The Thaumaturge – La Varsavia esoterica di Fool’s Theory
Capita, di tanto in tanto, di assistere a delle opere videoludiche piuttosto personali nei temi, nelle ambientazioni e financo nelle scelte, meccanicamente, operate. È il caso di The Thaumaturge, titolo sviluppato dalla polacca Fool’s Theory e prodotto da 11 bit studios, disponibile da circa due settimane in quel di Steam. Un titolo cupo e dannato, la cui complessiva oscurità si intreccia con ambientazioni, vicende e personaggi storici realmente esistiti. Una scelta interessante e non così comune come si creda, che consente a The Thaumaturge di fare “storia a sé”, di non limitarsi semplicemente a raccontare una storia ma, al contempo, renderla un po’ più vicina e “reale”. Un pregio, di base, che non tantissimi titoli possono vantare: ma basterà al gioco per svettare sull’agguerrita concorrenza?
Scopriamolo nella nostra recensione della versione Steam!
Dispensatore di miracoli
The Thaumaturge è un ibrido tra un classico gioco di ruolo vecchia scuola ed una avventura grafica tendente al punta e clicca. In modo specifico, per tutto lo scorrere della (non particolarmente lunga) campagna, il titolo alternerà fasi di “studio” adibite a particolari indagini ed investigazioni, a segmenti dedicati agli scontri con entità sovrannaturali e non solo, scandite da un sistema di combattimenti a turni. Una commistione, sulla carta, interessante e che, in definitiva, rende il complessivo gameplay del gioco piuttosto dinamico e piacevolmente altalenante. Ma cos’è un taumaturgo? Il termine, in italiano, potrebbe esser tradotto come “santo”, una sorta di, appunto, dispensatore di miracoli. Seppur, nell’ottica ordita da Fool’s Theory, il nostro protagonista, Wiktor Szulski originario di Varsavia, si presenti in realtà come un personaggio afflitto e “perseguitato” da un, pare, inestinguibile manto di oscurità. La narrazione del gioco è incentrata, principalmente, sulla storia personale del protagonista, incorniciata da un turbolento ed irrequieto setting come quello dell’Europa dell’Est (e, in modo specifico, della Polonia) nei primi del ‘900. Tuttavia, la trama principale non si intersecherà mai completamente con gli eventi storici, con questi ultimi che faranno tendenzialmente da continuo sfondo alle vicende del gioco. Wiktor Szulski, come detto, è un taumaturgo in grado di “giocare” con il tessuto stesso della realtà, riuscendo nel miracoloso osservare e vedere cose “dell’altro mondo”.
Un potere, questo, che gli permette di addomesticare esseri simili a demoni, noti come Salutor, in grado di donare lui poteri incredibili non solo in battaglia ma anche in situazioni “quotidiane”. Il lavoro di un Taumaturgo, così come inteso da Fool’s Theory, è fondamentalmente quello di una sorta di “indagatore dell’incubo” ramo demoni, incaricato sostanzialmente di individuare e affrontare entità malevole generate dalle pulsioni e dai più intensi sentimenti umani. Ma il nostro protagonista è dotato, come detto, di capacità soprannaturali: Wiktor possiede il potere di percepire, domare e comandare queste creature che, nel corso del gioco, saranno al centro non solo delle nostre investigazioni, come entità originatesi da “drammi” di natura mana, ma anche dei complessivi combattimenti. Per quanto concerne l’aspetto narrativo, The Thaumaturge propone una storyline intensa, piuttosto ricca di personaggi storici e non, ognuno d’essi intimamente invischiato con le vicende “interne” del nostro protagonista. Nonostante l’intreccio in sé, fattivamente, non sia nulla di particolarmente originale o elaborato, la complessiva regia, l’ottima resa artistica e l’apprezzabile lavoro di ambientazione, rendono il comparto narrativo sicuramente pregevole ed interessante.
I miei demoni
Se volessimo ridurre all’osso il complessivo gameplay del gioco, potremmo tranquillamente affermare, come già anticipato, che il titolo di Fool’s Theory alterna fasi “rilassate” dedicate all’investigazione ed alla risoluzione di particolari traversie, ad altre più intense focalizzate sui combattimenti a turni. Il fulcro, sia investigativo che combattivo, saranno naturalmente i demoni: essi saranno centrali sia nel fattivo sviluppo della trama, sia nei momenti in cui bisognerà utilizzare le maniere forti. Ma andiamo con ordine: durante le fasi di investigazione, il giocatore, sostanzialmente, si vedrà impegnato nel recarsi in un’area e cercare indizi che abbiano un’impronta emotiva, resa nel gioco con una comoda schermata descrittiva. Le impronte saranno correlate ai quattro tratti principali che, al contempo, “governeranno” anche le specifiche abilità del nostro Wiktor, ovvero Cuore, Azione, Mente e Parola. L’obiettivo, in questa fase, sarà ovviamente trovare abbastanza indizi in modo da trarre una conclusione sul caso in questione e trovare un “colpevole”. In sostanza, la dinamica del gioco consisterà nell’interagire con l’ambiente e raccogliere informazioni specifiche: la nostra capacità di captare le informazioni sarà, naturalmente, correlata non solo al grado raggiunto nei tratti sopra specificati, ma anche nella nostra (infinita) pazienza nello scandagliare l’ambiente circostante.
Una buona fetta del tempo, infatti, lo passeremo “button-mashando” il tasto destro del mouse, in modo da consentire al nostro Wiktor di emanare una sorta di “onda sensoriale” in grado di segnalarci gli oggetti di interesse presenti nelle vicinanze. Così facendo, comunque vada, si potrà accedere a nuove missioni secondarie, sbloccare nuove scelte di dialogo in una missione secondaria o divertirsi informandosi sugli eventi che accadono intorno a noi. Poi, com’è consuetudine, si presenta il “conto” delle nostre indagini ad uno specifico personaggio, scadendo in un dialogo o in una sana scazzottata per poi rifare tutto da capo. A proposito dei primi, The Thaumaturge offre un complesso ed articolato sistema di dialogo, definito da un altrettanto notevole quantitativo di possibilità correlate anche alle nostre complessive capacità di “santo”. Ogni decisione avrà un peso specifico, con talune che avranno effetti addirittura “capovolgenti” sulla trama. Investire punti abilità in uno dei quattro distinti tratti succitati, si tradurrà nell’apertura di molte più possibilità di dialogo, direttamente correlate anche alla maggior capacità di Wiktor di “comprendere” la natura degli oggetti trovati.
Verba volant, pugni manent
L’altro segmento ludico, sostanzialmente, riguarderà i combattimenti: una meccanica ben funzionante e profonda, forse introdotta non particolarmente bene nel corso del gioco. Come già specificato, i combattimenti saranno governati da una ritmica turnazione: nelle fasi di scontro, la telecamera da isometrica passerà ad una più cinematografica terza persona, che inquadrerà sia il nostro protagonista che i suoi temibili avversari. Nella parte superiore dello schermo, una linea temporale mostrerà quando avverranno gli attacchi e, ovviamente, il loro specifico ordine di “espletamento”. Si potrà colpire per primi, ma gli attacchi più veloci sono anche i più deboli. Oppure si potrà optare per un attacco più pesante ed impattante che, tra l’altro, farà però sì che i nemici attacchino per primi. Quale sarà la vostra mossa? La risposta giace nel salire di livello, ottenendo esperienza dallo “svolgimento” delle indagini, e nello sbloccare più abilità e più modificatori per esse, che potrete cambiare a piacimento. È bene sottolineare che, nonostante una certa ed evidente componente ruolistica, in The Thaumaturge non accumuleremo equipaggiamenti né potremo potenziarli: una scelta radicale che, seppur renda più scorrevole il titolo in sé, ha il difetto di rendere, al contempo, il gameplay molto un po’ meno profondo.
Un buon segmento del gioco sarà anche incentrato nella cattura dei demoni (in totale, otto), ognuno dei quali possiederà dei poteri specifici oltre che un background narrativo diverso ed interessante. Una parte della complessiva difficoltà degli scontri, giacerà infatti nella scelta “ottimale” delle skill da utilizzare, non solo a livello più squisitamente tattico ma anche, come detto, a livello più concretamente cronologico. L’ottenimento dei demoni non sarà, naturalmente, casuale, ma collegato bensì agli eventi di trama (e, in modo particolare, a vicende sempre tendenzialmente intense e/o sanguinose chiamate Flaws). In linea di massima, questo è nel complesso l’integrale ciclo del gioco che, seppur funzioni in modo più che egregio, non proporrà nessuna variazione ad un tema che sarà, a conti fatti, di già consolidato dopo un paio d’ore di gioco. Oltre a ciò, bisogna considerare la buona mole di dialoghi e di letture necessarie per non perdere il filo della trama, un aspetto che probabilmente potrebbe non andare giù esattamente a tutti i giocatori, in aggiunta ad una generale sensazione di esser, costantemente, su dei binari rigidi (seppur ben orchestrati). Anche i combattimenti, probabilmente la meccanica meglio riuscita dell’intero pacchetto, non presenteranno particolari difficoltà per coloro che sono di già avvezzi al genere, risultando però un’ottima “starting lesson” per coloro che volessero appropinquarsi al genere.
Ars obscura
Tecnicamente parlando, The Thaumaturge è un prodotto di buona qualità. Lo stile artistico innovativo e la ricerca di una continua vero-somiglianza con il mondo reale, mescolati alla narrativa un po’ storica e un po’ fantastica, rendono il respiro artistico del titolo pregevole e sicuramente riuscito. La cultura e la tradizione della regione europea nei primi del ‘900, insieme alle sue sfide sociali e politiche interne, sono nel gioco rese in modo sicuramente ottimale, tenendo sempre presente la natura “poco più che indipendente” del gioco. In generale, ambienti e modelli poligonali saranno piuttosto belli da vedere ed esperire, a 360°.
A voler esser pignoli, il titolo presenta dei climax (in modo specifico, la resa ed il design dei vari Salutor, presi quasi tutti dal folklore europeo) e degli aspetti più tesi alla mediocrità (ad esempio, i volti di alcuni comprimari non principali). Da un punto di vista tecnico, The Thaumaturge si presenta in buono stato seppur vi siano diverse problematiche tecniche. A partire da diversi fenomeni di stuttering, tradotti in una sensazione di sovente lag, oltre che qualche problema relativo al caricamente dei dettagli dei vari modelli poligonali. Data la notevole verbosità del titolo, va altresì segnalata l’assenza dell’italiano tra le lingue selezionabili. Una mancanza di un certo peso e che, nei fatti, rende davvero dura l’esperienza di gioco per coloro che non masticano prontamente l’inglese. Buono il sonoro sia a livello d’effetti che più squisitamente musicale, con un recitato vocale altalenante ma sostanzialmente di buona fattura.
Concludendo…
The Thaumaturge è un ottimo prodotto che offre una buona ambientazione, una trama sufficientemente curata ed un sistema di combattimento interessante. Il titolo è un acquisto sicuro ed un prodotto dall’alto potenziale in rapporto al prezzo ma, come accade spessissimo, sicuramente non perfetto. In generale, oltre ad una durata non particolarmente lunga (intorno alle 20 ore), il gioco presenta dei limiti meccanici, strutturali ed una certa rigidità complessiva. Nonostante ciò, l’esperienza del prodotto di Fool’s Theory è sicuramente pregevole e rimarchevole, consigliata specialmente ai neofiti del settore, per la sua intrinseca “basicità”.
The Thaumaturge
BUONO- Esteticamente pregevole
- Narrativamente interessante
- Gameplay frutto di una originale commistione di generi…
- …ma forse un po’ troppo sui binari e ripetitivo
- Diverse problematiche tecniche
Demoni, oscurità, un mondo in subboglio ed un protagonista “bello e tenebroso”: sono questi gli ingredienti principali di The Thaumaturge che, a conti fatti, risulta essere una prelibata e squisita pietanza. Non tutte le ciambelle escono col buco, diceva il saggio, e probabilmente il “buco” del prodotto di Fool’s Theory avrebbe potuto essere meglio rifinito e più “largo”. Ma ciò non toglie che, ludicamente, meccanicamente e narrativamente, il gioco risulti essere un prodotto di pregio, con tutti i vari limiti che la composizione artistico-ludica presenta. Un ottimo acquisto, rapporto qualità/prezzo, se si è amanti del genere e, ancor di più, se si deciderà di approcciare allo stesso per la prima volta.








