Qualcosa è cambiato

Eccoci arrivati all’ultima parte de “Retro-Spectives: MegaMan!”… L’ultimo passo che bisogna compiere per completare questa nostra analisi sulle avventure del blue bomber riguarda le sue ultime peripezie, vissute in massima parte sulle console portatili. A differenza delle altre due retrospettive sull’argomento, in questo caso è difficilissimo iniziare con un piccolo recap della situazione corrente: questo perchè molte cose sono cambiate , nell’evoluzione di quel piccolo androide blu. Ma si tratta di cambiamenti positivi o negativi? E’ difficile dare una risposta, e, sia a rispondere si che rispondendo no, si rischierebbe di cadere in un turbine di incoerenze e di attacchi basati solo sui gusti. Una cosa può essere detta con estrema tranquillità, in quanto è a tutti manifesta: MegaMan ha cambiato binari , ha scelto di deragliare dalle sue prime formule, esplorando mondi e generi videoludici non suoi, con risultati a dir poco singolari. Una cosa è certa: in tutti i titoli che saranno citati in questa parte uno solo sarà il punto in comune fra tutti gli episodi citati, ovvero… sarà impossibile dire “Questo è MegaMan!”…

Una mutazione poco trionfale

Megaman LegendsProbabilmente, il primo titolo a dare la spinta a quella che sembra essere una vera e propria rivoluzione del franchise MegaMan è un titolo abbastanza datato: trattasi di ” MegaMan Legends”, titolo action/adventure uscito per Playstation nel 1997 (da ricordare anche una versione Nintendo 64 uscita lo stesso anno dall’ovvio titolo “MegaMan 64” ). Questa brevissima serie, composta in totale da 3 titoli, è stato il primo sintomo della voglia di Capcom di trovare nuove strade e aprire nuove porte alla loro piccola mascotte, cercando di inserirlo in un contesto diverso dal suo, in un genere diverso dal suo… Il risultato, va detto, è a dir poco controverso: ci sono voci che parlano di “Legends” come un grandioso spin-off, altre (e, va detto, molte di più) lo annoverano come uno dei più grossi errori di Capcom e si chiedono come mai un seguito sia riuscito a vedere la luce, ovvero “MegaMan Legends 2” che, tra parentesi, si conclude con un cliffhanger che NON E’ STATO MAI RISOLTO, e di come qualcuno abbia pensato di creare “The Misadventures Of Tron Bonne” , un vero e proprio spin-off dello spin-off. In questa strana serie, MegaMan vagava per città e costruzioni, senza casco , con una voce infantile e privato della sua velocità, della sua agilità e di svariati elementi fondamentali della serie principali, che sembrano essere stati dimenticati appositamente per l’occasione.

The Misadventures Of Tron Bonne

La prima irriconoscibilità portatile

MegaMan Battle NetworkDopo l’esperimento di “Legends”, Capcom ha deciso di lasciare un attimo da parte il suo blue bomber, forse per placare gli animi di tutti i fans scontenti che non erano riusciti ad apprezzare il loro coraggiosissimo tentativo di cambiamento. La casa giapponese, poi, ha deciso di spostare la sua attenzione verso le console portatili, ritornando a Nintendo e concentrandosi sull’allora nuovissimo GameBoy Advance… Il risultato? Nel 2001 vede luce la serie “Battle Network” … La cosa che può far sorridere è che questo spin-off ha riscosso, a differenza dei precedenti, un successo favoloso, tanto che la serie conta ben sei episodi ufficiali, usciti in diverse versioni per GBA e Nintendo DS. Ma cosa contraddistingue la serie “MegaMan Battle Network” da tutti i lavori passati? Molto semplice… Si tratta di un gioco di ruolo a tutti gli effetti! La trama, decisamente interessante, è molto semplice: Lan Hikari è un abitante di Den Tech City, città futuristica del 20XX, ed è un ragazzino come tanti altri. Frequenta la scuola, coltiva i suoi hobbies e possiede un NetNavi… Ma cos’è, precisamente, un NetNavi ? Si tratta di programmi per computer che prendono forma antropomorfa per poter navigare nella rete, avere un contatto diretto e amichevole con il loro padrone e, all’occorrenza, tenere a bada i virus che si aggirano maligni per la rete… I l nome del NetNavi di Lan? Ovvio… MegaMan! Complice un discreto restyling, il blue bomber (che ora è decisamente meno blue) è quasi irriconoscibile , se no fosse per il suo fido MegaBuster e il suo senso della giustizia… Scopo di Lan e di MegaMan è di ristabilire, ovviamente, la pace nel mondo, sconfiggendo la WWW, organizzazione di NetHackers capeggiata nientemeno che dal Dr. Wily… Capcom ha deciso di ripescare alcuni dei suoi vecchi personaggi (oltre a Wily fanno la loro comparsa anche Roll, ProtoMan, IceMan e GutsMan, sempre in forma di NetNavi) e di inserirli coraggiosamente in un ambiente nuovo, con una nuova struttura composta di esplorazione, battaglie su scacchiere a suon di BattleChips e tanto altro… I l problema, forse, sta proprio nell’aver voluto continuare la serie : sei episodi si sono ripresentati con cadenza annuale, e con pochissimi tratti evoluti rispetto agli episodi precedenti. Capcom si è lasciata, forse, prendere da una smania di denaro e potere, e ha lasciato che MegaMan fosse protagonista per così tante volte di una avventura che non faceva altro che ripetere se stessa… Unico particolare interessante è la nascita, nel frattempo, di alcuni titoli ispirati a questa serie, come “MegaMan Network Trasmission” per Gamecube che ripropone la trama della serie inserendola in un titolo con una struttura platform vecchio stile, o “Battle Chip Challenge” per GBA, bizzarro esperimento di gioco a incontri… Da citare, senza infamia né lode, la serie animata “MegaMan NT Warrior” , in onda tutt’ora sul canale satellitare Jetix…

Indecisione

Capcom sembra aver abbandonato completamente il buon vecchio MegaMan di una volta… Lo testimonia il fatto che, dopo la serie “Battle Network”, tutto quello che è stato creato ha preso una propria via, con pochi riferimenti alle leggendarie serie che costituivano i pilastri di questo importante franchise… Primo fra questi la serie “Zero” per GameBoy Advance… “MegaMan Zero” è un platform sparatutto come i vecchi MegaMan, è vero, ma soffre di alcuni piccoli problemi… Tra questi vanno annoverati un pessimo adattamento europeo, che ne censura completamente la violenza (sangue e varie ed eventuali) e il peggior restyling di Zero che si poteva immaginare… Armato di pistola e di una spada più grande di lui, pare che questo effemminatissimo Zero sia, in realtà, proprio lo stesso Zero della serie X, ibernato per motivi sconosciuti e risvegliato da Ciel, una reploid di un futuro molto distante… Zero è rimasto solo: X, che nel frattempo era diventato una specie di governatore, è morto e si ritrova a combattere un nemico del quale poco conosce, costretto a sacrificare piccole forme di vita, gli elves, per potenziarsi… Questa particolare serie, che conta 4 episodi, è forse uno dei tentativi di redenzione più riusciti degli ultimi tempi, ma non è priva di pecche e di pessime scelte stilistiche… Sulla stessa linea si innesta la serie “ZX ” (con ste lettere non ci capiranno più nulla, negli studi Capcom…): si tratta sempre di platform a scorrimento, questa volta per Nintendo DS, del quale sfruttano a tratti le potenzialità. Questa serie, per ora, conta solo due episodi, ma il suo successo non esclude che ve ne siano altri in lavorazione. Ultima deriva è la serie ” Starforce” … Su questa si potrebbe parlare per ore… Ma in realtà poche parole sono più che sufficienti… Si tratta di un “Battle Network” per Nintendo DS, con una nuova trama e alcuni incentivi grafici… Tutto qui…

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Redazione
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