The Alters – Recensione dell’ultima follia di 11 bit Studios
Di tanto in tanto ci ritroviamo a immaginare strade alternative nella nostra vita, convinti che avrebbero potuto condurci verso orizzonti migliori. Raramente pensiamo, però, che quelle “versioni parallele” di noi stessi avrebbero potuto affrontare problemi altrettanto ingombranti – se non addirittura peggiori. Quei sogni ad occhi aperti nascono per rincuorarci, ma difficilmente ci ricordano che ogni possibile linea temporale può rivelarsi ugualmente impervia. In The Alters, 11 bit Studios ci invita proprio a esplorare e accettare questi futuri alternativi, imperfezioni incluse, pur di sopravvivere.
Ve ne parliamo meglio, come sempre, nella nostra recensione…
Alters e dilemmi morali: il cuore della produzione
In The Alters, 11 bit Studios prende la riflessione di cui vi parlavamo in fase introduttiva e la trasforma in un’esperienza di sopravvivenza e identità profondamente originale. Jan Dolski è un operaio incaricato di costruire basi mobili per la megacorporazione Ally Corp, pronta a tutto pur di risparmiare – persino a mettere a rischio la vita dei suoi dipendenti. Dopo un disastroso schianto su un pianeta alieno, Jan si ritrova, apparentemente, l’unico sopravvissuto, circondato da un paesaggio ostile e da risorse preziose: Metalli, Minerali, Organici e, soprattutto, il misterioso Rapidium. Integrato nella sua base c’è il Computer Quantistico, con un sorprendente modulo chiamato “womb” che consente di simulare interi futuri alternativi e di impiantarli in cloni — gli “Alters” — ciascuno convinto di aver vissuto un’avventura diversa fino al momento del decollo dalla Terra.
La decisione di generare un Alter piuttosto che un altro diventa subito carica di tensione: puoi scegliere uno scienziato capace di inventare il Luminator necessario per distruggere le Anomalie spaziali, oppure puntare su un tecnico brillante nelle riparazioni, un botanico esperto in coltivazioni o uno psicologo in grado di mantenere alto il morale del gruppo. Ogni scelta dà vita a un individuo con una personalità unica, fatto di fragilità e contraddizioni, capace di reagire alle tue decisioni in modi talvolta sorprendentemente umani. Il tecnicismo del loro contributo si mescola alle dinamiche di gruppo: dovrai gestire spazi di lavoro e momenti di svago, perché le tensioni tra cloni – la ribellione di uno, la vanità di un altro, la lealtà testarda di un terzo – possono mettere in pericolo l’intera missione.
Un compito importante
Il core gameplay di The Alters richiede di bilanciare esplorazione d’azione e gestione strategica, due aspetti che si influenzano a vicenda in continuazione. Quando usciremo dalla cupola, dovremo guidare Jan attraverso un territorio alieno impervio, fatto di canyon profondi, pareti rocciose da scalare e banchi di nebbia luminosa generati dalle Anomalie. Ad ogni passo sarà fondamentale tenere d’occhio le ore rimaste, le batterie della tuta e le scorte di ossigeno, perché l’alba significa una morte istantanea per radiazioni. Di fronte a un passaggio ostruito o a una parete invalicabile, potremo servirci di strumenti come rampini o affidare il compito a uno degli Alters più adatti, magari quello con la specializzazione giusta.
Nel frattempo, dentro la base, avremo il ruolo di registi di un piccolo ecosistema umano. Dovremo costruire moduli — alloggi, officine, serre, infermeria — e coordinare turni di lavoro, pause per il ristoro e momenti di socialità. Se spingeremo un nostro Alter troppo oltre, rischieremo cali di efficienza, incidenti e malumori che potrebbero sfociare in ribellioni. Sarà nostra cura alternare le attività più gravose, come estrarre materiali o riparare danni, con brevi momenti di svago.
Sarà poi il tempo la risorsa più preziosa: ogni notte ci regalerà poche ore utili, e costruire un nuovo modulo o analizzare un giacimento di Rapidium potrà consumarne a dismisura. Se trascureremo il riposo di Jan o dei nostri Alters, ci sveglieremo con ore già perse, mentre il sole alieno si alzerà inesorabile. Dovremo quindi pianificare meticolosamente i nostri percorsi di raccolta e gli spostamenti notturni della base, perché basta un piccolo errore di calcolo per compromettere ogni sforzo.
Infine, la vera sfida gestionale sarà la selezione e la crescita degli Alters. Sceglieremo di generare uno Scienziato per sbloccare tecnologie avanzate — nuovi Luminator, moduli di terraformazione, scudi anti‑radiazione — o un Botanico per accelerare la produzione di cibo e Organici. Ogni nuovo modulo richiederà risorse e tempo, ma allargherà il nostro ventaglio di opzioni: una palestra aumenterà la resistenza fisica del gruppo, un’infermeria ridurrà i tempi di recupero, un laboratorio psicologico scioglierà le tensioni. In questo sistema interconnesso, sopravvivere dipenderà tanto dall’abilità nelle nostre scelte gestionali quanto dalla capacità di affrontare le battaglie sul terreno.
L’inesorabile scorrere del tempo
Nel frattempo, il tempo scorre inesorabile. Il pianeta è dominato da un sole letale che, al sorgere, cuoce la base in pochi istanti. Di notte, allora, diventa imperativo raccogliere risorse, spostare la struttura e preparare batterie e scudi per le tute, altrimenti non ci sarà alcuna salvezza all’alba. Gli imprevisti non tardano ad arrivare: tempeste magnetiche, incidenti, malattie, depressioni e dissidi personali costringono a una vigilanza costante, alternando momenti di frenetica correttezza tattica con brevi pause di relax in cui guardare cortometraggi ironici (come “Future Ex‑Girlfriend” o “Mindwipe”), bevendo una birra o sfidando i tuoi Alters a una partita di beer‑pong.
Il motore di gioco, a volte traballante sotto il peso di così tante meccaniche, può tradursi in crash, dialoghi sovrapposti e bug di movimento, ma queste imperfezioni sono marginali di fronte all’impatto emotivo delle storie che costruisci. The Alters ci mette di fronte a dilemmi morali autentici: stiamo creando “persone” con ricordi e sentimenti reali, e ogni decisione ci costringe a riflettere sul valore della vita, sulla dignità e sul potere di forgiare legami, anche quando sapremo che sono frutto di un algoritmo.
Concludendo…
The Alters è un viaggio intenso e sfaccettato, capace di sorprendere tanto per la profondità emotiva dei suoi personaggi quanto per l’incessante tensione di un’ambientazione ostile e implacabile. Le sfide di sopravvivenza, le dinamiche di gruppo e i dilemmi morali che emergono ogni volta che si crea un nuovo Alter rendono ogni partita unica, spingendo il giocatore a interrogarsi sul valore della vita e sull’origine della propria identità. Nonostante qualche incertezza tecnica e un ritmo che può risultare spietato, 11 bit Studios ha confezionato un’esperienza memorabile, dove la curiosità di esplorare strade alternative si mescola al brivido di doverle attraversare. Se cercate un survival che unisca narrazione profonda, gestione strategica e un pizzico di fantascienza, The Alters è senza dubbio una scelta imperdibile.
The Alters
BUONO- Concept innovativo che unisce sopravvivenza, gestione sociale e viaggi temporali
- Personaggi (Alters) ben caratterizzati, con storie e personalità uniche
- Dilemmi morali profondi che rendono ogni scelta significativa
- Elevata rigiocabilità grazie alle numerose combinazioni di Alters
- Gestione strategica delle risorse e del tempo, sempre sotto la minaccia del sole letale
- Motore di gioco a volte instabile: crash, bug di movimento e dialoghi sovrapposti
- Curva di apprendimento ripida, soprattutto per chi non ama la microgestione
- Ritmo serrato e poco spazio per “respirare” tra un’emergenza e l’altra
- Interfaccia e controlli che possono risultare macchinosi nelle fasi più frenetiche
The Alters riesce a trasformare ogni scelta in una piccola grande avventura emotiva, offrendo un mix originale di sopravvivenza, fantascienza e riflessione morale. Un titolo che saprà conquistare chi cerca qualcosa di più di un semplice survival game.









La traduzione amatoriale di the alters è disponibile su nexus