come tutte le abilità, gli accessori, i costumi e le armi, saranno necessarie parecchie ore extra, senza contare i diversi livelli di difficoltà disponibili e sbloccabili, e la preziosa galleria da visitare.

Concludendo…

Bayonetta rappresenta la naturale evoluzione di Devil May Cry . Kamiya ha creato una nuova icona videoludica attraverso una protagonista bella e dannata, che fa degli scontri facili e della seduzione le sue armi più letali. A completare l’opera ci pensano una regia originale e sopra le righe, un notevole comparto tecnico  e un gameplay totalmente folle e divertente. La nuova creatura Platinum Games è un acquisto obbligato per gli amanti dell’azione e dei videogiochi esagerati, che possiedono la capacità di offrire grandi esperienze interattive attraverso la semplicità dei controlli. Bayonetta , proprio come la sua piccante protagonista, non si prende troppo sul serio: colpisce il pubblico attraverso il sorriso e poi lo strega fino ai titoli di coda!

CI PIACE
  • Protagonista unica
  • Gameplay divertente e intuitivo
  • Compato tecnico ben realizzato
  • Design ricercato e originale
NON CI PIACE
  • Qualche calo di frame rate
Conclusioni

Bayonetta rappresenta la naturale evoluzione di Devil May Cry . Kamiya ha creato una nuova icona videoludica attraverso una protagonista bella e dannata, che fa degli scontri facili e della seduzione le sue armi più letali. A completare l’opera ci pensano una regia originale e sopra le righe, un notevole comparto tecnico  e un gameplay totalmente folle e divertente. La nuova creatura Platinum Games è un acquisto obbligato per gli amanti dell’azione e dei videogiochi esagerati, che possiedono la capacità di offrire grandi esperienze interattive attraverso la semplicità dei controlli. Bayonetta , proprio come la sua piccante protagonista, non si prende troppo sul serio: colpisce il pubblico attraverso il sorriso e poi lo strega fino ai titoli di coda!

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