I robot ribelli

Terra, 21XX: il sogno del Dr. Thomas Light si è avverato. Ora uomini e reploidi, androidi dalla perfetta intelligenza artificiale, convivono pacificamente e si aiutano vicendevolmente per preservare la pace e la tranquillità nel mondo. Non c’era più bisogno di combattere: la terra non aveva più bisogno di un protettore come “MegaMan”… Per cent’anni tutto ha proseguito beatamente il suo corso, fino a che alcuni robot hanno iniziato a ribellarsi, consci dei poteri acquisiti con la loro enorme intelligenza. Questi robot prendono il nome di Maverick , reploidi che hanno deciso di seguire la via del male e della distruzione, con lo scopo ultimo di ottenere il potere supremo. E’ a quel punto che entrano in gioco loro, i “Maverick Hunters”, una associazione di reploidi da guerra, capitanata dal prode Sigma . All’inizio tutto sembrava procedere per il meglio: Sigma, insieme ai suoi due più fidi generali, X e Zero , riuscì a mantenere la pace… Improvvisamente, però, Sigma scomparve e i Maverick iniziarono a farsi sempre più terribili e potenti… Cosa era successo? Perchè Sigma era sparito nel nulla? Sta a X e Zero scoprirlo e fare luce su questo e più misfatti… Quello è l’inizio della saga storica “X”, migliore evoluzione possibile della serie “MegaMan”!

Alla scoperta di una nuova maturià…

Prima ancora di concentrarci sulle evoluzioni a livello di tecnica e gameplay, vorrei focalizzare l’attenzione sulla maggiore differenza tra la prima serie “MegaMan” e questa evoluzione, “MegaMan X“: la trama. Il primo passo sta nell’individuare i protagonisti. X (attenzione, non MegaMan X, semplicemente X) è l’ultimo robot del Dr. Thomas Light , e può essere considerato come l’ultimo erede di MegaMan: il Dr. Light lo ha lasciato in cyber-ibernazione per cent’anni in una capsula, in modo tale che potesse risvegliarsi solo successivamente, una volta concluse definitivamente le guerre col Dr. Wily.

MegaMan X

Zero, invece, è l’ultimo robot costruito dal Dr. Wily : ironia della sorte, è diventato un reploide molto coraggioso e altruista, nonché uno dei migliori Maverick Hunters sulla piazza; piuttosto che il normale MegaBuster, Zero preferisce utilizzare la Z-Saber , una specie di spada laser, capace di infliggere molti più danni rispetto all’X-Buster di X. Diversamente dalla prima serie, dove era perfettamente definito chi fossero i buoni e chi i cattivi e i personaggi erano grezzamente caratterizzati, in questa serie “X” Capcom ha deciso di concentrarsi molto più intensamente sulla trama, rendendola più complessa, e, a tratti, perfino coinvolgente e commovente, cosa di certo inusuale visto che stiamo pur sempre parlando di uno sparatutto. Alcuni esempi: X, molto spesso, soffre di complessi di inferiorità , soprattutto contro nemici potenti o nei confronti di Zero , suo mentore al quale vuole bene come un fratello, che, dal canto suo, prova un immensa tristezza per essere stato costruito da un vero e proprio genio del male ed è consapevole di possedere un lato malvagio che, molto probabilmente, potrebbe fargli perdere la ragione da un momento all’altro.

Un enorme passo avanti

La serie “X”, ad oggi, è composta complessivamente da 11 titoli : “MegaMan X” dal primo all’8° episodio, distribuiti fra Super Nintendo, PSX e PS2, uno spin-off dal titolo “MegaMan X Command Mission“, un gioco di ruolo stile Final Fantasy disponibile per PS2 e Gamecube, e due episodi dal titolo “MegaMan Xtreme”, per il portatile Game boy Color. Oltre alle già discusse differenze in campo di trama, questa serie “X” si è distinta da quella che la precede per diversi aspetti, non solo legati all’ovvio e ottimo miglioramento grafico dovuto alla maggior potenza delle console ospitanti. La musica, come sempre, finisce per distinguersi positivamente nell’insieme: dai toni adrenalinici ma, tutto sommato, bonari della prima serie si passa a qualcosa di più violento e arrogante, con brani che sfociano nel metal, senza lasciar da parte alcune tracce techno. Scelte quanto mai adeguate: ogni parte del gioco richiede freddezza e strategia, è vero, ma anche se sparare in giro non basta avere un aiuto psicologico nel farlo non guasta mai, e questo tipo di musica ne è la conferma… Altre modifiche rispetto alla serie principale sono la trasformazione degli 8 boss in altrettanti robot animali antropomorfi, oppure ispirati a piante e oggetti. Non si dimentichi l’evoluzione della E-Tank della prima serie nelle Sub-Tank, vere e proprie casseforti dove custodire energia o armi supplementari, utili durante i livelli per recuperare le forze perdute nell’attraversarli.

MegaMan X Command Mission

Cos’altro è successo?

Durante la pubblicazione della serie “X”, molti altri giochi MegaMan hanno visto la luce, c on risultati più o meno soddisfacenti… Innanzitutto, al serie principale ha proseguito il suo corso con la pubblicazione di “MegaMan 7” su Super Nintendo e “MegaMan 8” su PSX, entrambi rinomati per i loro problemi e per alcune pessime scelte stilistiche. Il blue bomber vecchio stile ha avuto pure il privilegio di apparire in alcuni titoli di “combattimento”, ovvero “MegaMan: The Power Battle” e “MegaMan 2: The Power Fighters”, entrambi apparsi nelle sale giochi. Da dimenticare, invece, alcuni esperimenti sportivi, come il pessimo “MegaMan Soccer” su Super Nintendo o l’insipido “MegaMan: Battle & Chase” per PSX, uno strano gioco di guida… Questi titoli, con l’aggiunta del capitolo 9, uscito per le console di nuova generazione, segnano la fine della serie originale nata su NES. Va ammesso che se l’ultimo capitolo non fosse entrato in scena avremmo assistito a un pessimo canto del cigno…

Alessandro “Il Notturno” Perlini