Stiamo vivendo un periodo d’oro per i picchiaduro. Lo scorso anno, abbiamo assistito all’implacabile “lotta” tra due veri e propri colossi del settore, Street Fighter 6 e Mortal Kombat 1, due titoli che, nel bene e nel male, hanno ricevuto consensi positivi tra pubblico e critica. In particolar modo, il picchiaduro di Capcom continua ad ingranare responsi positivi, vuoi per un supporto più sensato da parte della casa madre e per un gameplay, alla base, senza dubbio superiore a quello del rivale targato NetherRealm Studios.
Tekken 7 è stato un capitolo di rottura per la serie di Bandai Namco, portando l’Iron Fist Tournament a riadattare alcune scelte di gameplay, optando sì per la semplificazione di alcuni aspetti, ma restando comunque ancorato alle proprie origini “arcade” e caciarone. Sì perché Tekken è e resterà un picchiaduro aggressivo che beneficia la rapidità e le combo devastanti al combattimento “aereo” del rivale di Capcom, scelta che comunque l’ha sempre premiato in termini di spettacolarità nei tornei e nelle partite online.

Sembra strano, ma sono passati quasi otto anni dall’uscita del settimo capitolo di Tekken e solo oggi possiamo – finalmente – mettere le mani su questa ottava, attesissima, iterazione. Tekken 8 arriva sul mercato carico di aspettative e contenuti, pronto per accogliere milioni di videogiocatori intenzionati a spaccare i tasti del proprio pad o arcade stick.

Noi, lo abbiamo giocato a lungo nella sua ottima versione PC e siamo quindi pronti a fornirvi, come di consueto, un responso ufficiale.

Buona lettura!

Una faida sanguinolenta

Il trattamento riservato alla trama nella saga di Tekken ha subito via via rimaneggiamenti piuttosto importanti. Il sesto capitolo, uscito solamente su Playstation 3 e Xbox 360, fu in realtà il primo ad adottare un approccio “classico” alla trama, proponendo un intero arco narrativo giocabile, anziché tante piccole storie spezzate attraverso gli occhi del nutrito roster di combattenti.

Tekken 8 segue lo stile dei due precedenti capitoli, proponendo una modalità storia principale dallo stile sopra le righe, magari non digeribile da tutti ma senza dubbio riuscito, se lo consideriamo nella sua connotazione di “prodotto di intrattenimento”. Proponendo un continuo a quanto visto in Tekken 6 e Tekken 7, la modalità storia – seppur non particolarmente longeva – è l’estremizzazione di quanto visto fino ad oggi nella serie targata Bandai Namco, una esagerazione che, come dicevamo, non per tutti ma senza dubbio da noi apprezzata per il coraggio e la messa in scena: non a caso, uno tra i primi capitoli vedrà Jin e Kazuya ridurre in frantumi uno squarcio di New York attraverso un sanguinolento e scenografico scontro, ma non vogliamo andare oltre per non rovinarvi la sorpresa.

Il vero fulcro della modalità a giocatore singolo è tuttavia rappresentata dall’ottima Arcade Quest, un vero e proprio esperimento di meta narrativa in cui saremo tenuti a creare un nostro avatar, stile Xbox (ricordate i personaggini “chibi-style” al lancio di Xbox 360?), che verrà calato nel mondo del gaming competitivo di Tekken, partendo dalle semplici partite in sala giochi – che fungeranno inizialmente da tutorial per metterci a conoscenza delle meccaniche basilari di gameplay del titolo – per poi arrivare al Tekken World Cup. Una modalità senza dubbio accessoria, ma apprezzata, anche perché funge da canale di entrata per ogni novizio interessato ad approcciarsi a Tekken per la prima volta. La durata, anche in questo caso, non è elevatissima: basteranno infatti circa cinque ore per portare a termine la questline principale, dandoci così modo di avanzare nelle altre game mode che Tekken 8 mette a disposizione del giocatore.

Non mancheranno le storie singole, dedicate ad ogni lottatore, limitate però a soli cinque incontri, che si consumano in una manciata di minuti, ma offrono comunque interessanti approfondimenti su ogni personaggio del roster.

Final round, FIGHT!

Pur non disdegnando le proprie origini da “animale da sala giochi”, Tekken 8 si presenta al grande pubblico pregno di novità. La nuova meccanica principale è rappresentata dal sistema “Heat”, nel quale all’inizio di ogni round i giocatori ottengono una barra completa di “Heat Gauge”, che, quando attivata, potenzia i personaggi in vari modi. L’Heat può essere attivato manualmente con l’attacco Heat Burst (assegnato al pulsante R1 o RB sul pad) e farlo consumerà una parte della barra di Heat Gauge, riducendo il tempo che può essere trascorso in modalità Heat.

Tuttavia, se un avversario viene colpito da un attacco con una proprietà di “heat engager”, allora la modalità Heat si attiva senza costi aggiuntivi. Dopo l’attivazione, il giocatore “rincorre” l’avversario, arrivandoci dritto in faccia in pochi istanti, ottenendo un vantaggio sufficiente nei frame in modo che l’avversario sia costretto a indovinare quale attacco gli si sta per presentare.

Alto, medio, basso, presa, qualsiasi cosa tu scelga, l’avversario dovrà essere in grado di leggere la nostra mente – questa è infatti una delle caratteristiche chiave dello stile di gioco “aggressivo” spesso pubblicizzato dai creatori del titolo.

Promuovere l’aggressività nel gioco si riduce principalmente a dare ai giocatori motivi per scegliere di attaccare piuttosto che ritirarsi o difendersi. Quindi, per promuovere l’aggressività, insieme al sistema Heat sopra menzionato, Tekken 8 ha fatto diverse cose per spingere il giocatore a premere i pulsanti. Quando si subiscono danni da certi attacchi, una parte della salute persa viene evidenziata in bianco e può essere recuperata attaccando l’avversario. Anche se l’attacco viene bloccato, una piccola porzione di salute viene comunque ripristinata.

Alcuni attacchi infliggono anche danni “chip”, il che significa che l’avversario subisce comunque danni quando blocca l’attacco, ma anche in questo caso la porzione evidenziata in bianco può essere recuperata. Il risultato finale è che, sotto la giusta sequenza di eventi, un vantaggio di vita può trasformarsi molto rapidamente in uno svantaggio di vita.

Alcuni personaggi in Tekken 8 sono stati progettati “specificamente” con l’intento di una strategia offensiva e sono quindi dotati di attacchi e sequenze di attacchi che non solo presentano le solite miscele integrate, ma anche un vantaggio di frame positivo quando bloccati, il che significa che anche se blocchi gli attacchi dell’avversario, tecnicamente non è ancora il tuo “turno”. Senza una conoscenza approfondita di come funzionano questi personaggi e la capacità di “indovinare” le azioni probabili dell’avversario, affrontare questi personaggi può diventare un incubo. Tuttavia, per fornire ai giocatori meno esperti una soluzione semplice a questo problema, Tekken 8 è diventato piuttosto generoso con gli attacchi “Power Crush”. In sostanza, questi movimenti conferiscono al giocatore un’armatura che gli consente di resistere agli attacchi e attaccare nonostante subisca danni.

Tekken 8, pur essendo votato ad un gioco multiplayer competitivo, come dicevamo propone una buona dose di game mode singole, studiate appunto per introdurre i giocatori alle nuove meccaniche di gameplay precedentemente citate. L’anima del titolo, ovviamente, è l’online: tra partite rapide e classificate, mettersi alla prova contro i giocatori da ogni parte del mondo è senza dubbio la scelta migliore e obbligata per tutti quelli che si sentono “pronti” a mettersi alla prova. Abbiamo apprezzato inoltre la scelta di abilitare il cross-platform dal lancio, feature che ci ha permesso di metterci alla prova contro amici in possesso della versione console del titolo, rimanendo colpiti dalla stabilità del netcode. Alcune partite soffrono di particolari freeze dovuti alla qualità della rete, ma generalmente il gioco riesce comunque a metterti in situazioni dalla connessione stabile.

La next-gen dell’Iron Fist Tournament

Il colpo d’occhio offerto da Tekken 8 è notevole ma quello che colpisce, ancora di più, è senza dubbio l’ottimizzazione offerta da Bandai Namco, per rendere il titolo capace di essere eseguito anche su configurazioni più arretrate, oltre che sui vari device portatili come Steam Deck e ROG Ally.

I fondali e il sistema di effettistica generale hanno subito il boost più grande in questa iterazione, ma anche i modelli tridimensionali del roster sono incredibilmente dettagliati. A partire da King, il messicano wrestler mascherato che presenta un quantitativo di dettagli in più, dalle vene sul braccio al costume, passando poi per Kazuya e Jin, incredibilmente più realistici sia nelle movenze che nell’estetica.

Ottimo lavoro, ancora, sul fronte musiche che convince sia per la scelta in termini di musiche sia negli effetti sonori nudi e crudi, che ci terranno compagnia durante gli scontri.

Come dicevamo, la scalabilità e l’ottimizzazione grafica generale ci hanno permesso di godere appieno del titolo anche su ROG Ally, senza rinunciare alla risoluzione in 1080p, mantenendo sempre e comunque un frame rate stabile a 60 fps.

Concludendo…

Il Re è tornato? Assolutamente sì. Tekken 8 è probabilmente una tra le migliori iterazioni della saga di picchiaduro targata Bandai Namco. Le nuove meccaniche che beneficiano uno stile di gioco “aggressivo” sono perfettamente mescolate ad un gameplay classico intramontabile, che ci terrà incollati al pad in scontri con amici o avversari online per decine e decine di ore. Ottima la scelta di dare più contenuti a giocatore singolo all’utenza, che sicuramente apprezzeranno lo stile caciarone con cui sono state impostate.

Attendiamo ora l’evolversi del titolo con i futuri DLC!

Configurazione di prova:
Monitor: AOC CU34G2X/BK
Scheda video: GeForce RTX 3080 Ti
Processore: Ryzen 7 5800X
RAM: 32 GB DDR4

CI PIACE
  • Tecnicamente è una gioia per gli occhi
  • Gameplay ulteriormente impreziosito da feature che beneficiano uno stile “aggressivo”
  • Contenutisticamente valido
  • Componente online solida
NON CI PIACE
  • Roster ad oggi un po’ limitato
  • La storia sopra le righe potrebbe non piacere a tutti
  • Storie dedicate ai singoli personaggi un po’ troppo corte
Conclusioni

Un Tekken 8 in grande spolvero. Il re dei picchiaduro torna con una veste grafica eccellente, un gameplay classico ma impreziosito da semplificazioni e feature che premiano uno stile aggressivo. Tante le modalità a giocatore singolo (più o meno riuscite) ma il fulcro rimane l’ottimo gioco online.

9Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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