Sono passati quasi quattordici anni dall’ultimo capitolo, principale, della serie Prince of Persia – il non così brillante The Forgotten Sands che obbligò la Ubisoft di allora a mettere in pausa, indefinitamente, il franchise.
E proprio quando il destino sembrava essere contrario al Principe – a fronte di un infelice annuncio relativo al remake delle Sabbie del Tempo – ecco, improvvisamente, la magia targata Ubisoft Montpellier: praticamente dal nulla, l’annuncio di Prince Of Persia: The Lost Crown, una nuovissima avventura in stile metroidvania con grafica 2.5D che riporta finalmente il franchise alla ribalta. E dopo tutti questi anni di assenza, non avremmo potuto desiderare un ritorno migliore.

Grazie ad un codice review fornitoci da Ubisoft, vi parliamo un po’ di Prince of Persia: The Lost Crown, dopo averlo giocato in lungo e in largo su PC, affiancati anche dal nostro ROG Ally.

Buona lettura!

Il ritorno del Principe? Non proprio…

Prince of Persia: The Lost Crown è un nuovo capitolo della saga un po’ diverso – stiamo parlando di una produzione che abbraccia uno stile grafico bidimensionale (senza ovviamente rinunciare a scenari e modelli dei personaggi tridimensionali, per dare quel giusto tocco di profondità) avvinandosi ad uno stile metroidvania che mira a rendere omaggio alle origini della serie, lanciandosi quindi in uno dei generi più popolari degli ultimi anni – soprattutto nella scena videoludica indipendente – per vivere qualcosa che non si era mai visto prima.

Uno tra i principali punti di rottura con il passato, è senza dubbio il protagonista completamente inedito, che non è il solito principe visto negli altri giochi, ma piuttosto un guerriero di nome Sargon appartenente agli Immortali che, all’inizio dell’avventura, si uniranno per proteggere la Persia respingendo l’attacco dell’Impero Kushan, venendo accolti come eroi dalla regina Tomyris e dal principe Ghassan una volta tornati a casa. Nemmeno il tempo per celebrare a dovere la vittoria, verremo riportati alla realtà dal rapimento del Principe Ghassan da parte della mentore del protagonista, Anahita, portato successivamente sul misterioso Monte Qaf.

Assumeremo quindi i panni di Sargon che, affiancato dal peculiare gruppo di Immortali, si dirigerà sul Monte Qaf, allo scopo di salvare il Principe e la Persia stessa.

La trama non è esattamente il focus principale della produzione e spesso rimane in secondo piano con diverse tematiche appena abbozzate. Tuttavia, narrativamente parlando, The Lost Crown ha comunque i suoi momenti, ed è alla fine piacevole da seguire, se non si hanno particolari pretese – d’altronde non stiamo parlando di un titolo story driven, nel senso stretto del termine. Tutto questo ci accompagnerà per almeno una ventina di ore di gameplay, una longevità rispettabile considerato il genere di riferimento, senza contare le attività secondarie da completare, i potenziamenti da migliorare e la mappa da esplorare in lungo e in largo, aspetti che possono aumentare ulteriormente la durata complessiva dell’avventura.

Un metroidvania solido e completo

I primi minuti di gameplay sono sufficienti al giocatore per rendersi conto del potenziale di The Lost Crown: pur presentandosi come un metroidvania, strutturato in modo classico, ogni singola componente del gioco è stata inserita magistralmente, migliorando quelle che sono le meccaniche di gameplay tipiche del genere. Ciò che brilla non è solo il sistema di combattimento – fluido e frenetico che consente una buona varietà di attacchi, combo e manovre difensive – ma anche un livello di sfida ottimamente calibrato, senza prendere mai il giocatore per mano, spingendolo a sfruttare al massimo le tecniche e i poteri speciali di Sargon.

La sfida nel gioco aumenta parallelamente allo sviluppo del personaggio, che, progressivamente, acquisisce nuove abilità e scopre amuleti speciali per accedere a bonus aggiuntivi, aggiungendo sempre più profondità alle imminenti grandi battaglie. In questi momenti, il gameplay raggiunge il suo apice, spingendo il giocatore a sfruttare appieno il suo arsenale mentre studia attentamente i movimenti del nemico per capire come contrastare efficacemente le manovre offensive. L’eccezionale impegno dimostrato da Ubisoft Montpellier nei combattimenti è notevole, poiché hanno curato ogni dettaglio in termini di varietà, equilibrio e spettacolarità autentica. Ogni confronto, anche il più apparentemente semplice, riesce a mantenere il giocatore incollato allo schermo grazie ai ritmi frenetici e alle molteplici possibilità offerte dai numerosi poteri e risorse.

Prince Of Persia: The Lost Crown non si limita alle sole battaglie; include anche fasi coinvolgenti di platforming ed esplorazione, spesso più impegnative delle stesse battaglie. Lo studio ha dimostrato la massima creatività nella progettazione della vasta mappa di gioco, caratterizzata da un ingegnoso design e sorprendente complessità. Alcune sequenze, quasi simili a un gioco ritmico, richiedono attenzione assoluta nei movimenti e nei tempi dei salti. Ciò che rende il tutto fantastico è che, con ogni nuova area scoperta, ci sono sempre sorprese inedite e situazioni impreviste. The Lost Crown incoraggia il giocatore a esplorare ogni angolo della mappa, motivato dai tesori e dalle ricompense da recuperare, come oggetti collezionabili che approfondiscono la trama dell’avventura o risorse “economiche” scambiabili per informazioni, miglioramenti all’attrezzatura e potenziamenti delle pozioni, sia in termini di efficacia che di quantità massima.

Una cross-generazione che si fa sentire

Il comparto audiovisivo di Prince of Persia: The Lost Crown presenta un elevato valore complessivo, tuttavia non sfrutta appieno le potenzialità offerte dal motore Unity, lasciando l’impressione che ci fosse spazio per ulteriori miglioramenti. Ciò nonostante, dal punto di vista tecnico, The Lost Crown si comporta in modo eccellente, garantendo fluidi 60 fotogrammi al secondo (specialmente su ROG Ally, sfruttando la massima risoluzione del dispositivo), tempi di caricamento praticamente nulli e l’assenza di bug o glitch degni di nota.

Da un punto di vista artistico, la situazione cambia radicalmente, grazie soprattutto alla caratterizzazione degli scenari, spesso brillante e talvolta persino evocativa. Senza dubbio, il Monte Qaf riesce a stupire anche dal punto di vista estetico. Sebbene il design dei personaggi potrebbe non essere di gusto per tutti, è comunque importante sottolineare che la caratterizzazione dei nemici mostra un’ispirazione sufficiente, conferendo alla produzione un tocco extra di personalità.

A completare l’esperienza c’è un accompagnamento musicale atmosferico che enfatizza ulteriormente l’aura di mistero che avvolge il Monte Qaf, rendendo i combattimenti più coinvolgenti grazie a composizioni appropriate e immediatamente accattivanti. Alcune riserve riguardano solo il doppiaggio in lingua inglese (senza la disponibilità di una versione italiana), che forse avrebbe potuto essere eseguito con maggiore impegno e coinvolgimento in alcune sequenze, ma comunque svolge il suo lavoro in modo decente.

Concludendo…

Prince Of Persia: The Lost Crown è il ritorno in grande stile di un franchise fermo per più di un decennio, riapparso sulla scena videoludica completamente diverso rispetto al passato e forse, proprio per questo, ancora più sorprendente.

Il titolo di Ubisoft Montpellier trascende il concetto stesso di metroidvania: partendo dalle solide fondamenta del genere, Ubisoft Montpellier ha veramente messo cuore e anima nel progetto, elevandolo in ogni minuscola componente. Dal sistema di combattimento ai boss, dall’esplorazione agli enigmi ambientali, fino alla caratterizzazione di una mappa tutta da scoprire. Il risultato finale è quindi un’avventura lunga ma appassionante dall’inizio alla fine che sa sempre come stupire, grazie anche a una difficoltà impegnativa progettata per andare di pari passo con il progresso dei giocatori.

Consigliato, senza particolari riserve.

CI PIACE
  • Un metroidvania solido e avvincente
  • Combat system variegato e dall’elevato tasso di sfida
  • Artisticamente valido
  • Ottimo sistema di progressione
NON CI PIACE
  • Il sistema di combattimento ci mette un po’ a ingranare
  • Level design altalenante
Conclusioni

Prince Of Persia: The Lost Crown segna il ritorno in grande stile di un’icona videoludica. Dal sistema di combattimento, dall’esplorazione, fino alla caratterizzazione di una mappa tutta da scoprire, The Lost Crown è un’avventura lunga ma appassionante dall’inizio alla fine riesce a stupire, grazie anche a una difficoltà impegnativa studiata per andare di pari passo con la progressione del protagonista.

8.8Cyberludus.com

Articolo precedenteSimbolotto di oggi – giovedì 01 febbraio 2024: Numeri Estratti Oggi
Prossimo articoloEstrazioni del Lotto di oggi sabato 03 febbraio 2024
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!