Ratchet & Clank: Nexus – Recensione

Proprio quando pensi che ormai non ci sia più salvezza per un franchise storico ecco il cambio di rotta, anzi di inversione a “U”. E poco importa se i giorni di Playstation 3 sono contati, tutti meritato una seconda possibilità. Perché quindi non darne una pure al lombax e al suo fedele compare robotica?

Carne e fuoco a volontà nella vecchia bistecchiera di Sony

Ratchet & Clank: Nexus è l’alfa e omega della serie di Insomniac Games, il simbolo dell’eterna essenza di una generazione di videogiocatori che a partire dagli storici capitoli usciti su PS2 sono cresciuti a piattaforme e gadget. Non stupisce quindi l’abbandono al multiplayer cooperativo di Ratchet & Clank: Tutti per uno o alle meccaniche ibridi di tower defense di QForce per tornare ad un gameplay più sobrio e in linea con l’ibrido avventura / piattaforme / puzzle dei primi primi della trilogia originale.

Sorvolando su una trama dello spessore di un foglio di carta e dalle tinte un po’ dark ? che vede i diabolici criminali spaziali Vendra e Neftin Prog fuggire da un’astronave di detenzione spaziale per vendicarsi sui nostri beniamini scatenando l’invasione di esseri provenienti dall’Antiverso sulla nostra realtà ? Nexus mette subito in chiaro la sua voglia matta di far bella figura con un motore di gioco a dir poco impeccabile: capace di far scorrazzare su schermo in contemporanea decine di fanta-nemici, esplosioni a manetta, sunshaft a catinelle, gadget fuori di testa a valanga e, non da meno, qualche scenetta tragicomica da cartone animato di serie C. Il tutto perfettamente stabile e fluido ogni oltre rosea previsione. Persino quando l’azione di gioco diventa parecchio incasinata (quasi sempre, dopotutto è di Ratchet & Clank che stiamo parlando) il monolite nero ormai prossimo alla pensione inorgoglisce il petto e mostra la sua vera pasta: mai uno scatto, mai un vistoso calo di frame rate.

Armi di distruzione non convenzionali

Ratchet & Clank: Nexus è il principio e la fine dei giochi di sparare e saltare. L’azione impazza spesso e sebbene l’occhio può anche accontentarsi, ma è innegabile che assistiamo attoniti a un’avventura tanto breve ? sono sufficienti cinque o sei ore per portare a termine la storia ? quanto ricca di varietà, missioni opzionali, collezionabili e segreti da obbligarci ad un secondo passaggio anche solo per scoprire e utilizzare almeno una volta tutti i meravigliosi nonché letali aggeggi ipertecnologici mediante i quali scatenare l’apocalisse. Perché se non basta una chiave inglese a interagire con i nemici e lo scenario, le armi del gioco sono dei giocattoli fuori di testa, ideali per trastullarsi: il Glaciatore permette di congelare temporaneamente i nemici trasformandoli in buffi pupazzi di neve e rilasciando pacchi regalo mentre una musica di sottofondo ripete all’infinito le note di Jingle Bells, il Tachicardion che produce un pupazzo spaventoso dalle fattezze di volta in volta differenti per far morire di paura gli avversari, la Famiglia Zurkon in grado di produrre sino a tre versioni differenti del famigerato androide da battaglia per proteggerci e soprattutto strapparci qualche risata con i commenti e le battute guerrafondaie. Non mancano inoltre lo storico Omniblaster, le Bombe a Fusione e il lanciamissili a ricerca Guerrafondaio.

Ogni arma è disponibile man mano che progredite nel gioco sborsando quantità sempre più esose di bulloni e può essere potenziata con l’utilizzo e non solo. Disseminati tra i vari pianeti troverete giacimenti di Raritarium, un metallo da spendere nei negozi per migliorare diverse caratteristiche dell’arma come il numero di munizioni, il rateo di fuoco oppure il numero di bulloni elargiti dalle uccisioni. Questo sistema di avanzamento ricorda un po’ la scacchiera delle Licenze di Final Fantasy XII anche perché il numero di caselle aumenta in proporzione al livello d’esperienza dell’arma. Inoltre dei sei livelli disponibili per ciascuna di esse soltanto i primi tre sono inizialmente sbloccabili poiché la restante metà richiede l’utilizzo dei celebri Bolt D’Oro per ottenerne la versione aurea.

Ratchet & Clank: Nexus è la fine del mondo, quantomeno in fatto di azione sparacchina. È proprio nel gran numero di opportunità offensive che il gioco non ha rivali, alla pari dei suoi antenati PS2. Nemmeno si giocasse la finale della Coppa del Mondo, Nexus ci costringe a collaudare folli ordigni dall’elevato potenziale distruttivo sfruttando i vari punti deboli degli avversari. Ogni singolo nemico, anche il più stupido, può darvi del filo da torcere se affrontato senza un minimo di strategia. Carta batte sasso, forbice batte carta, Repulsore Quantico spiaccica insettoni giganti che respingono le Lame Prog in grado di abbattere velocemente i Gargathon. Per ogni carta, però, c’è più di una forbice con la quale spuntarla e infliggere danni, ed è soltanto con una caotica quanto causale sperimentazione che otteniamo il massimo godimento da un arsenale davvero così esagerato.

Quando la nostra energia scende a zero si è costretti a riprendere dall’ultimo checkpoint. Ma se le vite sono infinite le munizioni sono terribilmente contate, dunque la loro disponibilità può diventare in alcune occasioni un fattore da valutare seriamente. Spesso un modus operandi deve essere abbandonato perché non si hanno più proiettili in canna e si è costretti a pensare un’altra strategia in base alle proprie risorse.

A spasso nell’Antiverso

Con tutta probabilità il creative director Brian Allgeier e il resto del team di Insomniac Games devono aver subito parecchie molestie da parte di Sony per riuscire a dare una ragione ai minigiochi in cui il controllo passa a Clank. Tutte queste sezioni sono legate all’esplorazione dell’Antiverso: ai comandi della spalla robotica di Ratchet dovremo muoverci in ambienti bidimensionali per raggiungere una creatura dormiente alla fine, mollargli uno sganassone metallico e fuggire indietro sino al portale mentre siamo inseguiti da quest’ultimo che evidentemente non ha gradito il brusco risveglio. Fasi platform che alla fine si traducono in piccoli enigmi nel quale il fulcro del gameplay ruota attorno alla possibilità di alterare la gravità secondo le quattro direzioni principali: sotto, sopra, destra e sinistra. Dopotutto bisognava dimostrare che non era intenzione del team di sviluppo fare alcuna disparità tra le due analogiche del Dualshock.

Ma non si vive di sole armi, ed è infatti la fantasia a tratti malata dei congegni speciali di Nexus a brillare per umorismo e utilità. È con l’uso intelligente di questi accessori che l’esplorazione di ogni anfratto dei cinque pianeti diventa un’esperienza piacevole: applausi per il Gravilink, pistola in grado di creare raggi trasportatori tra due punti, il Jetpack Grummelnet per raggiungere anche le altezze più improbabili e uscire incolume da pozze e liquidi. Menzione d’onore anche per ammennicoli storici come gli scarponi magnetici, il rampino Swingshot e l’Elizaino, non più accessibili dalla ruota di selezione delle armi ma mappati automaticamente a zone prestabilite del gioco. Non più ingestibili come prima, ma comodi tanto per semplicità che velocità d’impiego.

Eppure il più grande merito di Nexus è quello di saper intrattenere senza mai annoiare. Per tutto il gioco ci si trova sempre di fronte ad almeno due possibili obiettivi da completare, e dunque si è sempre spinti a proseguire, cercando disperatamente di portarli tutti a termine mentre se ne aprono di nuovi. La difficoltà ? equilibrata ad ogni livello ? contribuisce al circolo vizioso del "ci provo un’ultima volta", segno inequivocabile della bontà del titolo.

Conclusioni

Ratchet & Clank: Nexus paga l’essere arrivato al calare del ciclo vitale di PlayStation 3, sfigurando tecnicamente se accostato alle ultime grandi produzioni esclusive Sony del calibro di The Last of Us e Beyond, ed è un peccato perché, controller alla mano, non ha niente da invidiare in fatto di gameplay al resto della combriccola. È anzi, tra i titoli usciti a fine anno, quello dotato di una rigiocabilità elevata. Con più nemici su schermo di Batman: Arkham Origins, più proiettili di Call of Duty: Ghosts e una simpatia al pari dei personaggi Disney, Ratchet & Clank: Nexus è uno dei migliori capitoli della serie disponibili sulla “vecchia” console di Sony. Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova…

CI PIACE

+ Gameplay in linea con gli storici capitoli della serie apparsi su PS2\n+ Elevata rigiocabilità\n+ Una degna conclusione all’attuale saga “Future”

NON CI PIACE

– Storia priva di spessore e piena di cliché\n- Il nuovo arsenale e i gadget sebbene fuori di testa e divertenti da usare non innovano le meccaniche di gioco\n- Tecnicamente inferiore se confrontato con lo standard qualitativo delle produzioni di fine generazione

Conclusioni

Ratchet & Clank: Nexus è un saliscendi frenetico di attrazioni e distrazioni, è uno stordimento grafico che confonde e al contempo tempo obbliga il videogiocatore ad usare la testa. Proprio perché riusce a sorprendere combinando elementi già visti e giocati ma che messi proprio deve non te li aspetti, col risultato che niente potrà fermarvi dal trascorrere parecchio tempo con le mani incollate al pad. Anche a costo di ritrovarsele doloranti. Buon divertimento.

8.7Cyberludus.com
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Redazione
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