La “favola” della saga Persona, opera Atlus di altissimo livello, è una delle più “favolose” (perdonate il pessimo gioco di parole) della storia dei videogame. La saga, iniziata quasi tre decenni fa come “costola” del brand ben più noto (e oscuro) Shin Megami Tensei, è diventata nel corso del tempo via via più importante e cruciale per poi, negli scorsi anni, esplodere con il quinto capitolo, il più “commercialmente masticabile” dell’intera saga. Ma, quest’oggi, parleremo di Persona 3 Reload, rifacimento appunto del terzo, storico capitolo della saga. Un capitolo seminale, tra i primi del genere ruolistico giapponese nel riuscere a fondere i classici crismi meccanico-ludici del genere, con uno stile romanzato/anime poggiato su temi un po’ adolescenziali (le tribolazioni scolastiche, le amicizie e gli amori tra i banchi ecc., un po’ adulti (l’amore, l’odio, la morte ecc.). Il gioco, uscito su PlayStation 2 nel 2008, rappresentò una sperimentazione quasi avanguardistica: tant’è che, con il remake tecnico di cui in questa sede analizzeremo le movenze, il gioco targato Atlus e SEGA è più moderno e “fresco” che mai.

Dunque, com’è Persona 3 Reload? Ecco a voi la nostra recensione della versione Xbox Series X.

Luce e buio in quel di Tatsumi Port Island

Persona 3 Reload è un gioco di ruolo giapponese a turni, con una vistosa e cruciale componente narrativa affidata non solo a scene d’intermezzo realizzate con la grafica “interna” del gioco, ma anche e soprattutto con lunghi spezzoni in pieno stile animazione giapponese. Come già anticipato, il gioco qui in esame è da considerarsi, innanzitutto, un enorme ammodernamento tecnico del titolo uscito quasi vent’anni fa. Ma, la citata definizione, è in realtà solo parziale visto che P-Studio (ramo di Atlus deputato alla cura e realizzazione dei Persona), ha introdotto diversi e cruciali cambiamenti anche per quanto concerne le singole meccaniche di gioco. Ma, andiamo con ordine: Persona 3 Reload è ambientato in quel di Tatsumi Port Island, isola che ospita la nota Gekkoukan High School. La tranquillità della ridente cittadina è però sconvolta da un morbo, chiamato sindrome apatica, che tramuta le vittime in una sorta di “statue viventi”. Ma le stranezze non finiscono qui: allo scoccare della mezzanotte, l’intera cittadina viene pervasa da alcune terribili ombre, approfittando dell’Ora Oscura, la venticinquesima ora del giorno, ignota ai più e che permette alle citate amenità mostruose di girovagare liberamente per Tatsumi Port Island. Naturalmente, i nostri eroi, studenti della succitata scuola, si troveranno loro malgrado coinvolti nelle “stranezze”, anche grazie ai loro talenti naturali. Essi, infatti, sono in grado di evocare i Persona (fulcro del brand, com’è facilmente intuibile), pseudo-demoni dai grandi poteri spirituali. Qual è la verità? Cosa si cela dietro il buio sempre più opprimente?

Inutile dirlo: l’intreccio narrativo, com’è ormai assodato da decenni per la saga, è un continuum di luci ed ombre, temi leggeri, risatine e situazioni cupe ed abissali che, naturalmente, si legano a doppio filo con la pseudo routine di scolari, all’apparenza, normali. È bene specificare che Persona 3 Reload riproporrà, in toto, l’intera storyline del capitolo originale, ignorando però tutte le novità introdotte sia da Fes (una sorta di Goty del titolo originale, uscita per Playstation 2) sia dal capitolo Portable uscito per PSP. Contenuti sicuramente apprezzabili, pensando ad esempio a The Answer, un epilogo speciale della trama principale che continuava la storia di Persona 3. Una scelta sicuramente non “letale” ma nemmeno così tanto marginale e che, in sostanza, potrebbe far storcere il naso a più di qualche fan che, magari, guardava a Reload come una sorta di versione omni-comprensiva, narrativamente, di Persona 3. Pur mantenendo la classica struttura dei Persona (ovvero, il continuum della routine ordinaria di uno studente, scandita da giorni “irreversibili, misto alle avventure “oscure” post-lezione), Persona 3 Reload si ripresenta con alcuni aggiustamenti e migliorie, alcune radicali e memori dell’altrettanto, lento e chirurgico, labor limae a cui è stato sottoposto il quinto capitolo nel corso degli ultimi anni. Per chi non avesse mai avviato un Persona, ogni capitolo della saga ha al suo centro lo scorrere del tempo che, come detto, non è reversibile. Avremo, sostanzialmente, la possibilità di completare diverse azioni durante una singola giornata, tutte vincolanti. Naturalmente, avremo degli obiettivi non rimandabili e che, inesorabilmente, saremo costretti ad affrontare (seppur il gioco, attraverso vari escamotage, riuscirà a farci intendere il punto di non ritorno).

La prima novità, senza dubbio, è l’espansione delle possibilità di interazione coi propri compagni (con alcune scenette riprese da Persona Portable) che confluisce nel Social Link system che, sostanzialmente, ci vedrà interagire e dialogare con i nostri compagni, spesso su temi adulti e seri. Ogni interazione, ovviamente, andrà a potenziare un aspetto “passivo” del Social Link, ovvero intelligenza, avvenenza e coraggio, caratteristiche che progressivamente sbloccheranno nuove possibilità interattive. Rispetto al passato, sono state espanse le possibilità di dialogo con i propri compagni (anche in punti dove, originariamente, non era possibile), seppur non tutte le aggiunte sono esattamente all’altezza. Alcune, ad esempio, risulteranno un po’ raffazzonate e sbrigative, andando un po’ a “consumare” un po’ di atmosfera.

Darkness

Anche il sistema di combattimento, e annesso il complessivo sistema delle missioni, ha subito ritocchi notevoli. La prima, evidente novità, è la possibilità di controllare ogni membro del proprio team, in rapporto alla versione originale in cui era possibile unicamente destreggiarsi con il protagonista del gioco. Una scelta che rende gli scontri sicuramente più interessanti e dinamici, anche grazie all’aggiunta dei Teurgia, altra caratterstica ex-novo sviluppata in occasione del remake. Essa non è altro che un attacco potente e speciale, che potremo scatenare non appena riempita una barretta di energia. Quest’ultima, in modo specifico, si riempirà secondo criteri specifici e legati alla natura stessa del personaggio prescelto (quindi, curando gli alleati, attaccando i nemici ecc.). Un’altra novità, questa presa in prestito da Persona 5 Royal, sarà la possibilità di concatenare più attacchi grazie ad un sistema che ci “premia” nel caso in cui riusciremo a sfruttare le debolezze dei nemici con attacchi ad hoc. Così come in passato, il fulcro del gameplay sarà naturalmente il Tartaro, una torre nera infinita che, di notte, prende il “posto” della nostra innocua scuola superiore. Anche in Persona 3 Reload, il Tartaro è un cumulo di mappe create in modo procedurale, seppur la complessiva esplorazione di ogni suo anfratto, in passato meccanicamente tediosa a causa di un sistema di “stanchezza”, ora è sicuramente più fruibile e leggera. Innanzitutto, non vi saranno più limiti espliciti e, in una singola notte, grazie alla possibilità di “scambiare” i membri del gruppo, sarà possibile esplorare praticamente ogni cosa. E, rispetto al passato, i livelli non sono più semplici “nidi” di nemici, ma in Persona 3 Reload sono stati arrichiti da oggetti distruttibili e chest contenenti oggetti di vario tipo.

Nonostante, comunque sia, il Tartaro risulti sicuramente arricchito e migliorato rispetto al passato, anche in Persona 3 Reload vi sarà presente, specialmente verso i tre quarti del gioco, un sentore di ripetitività e di “assenza di novità” che di già affliggeva il capitolo originale. A tamponare parzialmente la routine, ci penseranno le Porte della Moande e il Passaggio Monade. Le prime saranno dei varchi dimensionali insiti nel Tartaro e che si apriranno in modo casuale, con all’interno nemici più ostici e che ci premieranno con materiali utili per l’equipaggiamento, oltre che il reveal delle mappe del piano che stiamo esplorando. Il Passaggio Monade, invece, sarà anch’esso una sorta di varco seppur fisso e che ospiterà gruppi “organizzati” di nemici, più complicati da gestire. In questo frangente, la nostra vittoria ci consentirà di ottenere cosmetici, armi speciali, documenti che sveleranno punti “nascosti” della trama ecc. Tra le novità, va citato anche il novello sistema di ricompense creato appositamente per questo capitolo, chiamato Mano Arcana. In sostanza, in base alle nostre performance, potremo scegliere tra un numero di carte simil-tarocchi (che non ruoteranno come in passato, visto che il minigioco stile “tre carte” è stato rimosso) che ci doneranno oggetti vari, bonus, nuove Personae ecc. Parlare di Personae, ovviamente, non può non far cadere il cuor della discussione sulla Fusione, ovvero la possibilità ormai canonica nei titoli della saga di fondere più demoni per crearne di nuovi e più potenti. In questo senso, Persona 3 Reload fa suo il sistema inaugurato in Persona 5: sarà possibile vedere in anteprima il demone risultante e, persino, scegliere le abilità ereditate dai Personae “genitori”. Sarà naturalmente presente anche la mitica Velvet Room, una sorta di universo “interno” al protagonista dove incontreremo non solo il mitico Igor, autentica istituzione della saga, ma anche la sua assistente Elizabeth che, sostanzialmente, sarà una vasta sorgente di missioni secondarie di vario tipo che, se portate a termine, ci garantiranno ricchi premi e cotillon.

Più bello e più… rilassante

Naturalmente, il cuor battente di un remake è solitamente l’aspetto più squisitamente tecnico. Persona 3 Reload è, sostanzialmente, un gioco esteticamente nuovo. Il segmento tecnico-grafico è stato potenziato ed ampliato notevolmente rispetto al titolo originale, andando ovviamente a confermare l’altissima qualità di già vista nel quinto capitolo della saga. Modelli poligonali e ambienti saranno più ricchi di dettagli e più “naturali”, offrendo naturalmente un colpo d’occhio infinitamente migliore rispetto a Persona 3. Una eccellenza estetica che confluisce anche in una notevole pulizia tecnica, quasi completamente scevra di bug degni di menzione, ed una fluidità ancorata saldamente agli ormai canonici 60 fotogrammi al secondo.

Una pulizia che, in realtà, ha coinvolto menù ed interfaccia a tutto tondo, modificati grandemente rispetto al passato. Essi, infatti, risultano più organici, completi d’ogni informazione ma anche piuttosto semplici da consultare e meno “pesanti” da “digerire”. Unico punto “dubbio” del complessivo rifacimento tecnico riguarda le scene d’intermezzo, che in Persona 3 Reload si alterneranno tra filmati con grafica in-game e scene d’intermezzo animate in stile anime. Nonostante il novello rifacimento presenti, comunque, un’alta qualità generale, rispetto al capitolo originale si è perso qualcosa da un punto di vista squisitamente registico. Le scene d’intermezzo passate, infatti, oltre ad un drawing style più particolare e “spigoloso”, presentavano dei tagli improvvisi e delle inquadrature “particolari”, in grado di catturare l’attenzione generale del giocatore e di tendere nervosamente o inscurire uno specifico momento. Le scene d’intermezzo di Persona 3 Reload, invece, saranno qualitativamente paragonabili ma un po’ più piatte e ammorbidite, molto più vicine stilisticamente a Persona 5 e all’odierna animazione nipponica più mainstream. Al solito, ottimo anche il comparto sonoro che ripropone quasi tutta la tracklist del capitolo originale, però espandendola con nuovi brani creati ex-novo per l’occasione. Va citato anche il completo o quasi ri-doppiaggio in inglese del gioco, ammodernato e qualitativamente (e quantitativamente) superiore.

Concludendo…

Più bello, più vasto, con più cose da fare e da dire: Persona 3 Reload è un’operazione di sicuro pregio ed un positivo add-on alla saga di Persona. Un remake “giusto” nei concetti e nei modi, che rende finalmente giustizia, specialmente tecnicamente, ad un titolo ingiustamente “dimenticato” dall’inesorabile scorrere del tempo (tu guarda un po’, proprio uno dei temi cruciali del gioco). Nonsotante Persona 3 Reload sia, sostanzialmente, un gioco solido, divertente e adatto sia a veterani che neofiti del settore, esso si presenterà con qualche scelta non troppo convincente (come l’abbandono delle passate scene d’intermezzo) e qualche carenza narrativa (in modo particolare, l’assenza di alcuni contenuti ex-post il capitolo originale). Storture, tutto sommato, relative e che “offuscano” solo parzialmente il complessivo, pregevole lavoro messo in campo da Atlus. Dunque, un gioco che ci sentiamo di consigliare praticamente a chiunque, anche a chi sia a digiuno totale di giochi di ruolo giapponesi a turni.

CI PIACE
  • Tecnicamente migliorato e con più contenuti
  • Sistema di combattimento più fluido e avvincente
  • Diversi aggiustamenti e migliorie di menù e interfaccia
NON CI PIACE
  • Scene d’intermezzo meno ispirate rispetto al passato
  • Alcuni contenuti “mancanti” potrebbero adirare alcuni fan
  • Tampona solo parzialmente la ripetitività delle fasi avanzate
Conclusioni

Persona 3 Reload è un prodotto superlativo. Una operazione di ammodernamento “giusta” e che rende giustizia ad un jrpg parzialmente “dimenticato” dallo scorrere del tempo. Il lavoro messo in campo da Atlus è mastodontico e sprizza “plus” da ogni dove. Persona 3 Reload è migliore tecnicamente, espanso contenutisticamente, migliorato a livello di mera navigabilità e consultabilità. Da ogni punto di vista, il labor limae messo in campo da Atlus è sicuramente apprezzabile e recita “miglioria” in ogni suo punto. Ad offuscare, solo in parte, l’operazione di “ripristino” dei fasti di un tempo, alcune scelte che potrebbero far inferovare i fan. A partire dal completo rifacimento delle scene d’intermezzo, molto più “ordinarie” e con meno impatto rispetto al passato, per finire nella mancanza di alcuni contenuti appartenenti a capitoli successivi a Persona 3 “originale” che andavano ad espandere la linea narrativi e l’intreccio generale. Nonostante ciò, come già ripetuto più volte, Persona 3 Reload è un prodotto solidissimo e sicuramente da avere nella propria collezione, specialmente se si è fan sfegatati dei giochi di ruolo nipponici.

8.8Cyberludus.com

Articolo precedenteTekken 8 – Get ready for the next battle
Prossimo articoloEstrazioni del Lotto di oggi martedì 13 febbraio 2024
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!