Nel sempre più nutrito e variegato catalogo di titoli targati Devolver Digital, si alternano prodotti dimenticabili – come il recente Shadow Warrior 3 e, l’occasione mancata, Trek to Yomi – a prodotti di indubbio spessore qualitativo, come Death’s Door o l’ottimo Inscryption.

Card Shark è solo l’ultimo titolo della nutrita lineup del publisher texano che, quest’estate è riuscito a deliziarci, come sempre, con una tra le più originali conference “non-E3”, presentando pochi titoli ma con uno stile da vendere.

Abbiamo così ricevuto un codice review, relativo alla versione PC del titolo e, per la prima volta in assoluto, abbiamo iniziato – e completato – l’avventura del team britannico di Nerial armati di Steam Deck (il titolo, prodotto da Devolver Digital, fa infatti parte della sempre più ampia schiera di titoli verificati per la ibrida di Valve).

Ecco quindi le nostre finali impressioni su Card Shark: buona lettura!

La scalata alla nobiltà francese, nel segno dell’inganno

Card Shark è un titolo estremamente peculiare ed unico nel suo genere. Il titolo e le immagini potrebbero infatti trarre in inganno i giocatori meno attenti: il titolo di Nerial, infatti, non è un classico “card game” condito dalle solite meccaniche di deck building e scontri multiplayer, ma un’avventura narrativa dove, alla base del gameplay, troveremo imbrogli e trucchi da sfruttare per portare soldi nelle nostre tasche, oltre che, ovviamente, avanzare all’interno della narrativa proposta dal team.

Il gioco mette a disposizione un numero di ventotto trick, di difficoltà crescente, con cui il nostro “muto” protagonista dovrà destreggiarsi presso i diversi tavoli da gioco. In realtà, molti dei trick presenti, altro non sono che la combinazione dei precedenti e, molto spesso, richiedono una certa memoria e la necessità di “consolidare” alcune meccaniche date per assodate. Per questo consigliamo di non far passare troppo tempo tra una partita ed un’altra, visto che con la memoria “fresca” sarà senza dubbio più semplice metabolizzare i trucchetti messi in mostra dal Conte di Saint-Germain, figura che funge – per la quasi totale interezza dell’avventura – da mentore al nostro protagonista, aiutandolo a svelare il mistero delle “dodici bottiglie di latte”, viaggiando tra alcune icone location della Francia del ‘700, passando addirittura per la Corsica.

Il gioco affronta anche la tematica della “morte”. Se da un lato dovremmo sempre stare attenti a non allertare i nostri avversari, impiegando troppo tempo ad eseguire i trucchi con le carte o anche sbagliando, alcune conseguenze potrebbero portare alla prematura dipartita del giovane protagonista, mettendolo di fronte nientepopodimeno che alla morte stessa. In questo caso le scelte saranno due soltanto: ingannarla, sfruttando i trucchi appresi dal Conte in vita, o pagarla, portando al minimo sindacale il nostro bottino personale di vincite. La scelta poco cambierà le conseguenze della storia, narrativamente parlando, ma ci consentirà di tornare in vita poco prima della “sconfitta” del nostro protagonista, obbligandoci quindi a prendere diverse scelte per evitare di incappare nel medesimo, nefasto, destino precedente.

Credo nel cuore delle carte?

Come dicevamo, abbiamo deciso di affrontare l’intera avventura proposta da Devolver Digital armati del nostro “fido” Steam Deck, un po’ interessati al sempre più presente “bollino verde” dei titoli verificati, un po’ per combattere la calura estiva evitando, il più possibile, le proibitive temperature della postazione PC fissa.

Il titolo offre uno schema di comandi semplice ed intuitivo dove, molto spesso, è richiesta una buona memoria e destrezza di esecuzione/pressione dei bottoni, per far compiere al protagonista i trick a schermo. Ogni trucco, presente in Card Shark, viene spiegato in maniera esaustiva dal Conte, attraverso intermezzi interattivi nei quali ogni passaggio verrà descritto in ogni singolo particolare – potremo farci ripetere la spiegazione e provare il trick, praticamente, all’infinito, o almeno fin quando saremo sicuri di aver metabolizzato a dovere le meccaniche da mettere a frutto durante la successiva missione.

Il gioco infatti segue questo iter, consolidato, dall’inizio alla fine, variando sui trick e inserendo anche particolari chicche, come i combattimenti con spada (preparatevi a dovere perchè richiederanno un’ottima memoria).

Card Shark non è un titolo perfetto e i bug – a volte “game breaking” – sono ancora molti e necessitano diverse limature: molte volte siamo stati costretti a ricaricare un checkpoint o ad attivare la modalità di “soft reset” integrata nel menu delle opzioni, per ricaricare una partita altrimenti compromessa. Niente di gravissimo, ovviamente, ma si spera che il team lavori a limare questi difetti per regalare un’avventura priva di inciampi, dall’inizio alla fine.

Uno stile artistico unico

L’aspetto senza dubbio unico e affascinante di Card Shark risiede, per l’appunto, nel suo comparto audiovisivo. Lo stile artistico, interamente disegnato a mano, offre degli scorci belli da vedere e da godersi nelle diversce cutscene, rigorosamente statiche, messe in piedi dai ragazzi di Nerial, ed in particolare dalla figura di Nicolai Troshinsky. Una sorta di quadro in movimento, fatto di movimenti di mano – incredibilmente curati nelle sequenze di gameplay dedicate alle partite a carte – sguardi, interni e colori, che ben delineano l’atmosfera francese del ‘700.

Ottime anche le musiche, composte da Andrea Boccadoro, perfettamente amalgamate con lo stile della produzione.

Concludendo…

Nelle circa dieci ore necessarie a giungere ad uno dei finali proposti dal gioco, ci siamo divertiti ad ingannare ignari avversari sui tavoli di Card Shark. Il titolo di Nerial è un buon prodotto, forse ancora un po’ troppo “sporco” e magari non particolarmente vario sul fronte delle meccaniche, ma una chicca per gli appassionati di quel periodo storico e dei trucchi basati sulle carte, raccontati nel dettaglio e spassosi nel veder riprodotti su schermo.

Un buon titolo, sicuramente, che sarà in grado di intrattenere il giocatore alla ricerca di originalità in un prodotto videoludico.

CI PIACE
  • Meccaniche di gameplay senza dubbio originali e ben trasposte su schermo
  • Dura il giusto, senza stancare più di tanto
  • Artisticamente è un vero gioiello
  • Narrativamente funziona piuttosto bene
NON CI PIACE
  • Molti trick sono la combinazione di quelli visti in precedenza
  • Diversi bug e problematiche di gameplay
  • Non adatto a chi cerca un card game convenzionale
Conclusioni

Un gioco sulle carte e sugli inganni: Card Shark è un gioco condito di brutte intenzioni, lesti movimenti di mano e tanti soldi da spillare a ignari giocatori. Intrighi di corte e personaggi enigmatici, ben trasporti su schermo, faranno da sfondo a questo peculiare card game proposto da Devolver Digital, non per tutti ma assolutamente consigliato.

8.5Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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