Odin Sphere Leifthrasir – Recensione

Odin Sphere torna su console di attuale generazione più in forma che mai!

Sono passati ben 8 da quando Vanillaware pubblicò su PS2 il suo Odin Sphere, insolito Action/RPG bidimensionale. E in effetti il gioco, specialmente in Europa (dove arrivò con un anno in ritardo rispetto al Sol Levante), non ebbe un grande successo commerciale, nonostante i pareri entusiastici di critica e pubblico, probabilmente anche a causa dello spostamento di massa su PS3 e Xbox 360, appena entrate nel pieno del loro ciclo vitale.

Un vero peccato.

Probabilmente, questo è quello che hanno pensato anche i ragazzi di Vanillaware, arrivando alla conclusione che al gioco serviva una seconda chance, non prima ovviamente di avergli rifatto il look. Il risultato è Odin Sphere Leifthrasir, un vero è proprio remake per PS3, PS4 e PS Vita.

Ma dopo tutti questi anni, il gioco sarà ancora in grado di stupire? Ve lo diciamo già da ora, assolutamente sì.

 

Odin Sphere Leifthrasir

 

5 protagonisti, 5 storie

Potremo riassumere la trama di Odin Sphere Leifhtrasier come “una fiaba narrata dal punto di vista di 5 protagonisti”. Ognuno dei personaggi chiamati in causa avrà il suo arco narrativo personale, i propri obiettivi e il proprio ruolo nella guerra che si sta combattendo nelle terre di Eiron per la conquista del Calderone magico, e negli eventi che stanno portando il mondo all’Armageddon. Ogni volta che impersoneremo un nuovo protagonista, ci imbarcheremo in una nuova avventura caratterizzata da una diversa chiave di lettura degli eventi.

Gwendolyn, principessa del regno di Ragnanival e abile Valkyria, è pronta a gettare la sua vita sui campi di battaglia pur di compiacere suo padre, Re Odino, il principe Cornelius cercherà di salvare la propria amata e nel frattempo di liberarsi da una maledizione che lo ha tramutato in un Puka, Mercedes dovrà farsi carico del destino del Regno di Ringford, Oswald dovrà combattere contro le avversità del suo fato, mentre Velvet, principessa del decaduto Regno di Valentine, cercherà in ogni modo di evitare l’arrivo dell’Armageddon.

Alle storie di ogni personaggio si aggiunge poi un’ulteriore arco narrativo che vede come protagonisti tutti e 5 gli eroi e tira le file della trama di Odin Sphere. Una storia indubbiamente raccontata bene che, seppur priva di radicali svolte narrative, riesce a intrattenere il giocatore con una trama solida e dialoghi assolutamente in linea con il tono fiabesco della produzione.

 

Odin Sphere Leifthrasir (1)

 

Il mio segreto per massacrare i nemici? Fare incetta di leccornie

Le varie storie di Odin Sphere: Leifthrasir si dividono in capitoli, in ognuno dei quali il protagonista di turno dovrà farsi strada tra i vari livelli di un’ambientazione fino all’immancabile scontro con il boss di fine capitolo. Ci si sposta in aree bidimensionali, dove il nostro personaggio dovrà affrontare tutte le orde nemiche che gli si pareranno davanti. L’esplorazione, pur non essendo obbligatoria, è uno degli aspetti di primo piano del gioco, visto che permetterà di ottenere materiali, oggetti, nonché abilità speciali, utili per il proseguimento dell’avventura.

Per quanto riguarda i combattimenti, si usano principalmente una manciata di tasti, quadrato per gli attacchi standard, colpi caricati o per difendersi, R1 per le schivate, mentre premendo il tasto L1 accederemo alla lista di tutte le tecniche speciali apprese. L’utilizzo di queste abilità consumerà la barra dell’energia del nostro personaggio oppure i PP, che potremo recuperare assorbendo i Fozoni lasciati dai nemici sconfitti.

Sarà inoltre possibile di sintetizzare e sfruttare varie pozioni alchemiche con i materiali ottenuti, da quelle utili per mettere a ferro e fuoco il campo di battaglia a quelle curative, fino a pozioni come “Jolly” o “Tramuta” dagli effetti piuttosto particolari.

I nemici, dal canto loro, non se ne staranno di certo a girarsi i pollici in attesa che li riempiate di botte, e avranno la tendenza ad accerchiarvi su entrambi i lati dello schermo. Discorso diverso per i boss di fine e metà livello, che richiederanno di sfruttare a proprio vantaggio i punti deboli del nemico e di adottare un approccio più cauto del normale.

Il tutto dà vita a un sistema di combattimento fluido e semplice da padroneggiare, ma non per questo superficiale. Pigiare come ossessi il tasto quadrato potrebbe – forse – funzionare per i primi due\tre capitoli, ma poi sarà fondamentale adattarsi ai ritmi imposti dal gioco, capire quando potrebbe tornare utile una determinata tecnica o quando investire i materiali raccolti dopo mille fatiche in una particolare pozione.

Peculiare, invece, il sistema di progressione dei nostri eroi. Presto vi accorgerete che i punti esperienza ottenuti dai nemici sono piuttosto irrisori. Questo perché in Odin Sphere si sale di livello a furia di ingurgitare frutti e piatti da gourmet. Fin dalle prime battute avrete la possibilità di piantare dei semi nel terreno che potrete far germogliare tramite l’utilizzo dei Fozoni. I frutti che otterrete vi garantiranno un sostanzioso quantitativo di punti esperienza e un aumento permanente dei punti vita. Potrete inoltre provare alcuni degli sfiziosi piatti preparati dal cuoco girovago Maury (a patto di avere la ricetta e gli ingredienti giusti) o dei ristoranti del villaggio Puka, in grado di offrire incrementi ancor più sostanziosi. Un sistema atipico che premia più l’esplorazione e l’oculata gestione delle risorse, piuttosto che il grinding esasperato, e che, all’atto pratico, funziona a meraviglia.

A quanto di buono descritto sopra, purtroppo, c’è da aggiungere il fatto che la produzione Vanillaware è minata da un difetto di non poco conto.

Odin Sphere pecca infatti di ripetitività. La storia di ogni personaggio vi porterà a rivisitare sempre le stesse location (seppur in ordine differente) e ad affrontare sempre gli stessi nemici (e spesso anche i boss). Come se non bastasse, ogni volta che passeremo a un nuovo personaggio ripartiremo da zero, e dovremo tornare ad accumulare risorse, materiali o ingredienti per le ricette. Una prassi che alla lunga annoia, specie se consideriamo che, nel complesso, impiegherete circa quaranta ore per arrivare ai titoli di coda. Si tratta di un difetto che fortunatamente viene parzialmente compensato dall’ottima varietà di stili di combattimento dei protagonisti.

 

Odin Sphere Leifthrasir (2)

 

Cosa c’è di nuovo?

Qual’è la ricetta per un remake di qualità? Sicuramente, oltre a rifare il look di un gioco, si devono limare quegli aspetti che minavano l’originale, stando ben attenti a lasciarne immutato lo spirito. Ecco, da questo punto di vista il lavoro di Vanillaware per Odin Sphere: Leifhrasir è stato impeccabile e abbondante.

Dal punto di vista visivo, il gioco è ancora una gioia per gli occhi, grazie a una direzione artistica ispirata e a bellissimi ambienti di gioco disegnati a mano, che con l’alta definizione risplendono più che mai.

Sul versante tecnico, invece, sono stati risolti in toto i problemi di frame rate che affliggevano l’originale su PS2. Discorso differente per le varie tracce che compongono la colonna sonora, che sono rimaste pressoché invariate. Ma d’altronde come si può migliorare qualcosa già di per sé perfetto?

Tuttavia gli sforzi maggiori sono stati fatti per quanto riguarda il gameplay, dove gli sviluppatori hanno avuto il coraggio di effettuare dei drastici cambiamenti, eliminando del tutto la barra della stamina, che limitava il numero di attacchi eseguibili consecutivamente, e introducendo un sistema di tecniche attive e passive da sbloccare e potenziare. Una scelta che avrebbe potuto scontentare i fan più nostalgici, ma che in realtà migliora ulteriormente il tutto, rendendo il sistema di combattimento più fluido e accessibile. Forse anche troppo accessibile, ma per fortuna sarà possibile riequilibrare le cose in qualsiasi momento cambiando il livello di difficoltà.

Inoltre, per quanto riguarda il fattore longevità, una volta completato il gioco sarà possibile affrontare la Boss Rush Mode, dove dovrete affrontare consecutivamente tutti e trenta i boss, o cimentarsi nella “Xtra New Game” o nella “Hell Mode”. La prima vi permetterà di riaffrontare l’avventura con tutti gli oggetti e le tecniche ottenute in precedenza ma vi metterà contro nemici decisamente più agguerriti, mentre la seconda è una modalità che vi costringerà ad affrontare il gioco con un quantitativo irrisorio di punti vita.

Infine, se siete dei nostalgici, sarete felici di sapere che all’interno del gioco è anche disponibile la versione originale. Un’extra assolutamente gradito.

 

Odin Sphere Leifthrasir (3)

 

Concludendo…

Odin Sphere era un gioco già notevole ai tempi del suo esordio per PS2, ma ora grazie all’opera di restauro di Vanillaware, torna su console di attuale generazione con uno dei migliori remake mai visti fino ad ora. Sia nel caso che abbiate giocato all’originale o che ve lo siate perso (male, molto male) ci sentiamo di consigliare il gioco senza riserve.

CI PIACE

– Gameplay ulteriormente rifinito e migliorato

– Visivamente ottimo

– Inclusa anche la versione originale

NON CI PIACE

– Potrebbe risultare parecchio ripetitivo

Conclusioni

Odin Sphere era un gioco già notevole ai tempi del suo esordio per PS2, ma ora grazie all’opera di restauro di Vanillaware, torna su console di attuale generazione con uno dei migliori remake mai visti fino ad ora. Sia nel caso che abbiate giocato all’originale o che ve lo siate perso (male, molto male) ci sentiamo di consigliare il gioco senza riserve.

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