La questione climatica è stata, negli ultimi tempi, al centro di manifestazioni di piazza, movimenti adolescenziali più o meno competenti e, in generale, un tema “caldo” (letteralmente… ) al centro dei dibattiti anche della politica d’alto livello. Ebbene, le crude premesse narrative di Frostpunk sono già qualche mesto passo in avanti: il titolo, sviluppato da 11 Bit Studios, pone dinanzi al giocatore una Terra devastata e invasa dai ghiacci, dove la razza umana, ridotta ai minimi termini, combatte per sopravvivere fra ghiacci perenni, quotidiana scarsità di risorse e quant’altro. Il tutto, alla fine dell’800 , da dove Frostpunk attinge anche dall’immaginario estetico che in quell’epoca si aveva del futuro, fatto di ingranaggi, meccanismi e vapore a non finire.

Un po’ di storia…

Il titolo, rilasciato nell’aprile del 2018 per PC, ha ricevuto un’ottima opinione generale sia dagli utenti, sia dalla critica. Dalla sua uscita, il titolo ha venduto circa 1,5 milioni di copie, ma non sono ancora disponibile in modo assoluto i dati di vendita della versione console del gioco. Su Metacritic, la versione PC di Frostpunk può contare su di un eccellente 8,4 di media per quanto concerne la critica specializzata che, caso più unico che raro, combacia al centesimo anche con la generale valutazione disposta sul sito dall’utenza. Il titolo, come detto, è stato sviluppato da 11 Bit Studios, di già autori di un altro “controverso” manageriale, This War of Mine, anch’esso caratterizzato da un’atmosfera cupa e un gameplay legato al buio e a decisioni difficili legate alla sopravvivenza.

Il gelido soffio della vita

Frostpunk è uno strategico in tempo reale votato alla sopravvivenza e alle “decisioni difficili”. Ed è proprio la difficoltà, la prima caratteristica che va analizzata, dato che ogni singolo meccanismo insito nel gioco, è intriso di una certa asperità a livello principalmente decisionale. Una catena di comando casuale, con un correlato investimento casuale di risorse, indurrà velocemente alla fine della disperata colonia. A questo, si aggiunga anche una perenne “danza” sul filo del rasoio, sospesi tra la ragion di stato o un principio etico. In sostanza, in Frostpunk vestiremo i panni di un leader, chiamato a far sopravvivere la propria comunità in un ambiente estremo, in condizioni ancora più estreme. All’inizio, la nostra comunità incapperà in un gigantesco generatore: esso sarà il cuore pulsante dell’abitato, in grado di scaldare ma anche di fornire energia sufficiente per poter sviluppare il villaggio.

I nostri concittadini, nelle fasi iniziali, vagheranno fra ghiacci e neve alla ricerca di risorse (all’inizio, principalmente scarti metallici, legna ecc) per poter iniziare a costruire l’ossatura del villaggio post-apocalittico. Ma, naturalmente, non sarà unicamente una mera questione di “costruzione”: gli abitanti avranno naturalmente delle necessità, in primis quella di rifocillarsi e di riparasi dal freddo intenso. Nel mero managing del proprio insediamento, in una meccanica sostanzialmente classica, votata alla lineare e progressiva espansione del villaggio e gestione delle risorse e che sarà comunque colma di statistiche e dati numerici piuttosto approfonditi ed esaustivi, il cruccio ludico di Frostpunk sarà, come parzialmente detto in precedenza, i risvolti morale delle nostre decisioni man mano che il tempo passerà: decidere sulle ore lavorative giornaliere o sull’impiego dei bambini nelle mansioni per gli adulti, sarà fonte di una gelida amarezza. Da questo punto di vista, Frostpunk ha la grande capacità di far sentire il giocatore mai completamente “soddisfatto” della scelta intrapresa, quasi ogni decisione fosse una moneta dalla due facce.

La stanza dei bottoni

Da un punto di vista più strettamente ludico, Frostpunk offre tante possibilità unitamente ad una longevità notevole: in linea di massima, l’incedere ludico del gioco, il quale avrà una linea narrativa specifica seppur delineata dagli eventi in-game che condizioneranno le nostre scelte, ci farà quasi sempre scontrare con la possibilità di accedere ad una serie di nuove “leggi”, le quali possono mutare radicalmente lo stile di gioco e l’aspetto della nostra comunità, oltre che condurci allo sblocco di nuovi edifici o comandi specifici. In generale, come ogni strategico che si rispetti, Frostpunk sarà completamente incentrato su questioni micro-manageriali: sarà ad esempio possibile costruire dei punti di raccolta materiali sparsi per il mondo circostante, in grado di permetterci di esplorare e ottenere risorse e nuove tecnologie, inviando vere e proprie carovane nelle terre ghiacciate. Ma, la qual cosa, potrebbe condurre alla morte di alcuni dei nostri cittadini. Meno cittadini, però, meno cibo o energia utilizzata (ma anche prodotta).

Siamo sicuri che sia la scelta giusta?

Ogni nostra decisione, però, non sarà semplicemente una mera questione di “vittoria o sconfitta”: Frostpunk gode anche di un certo spessore sociale inserito come priorità nelle proprie meccaniche principali. Ogni nostra decisione drastica (e saranno, in linea di massima, quelle più focali per lo sviluppo complessivo del nostro insediamento), comporterà anche una reazione più o meno decisa della comunità. Un’imposizione dura e autoritaria potrebbe far scattare una rivolta e vedere il nostro regime rovesciato che, nella migliore delle ipotesi, ci vedrà bandito dalla nostra comunità: insomma, game over. In linea di massima, gli unici nei possibili in una produzione altrimenti perfetta, sono relativi alla storia e alla intrinseca difficoltà di gioco. Per quanto concerne la linea narrativa, essa come detto sarà solo delineata in modo semplice: con un setting ben riuscito come quello del titolo, è davvero un peccato che non si sia lavorato più a fondo per elaborare un racconto concreto. Per quanto concerne la difficoltà, Frostpunk sarà un titolo che costringerà al “ricominciare da capo” in modo ossessivo: molti potrebbero vederci una sfida, altri invece potrebbero trovare la qual cosa frustrante e non divertente.

Ghiacci perenni

Graficamente parlando, Frostpunk è maestosamente decadente. Il bianco paesaggio, candido di facciata ma che è invece cosparso di gelo e ghiacci, si sposa con una certa “violenza” cromatica con il grigiore metallico del nostro insediamento, fatto di colori cupi e rossi accessi, quasi luci nelle ore più buie. In generale, l’estetica steampunk del gioco sarà ben realizzata e pensata, affermandosi in modo piuttosto originale seppur non distaccandosi dai canoni fissati decadi addietro da libri e giochi da tavolo. Da un punto di vista più strettamente meccanico, Frostpunk è un sicuro plus: pochissimi i bug di cui parlare sulla versione testata (PS4) e tutti tendenzialmente connessi a compenetrazioni poligonali casuali e a qualche rallentamento nel caso in cui (ammesso che ci si riesca) il nostro insediamento arrivi a dimensioni considerevoli.

La trasposizione su console è, di fatto, stata eseguita in modo pregevole: sarà facile navigare l’insediamento ma anche le schermate (non tantissime, a dire la verità) con cui “governeremo” il cupo agglomerato di anime e metallo. Anche il suono, come ci si aspetterebbe dominato da metalli e sbuffi di fumo, fa il suo lavoro in modo egregio, incorniciando il triste splendore post-apocalittico che il gioco ci propone. In generale, come detto, una resta artistica convincente che rende ancora più immersivo un gameplay dominato dalle “brutali” decisioni del giocatore.

Concludendo…

Frostpunk è un gioiello nel suo settore: un real time strategy con forti elementi manageriali e decisionali, il quale ci condurrà spesso sul baratro decisionale fra numeri e vite. Un lavoro ottimo che consentirà ai giocatori non solo di gestire una comunità matematicamente, ma anche moralmente e umanamente.

CI PIACE
  • Grande ambientazione
  • Manageriale “matematico e umano”
  • Piuttosto longevo
NON CI PIACE
  • La difficoltà potrebbe frustrare
  • Si sente la mancanza di una linea narrativa solida
Conclusioni

Frostpunk è un’ottima esperienza manageriale, oltre che una pregevole trasposizione su console. Il gioco ci metterà dinanzi a scelte difficili incorniciate da un’atmosfera cupa e triste, unitamente ad un ambiente di gioco sicuramente gelido e morente: un’esperienza ludica che sfora, per certi versi, nel meta-ludo, imponendoci una interpretazione di gioco non solo meccanica, ma anche e soprattutto umana.

8.8Cyberludus.com

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