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L’edizione 2025 di Lucca Comics & Games si è conclusa ieri, ma l’impressione lasciata dalla manifestazione è di quelle destinate a sedimentare a lungo. Per cinque giorni, dal 29 ottobre al 2 novembre, la città toscana si è trasformata ancora una volta in un gigantesco punto d’incontro per fumetto, videogiochi, cinema, serie TV, gioco da tavolo, giochi di ruolo, cosplay e narrativa. Un appuntamento che, anno dopo anno, sembra allontanarsi sempre di più dalla semplice idea di “fiera” per assumere i contorni di un vero e proprio fenomeno culturale.

Per noi di Cyberludus, tuttavia, l’edizione 2025 sarà ricordata soprattutto per un volto. Un volto che appartiene al nostro medium, ma che da anni vive in una zona di confine tra cinema, musica, letteratura e videogiochi: quello di Hideo Kojima. A questo pro vi invitiamo a dare una letta al nostro editoriale sul panel che c’è stato in questi giorni di fiera.

La presenza del creatore giapponese, arrivato a Lucca per la tappa conclusiva del Death Stranding World Strand Tour 2, ha trasformato il rapporto tra pubblico e videogioco in qualcosa di quasi tangibile. Ed è proprio da questa idea di connessione che vogliamo partire per raccontare un’edizione che, numeri alla mano, ha confermato ancora una volta la dimensione raggiunta da Lucca Comics & Games.

I numeri di un’edizione da record

Prima di addentrarci nel significato della presenza di Kojima, è necessario fare un passo indietro e osservare la manifestazione nella sua interezza.

L’edizione 2025 ha superato quota 280.000 biglietti venduti, con circa 17.000 professionisti accreditati, oltre 900 ospiti, 730 espositori, 1.500 appuntamenti e 12 mostre distribuite tra le diverse location della città. A questi numeri si aggiungono circa 30.000 cosplayer ufficialmente registrati e oltre 90.000 utenti attivi sull’app LuccaCG Assistant.

Sono cifre che, prese singolarmente, raccontano già la portata dell’evento. Mettendole insieme, restituiscono però un’immagine ancora più significativa: Lucca Comics & Games non è più un appuntamento circoscritto a un settore specifico, ma un ecosistema nel quale convivono industrie, linguaggi e community differenti.

Il tema scelto per il 2025, French Kiss, era del resto perfettamente rappresentativo di questa vocazione. L’omaggio alla cultura pop francese, affidato anche al manifesto di Rébecca Dautremer, diventava una dichiarazione d’intenti: culture differenti possono incontrarsi, contaminarsi e trovare un terreno comune.

E forse è proprio questo il vero superpotere di Lucca: riuscire a trasformare una città intera in un punto di convergenza.

Il videogioco reclama il proprio spazio

In un contesto così vasto, il videogioco non è più da tempo un semplice ospite. È parte integrante dell’identità della manifestazione.

L’edizione 2025 ha confermato questa evoluzione con una presenza sempre più strutturata dell’industria videoludica, attraverso incontri, attività, creator, eventi competitivi e appuntamenti dedicati alla storia e alla cultura del medium. E proprio in questo scenario Hideo Kojima ha rappresentato il simbolo più evidente di quanto i confini tra le diverse forme di intrattenimento siano ormai diventati sottilissimi.

death stranding 2 screen

La scelta di Lucca come tappa conclusiva del Death Stranding World Strand Tour 2 non era casuale. Il tour internazionale organizzato da KOJIMA PRODUCTIONS per celebrare il lancio di Death Stranding 2: On the Beach ha attraversato diverse grandi città del mondo, da Los Angeles a Tokyo, passando per Parigi, Londra, Seul e San Paolo, prima di concludersi proprio a Lucca. Il festival toscano è stato quindi inserito a tutti gli effetti all’interno di un itinerario internazionale dedicato a una delle produzioni videoludiche più importanti del 2025.

Per un evento nato attorno al fumetto, al gioco e alla cultura nerd, è un riconoscimento tutt’altro che secondario.

Hideo Kojima, il ritorno in Italia

E poi è arrivato lui.

Hideo Kojima ha fatto ritorno in Italia per incontrare il pubblico di Lucca Comics & Games e accompagnare la promozione di Death Stranding 2: On the Beach, uscito il 26 giugno 2025 su PlayStation 5. Il game director era presente a Lucca l’1 e il 2 novembre, con un programma articolato tra il fan gathering in Piazza San Michele, la proiezione del documentario e il panel dedicato al gioco.

Il momento più atteso è stato naturalmente l’incontro al Teatro del Giglio, insieme a Luca Marinelli e Alissa Jung, interpreti rispettivamente di Neil e Lucy nel secondo capitolo di Death Stranding.

Per chi conosce la storia creativa di Kojima, la presenza di Marinelli aveva poi un significato particolare. Il game director giapponese non ha mai nascosto il proprio amore per il cinema italiano e, proprio durante l’incontro di Lucca, ha scherzato sul suo rapporto con il nostro cinema con una frase diventata immediatamente uno dei momenti più condivisi dell’evento: «Sono composto al 35% da film italiani».

Al di là della battuta, c’era qualcosa di genuinamente affascinante nel vedere sullo stesso palco un autore giapponese, un attore italiano e un’attrice tedesca parlare della realizzazione di un’opera videoludica internazionale. È esattamente quel genere di contaminazione che Lucca Comics & Games riesce a rendere naturale.

La connessione diventa realtà

Ed è qui che, probabilmente, l’esperienza di Lucca 2025 assume un significato che va oltre il semplice evento celebrativo.

Death Stranding è una serie costruita attorno all’idea della connessione. Nel mondo immaginato da Kojima, un’umanità frammentata deve imparare nuovamente a comunicare, collaborare e costruire legami. È un concetto che attraversa la storia, il gameplay e persino la filosofia alla base dell’esperienza.

A Lucca, per qualche ora, quel concetto ha smesso di appartenere esclusivamente al videogioco.

Il 1° novembre, il Cinema Moderno ha ospitato la proiezione di Hideo Kojima: Connecting Worlds, documentario dedicato al percorso creativo dell’autore, accompagnata da un Q&A con Kojima stesso. Il giorno successivo, il panel con Marinelli e Jung ha portato sul palco alcuni dei protagonisti di Death Stranding 2: On the Beach, permettendo al pubblico di assistere direttamente al dialogo tra chi un’opera l’ha concepita, chi l’ha interpretata e chi l’ha vissuta da giocatore.

È una differenza sottile, ma importante.

Perché non si trattava semplicemente di portare una celebrità internazionale davanti a migliaia di persone. Si trattava di rendere visibile quella rete di relazioni che, normalmente, rimane dietro lo schermo.

Gli sviluppatori, gli attori, gli autori e i giocatori appartengono apparentemente a mondi differenti. A Lucca, invece, quei mondi si sono incontrati nello stesso luogo.

E forse non esiste cornice migliore per un autore che ha costruito gran parte della propria carriera proprio sull’idea di creare ponti.

Lucca è diventata molto più di una fiera

Naturalmente sarebbe riduttivo identificare Lucca Comics & Games 2025 esclusivamente con Hideo Kojima.

L’edizione French Kiss ha portato in città centinaia di autori, artisti e professionisti, dando spazio a fumetto, gioco da tavolo, giochi di ruolo, cinema, serie televisive, animazione e videogiochi. Il coinvolgimento di oltre 900 ospiti e l’enorme quantità di appuntamenti hanno confermato la natura multidisciplinare di un festival che ormai occupa fisicamente e culturalmente l’intera città.

È proprio questa dimensione a rendere Lucca qualcosa di difficilmente replicabile.

Non si entra semplicemente in un padiglione per visitare una fiera. Si attraversano strade, piazze e monumenti storici trovandosi improvvisamente immersi in universi narrativi differenti. Il confine tra visitatore e partecipante diventa quasi invisibile. Il pubblico non si limita ad assistere: porta con sé il proprio immaginario, lo indossa attraverso un cosplay, lo racconta attraverso una community, lo condivide davanti a un palco o semplicemente lo vive insieme ad altre persone.

lucca hawking 2025 screen

E il videogioco, all’interno di questo enorme mosaico, non ha più bisogno di chiedere spazio.

Lo spazio se l’è conquistato.

Concludendo…

Per noi di Cyberludus, Lucca Comics & Games 2025 rappresenta soprattutto una fotografia molto precisa dello stato attuale della cultura videoludica.

Il medium è ormai parte integrante di un ecosistema molto più grande, nel quale cinema, fumetto, musica, letteratura, tecnologia e gioco dialogano continuamente. La presenza di Hideo Kojima, in questo senso, non è stata soltanto l’evento più atteso dai videogiocatori: è stata una perfetta sintesi di ciò che Lucca rappresenta oggi.

Un autore giapponese che dialoga con un attore italiano e un’attrice europea. Un videogioco che nasce dall’ibridazione tra linguaggi diversi. Un pubblico internazionale che si riunisce in una città italiana per parlare di storie, tecnologia e creatività.

E poi ci sono loro, i giocatori.

Migliaia di persone accorse per ascoltare un autore che, attraverso le sue opere, ha cercato per anni di parlare proprio di quanto sia importante creare connessioni. A Lucca, quella connessione è diventata reale.

Forse è questo il lascito più importante dell’edizione 2025: ricordarci che, per quanto il videogioco possa essere un’esperienza individuale vissuta davanti a uno schermo, ciò che genera può diventare profondamente collettivo.

E Hideo Kojima, dal palco di Lucca, ne ha dato una dimostrazione particolarmente efficace.

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