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Un continente di novità

Con l’ultima retrospettiva ci eravamo lasciati alle spalle una serie di avventure già indimenticabili… Conosciamo il continente di Kanto come le nostre tasche e la nostra squadra ha avuto modo di difendersi e di farsi valere per tutta la regione, portandoci più volte a quella Sala D’Onore alla quale solo la crema degli allenatori può accedere. Nonostante i primi tre giochi abbiano, ancora oggi, molto da dare, ai tempi l’idea di poter esperire qualcosa di più vasto era assolutamente impensabile. Poi è arrivato il GameBoy Color e insieme a lui sono arrivati “Pokemon Versione Oro” e “Versione Argento”: un centinaio di nuovi Pokemon, un’avventura tutta nuova e un continente pieno di insidie da percorrere, il gigantesco continente di Johto. Come se tutto questo non bastasse, alla ricetta Pokemon furono aggiunti molti nuovi espedienti di gameplay, destinati a diventare standard veri e propri della serie. Innanzitutto, per la prima volta era possibile “dare” ai Pokemon degli oggetti: gli strumenti tenuti si attivavano (e oggi come allora si attivano) automaticamente durante i combattimenti a seconda del raggiungimento di varie condizioni. Insieme a questo arrivano le ghigocche, delle specie di bacche capaci di rigenerarsi quotidianamente: alcune di queste bacche, che purtroppo si sono perse nel corso degli anni, avevano poteri taumaturgigi, i quali sono stati poi acquisiti dalle bacche vere e proprie. Un’altra incredibile evoluzione risiede nella prima distinzione fra i vari momenti della giornata: ora la vita di un’allenatore è divisa, come la realtà, in mattina, pomeriggio, sera e notte, e questa frammentazione è da tenere in grande considerazione nell’ottica della cattura dei Pokemon, alcuni dei quali si palesano solo in determinati momenti del giorno. Allo stesso modo compaiono i giorni della settimana e con essi alcuni eventi specifici, tipici solo di alcune giornate (si prenda per esempio la gara di cattura degli insetti nel Parco Nazionale). In tutto questo marasma di novità, ghiotte conquiste per ogni amante dei precedenti episodi, fanno la loro “tragica”, se vogliamo, comparsa i Pokemon Shiny!

Tante parole per nulla (?)

Il Lago D’Ira è uno dei luoghi più misteriosi di tutto il continente di Johto: al suo interno vivono dei Magikarp estremamente potenti (anche se, letta così, può davvero sembrare un paradosso) e tutti questi sono comandati da una creatura imponente, un Gyarados particolare, di colore rosso acceso. Il Gyarados rosso è stato il biglietto d’accesso di tutti gli allenatori del pianeta a quell’universo controverso che sono i Pokemon Shiny. Si tratta di rarissime versioni dei Pokemon regolari, ricolorati con una palette differente, praticamente impossibili da trovare. E basta, però. Quando arrivarono questi due episodi il furore che si scatenò per la presenza di queste rarità fu, tuttavia, quasi inestinguile. Molti credevano che si trattasse di versioni più potenti degli stessi Pokemon, altri che avrebbero portato alla scoperta di nuovi, incredibili Pokemon leggendari… Tutte congetture, tutte ipotesi infondate. Tutto falso, insomma. Ma questa storia mantie comunque un innegabilissimo fascino: la leggenda dei Pokemon Shiny ha portato tra gli allenatori una voglia di dialogo, una necessità di relazione ancora maggiore, motivata solo da una innocente e innocua brama di supremazia. Non bastavano più gli incontri, ora la leggenda si riempiva essa stessa di nuove leggende. Questa vitalità fu il tappeto rosso che accompagnò la serie verso un nuovo, rigoglioso sviluppo, passando anche per le console da casa…

Un’altra, piccola menzogna

Dopo aver discusso, nella retrospettiva precedente, della questione delle prime versioni giapponesi molti di voi saranno rimasti stupiti nell’aver scoperto di non aver mai avuto tra le mani il primo, vero episodio della serie “Pokemon”. Mi dispiace dover di nuovo parlare di “bugie” perchè, purtroppo (o per fortuna), la storia si è ripetuta: “Pokemon Stadium” arriva come un’esplosione su Nintendo 64; ben pochi immaginavano di poter un giorno vedere le battaglie dei Pokemon in tre dimensioni, piene di colori, luci ed effetti stupefacienti. Insieme a questa inedita possibilità, inoltre, i giocatori si potevano cimentare anche in alcuni minigiochi e trasportare la propria squadra dalla cartuccia per GameBoy alla console attraverso un comodo adattatore… Quello che pochi sanno, però, è che i nostri “Pokemon Stadium” e “Pokemon Stadium 2” (incredibile seguito, ancora migliore del precedente e compatibile con “Oro” e “Argento”) in realtà sono il secondo e il terzo episodio della serie giapponese. E’ curioso, ma il primo episodio di “Pokemon Stadium”, in realtà, è un titolo tristemente menomato, fatto probabilmente uscire di fretta vista l’incredibile richiesta dei fan: in questa specie di “beta da negozio” facevano la loro comparsa solo una cinquantina dei primi Pokemon e questi potevano sfidarsi in delle battaglie semplici, senza particolari sfide, senza minigiochi e senza compatibilità con il GameBoy. E’ chiaro che una simile versione non è piaciuta al pubblico occidentale (e molto probabilmente nemmeno a quello orientale) ed è stata scartata a piè pari, puntanto sul secondo episodio, uscito davvero pochissimo tempo dopo. Non tutto il male viene per nuocere, insomma: magari abbiamo perso un pezzo della serie, ma abbiamo la coscienza tranquilla, consci di aver lasciato per strada un prodotto davvero di basso livello che si erge a omicida del vero spirito “Pokemon”!

Ma l’universo continua a espandersi…

Non bastavano le nuove versioni “Oro” e “Argento”, non bastavano i due “Pokemon Stadium”: la fame degli allenatori di tutto il mondo non poteva essere saziata con così “poco”… Seguendo lo stesso, stralunato criterio di “Pokemon Versione Gialla“, dopo un certo periodo dall’uscita delle due nuove versioni, fa capolino “Pokemon Versione Cristallo”: sulla lucida cartuccia che ospita il gioco campeggia imponente l’immagine di Suicune, uno dei tre cani leggendari, e per lui viene scritta una nuova trama, completamente rinnovata, e vengono aggiunte ancora nuove chicche alla serie; per la prima volta, infatti, si affacciano sull’universo Pokemon le prime animazioni dei mostri! Detta oggi sembra davvero una stupidata ma in quegli anni vedere i propri Pokemon muoversi era tuto meno che qualcosa di scontato! Anche la libreria Nintendo 64 vede un’insospettabile espansione con 3 titoli che esulano dalla normale ricetta Pokè: primo su tutti è “Pokemon Snap”, un simulatore fotografico dove il giocatore si ritrova a vestire i pani di un fotografo in erba, pronto a scattare quante più foto possibili ai piccoli mostri sparsi nei loro ambienti! Ovviamente ogni foto aveva un determinato valore e una certa valutazione e nemmeno il più piccolo particolare va dato per scontato o ignorato… A seguire “Pokemon Puzzle League“, interessante clone di “Tetris Attack” basato sulla serie animata e “Hey you! Pikachu!”, un bizzarro simulatore, mai arrivato in occidente, dove era possibile collegare un microfono al gamepad per comunicare a voce con un Pikachu presente sullo schermo! Decisamente simpatico e ingegnoso!

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Redazione
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