Introduzione

Una leggenda scolastica narra che, allo scoccare della mezzanotte di una notte piovosa, è possibile osservare sullo schermo del televisore il volto dell’anima gemella. Un simile storia, falsa o reale che sia, viene condivisa tra i banchi di scuola della cittadina rurale di Inaba.

Recentemente un giovane ragazzo di città si è trasferito nel paese per abitare con lo zio Ryotaro Doujima, investigatore locale, e la piccola cugina.

Podo dopo il suo arrivo la cittadina è sconvolta da drammatici e misteriosi eventi: dopo un lunghi periodi di pioggia ed una notta ricca di nebbia, viene sempre trovato il cadavere di una persona.

La polizia è allo sbando e non ha modo di comprendere cosa si cela dietro a simili eventi o chi sia il colpevole.

Non resta che affidare le sorti del paese alle esperti mani di un videogiocatore.

“Shin Megami Tensei: Persona 4” si riallaccia alla serie dei “Persona” e si conferma come l’ennesimo titolo JRPG dedicato alla console Sony di vecchia generazione.

In effetti, l’era della Playstation 2 non è ancora giunta al termine: la notizia, risalente a pochi giorni fa, di una riduzione di prezzo della console e la continua uscita di ottimi titoli che rimpolpano un favoloso parco giochi, ne sono la conferma.

La trama d’introduzione al titolo è decisamente inquietante e misteriosa. Per poterne godere appieno non è, in alcun modo, necessario conoscere i capitoli precedenti.

“Persona 4” narra delle vicende di un giovane di città, trasferitosi in campagna per ragioni di famiglia e coinvolto nelle misteriose vicende che ruotano attorno ad una serie di efferati omicidi.

Ben presto l’avatar del giocatore, scopre di possedere un curioso potere chiamato “Persona” e di poter accedere ad una dimensione differente usando i televisori come portali d’accesso per un mondo inquietante. Durante l’intero anno scolastico, scandito tra la vita liceale e le angoscianti indagini sulla dimensione televisiva, si svolgeranno gli eventi narrati.

Riuscirà questo capitolo della saga a confrontarsi con il miglior JRP della scorsa generazione “Persona 3 FES”

Gameplay

“Persona 4” nasce e cresce come diretto discendente del famoso capitolo precedente acquisendone i tratti migliori dello schema di gioco e cercando di migliorarne i difetti riscontrati.

Al giocatore viene data la possibilità di vivere, attraverso l’Avatar, le giornate di un tipico studente liceale ricche di impegni e conoscenze, per poi tuffarsi in una realtà distorta ed inquietante al fine di seguire le indagini sugli omicidi. Il saggio bilanciamento delle due realtà è l’unica via per riuscire a procedere tra le difficoltà proposte dal titolo.

Le differenze con “Persona 3” non sono molte: innanzitutto la nuova avventura della Atlus propone una trama dai tratti meno catastrofici anche se altrettanto originale; lo spazio dedicato alla vita scolastica, dipinta da nuove amicizie, studio, svaghi e lavoro,  rimane pressochè identico ed è strettamente necessario per cementare i rapporti con i vari personaggi della città di Inaba. Le sottotrame che caratterizzano i personaggi si rivelano, anche in questo capitolo, molto profonde ed interessanti, dando maggior spessore all’ambientazione stessa.

La crezione di quanti più legami possibili (detti “Social Link”), così come il loro rafforzarsi, sono fondamentali per poter proseguire nel corso dell’avventura.

In effetti, il giovane avatar del giocatore possiede il potere delle “Persona”, la cui forza dipende dal numero e dalla qualità dei social link, ed è  in grado di permettergli di oltrepassare il varco del “Midnight Channel”, un canale televisivo che funge da ingresso ad un’altra dimensione.

In questo luogo si ha modo di effettuare tutte le indagini necessarie per scovare il colpevole degli omicidi e ci si deve difendere da esseri immondi.

Nelle sessanta ore di gioco presunto, il giocatore ha modo di evocare i poteri delle persona, scagliando tutta la propria ira contro le creature d’ombra che popolano la realtà televisiva; durante le indagini notturne, è possibile accedere ai classici labirinti casuali presenti anche nel capitolo precedente della serie, con la differenza di avere una struttura più accessibile, caratterizzata da punti di salvataggio ben disposti e sempre presenti prima di uno scontro importante.

I combattimenti, rigorosamente a turni come insegnano i più classici JRPG, ricalcano gli schemi di “Persona 3” con la differenza di poter, se lo si desidera, comandare direttamente le azioni dei membri della squadra.

Il sistema delle debolezze è ripreso interamente dal titolo a cui ci si ispira; in effetti esistono differenti tipi di incantesimi e ciascuno di essi esercita maggiore influenza quando è lanciato su una creatura con una particolare debolezza; tutti i nemici,  personaggi della squadra compresi, hanno punti di forza e punti deboli. Sfruttandoli a dovere è possibile acquisire turni bonus di combattimenti che permettono di concatenare una serie di attacchi ed esser sempre più efficienti. Un’altra grande differenza con il sistema proposto da “Persona 3” è che, per conoscere le debolezze di un avversario, è necessario sperimentare empiricamente le varie tipologie di incantesimi; dopodichè le informazioni verrano registrate automaticamente e rese disponibili con poche pressioni sul joypad.

Gradevole novità, introdotta nell’esplorazione della dimensione televisiva, è la scomparsa della stanchezza dei personaggi; finalmente al giocatore è data libertà piena di poter vagare per i labirinti proposti senza dover ritornare inaspettatamente al punto di partenza per permettere ai personaggi di riposarsi con una notte di sonno ed attendere il giorno successivo per riprendere le esplorazioni.

Il tempo viene scandito in giorni e ciascuna giornata è suddivisa in momenti differenti, in cui il giocatore ha la possibilità di compiere varie azioni: se durante mattinata, salvo la domenica, è d’obbligo assistere alle lezioni scolastiche eventualmente aiutando i propri compagni di banco o rispondendo alle domande dei professori, nel pomeriggio si possono fare acquisti, partecipare alle attività extra-scolastiche, frequentare i numerosi personaggi sparsi per la città, avventurarsi nella dimensione parallela, o generare nuovi “Persona” sempre più potenti.

Ciascuna azione condotta dal personaggio ne migliora le caratteristiche psicofisiche (Intelligence, Diligence, Courage, Understanding ed Expression) e, raggiunti determinati valori, è possibile sbloccare alcuni eventi o abilità che possono coinvolgere sia il combattimento che i personaggi stessi.

Muoversi nel paese di Inaba è molto semplice e, per i più pigri, è possibile premere un semplice tasto per teletrasportarsi da zona a zona.

 

Grafica e Sonoro

“Persona 4” è molto simile al prequel della serie: il design da manga giapponese rimane una costante, ma risulta apparentemente più nitido e pulito. Le sequenze animate sono sempre di pregevole fattura ed in grado di comunicare il senso di inquietudine necessario.

Le sezioni d’esplorazione, differentemente da “Persona 3”, sono molto varie ed affrontano diversi temi in accordo con la trama narrata dando la giusta varietà: in effetti le aree da visitare sono strettamente legate alla psiche del personaggio che sta per esser vittima dell’omicidio.

Gli avversari da affrontare non brillano di originalità e rimangono i classici della saga Shin Megami Tensei.

L’atmosfera onirica viene riproposta spledidamente soprattutto dall’accompagnamento sonoro; il doppiaggio e la localizzazione tuttavia, sebbene encomiabili, sono esclusivamente in lingua inglese. Un amaro boccone per chi non è portato per la lingua anglosassone.

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