Fortunatamente per noi videogiocatori l’assioma che lega tempi di produzione contenuti, piccoli team di sviluppo e bassa qualità del prodotto finito non è sempre valido. La cosa è resa ancor più evidente dai Typhoon Studios, un manipolo di game designer che, a discapito della recente formazione del piccolo team, ha dimostrato effettivamente di avere esperienza da vendere poiché proveniente da scissionisti di grossi leader del settore, quali Electronic Arts, Ubisoft e Warner Bros Interactive.

Il gioco che ci apprestiamo a recensire è la loro ultima creatura, Journey of the Savage Planet, una delle più fulgide smentite dell’assioma di cui sopra, poiché anche se sviluppato in tempi relativamente brevi e con risorse assolutamente non in grado di competere con progetti più blasonati dal punto di vista commerciale, riesce a offrire un’esperienza di gioco solida e divertente, candidandosi di prepotenza a ricevere il premio di sorpresa di questo 2020 videoludico. Siamo ancora agli inizi, è vero, ma siamo rimasti così piacevolmente sorpresi che non ci sembra affatto esagerato.

Vediamo insieme il perché del nostro entusiasmo…

L’umanità è stata intrappolata sulla Terra, possiamo essere di più

Journey of the Savage Planet ci mette nei panni di un esploratore spaziale al soldo di una società privata – la quarta in una classifica di quotazioni economiche – che è riuscita a fiutare il vero business del momento, investendo nella scoperta di nuovi pianeti abitabili in grado di offrire nuovi spazi vitali a un’umanità ormai troppo numerosa per “accontentarsi” della sola Terra. L’obiettivo che la Kindred Aerospace (questo il nome della compagnia) ci ha affidato è quello di esplorare il pianeta AR-Y 26, completamente sconosciuto all’uomo, analizzandone l’ambiente e catalogandone le sconosciute forme di vita che lo abitano. L’operazione però non sarà agevole visto che la compagnia ha deciso di risparmiare sull’attrezzatura necessaria al suo svolgimento, d’altronde le regole della competizione capitalistica sono più spietate delle creature che potremmo incontrare nei meandri dei luoghi che ci accingeremo a esplorare. Per poter sopperire a questa mancanza, il veicolo sul quale viaggeremo – l’astronave Javelin – verrà equipaggiato con un’avanzatissima stampante 3D, la quale permetterà di utilizzare tutta una serie di materie prime che il pianeta metterà a disposizione: questa meccanica, mutuata direttamente dagli open-world\sandbox, non è che uno strumento per rendere più profondo e sfaccettato un gameplay basato su una struttura probabilmente più rigida ma non meno divertente, ovvero quella dei metroidvania. Sì, perché Journey of the Savage Planet non è altro che un solidissimo “clone” (termine da prendere assolutamente con le pinze) di un mai troppo apprezzato primo capitolo della serie di Metroid Prime, ma contemporaneamente riesce nella non facile impresa di apparire come un prodotto ricco di personalità, con la voglia e la sostanza per dire la propria in un panorama videoludico che molto spesso relega all’anonimato troppi titoli di qualità.

Tornando al crafting, l’operazione è legata a doppio filo con gli elementi “ruolistici” del titolo, visto che utilizzare le materie prime in modo creativo significherà ottenere punti esperienza che, una volta accumulati, saranno spendibili per aumentare di rango e sbloccare i potenziamenti per raggiungere aeree prima inaccessibili.

Per finire il gioco non sarà necessario sbloccare tutti i potenziamenti: l’avventura richiederà circa dieci o dodici ore del vostro tempo, ma i segreti e i “collezionabili” che impreziosiscono l’offerta possono allungare di qualche ora la longevità del titolo che, tra le altre cose, è interamente affrontabile sia da soli che in compagnia di un amico.
Tirando le somme e volendo inquadrare più precisamente il gioco, Journey of the Savage Planet è un action-adventure incentrato sull’esplorazione di un mondo discretamente vasto, un crafting molto elementare ma in grado di rendere più cervellotica la fase esplorativa e – probabilmente un difetto per chi non ama questo genere di giochi – il backtracking, uno dei perni sui quali si fonda proprio il genere a cui appartiene. Per fortuna un ben congegnato sistema di teletrasporti e il solido level design riescono a rendere quest’ultima caratteristica meno macchinosa di come ce la ricordavamo.

Nonostante la visuale in prima persona è importantissimo sottolineare che non ci deve aspettare in alcun modo un’attitudine belligerante dal gioco, poiché sparare sarà richiesto davvero poco al giocatore. Anche durante lo scontro con i boss – talvolta davvero enormi – è richiesta la comprensione di alcuni pattern di movimento in modo da capire come spostarsi nel migliore dei modi sul terreno usandolo a proprio vantaggio, nonchè l’individuazione dei suoi punti deboli, in un mix che restituisce una sensazione molto “retro” che ci ha piacevolmente colpiti. Piccola nota negativa: i pattern di cui sopra, nonostante alcune variazioni sul tema, sono praticamente sempre gli stessi, rendendo tali scontri decisamente ripetitivi.

La fantascienza non è mai stata così divertente…

Se da un lato Journey of the Savage Planet offre, pur senza strafare, un’esperienza decisamente solida sotto il profilo del gameplay, è sotto quello artistico che il gioco di Typhoon Studios riesce a brillare di luce propria, soprattutto grazie alla peculiarità di un mondo fantascientifico orientato verso i toni acidi che ci ha ricordato – e non solo a noi – le variazioni sul tema elaborate da serie TV di culto come Rick & Morty e Futurama. Perfino il senso dell’umorismo, tra il demenziale e il dissacrante, pare essere attinto proprio da quel particolare genere di cultura pop: il risultato è davvero eccezionale, un prodotto confezionato con tutti i crismi del caso, la presenza stessa di creature bizzarre che popolano gli esotici biomi è da sola capace di rendere stimolante l’esplorazione del mondo… siamo sicuri che tornerete a parlare di creature come lo pseudo-tacchino urlante con i vostri amici, magari a PC spento, davanti a una birra, e questo sembra essere un segnale più che positivo.

Al contempo – e come spesso succede con i contesti narrativi fantascientifici – la demenzialità dell’umorismo che permea l’opera non impedisce una profonda riflessione sull’apparato economico moderno, una poco velata critica al capitalismo e al consumismo moderno è una costante dell’avventura, senza mai risultare eccessiva o fuori luogo. La profondità del messaggio e gli spunti di riflessione che esso porta con sé sono un valore aggiunto che rende davvero degna di considerazione l’offerta di Journey of the Savage Planet anche nei confronti di chi ama la fantascienza più impegnata.

Tecnicamente ci troviamo di fronte a un gioco decisamente ben sviluppato, non miracoloso ma decisamente fluido e bello da vedere, in cui qualche limite tecnologico è sopperito dalla già citata direzione artistica. La cosa sorprende ancora di più se si pensa alle limitate risorse del team e al prezzo accattivante di quasi trenta euro al quale è venduto il gioco. La colonna sonora è inizialmente molto piacevole nel suo incedere minimale ma pecca di poca varietà nel lungo periodo, mentre il doppiaggio è di buon livello (solo in inglese, assente quello in lingua italiana).

Concludendo…

Journey of the Savage Planet è un gioco che offre un’esperienza decisamente accattivante. Non si prende sul serio ma al contempo è capace di una sottile satira la cui profondità è evidente anche all’occhio meno attento. Il gameplay, un tradizionale metroidvania in prima persona, riesce a convincere grazie al suo mix di esplorazione, crafting e combattimento, pur non riuscendo a liberarsi del tutto di problemini atavici del genere a cui appartiene, il backtracking su tutti.

Ma è sul lato artistico che vorremmo sottolineare l’eccezionale lavoro svolto dai ragazzi di Thypoon Studios, AR-Y 26 è un mondo vivo, sicuramente caricaturale, ma divertentissimo da esplorare, pieno di creature bizzarre e buffe che, siamo sicuri, saranno capaci di strappare un sorriso a chiunque. La fantascienza dai toni acidi è una ventata d’aria fresca nel nostro media preferito, discostando il gioco da quanto offerto dalla concorrenza.
Insomma… noi vi consigliamo caldamente di dare una possibilità a uno dei giochi “indipendenti” meglio confezionati di questo inizio 2020, siamo sicuri che non ve ne pentirete.

CI PIACE
  • Riuscito mix di verve comica e satira
  • Un metroidvania classico ma con una sua personalità
  • Direzione artistica di ottimo livello
NON CI PIACE
  • Il backtracking potrebbe non piacere a tutti
  • I pattern di movimento dei nemici è ripetitivo
Conclusioni

Journey of the Savage Planet è riuscito a sorprenderci grazie a un gameplay caratterizzato da un’equilibrata coesistenza di più anime: l’esplorazione, il crafting e – seppur in maniera più marginale – combattimento. Non è possibile poi non menzionare l’assoluta qualità dell’impianto artistico e narrativo, intriso di una verve comica demenziale decisamente azzeccata, ma contemporaneamente in grado di offrire spunti di riflessione sul contemporaneo di ampio respiro. E pensare che lo si trova a meno di trenta euro…

8.7Cyberludus.com

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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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