Quando si parla di People Can Fly, impossibile non citare il più celebre titolo prodotto dal team di sviluppo polacco: Bulletstorm. Il titolo, uscito oramai ben dieci anni fa, fu uno shooter in prima persona, caratterizzato da uno stile scanzonato e da un gameplay semplice ma incredibilmente divertente. La partnership tra lo studio ed Epic Games, continuò per molto tempo, portando i ragazzi di People Can Fly a sviluppare il primo spin off della longeva saga di Gears of WarJudgment – in esclusiva su Xbox 360.

Passati sotto un nuovo publisher, Square Enix, i ragazzi di People Can Fly hanno così portato avanti lo sviluppo di una nuova IP che, sulla carta, avrebbe mescolato meccaniche di shooting “alla Gears” – tanto care al team polacco – ad una progressione simil-RPG che, di recente, abbiamo visto applicata a titoli gaas come Destiny 2 o The Division 2.

Incuriositi dal titolo, abbiamo provato con piacere la lunga demo proposta e, grazie ad un codice fornitoci dal publisher (in versione PS5), abbiamo spolpato a lungo la proposta contenutistica di Outriders, la nuova IP dei People Can Fly.

Inutile girarci intorno: i primi giorni all’interno del gioco sono stati un vero e proprio inferno, tra disconnessioni e problematiche ai server che altro non hanno fatto che evidenziare gli enormi limiti di una incomprensibile natura “always online”. Tuttavia, affrontati i problemi di gioventù del titolo – accompagnati da non pochi bug che continuano, ad oggi, ad affliggere Outriders – siamo comunque riusciti ad apprezzare il lavoro svolto dal team polacco che abbiamo reputato sì grezzo ma in grado di provocare una forte dipendenza.

In questa nostra recensione, quindi, vi elenchiamo i nostri personalissimi cinque motivi per dare una chance a Outriders, il nuovo shooter di People Can Fly.

Cominciamo!

1. Trama e world building interessanti

Nonostante un genere di appartenenza che, storicamente, non ha saputo regalarci grosse “perle” in termini puramente narrativi, Outriders è un titolo che lato trama si lascia giocare.

Nella metà del ventunesimo secolo la Terra, a seguito di cambiamenti climatici sempre più devastanti, è sull’orlo del collasso. Un nutrito gruppo di esploratori ha così il compito di colonizzare il nuovo Eden, identificato in un pianeta lontano anni luce chiamato Enoch.
Studiato a lungo da ricercatori e scienziati, Enoch sembra essere a tutti gli effetti una nuova Terra, pronta per una nuova colonizzazione da parte del genere umano che, adesso più che mai, sembra intenzionato a non ripetere gli errori del passato.

Arrivati a bordo della nave arca Flores, dopo un’ibernazione durata ben 83 anni, ci muoveremo sulla superficie inesplorata di Enoch nei panni di un Outrider, un mercenario d’elite addestrato allo scopo di proteggere i coloni sbarcati sul pianeta.

Nei panni di un Outrider, dovremo esplorare le lande inesplorate di Enoch, la “nuova Terra”.

Recuperate le sonde lanciate sul pianeta, ci accorgeremo ben presto che Enoch non è il pianeta ospitale promesso dai ricercatori: un’anomalia climatica, infatti, sembra infatti aver preso il sopravvento nell’area dello sbarco, provocando in poche ore uno stravolgente massacro di diversi coloni e Outriders appena arrivati sul pianeta. Rimasti a contatto con l’anomalia ma, inspiegabilmente, sopravvissuti verremo tuttavia ibernati nuovamente da alcuni membri dell’equipaggio, dopo esser rimasti feriti durante queste movimentate fasi di sbarco.

Un balzo temporale di oltre trent’anni ci risveglierà in una Enoch diversa da come l’avevamo lasciata. Una guerra civile interna ha infatti portato i pochi sopravvissuti a scontrarsi, in due fazioni opposte. E mentre l’anomalia ci ha portati a diventare “molto più” di semplici essere umani, dovremo aiutare Enoch e la sua popolazione ad una salvezza sempre più improbabile…

2. Meccaniche di shooting solide e convincenti

Imbracciato il pad, l’influenza della serie Gears sul lavoro svolto dai People Can Fly su Outriders è evidente. Il gioco si configura come un classicissimo shooter in terza persona, con un level design lineare e farcito di coperture ambientali, presso le quali potremo ripararci e attaccare i nemici.

A questa struttura da third person shooter, gli sviluppatori hanno integrato un sistema di classi (di cui vi parleremo maggiormente nel prossimo punto dell’articolo) e di un conseguente albero delle abilità, utilizzabili in battaglia, che donano una maggior varietà agli scontri su Enoch. Gli scontri non lasciano spazio a tempi morti: l’IA dei nemici su Enoch è particolarmente aggressiva – anche troppo – e molto spesso anche star al riparo qualche secondo di più, dietro una copertura, potrebbe rivelarsi letale. I nemici tendono ad accerchiare il giocatore, correndo verso di noi senza lasciarsi intimorire dai colpi delle nostre armi e, di continuo, proveranno a toglierci dal riparo delle nostre coperture attraverso l’utilizzo di granate. Sarà nostro compito, quindi, cercare di combinare al meglio l’utilizzo delle abilità del nostro Outrider con i colpi d’arma da fuoco cercando, se possibile, di non stare mai fermi.

Il gameplay di Outriders si configura come un classicissimo third person shooter, “alla Gears”.

L’eccessiva aggressività dell’IA avversaria potrebbe inizialmente scoraggiare molti giocatori ma, fortunatamente, il gioco mette a disposizione un livello di difficoltà dinamico – chiamato Livello del Mondo – modficabile in qualsiasi momento, necessario per non rendere alcune sezioni di gameplay eccessivamente frustranti. Il Livello del Mondo, oltre a provocare un aumento o abbassamento del livello di sfida, va ad influire anche sulla percentuale di drop del loot, aumentando le probabilità di trovare equipaggiamento raro all’aumentare dello stesso.

In aiuto ad una struttura di base molto ripetitiva, troviamo una modalità cooperativa con tanto di cross play (recentemente fixato tramite un aggiornamento) che, a nostro parere, rimane la miglior strada per godere appieno di Outriders.

Trovate quindi un manipolo di amici, imbracciate auricolari e pad e calcate assieme le inospitali lande di Enoch!

3. Classi, progressione e – soprattutto – looting

Molti elementi di Outriders lo avvicinano al genere che ci piace definire “looter shooter”. Similmente a titoli come Borderlands 3 o Destiny 2, la progressione del nostro personaggio è scandita dalla spasmodica ricerca di equipaggiamento più potente, che siano armi e armature, coadiuvata da un sistema di crafting semplice ma efficace, che ci permetterà di riutilizzare i materiali raccolti durante le nostre esplorazioni o quelli assimilati dalle armi smontate. Il crafting ci permetterà di potenziare armi e armature, aumentandone anche il livello di rarità (qui presente in cinque forme che spaziano dal “Comune” al “Leggendario”).

In Outriders sono presenti ben quattro classi, selezionabili una volta terminato il lungo prologo iniziale e sono ovvero Devastator, Pyromancer, Trickster e Technomancer. Ognuna delle classi proposte, propone infatti uno stile di combattimento diverso: il Devastator, ad esempio, è la classe ideale per i cosiddetti “tank” – giusto per usare un termine da MMORPG – e le abilità di questa classe sono principalmente rivolte a ridurre i danni subiti, curarsi all’uccisione dei nemici o semplici abilità di respinta, mentre la classe del Technomancer ben si adatta agli amanti del combattimento a lunga distanza.

La ricerca spasmodica di loot sarà alla base della progressione in Outriders.

Abbracciando una struttura simil-RPG, Outriders propone una classica progressione a livelli, che aumentano guadagnando punti esperienza dal completamento delle missioni e dall’uccisione di nemici. Guadagnati punti abilità potremo sbizzarrirci, acquistando perks nei relativi alberi delle abilità che, per ogni classe, si ramificano i tre diverse varianti. Grazie ad esse, plasmare un personaggio secondo i nostri gusti e stile di gioco sarà un vero spasso.

4. Tanti contenuti ed un interessante endgame: i piaceri dell’Expeditions

Uno tra i motivi che rendono Outriders, allo stato attuale, un titolo apprezzabile è sicuramente la mole contenutistica.

Partiamo dalla campagna che, tra missioni principali e secondarie, è in grado di tenere i giocatori occupati per un quantitativo di tempo che spazia tra le 35 e le 40 ore di gameplay. Come già detto, il gioco offre un matchmaking integrato che consente ai giocatori di giocare tutti i contenuti della campagna ad un massimo di tre giocatori, in coop di tipo “drop-in drop-out”.
Terminata la campagna, il gioco si affaccia alle cosìdette Expeditions (o Spedizioni) che rappresentano, appunto, la parte di endgame proposta dai People Can Fly.

Allo stato attuale, l’offerta contenutistica è molto buona, considerata la parte di Expeditions ed end game.

Le Expeditions sono missioni di alto livello disponibili dopo aver completato la campagna principale e ci metteranno contro gli avversari più feroci e brutali che Enoch ha da offrire. Si tratta di nuovi grandi livelli che non riciclano i contenuti del gioco principale, e offrono meccaniche e sfide uniche. Il concept è il seguente: misteriosi punti di interesse sono apparsi in tutta Enoch, con nuove storie da scoprire in ognuno di essi. Al loro interno troveremo materiali sempre più rari e preziosi, adatti ad ottenere equipaggiamento sempre più potente. Ci sono in totale ben 14 nuovi luoghi da esplorare, dove l’ultimo è rappresentato dal Eye of the Storm, sbloccabile al Livello del Mondo numero sedici.

Le Expeditions rappresentano la sfida massima nel mondo di Outriders e, per questo, sarà sempre necessario affrontarle in cooperativa.

5. Gratis su Xbox Game Pass

Ultimo, ma non per importanza, il motivo provare almeno una volta Outriders è sicuramente rivolto ai possessori di piattaforme Xbox (One e Series S/X), visto che il titolo – fin dal lancio – è stato reso disponibile su Game Pass.

I giocatori PC resteranno un po’ a bocca asciutta, anche se – a breve – potranno comunque godere del titolo su XCloud, visto che in questi giorni è stata aperta la possibilità ai possessori di piattaforme Windows 10 (muniti, ovviamente, di abbonamento Xbox Game Pass Ultimate) di provarlo su browser Chrome ed Edge.

Chissà se in futuro Square Enix deciderà di rendere disponibile il titolo anche agli utenti Game Pass PC

Concludendo…

Outriders è un titolo poco rifinito ed estremamente limitato sul fronte del gameplay ma che, a nostro parere, meriterebbe di essere provato almeno una volta dai giocatori appassionati del genere. Lato contenuti, i ragazzi di People Can Fly sono riusciti a confezionare un buon prodotto, che ben si sposa con la freneticità del gameplay e dalla progressione ben scandita. Allo stato attuale, anche l’end game riesce comunque a soddisfare tutti i palati, specialmente se giocato in compagnia di amici.

L’aspetto tecnico è inoltre uno degli aspetti più deboli dell’ultima fatica del team polacco, vista la carenza generale di dettagli – poco “next gen” a nostro parere – e un comparto animazioni piuttosto debole. Lato risoluzione e frame rate, nella versione PS5 da noi provata, il gioco riesce comunque a garantire una certa fluidità: risoluzione FullHD upscalata in 4K e 60 fps fissi senza “singhiozzi” vari.

Vista la sua presenza su Game Pass (sia XCloud che Xbox) dal day one, consigliamo almeno ai giocatori Xbox di dare subito una chance al titolo, mentre i “curiosi” giocatori PS5 e PC potrebbero in realtà aspettare un qualche tipo di sconto.

CI PIACE
  • Meccaniche di shooting non innovative ma solide e convincenti
  • Progressione e sistema di crescita del personaggio intelligenti
  • Giocato in compagnia da il meglio di se
  • La trama si lascia seguire con piacere
NON CI PIACE
  • IA eccessivamente aggressiva
  • Tecnicamente arretrato
  • Componente always online davvero insensata
  • Mancanza di rifinitura generale e poca “ambizione”
Conclusioni

Uno shooter solido e onesto che, purtroppo, deve fare i conti con una mancanza di rifinitura generale e da un “grezzume” che va a influire su molti aspetti di gioco. Nonostante i bug, i problemi ai server che, dal day one, hanno causato non pochi grattacapi, Outriders è un titolo divertente, in grado di provocare un’inspiegabile dipendenza che spinge il giocatore nelle mortali lande di Enoch, alla ricerca di equipaggiamento migliore, sia in solitaria sia in compagni di amici – dove il gioco riesce a dare il meglio di se.

7Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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