Destructive Creations, negli ultimi tempi, non ha goduto di una buona fama, soprattutto alla luce dei suoi ultimi due titoli, ricordati maggiormente per le implicazioni polemiche che le controverse tematiche del loro concept portavano con sé – dall’ultraviolenza gratuita di Hatred alla presenza dell’ISIS di IS Defence – che per la loro effettiva qualità videoludica. Nonostante la “solita” vena di violenza, in questo caso non gratuita, che pervade anche il nuovo prodotto dei Destrucrive Creations, possiamo dirvi che quello che recensiremo oggi è a tutti gli effetti un bel gioco, nel senso più pieno possibile. Il nostro prudente approccio ad Ancestors Legacy, figlio dei pregiudizi di cui sopra, non ha fatto altro che enfatizzare le qualità di un prodotto che nonostante alcune piccole imperfezioni è riuscito a risultare divertente e profondo, capace di offrire una discreta quantità di contenuti senza mai scadere nel banale.
È proprio vero che tutti possono cambiare… e se lo si fa in meglio noi giocatori non possiamo che gioire.

L’Alto Medioevo tra fuoco, fango e sangue

Ancestors Legacy è ambientato nell’Alto Medioevo europeo, periodo in cui saremo chiamati a vivere le vicende di ben cinque fazioni (Vichinghi, Germani, Slavi, Anglosassoni e Saraceni), ognuna delle quali capace di offrire spunti decisamente interessanti sia dal punto narrativo quanto da quello della caratterizzazione. Purtroppo per ognuna di esse sono disponibili campagne intense ma decisamente brevi sotto il profilo della longevità, per questo la nostra impressione è che si configurino come un ampio tutorial finalizzato all’apprendimento delle meccaniche basilari del gameplay, finalizzato alla comprensione di tutti gli strumenti che gli permetteranno di sopravvivere nella giungla di un multiplayer – al momento ancora non pienissimo di sfidanti –. Al di là dell’aspetto contenutistico, quello che colpisce immediatamente è l’incredibile realismo che offrono le sfide in singolo giocatore: suddivise in “missioni” (come era solito fare il genere degli strategici in tempo reale di vecchia scuola), le campagne riescono a cogliere pienamente le dinamiche di guerra del periodo in cui sono ambientate, e lo fa in un modo intelligente, attraverso l’uso di una violenza credibile e mai gratuita.

Dal punto di vista del gioco vero e proprio ci troviamo di fronte a un classico esponente del genere degli strategici in tempo reale, più incentrato sull’aspetto bellico\tattico che su quello gestionale, quest’ultimo circoscritto alla raccolta di risorse necessarie al potenziamento e alla produzione delle proprie forze militari. Durante la nostra prova, in più di un frangente, alcune features hanno restituito sensazioni familiari, molto vicine a quanto offerto da Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo, uscito nell’ormai lontano 2004, ma riuscendo a superare quest’ultimo in fluidità delle meccaniche e sensazione di controllo.
Innanzitutto non è possibile controllare una singola unità – escludendo gli eroi – ma gruppi che ne contano almeno una decina, cosa che semplifica di molto la gestione delle nostre armate durante i momenti più concitati. Ognuno di essi ha una barra dell’esperienza che, sopravvivendo e sconfiggendo armate nemiche, ci permetterà di aumentarne di livello e ottenere dei veri e propri perk che donano vantaggi legati all’attacco, alla difesa o alla velocità. Questa caratteristica aggiunge un ulteriore pizzico di strategia agli scontri, rendendo decisiva anche la sequenza di attacco degli elementi del proprio esercito, aspetto di cui tener conto poiché essi dovranno “sopravvivere” il più possibile per continuare a risultare competitivi sul medio e lungo periodo. L’inserimento – ben calibrato – della meccanica della ritirata immediata (quando attivata consente alle vostre truppe ferite di ritirarsi nell’accampamento più vicino che si trasforma, di fatto, in un vero e proprio checkpoint dal quale ripartire per ritentare lo scontro che ci ha messo in difficoltà) rende l’esperienza meno punitiva, aumentando la fluidità delle operazioni senza semplificarle troppo.

Infine, ultimo ma non meno importante, è da citare il notevole peso che riveste la mappa nell’economia di gioco, la cui esplorazione è di fondamentale importanza per individuare i punti di attacco e di difesa più favorevoli per la nostra causa.
Insomma, nonostante la brevità delle interessantissime campagne in singolo, la base del sistema ludico di Ancestors Legacy è sembrata decisamente solida, legata tanto agli stilemi tradizionali del genere quanto proiettata verso il futuro attraverso uno svecchiamento sapiente e ponderato. E già questo è più di quanto avremmo mai voluto chiedere ai ragazzi di Destructive Creations.

Come trascendere l’epicità con una “semplice” colonna sonora

Un gioco del genere non può assolutamente prescindere da una realizzazione tecnica in grado di restituire nel migliore dei modi la sua vocazione violenta: sangue, pioggia, fango e fuoco hanno un ruolo primario nell’evocare proprio quell’Alto Medioevo in cui è ambientato il gioco e, sotto questo aspetto, l’Unreal Engine 4 utilizzato per lo sviluppo del gioco non delude le aspettative. Malgrado la presenza di qualche glitch grafico riscontrato (alcuni “gruppi” di unità che si muovevano sulla mappa come manichini privi di animazioni) ma non in grado di intaccare in alcun modo la giocabilità, il giudizio tecnico complessivo è davvero positivo e, se ciò non bastasse, il gioco risulta fluido e pienamente godibile anche su macchine con più di qualche primavera sulle spalle.

Il nostro consiglio è quello di dotarvi soprattutto di un buon impianto audio, ciò per due motivi fondamentali: per prima cosa il doppiaggio è davvero molto curato, soprattutto quello delle unità che, durante gli scontri, urleranno di dolore se colpite e inciteranno i propri compagni se alla carica, il tutto nella lingua della fazione di appartenenza (i Germani parlano il germanico, i Saraceni in arabo e così via…); il secondo motivo risiede nella colonna sonora, realizzata da Adam Skorupa (conosciuto anche per le musiche di The Witcher 2: Assassins of Kings) e Krzysztof Wierzynkiewicz, che definire epica significherebbe ridimensionare il concetto stesso di epicità.
Per comprenderne la bellezza vi basti sapere che in più di un’occasione siamo rimasti fermi al menù per ascoltarne i brani.

Concludendo…

Nel genere degli strategici in tempo reale, in cui solitamente sono le grosse produzioni a fare la voce grossa, Ancestors Legacy, pur con i suoi limiti, riesce a sorprendere come pochi altri. Innanzitutto perché è evidente che il prodotto ha effettivamente qualcosa da dire, e poi perché lo fa senza scadere mai nel banale. La tensione verso uno snellimento delle meccaniche di gioco non è mai finalizzata a una semplificazione in senso stretto, le vicende sono pervase da una violenza mai gratuita, in grado di concorrere al rafforzamento dell’evocativa ambientazione altomedievale, il colpo d’occhio è al passo con i tempi mentre il sonoro è a tratti clamoroso.
Per concludere possiamo dire che Destructive Creations ha finalmente riscattato il suo nome e lo ha fatto nel migliore dei modi.

CI PIACE
  • Gameplay tradizionale ma snellito e proiettato al futuro
  • Richiede dedizione tattica non indifferente
  • Ambientazione suggestiva e colonna sonora eccezionale
NON CI PIACE
  • Campagna in singolo davvero breve
  • Qualche glitch grafico
  • Multiplayer ancora non sufficientemente affollato
Conclusioni

Ancestors Legacy è un gioco che ha personalità, snellisce ma non semplifica, si concentra sulla guerra e pretende un’attenzione tattica importante. La colonna sonora eccezionale e il buon uso dell’Unreal Engine 4 concludono un quadro davvero positivo.

8.2Cyberludus.com

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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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