Il mio primo giorno da Maverick Hunter

Se il fato esiste… Boh, non lo so, e non me lo sono mai chiesto troppo… Ma sicuramente c’è qualcuno o qualcosa che ha voluto farmi incontrare MegaMan X… Perché una fortuita coincidenza si è rivelata come un grosso passo nel mio essere di videogiocatore… La mia memoria ritorna sempre al mai troppo citato BlockBuster: capitava a volte di non sapere su quale titolo buttarsi, e spesso e volentieri, scegliendo completamente a caso, si incappava in qualche titolo deplorevole, purtroppo. In compenso, un giorno vidi da una mia amica (la stessa del Mega Drive nella mia recensione di Sonic the Hedgehog) un numero di PC Gamer, al quale erano allegati 2 floppy da 3.5 pollici (cari vecchi floppy…) con all’interno altrettante demo. Una di queste era MegaMan X, per l’appunto: ero troppo piccolo per capirci qualcosa di Windows e non riuscimmo mai a farlo funzionare. Ma quella sera lo vidi sulla mensola di Blockbuster nella sua versione SNES e lo noleggiai… E Dio solo sa cosa sarei adesso se non lo avessi scelto, in quel momento… E io nemmeno oso pensarci… Per la prima volta mi innamorai di un videogioco…

Il robottino blu

MegaMan X è il primo titolo della serie X, nata su Super Nintendo e PC in seguito ai 6 episodi della serie standard MegaMan apparti gli anni precedenti su NES. Non avevo mai provato quei giochi e per me il platform-shoot’em up era un’esperienza completamente nuova… E terribilmente affascinante! Controllare quel robottino blu, distruggendo grazie a un braccio-cannone tutto quello che ti capitava a tiro, ricaricando la propria energia e saltellando lungo il livello cercando di sopravvivere. Stupendo. Per non parlare della musica: quel primo livello lo avrò giocato infinite volte e quel motivetto eccezionale è rimasto scolpito nella mia mente per tutto questo tempo. Ma dopo aver percorso tutto il livello e abbattuto senza problemi robot e macchine molto più grandi di te arrivava il primo problema: Vile, un violaceo androide all’interno di un’armatura meccanica. Il primo boss nella storia del videogioco (almeno a mia memoria) contro il quale non potevi vincere. E adesso? Cosa potevo fare?

Il cyborg dai capelli d’oro

Infuriava la lotta contro Vile: nessun mio colpo sembrava scalfirlo e ci misi un po’ di tempo per capire che farsi catturare dal suo raggio elettrico era cosa necessaria per poter proseguire. E per fare entrare in scena uno dei personaggi più cool che abbia mai incontrato, il mio preferito in assoluto della serie MegaMan… Silenzio… Cambio di musica e un colpo da fuori schermo che stacca un braccio all’armatura di Vile! Arriva Zero! Chefigochefigochefigochefigo! E mentre X se ne sta a guardare, il vigliacco nemico fugge, spaventato dalla ferocia del nuovo avversario. Dopo un breve dialogo, dove il biondo cyborg rassicura il protagonista, il gioco passa alla HUB di scelta dei livelli, luogo dove tutto guadagna una solida strategia. E mentre sei ancora stordito da quello che è successo pensi “e adesso cosa devo fare?”… E’ tempo di scegliere il proprio nemico e di far diventare MegaMan X una vera macchina di distruzione! Peccato che da questo punto in poi dovrete completare il gioco prima di rivedere Zero: ringrazio Capcom per averlo reso meno grezzo negli episodi successivi!

 

Voglio la tua essenza!

Tutta la serie MegaMan, a partire dagli storici episodi NES, ha sempre avuto, come distintivo, la possibilità di sconfiggere i propri nemici e carpirne i superpoteri. MegaMan X non perde questa tradizione, e ogni volta che X sconfiggerà un animalesco nemico potrà, in tutta tranquillità, sfruttarne un attacco, aggiungendolo al suo X-Buster di base. Sfortunatamente gli attacchi da soli non sono molto potenti e spesso e volentieri, salvo alcune situazioni specifiche, non torneranno troppo utili al nostro tecnologico eroe: Capcom, nella sua immensa genialità, ha aggiunto qualcosa in più alla serie X, ovvero l’Armatura Bianca (che cambierà nome in tutti gli episodi della serie). 4 livelli su 8 nascondono, infatti, capsule che il Dr. Light, creatore del primo MegaMan, ha disseminato in giro prima di morire: queste capsule contengono dei potenziamenti per l’armatura di X, alcuni dei quali saranno essenziali per le fasi più concitate di gioco. Per esempio, gli stivali bianchi, contenuti nello stage di Chill Penguin (e nemmeno nascosti, ti ci imbatti per forza lungo la strada) consentiranno a X di fare uno scatto (cosa che nei successivi episodi si potrà eseguire anche senza stivali), mentre le braccia bianche potenzieranno l’X-Buster e permetteranno di caricare le armi acquisite dai nemici per ottenere effetti ancora più devastanti. Senza contare che, come nei vecchi episodi, ogni boss di fine livello ha un punto debole: sta al giocatore scovare l’arma adatta per sconfiggerlo (in tutta calma) e scegliere se usare la sua versione standard o potenziata, a seconda dei pattern e delle occasioni offerte dagli scontri. Una volta concluso il livello, apparirà la password per poter proseguire il gioco anche dopo una pausa: sfortunatamente, è una password di 16 numeri e dopo un po’ diventa frustrante appuntare ogni volta una combinazione così lunga…

La lotta comporta sacrifici… Soprattutto nel tempo…

Passiamo a parlare della difficoltà del gioco: come ogni titolo della serie MegaMan, anche questo MegaMan X ha una difficoltà a dir poco proibitiva, per un principiante… Dopo un po’ di allenamento è semplice districarsi tra le zone più semplici ma nelle fasi finali, o in altre più concitate, il livello di difficoltà tocca dei picchi quasi frustranti. Insomma, MegaMan X può non sembrare un gioco per tutti. Ma la cosa non ha interessato Capcom, e il blue bomber continua a vivere anche oggi nei numerosi spin-off nati da queste serie originali, con risultati solo discreti, a volte, o molto soddisfacenti in altre (come gli esperimenti di RPG di MegaMan Battle Network o l’azione di MegaMan Zero o ZX). Io posso solo dire di aver amato questa serie come poche altre, in tutta la mia carriera di giocatore. Quindi non posso che consigliarvi di prendere il joypad in mano e giocarci. Perché se un robot blu è riuscito a catturarmi così tanto un motivo ci sarà: e se proprio non vi basta, lo manderò a casa vostra a sconfiggervi e a rubarvi la vostra arma. Poi vedremo chi ride, alla fine. ;D

Conclusioni

Non posso che consigliarvi di prendere il joypad in mano e giocarci. Perché se un robot blu è riuscito a catturarmi così tanto un motivo ci sarà: e se proprio non vi basta, lo manderò a casa vostra a sconfiggervi e a rubarvi la vostra arma. Poi vedremo chi ride, alla fine. ;D

8.5Cyberludus.com

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