Descrivere la vastità e le possibilità offerte dall’universo di Warhammer 40.000 è cosa complicata: nel tempo, circa 40 anni, dai leggendari giochi da tavolo sino videoludi licenziati che hanno abbracciato tantissimi generi differenti, sono state tante le operazioni di “pesca” nel variegato, particolareggiato e profondo “micro-cosmo” un po’ hi-tech, un po’ medievale, creato da Games Workshop. L’esponente della foltissima schiera del “credo” di Warhammer di cui oggi osserveremo i “lineamenti”, è Necromunda: Hired Gun, sviluppato dallo studio indipendente francese Streum On Studio ed edito da Focus Home Interactive.

Ma, andiamo con ordine…

Una brutale follia

Necromunda: Hired Gun è uno sparatutto in prima persona con elementi ruolistici, con una spiccatissima “anima” mono-dimensionale e che punta ad un passato remoto ma non troppo. Parafrasando, il titolo si presenterà unicamente votato all’esperienza in singolo, in verità piuttosto longeva e composta da una campagna principale costellata di diverse missioni secondarie, tralasciando il trend galoppante della necessità di offrire anche una esperienza in multiplayer. Una longeva campagna, dicevamo, unita ad una narrazione, contestualizzata nel vibrante universo del gioco da tavolo, lineare e non particolarmente interessante seppur, naturalmente, orpello di un complessivo gameplay votato alla freneticità e allo “spappolamento” chirurgico. In modo particolare, nel gioco interpreteremo un cacciatore di taglie, selezionabile attraverso una non particolarmente nutrita selezione di modelli pre-impostati esteticamente, suo malgrado invischiato nel leggendario, quanto “terribile”, Formicaio. Un pianeta enorme, composto da diversi agglomerati urbani che ricordano, appunto, le complesse “tane” degli iconici insetti. Un luogo brulicante di attività, spesso non particolarmente etiche, dove ci ritroveremo a muovere i nostri passi accompagnati da comprimari più o meno folli, in missioni tendenzialmente suicide.

Il Formicaio, in generale, sarà il nostro quartier generale, dove poter selezionare missioni di diverso tipo, oltre che avventurarci in dialoghi non particolarmente entusiasmanti ed accedere a tutta una serie di servizi tra cui mercanti, attività secondarie ecc. Come detto, approfondendo il complessivo gameplay, il gioco punta ad una offerta “biforcuta” e che da un lato offre un classico sparatutto in prima persona, estremamente violento e frenetico, e dall’altro elementi che richiamano ai classici crismi dei giochi di ruolo. La complessiva esperienza, di per se piuttosto lineare e senza fronzoli inattesi, ci vedrà utilizzare armi a corto, medio e lungo raggio unitamente ad alcune peculiari abilità del nostro personaggio, che vanno da quelle fisiche, come ad esempio il doppio salto o il rampino, ad alcune più mirate e offensive, come il canonico “bullet time” o scariche di energia, che potremo potenziare nel corso del gioco e grazie all’accumulo della canonica esperienza di stampo ruolistico.

Ovviamente, come nel più classico dei giochi di ruolo, avremo la possibilità di potenziare con oggetti di varia natura il nostro personaggio (e anche il suo fido aiutante, un cane), oltre che di recuperare armi e utili attrezzi in giro per le missioni di gioco. In generale, l’esperienza del titolo sarà a “camere stagne”, muovendo un passo alla volta, una missione alla volta. Il titolo offrirà anche la possibilità di accedere ad una basica sezione di crafting, tendenzialmente intuitiva e che avrà un buon peso specifico sulla complessiva esperienza. In generale, nonostante la piacevole e piuttosto ben amalgamata aggiunta, il comparto più spiccatamente ruolistico risulterà, in linea di massima, basico e non particolarmente elaborato: un peccato, visto le potenzialità sulla carta illimitate che il titolo avrebbe.

Carne da macello

Com’è lecito attendersi, il cuore pulsante dell’esperienza offerta da Streum On Studio sarà ovviamente lo “sfalcio” dei nemici. Un esperire che ricorda da vicino, in modo particolare, i classici meccanismi sottesi alle carneficine a cui Doom ci ha abituato: ritmi ultra frenetici, brutalità chirurgica e splatter, schiere infinite di nemici da falcidiare con armi tendenzialmente ispirate ai al classico stile “medieval hi-tech” che è un po’ il biglietto da visita dell’universo di gioco. In generale, nella sua estrema semplicità e anima arcade, Necromunda: Hired Gun sarà dannatamente divertente ed appagante: macellare orde e orde di nemici, con armi di vario tipo e natura, sarà una valida formula anti-stress per annegare le ansie della vita quotidiana. In generale, il ritmo di gioco delle missioni ci vedrà alternare fasi di esplorazione alle fasi sparatutto, che si succederanno in modo estremamente veloce dandoci pochissimo tempo per “rifiatare”. Detto ciò, la complessiva esperienza action risentirà di qualche neo piuttosto evidente: a partire da una varietà di nemici molto limitata e, con essa, le strategie offensive che i nostri avversari metteranno in campo. Se a questo si unisce una intelligenza artificiale non particolarmente rifinita, il risultato finale lascerà qualche sopracciglio inarcato e si tradurrà in scontri a fuoco divertenti ma relativamente “stimolanti”. L’intera esperienza videoludica, abbraccerà un arco temporale di una ventina di ore circa: una lunghezza che si potrebbe definire “giusta” per il genere di appartenenza.

Da un punto di vista strettamente tecnico, Necromunda: Hired Gun si presenta come un binomio di scelte azzeccate di questioni, al momento, irrisolte. Il gioco gira su Unreal Engine 4, garantendo una resa estetica più che buona e, sulla carta, una non eccessiva pesantezza per le macchine da gioco. In generale, il comparto estetico sarà un sicuro plus e nonostante una certa ripetitività di dettagli, ambienti e modelli poligonali, la resa visiva ci immergerà in modo più che egregio nella “lucida follia” dell’universo di Warhammer 40.000. Detto ciò, tecnicamente il titolo è ben lungi dall’essere perfetto: da randomici rallentamenti, sino a piccoli fenomeni di stuttering e qualche sporadico crash. Questioni che sono già note agli sviluppatori, già da qualche tempo alacremente a lavoro per intervenire e “sanare” le falle. Ultima ma non tale, l’offerta sonora: validissima, qualitativamente pregevole e coerente con le movenze del titolo, votato ad un “metallo pesante” tosto e incalzante.

Concludendo…

Cosa c’è di meglio che brutalizzare amenità di varia natura con del sano piombo fuso? Probabilmente nulla ed è qui che entra in azione Necromunda: Hired Gun. Uno shooter senza pensieri, con un sistema di combattimento incalzante e dinamico ed elemti ruolistici che inducono ad una maggiorazione dello spessore ludico. In generale, un ottimo titolo che, però, non è propriamente una “ciambella col buco”: incertezze a livello di gameplay e di carattere tecnico, ne minano la complessiva riuscita. Detto ciò, il titolo è sicuramente valido e consigliato per colore alla ricerca di un po’ di sana e “spensierata” brutalità action.

CI PIACE
  • Esteticamente gradevole
  • Sparatutto con elementi ruolistici
  • Frenetico e brutale
NON CI PIACE
  • Sistema di combattimento imperfetto
  • Alcune incertezze tecniche
Conclusioni

Necromunda: Hired Gun è un Doom con qualche neo, ma che riesce a divertire nonostante qualche difetto. Un comparto ruolistico ben realizzato ma un po’ troppo basico, unitamente ad un sistema di combattimento dannatamente appagante e incalzante, seppur anch’esso minato da alcune “incertezze”. Insicurezze che si traslano, concettualmente a piè pari, anche nel comparto tecnico, un classico “bene ma non benissimo”. In generale, un titolo divertente e dal costo molto inferiore rispetto ad altre produzioni di pari livello.

7.5Cyberludus.com

Articolo precedenteRiapre Disneyland Paris – Ecco tutte le novità del 2021
Prossimo articoloTrust introduce un nuovo microfono per lo streaming, economico ma di qualità: GXT 241 Velica
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!