Beyond: Two Souls – Recensione

Il cammino intrapreso dall’enigmatico David Cage è ormai chiaro a tutti. Per il game designer francese, il videogioco non è solo un insieme di interazioni, talvolta espressi con click, altre volte con colpi di pistola: il videogioco è fonte di emozioni, ispirazioni, gioie, dolori e rammarico. Tutto nella giusta misura, questi elementi diventano i componenti di una bomba senza limiti, capace di abbattere ogni limite, pregiudizio e superficialità legati al mondo dei videogiochi. Il cammino di Cage è cominciato nel 1999 con Omikron: The Nomad Soul, ma la folla ha cominciato a seguirlo nel 2005 con Fahrenheit, altrimenti conosciuto come Indigo Prophecy su suolo americano. Da qui, è diventata un po’ come la corsa nonsense di Forrest Gump che, cercando di liberarsi di tutto, parte per nuovi orizzonti e crea un gruppo sempre più folto di sostenitori dietro di sé. Heavy Rain ha consegnato David Cage e tutta Quantic Dream alla storia della nextgen per aver ideato un titolo ben lontano dai soliti canoni a cui FPS, GDR e compagnia ci avevano fin troppo abituati. Pur non esente da critiche e difetti, Heavy Rain ha rappresentato l’evoluzione naturale e profonda di Fahrenheit, attraverso precisi fondamenti alla base del gameplay: motion capture, quicktime events e buona dose di eventi collaterali attorno alle azioni del videogiocatore.

Con le nuove console pronte ad invadere il mercato, Quantic Dream ci propone l’ultimo, affascinante, viaggio attraverso l’emozionante scritto che solo David Cage poteva immaginare in un videogioco: Beyond Two Souls, a sua volta evoluzione naturale e profonda di Heavy Rain. Il titolo, esclusiva Playstation 3, ci propone un’introspettiva completa, a tratti cruda, di Jodie Holmes, la ragazza con il dono.

Proporre un protagonista con un carattere ben delineato e che non ha nulla da nascondere non è affatto tipico di David Cage, ed è per questo che, almeno inizialmente, scoprire il lato segreto di Jodie non ci sorprende più di tanto. Jodie non è una ragazza come le altre, è cresciuta nel Dipartimento di Ricerca dei Fenomeni Paranormali a causa dell’entità a cui è legata fin dalla nascita, Aiden, uno spirito che non è in grado di controllare totalmente. Le vicende ruotano attorno a questo magico legame, ed il punto di vista di Jodie diventa molto interessante capitolo dopo capitolo. Per la ragazza – interpretata da un’eccezionale Ellen Page – Aiden risulterà essere tanto un leone in gabbia quanto l’unica ancora di salvezza, un contrasto che rimane tangibile fino alla fine. È importante analizzare le emozioni della protagonista, che gli sviluppatori non ci mostrano mai impaurita dall’entità nemmeno in età infantile. Infatti, Quantic Dream ci permette di rivivere tutta la storia di Jodie, dai primi problemi con Aiden in poi, andando a riempire tutti i buchi di una timeline che scorre molto lentamente per una ragazza in balia della sua seconda anima.

Beyond The Gamer

Beyond Two Souls ci dà molta importanza, perchè in quasi tutti i capitoli della storia Aiden è semplicemente l’immagine del videogiocatore, l’entità che davvero è impossibile da controllare, fuori da ogni binario, la variabile impazzita che può davvero fare la differenza. Ed è proprio quando questo potere assume la sua massima espressione, ovvero il poter influenzare lo stato d’animo di Jodie e dei presenti, che emerge il legame, le due anime che non possono convivere nello stesso contesto perché intrise da emozioni differenti e contrastanti. Ma la vera magia di Cage è da ricercarsi l’incredibile senso di protezione verso Jodie che fa nascere nel cuore del videogiocatore. Una ragazzina, poi una donna, poi di nuovo una bambina: viviamo tutte le fasi di una convivenza forzata in cui il legame comincerà a definirsi sempre di più a seconda delle circostanze. Se inizialmente il ruolo del videogiocatore consisterà nel fare baccano e spaventare la gente, dopo qualche ora il legame farà emergere l’esigenza imprescindibile di proteggere Jodie, di aiutarla, di non farla sentire sola. Cage gioca molto spesso sulla solitudine di Jodie, tant’è che la storyline presenta vari punti di discussione in merito, con un forte potere decisionale nelle mani del videogiocatore.

Quello che sorprende è che nonostante la vita di Jodie sia segnata nel bene e nel male da un dono che nessuno è in grado di comprendere e probabilmente nessuno vorrebbe, Quantic Dream è riuscita a far emergere tutti gli aspetti della donna Jodie, della femminilità che per infinite variabili viene subito messa a tacere. È sorprendente vedere la protagonista preoccuparsi del vestito da sera o di prendere il suo peluche, come se, nel paradosso più totale, non stringere il pupazzo equivale al peggior male della sua esistenza. Per gli altri, capire Jodie non è affatto semplice. Non lo è neppure per Nathan Dawkins e Cole Freeman, rispettivamente interpretati da Willem Dafoe e Kadeem Hardison, e rispettivamente ricercatore e assistente attorno al dono di Jodie. Nathan e Cole diventano il surrogato dei genitori che la ragazza non ha mai avuto, ma in particolare la figura paterna che gli è sempre stata negata e che forse Aiden esagera nell’interpretare a suo modo.

Beyond The Characters

Ma, dicevamo, la cura del profilo caratteriale di Jodie e degli altri personaggi è probabilmente la perla più preziosa di Beyond Two Souls, un aspetto che passa per altri piccoli dettagli: braccialetti, tatuaggi, accessori, modo di camminare, di guardarsi attorno: tutto l’insieme di emozioni, motion capture a parte, viene replicato anche nell’estetica, proprio come in un film. Non vediamo mai Jodie con lo stesso vestitino, anzi, passiamo per 4 o 5 tagli di capelli proprio come succede durante la vita reale. Passiamo dalla difficile adolescenza dopo aver abbandonato peluche e pigiamino, ma ci viene offerto anche uno sguardo su una Jodie più sicura, esperta e decisa. Ma mai trasparente, non di sua volontà. Un aspetto da non trascurare è che il videogiocatore può decidere le risposte da dare durante i dialoghi, che inizialmente pare banale e già visto, ma in un contesto come quello di Jodie equivale praticamente a deciderne il carattere, plasmare la figura della ragazza sul videogiocatore. Possiamo decidere di rendere Jodie una chiacchierona piuttosto che mostrarne il lato insicuro, o ancora sempre ironica nonostante il contesto. Tutto ciò viene messo a dura prova dagli eventi che scaturiscono di volta in volta e che colpiscono Jodie come un treno in corsa: le circostanze che ci capiterà di vivere sono le più disparate, ed è forse questo il difetto principale del gioco.

Durante la storia – e a maggior ragione alla fine – ci accorgiamo che Cage ha fatto un grosso nodo dal quale è difficile venirne a capo seguendo la logica. Non si tratta di incoerenza, quanto di ammucchiata forse un po’ casuale o frettolosa. In particolare, il legame tra il mondo reale e quello di Aiden – l’Inframondo – ci mostra diversi elementi che mal si sposano col contesto e che perdono tutto lo stile artistico della realtà che il game designer è così bravo a riprodurre. Tutto ciò che riguarda la parte paranormale è un paio di gradini sotto il resto, talvolta troppo esagerato, altre poco interessante. L’esperimento di Cage in tal senso non ha avuto esito positivo, mostrando il fianco ancora una volta a buchi nella storyline o situazioni poco credibili proprio come accaduto in Heavy Rain.

Beyond The QTE

A chi pretendeva maggior interazione con l’ambiente e più azione, Quantic Dream ha risposto positivamente: Beyond Two Souls riprende la solita formula dei titoli Cage, con una buona dose di QTE ed interazioni libere all’interno del capitolo, ma, durante la storyline, ci mette a disposizione un po’ di tutto. Proprio a causa del costante cambio di contesto che si trova a vivere Jodie, il videogiocatore potrà confrontarsi con sessioni stealth, esplorative e una buona dose di action basata perlopiù su eventi lineari; vi saranno anche breve sessioni con Jodie al volante di un mezzo Segnaliamo anche la presenza di bonus che è possibile raccogliere con Aiden esplorando ogni schermata. A conti fatti, Beyond Two Souls è più profondo in termini di gameplay rispetto ad Heavy Rain, ma molto più lineare e le decisioni che influenzano i capitoli successivi sono davvero poche, ma tutte abbastanza rilevanti. Anche Aiden ha poco potere decisionale in tal senso, gli viene offerta piena libertà di agire – anche contro la volontà di Jodie – solo un paio di volte tutta la storia.

In un’opera così minuziosamente composta, parlare di doppiaggio e soundtrack diventa quasi scontato. Il doppiaggio che ci sentiamo di consigliare è, chiaramente, quello originale. L’interpretazione di Ellen, Willem e tutti gli altri protagonisti sono a dir poco eccezionali, ma è solamente la naturale conseguenza dell’aver scelto un cast d’eccezione con attori già affermati in campo internazionale. Giocare Beyond: Two Souls con doppiaggio italiano – che si attiva automaticamente facendo riferimento alla lingua di sistema – significa perdere quel qualcosa di speciale che appartiene direttamente agli attori e che nessuno è in grado replicare, nonostante i nostri doppiatori si siano rivelati comunque all’altezza della sfida. La soundtrack, affidata a Normand Corbeil, deceduto a Gennaio, è così densa di emozioni da riuscire a supportare tutti i dialoghi, risultando decisiva nella spinta emozionale in più di un’occasione. Infine, ineccepibile la longevità del titolo, che arriva ai titoli di coda dopo circa 10 ore con alto interesse verso la rigiocabilità di tutti i capitoli, anche solo per sperimentare azioni e scelte di dialogo precedentemente ignorate. Tuttavia, dobbiamo segnalare anche qualche problema tecnico, che riguarda animazioni bloccate e successivamente re-inizializzate, piuttosto che comprenetrazioni poligonali ed artefatti. La manifestazione di questi ultimi, in particolare, potrebbe essere legata alla nostra versione review e non alla build retail.

Beyond The Review

La recensione di Beyond: Two Souls non segue volutamente i canoni della classica review, perché sarebbe sbagliato accatastare l’ultimo lavoro di Quantic Dream sulla pila dei videogame comuni. La storia di Jodie è particolare tanto quanto il gameplay e tutto ciò che ruota attorno al prodotto Sony, rendendo la valutazione di questo videogame ben più soggettiva delle altre. Con l’augurio che la recensione vi sia piaciuta, prendete i nostri pensieri più come riflessioni che consigli per gli acquisti – cosa a cui siamo da sempre contrari. Non si sbaglierebbe nel dire che Beyond: Two Souls è un film più che un videogame, ancor più di Heavy Rain: non a caso, pregi e difetti sono perlopiù individuati nella storyline. Da un lato, denotiamo un Cage molto confuso che cerca di mettere insieme pezzi di universi troppi distanti; dall’altro, Jodie coinvolge emotivamente più di qualsiasi altro protagonista videoludico. Nell’insieme, ai titoli di coda Beyond ci lascia un vuoto non indifferente e, guardando al prossimo futuro, non ci pare di scorgere nulla che possa colmarlo.

CI PIACE

– E’ capace di creare un forte legame emotivo verso Jodie\n- Il giocatore si trova a vivere contesti molto variegati ed emotivamente coinvolgenti\n- Grandi risultati derivanti dal motion capture\n- Doppiaggio originale imperdibile

NON CI PIACE

– Qualche problema tecnico\n- Scelte poco azzeccate nella parte conclusiva

Conclusioni

La storia ricca di emozioni di Jodie e Aiden, uniti da un legame speciale che lo stesso Cage evita di definire verso una precisa direzione. La storyline profonda, cruda e talvolta esageratamente mistica, è ben lontana dall’esperienza proposta da Heavy Rain, ma per certi versi è ancor più affascinante.

9Cyberludus.com
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Redazione
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