Dal Vangelo secondo Carpenter

Il tema della sopravvivenza al gelo è sicuramente un tema molto caro ai game designer che, nel corso degli anni, hanno deciso di trattarlo in maniera molto “pressante”. Dai più vetusti The Thing (La Cosa, tratto dal film cult anni ‘80 con protagonista Kurt Russell) fino al più recente The Long Dark (uno tra i più riusciti esponenti del genere), abbiamo affrontato il gelo in moltissime occasioni uscendone, il più delle volte, sconfitti.
Frostpunk, oggetto della nostra recensione, è un titolo assolutamente peculiare che cerca di mischiare uno tra i generi di punta del mercato videoludico PC, come quello dei city builder, con quello survival. Sviluppato dagli 11 bit Studios (divenuti celebri per This War of Mine – vera e propria perla del panorama videoludico indipendente) abbiamo ricevuto un codice review di Frostpunk, per ora disponibile esclusivamente per il mercato PC.

Ecco quindi le nostre considerazioni sul titolo targato 11 bit Studios

L’ultimo baluardo dell’umanità

Pur essendo due giochi estremamente diverse sul fronte contenutistico e su quello del gameplay, Frostpunk e This War of Mine condividono diversi aspetti che rendono, di fatto, questi due survival games i più crudi sul mercato PC. Siamo in un futuro imprecisato e un ondata di gelo sta condannando il Pianeta ad una lenta, ma inesorabile, estinzione. Dalla città di Londra, un manipolo di sopravvissuti cerca rifugio nel nord della regione. L’unica ancora di salvezza per la popolazione londinese risiede in una sorta di cratere nel terreno dove al suo centro un generatore dovrebbe garantire agli abitanti una piccola chance di sopravvivenza al gelo incessante.

Frostpunk non è un city builder “standard”. Scordatevi quindi modalità sandbox o partite personalizzate con cui cimentarvi, visto che l’esperienza concepita dagli 11 bit è interamente guidata dalla trama. Frostpunk, al momento, propone solamente 3 scenari differenti che ci metteranno di fronte obiettivi ben delineati e, soprattutto, scelte difficile per garantire un futuro agli abitanti del nostro insediamento. La carenza di modalità a livello contenutistico, per quanto ci riguarda, ci è pesata molto, dato che a livello di meccaniche Frostpunk ben si adatterebbe a modalità di gioco libere da vincoli dettate da trama e obiettivi.

Scelte difficili…

Rendendo onore alla sua natura da city builder, Frostpunk ci vede alle prese con la gestione del nostro insediamento. I nostri compiti, oltre a tenere sempre sotto controllo la temperatura esterna e quella delle nostre strutture (un termometro posto nella parte superiore dell’interfaccia ci verrà in aiuto, cliccandoci sopra potremo inoltre controllare la “mappa termica” del nostro insediamento, che ci aiuterà a capire quali edifici necessitano di calore), si suddivideranno nel costruire strutture e – necessariamente – nel dover accumulare risorse. Come già detto più volte, il reattore sarà il vero e proprio cuore del nostro insediamento, utile a tenere riscaldate tutte le nostre strutture, dalle abitazioni alle infermerie, dai capanni di caccia ai punti di raccolta delle risorse. Più costruiremo vicino al reattore principale, più gli edifici avranno modo di ricevere calore e, quindi, mantenersi operativi anche nei momenti critici, momenti in cui, ad esempio, il carburante inizierà a scarseggiare.

Mantenere un equilibrio tra consumi ed entrate di risorse sarà un compito arduo da portare a termine nelle prime partite, e sarà ancora più difficile quando fattori come gelo e malattie porteranno la nostra popolazione allo stremo, obbligandoci a emanare leggi o sfruttare strade alternative per raccogliere risorse tra le lande gelate. In molte occasioni, infatti, il gioco ci metterà di fronte a scelte difficili: richieste di cittadini in difficoltà, problemi sanitari o mancanza di cibo dovranno essere gestite rapidamente ed efficacemente, cercando sempre di mantenere il giusto equilibrio tra speranza e malcontento (le due barre in fondo allo schermo ci consentiranno di avere sempre chiara la situazione “morale” dei nostri cittadini). Emanando i decreti legislativi delineeremo la nostra “politica”, ma molto spesso queste scelte influiranno molto sul futuro del nostro territorio: una scelta sbagliata e il game-over sarà sempre dietro l’angolo – Frostpunk non vi perdonerà il minimo sbaglio, questo è opportuno tenerlo a mente quando saremo costretti a prendere decisioni difficili. Con il passare delle ore, il gioco ci mette di fronte diverse possibilità in termini di gameplay. Sbloccando speciali edifici come i Workshop potremo quindi effettuare delle ricerche che ci consentiranno di aumentare la produttività dei nostri cittadini e, inoltre, ci permetteranno di costruire nuovi edifici tra cui appartamenti o automatismi di sorta nel raccogliere le risorse. Grazie a speciali stazioni radio (Beacon) avremo inoltre modo di reclutare squadriglie di esploratori che, con una mappa della regione integrata, potremo selezionare la loro prossima destinazione. Gli scout potranno trovare risorse o, con più fortuna, altri gruppi di sopravvissuti che andranno a rinfoltire la popolazione del nostro insediamento.

Frostpunk è un titolo complesso e dannatamente snervante in alcuni momenti. Essendo molto meno immediato rispetto a This War of Mine, ci saremmo aspettati un tutorial molto più completo da parte dei 11 bit Studios. Purtroppo, Frostpunk, ci lancia nella mischia fin da subito, spiegaci poco (se non qualche concetto fondamentale sugli edifici più importanti e l’interfaccia) su quello che il gioco offre in termini di possibilità. Anche la mancanza della lingua italiana è un fattore che potrebbe spiazzare molti, visto che sarà sempre necessario avere chiare funzionalità e requisiti di ogni struttura nel gioco, oltre che dei vari decreti e richieste dei cittadini.

Sul fronte puramente grafico non c’è molto da segnalare, Frostpunk se la cava molto bene grazie ad un motore assolutamente ben ottimizzato e scalabile. Anche sul fronte puramente sonoro il titolo 11 bit Studios se la cava piuttosto bene, grazie ad una compilation di brani d’effetto che riescono molto bene a delineare l’atmosfera disagiante che si respira all’interno del gioco.

Concludendo…

Frostpunk è un ottimo survival game che, grazie alle sue ottime meccaniche di city builder, riesce a garantire un’esperienza di gioco si complessa ma anche molto appagante, grazie alle innumerevoli possibilità offerte. Purtroppo la carenza a livello contenutistico si fa sentire e, sebbene i tre scenari attualmente proposti siano altamente rigiocabili, abbiamo sentito molto la la mancanza di una modalità sandbox personalizzabile che avrebbe senza dubbio garantito ben altra longevità a Frostpunk. In ogni caso, se siete appassionati del genere, vi consigliamo senza alcuna remora l’acquisto visto che si tratta di un ottimo ibrido tra generi, sicuramente unico nel panorama videoludico odierno…a patto che abbiate una conoscenza della lingua inglese, data l’attuale mancanza di quella italiana!

In breve
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.