Annunciato a sorpresa, e dopo circa dieci anni dall’uscita del secondo capitolo, abbiamo finalmente messo le mani su una tra le esclusive Switch più attese di questo 2019, Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order. Abbandonato il connubio Activision/Vicarious Visions, la serie riparte dalle esperte mani dei Team Ninja, casa di sviluppo nipponica che molti di voi sicuramente ricorderanno per le serie Ninja Gaiden e Dead or Alive. Nonostante non si tratti di un sequel diretto dei due precedenti capitoli – ma piuttosto di un reboot che si ispira particolarmente alle recenti pellicole del Marvel Cinematic Universe – il gioco ne condivide le meccaniche, a metà tra un beat em up e un gioco di ruolo “hack & slash” alla Diablo, caratterizzate dalla solita visuale isometrica capace di garantire una visione maggiormente periferica al giocatore.

Dopo aver ricevuto un codice review da Nintendo, abbiamo provato a lungo Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order, testando l’effettiva portabilità del titolo dei Team Ninja e l’integrazione della cooperativa, da sempre marchio di fabbrica della serie. Ecco quindi le nostre finali considerazioni sul gioco…

“Io sono ineluttabile”

Come già precedentemente anticipato la trama che farà da sfondo agli eventi di Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order si svolge in un universo di gioco totalmente differente da quello visto con i due precedenti capitoli, ispirandosi agli eventi degli ultimi film Marvel, in particolare al recente Infinity War.

Antagonista, ancora una volta, il “titano pazzo” Thanos e il suo Ordine Nero (da cui il gioco prende il nome), intenzionati a collezionare le sei gemme dell’infinito, manufatti galattici dal potere inenarrabile. Il suo obiettivo? Riunire il potere delle sfere e ripristinare il giusto equilibrio nella Galassia, gesto all’apparenza nobile ma che, se portato a termine, capace di provocare l’estinzione del genere umano. A sventare i piani di Thanos potremo contare su un’alleanza di supereroi senza precedenti che mano a mano verranno sbloccati con l’avanzamento della storia principale. Dalle prime battute di gioco verremo chiamati a controllare i Guardiani della Galassia, giusto per saggiare a pieno quelle che saranno le meccaniche di gameplay che ci accompagneranno durante tutta l’avventura. In Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order si alterneranno sequenze di gameplay lineari a cut scene di buona qualità che, a seconda del caso, ci presenteranno il villain di turno o il nuovo eroe pronto ad unirsi al gruppo. I personaggi e i supercattivi a cui il gioco attinge sono molteplici: oltre ai già citati Guardiani della Galassia, avremo modo di mettere mano sugli X-Men, i personaggi dello Spider-Verse (quindi Spider-Gwen e Miles Morales, oltre il classico Peter Parker), Venom, gli Avengers, ecc.

Il roster di personaggi è senza dubbio nutrito e convincente, capace di soddisfare appieno il palato di ogni fan Marvel – fumettistico o, semplicemente, delle pellicole del MCU – ma avremmo preferito poter mettere le mani su una storia originale o quantomeno non necessariamente ispirata alle ultime pellicole, dato che il mix proposto dai Team Ninja è una vera e propria “sagra del fan service”. Molto spesso anche le ambientazioni, numerose e varie, si susseguono in maniera rapida e forse fin troppo confusionaria. Per intenderci, passeremo dall’affrontare insieme a Spiderman criminali evasi dal Raft per poi immediatamente volare nei sobborghi newyorkesi a fermare La Mano in compagnia di Jessica Jones e Daredevil. Il fan service non è necessariamente un difetto ma a volte sarebbe necessario fermarsi e ragionare maggiormente sul cosa inserire o togliere da una produzione videoludica a tema Marvel.

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Una delle tante, ottime scene di intermezzo.

Avengers, uniti!

I ragazzi di Team Ninja con Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order hanno cercato di riprendere appieno le meccaniche di gameplay – tipiche di un action rpg – già sperimentate con i due precedenti capitoli. Durante la nostra avventura avremo modo di controllare un gruppo di quattro eroi, interscambiabili in speciali punti di controllo Shield, caratterizzati da un sistema di crescita a livelli e da set di abilità unici, potenziabili attraverso punti esperienza o crediti, oppure con i cosiddetti cristalli ISO-8, capaci di aumentare sensibilmente le statistiche del nostro eroe. Come nelle precedenti iterazioni della saga il gioco mette a disposizione una visuale isometrica, in grado di garantire una visuale periferica del campo di battaglia, con la variante di una telecamera detta eroica – ideale per i giocatori solitari – che ci consente di osservare più da vicino l’eroe attualmente selezionato, ruotando e ingrandendo la visuale a nostro piacimento (a parte rari casi in cui non sarà possibile farlo per scelte di design). Qualunque sia la telecamera scelta il gioco entra in crisi nella gestione degli spazi stretti e, specialmente in modalità handheld, entrambi le visuali, a causa di una risoluzione tutt’altro che buona, provocano a volte situazioni di gioco a dir poco caotiche.

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A livello di gameplay nudo e crudo, una volta selezionato l’eroe avremo a disposizione due attacchi base, uno leggero ed uno pesante a cui ovviamente potremo intervallare le abilità del singolo personaggio, “triggerabili” con l’utilizzo combinato delle lettere e del grilletto destro della Switch.
Una tra le novità più interessanti a livello di gameplay è rappresentato dalle Sinergie, che si attivano quando noi o un eroe alleato in prossimità saremo in procinto di attivare una tecnica speciale: attivando il tasto specifico potremo combinare la nostra tecnica a quella del compagno, generando effetti ancora più devastanti. Ogni eroe possiede un’abilità “Ultimate” unica, chiamata Tecnica Estrema che potrà essere attivata solo quando la specifica barra dorata che circonda l’icona del nostro eroe sarà piena: a questo punto – la pressione combinata dei tasti L e R – scatenerà la tecnica finale, in grado di infliggere ingenti danni ai malcapitati avversari; anche in questo caso, come per le sinergie, potremo combinare le tecniche estreme con quelle degli altri eroi, semplicemente premendo la medesima combinazione di tasti appena la schermata si paleserà sullo schermo.

Gli scontri in Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order seguono il medesimo pattern per tutta la durata dell’avventura: scontri contro nemici semplici in livelli “a corridoi” intervallati da mini-boss fight e, infine, scontri contro villain maggiori in battaglie decisamente più complesse. Boss e mini-boss, oltre alla normale barra della salute, presentano un indicatore di barcollamento viola che, se svuotato tramite l’utilizzo di una tecnica speciale, provocherà uno stordimento temporaneo ponendo il nemico in balia dei nostri attacchi per qualche secondo.

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Da qui è possibile potenziare i nostri eroi.

Come già detto precedentemente, Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order propone un sistema di crescita degli eroi soddisfacente. Che si tratti delle Prove Infinity – sfide secondarie che ci permetteranno di “livellare” più rapidamente il nostro party di eroi – o il classico svolgimento della storia, acquisiremo punti esperienza atti ad aumentare le statistiche dei personaggi. Una volta salito di livello il nostro eroe avrà a disposizione un comparto abilità sempre più vario, che potrà essere potenziato tramite l’apposito menu. Nel laboratorio, inoltre, avremo la possibilità di equipaggiare speciali pietre, denominate ISO-8 capaci di aumentare sensibilmente le statistiche dei nostri personaggi.

Le Prove Infinity, di cui vi abbiamo parlato poco fa, non solo danno la possibilità al giocatore di potenziare più rapidamente il roster di supereroi ma anche di sbloccare elementi di potenziamento per il laboratorio e, a volte, skin uniche. Questa modalità propone una valida alternativa alla campagna standard offrendo anche un livello di sfida ben superiore alla norma.

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Uno dei punti SHIELD dove è possibile cambiare personaggi, potenziamenti, etc.

Il problema della portabilità

Se sul fronte gameplay, linearità a parte, il gioco se la cava discretamente, abbiamo notato qualche limite di troppo sul piano puramente tecnico. In modalità handheld Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order non riesce a garantire una risoluzione soddisfacente, mostrando texture poco definite che, soprattutto negli scontri più caotici, rende la situazione su schermo fin troppo confusionaria. La mancanza di un comparto tecnico adeguato in modalità portatile la rende, di fatto, abbastanza sconsigliata nel caso vogliate affrontare la campagna in coop – in questo caso si rende necessaria la scelta di optare per la docked mode di Nintendo Switch, vista la maggior fruibilità della cooperativa a quattro giocatori su uno schermo più grande.
Ottimo lavoro sul fronte character design che, seppur allontanandosi in parte dalle fattezze degli eroi su grande schermo, garantisce dei modelli poligonali “cartooneschi” di pregevole qualità.

Buono il comparto sonoro che si appoggia su una discreta soundtrack e da un doppiaggio in lingua inglese capace di tirare fuori il meglio durante le numerose cutscene.

Concludendo…

Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order è un buon action RPG – caratterizzato da un sistema di gioco puramente beat em’ up – che, seppur limitato in termini di varietà e narrativa, riesce a divertire il giocatore, soprattutto se intenzionato ad affrontare l’avventura in compagnia di qualche amico o familiare. La speranza è che con i futuri aggiornamenti vengano limate le diverse imperfezioni tecniche riscontrate nella modalità handheld che, soprattutto in periodo estivo, si è dimostrata la metodologia ideale per chi è costretto a lunghi e costanti spostamenti.
Rimanete sulle nostre pagine per futuri aggiornamenti sul titolo, in particolare gli interessanti DLC annunciati che prevedono l’introduzione di altri personaggi dello sconfinato universo Marvel, come I Fantastici 4!

CI PIACE
  • Cast di eroi e villain dell’universo Marvel impressionante
  • Il sistema di crescita degli eroi funziona alla grande
  • Cooperativa a quattro giocatori
NON CI PIACE
  • Lineare e ripetitivo in termini di situazioni
  • Eccessivo fan service
  • Tecnicamente confusionario (specialmente in modalità handheld)
Conclusioni

Marvel Ultimate Alliance 3: The Black Order riprende il gameplay tipicamente beat em’ up che aveva contraddistinto i due precedenti capitoli (non abbandonando le meccaniche ruolistiche), proponendo un’avventura ispirata alle più recenti pellicole del Marvel Cinematic Universe. Nonostante una eccessiva linearità – ed una ripetitività di fondo – il gioco diverte, soprattutto se giocato in compagnia.

7Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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