MIO: Memories in Orbit

Scheda Gioco

MIO: Memories in Orbit

Piattaforma
PC
Genere
Metroidvania
Sviluppatore
Douze Dixièmes
Publisher
Focus Home Interactive
Uscita
20 Gennaio 2026
PEGI
PEGI 7


I metroidvania stanno vivendo un vero e proprio periodo d’oro: il genere è tornato sotto i riflettori grazie a titoli che hanno saputo rinnovarne le atmosfere e le meccaniche, da Hollow Knight: Silksong fino al sorprendente ritorno delle grandi case con proposte di richiamo – pensiamo al colpo d’occhio mediatico di Castlevania Belmont’s Curse mostrato durante l’ultimo State of Play su PlayStation, e alla voce storica di Konami che torna a farsi sentire.

In questo panorama, MIO è la sorpresa di inizio 2026: uscito da diverse settimane, sviluppato in Francia, è un titolo che colpisce tanto per la cura visiva quanto per il gameplay – un metroidvania bello da guardare e, soprattutto, divertente da esplorare.

Vi spieghiamo perché…

Un robottino per amico

Il nucleo narrativo del gioco è tanto semplice quanto sorprendentemente efficace: nei panni di Mio, una piccola macchina “riaccesa” per soccorrere un vascello morente che vaga nello spazio, la storia si svelerà davanti ai nostri occhi tramite dialoghi, per lo più non doppiati, registri di bordo e frammenti testuali che ricompongono lo scopo dell’astronave, spiegandoci cosa è andato storto e, soprattutto, come intervenire.

mio screen 11

La parte finale non è affatto banale: i titoli di coda sono arrivati dopo circa undici ore di gioco, e la sensazione era di aver chiuso un capitolo… salvo poi scoprire che il racconto aveva ancora diversi strati nascosti. MIO è un titolo sì punitivo ma corretto nella progressione principale: se invece vogliamo dedicarci ai contenuti opzionali, prepariamoci a faticare di più.

Un metroidvania “tentacolare”

Le “regole base” dei metroidvania sono tutte rispettate: 2D sidescroller, salto e attacco che fanno da punto di partenza, e poi un sacco di abilità da trovare e sfruttare – planata, schivata e l’immancabile arrampicata alle pareti. Proprio quest’ultima è una delle trovate più ingegnose che ci siano capitate ultimamente: apre spazi di movimento inaspettati e ci dà una grande libertà nell’esplorazione.

Il gameplay ruota tutto attorno ai “capelli” di Mio – sottili tentacoli che diventano il fulcro sia del combattimento sia della piattaforma. Il layout dei comandi è immediato: X per gli attacchi (combo fino a tre colpi), B per galleggiare (stazionario o con lieve discesa laterale), Y per la schivata, il grilletto destro per usare il rampino e il grilletto sinistro per scalare le pareti. Quando tutte le abilità e i relativi upgrade sono in pieno uso, si prova la soddisfazione di sentirsi una minuscola “divinità robotica”.

mio screen 21

Con una discreta quantità di biomi, la mappa è pensata in modo brillante e incredibilmente interconnesso. Corridoi che sembrano banali spesso nascondono passaggi segreti; abilità che otterremo più avanti ci permettono di tornare indietro e scoprire nuove vie.

Le meccaniche secondarie aggiungono profondità: ci sono modificatori che cambiano il comportamento delle abilità: per esempio, colpire può rigenerare energia. L’energia è una barra discreta in basso che si ricarica rapidamente toccando terra: se ogni colpo o interazione ridà energia, con abbastanza nemici o elementi interattivi possiamo evitare di toccare il suolo. I nemici rilasciano Nacre, la risorsa centrale del gioco: possiamo “indurirla” in punti della mappa così da non perderla alla morte. La varietà nemica è sufficiente da non annoiare e le svariate boss fight oscillano dal buono al memorabile.

mio screen 31

Il sistema di modificatori ci permette di modellare il gameplay sul nostro stile di gioco: dalle prime opzioni che aggiungono semplici aiuti UI o la visuale della vita nemica, si passa in fretta a passivi più avanzati, come applicare un debuff con la schivata o guadagnare un piccolo “boost” di salute dopo cinque secondi fermi. È un meccanismo divertente, sostenuto da un’interfaccia curata (sebbene talvolta un po’ caotica). Ogni volta che sblocchiamo un’abilità o un passivo, Mio viene portata in un’area di addestramento digitale mentre una voce amica racconta una storia sommessa: sequenze di grande impatto, come il resto del gioco.

Una componente estetica che funziona

Una delle cose che ci ha conquistato di più di questo gioco è la componente audiovisiva: sembra che ogni scena sia stata strappata dal taccuino di un artista di talento. I dettagli fini sui nemici e sui paesaggi di sfondo rendono il mondo estremamente elaborato e artistico. La palette cromatica conferma questo pensiero, attraverso toni quasi pastello arricchiti da tocchi dorati e accenti caldi dove servono. Dalla città intera al sistema di grotte ghiacciate, dall’orto invaso alla profondità della nave, i paesaggi sono tanto stupefacenti quanto i design dei personaggi.

mio screen 41

Noi troviamo poi che Mio e i suoi filamenti-capelli siano eleganti ed efficaci mentre ci agganciamo e ci dondoliamo per la nave: è un sistema di movimento che comunica grazia e precisione. Ogni boss si differenzia nettamente dal precedente nel design e nei pattern d’attacco, il che mantiene il ritmo del gioco sempre fresco e interessante.

Sul fronte tecnico, il titolo gira stabile anche su handheld come Steam Deck, dove abbiamo provato MIO per diverse ore.

Il sound design è minimalista ma studiato per massimizzare l’impatto nei momenti chiave. L’unione di un’orchestrazione di livello e di atmosfere sci-fi dà la sensazione di essere in un grande viaggio, pur restando coerente con il tono futuristico del gioco. I momenti quieti esaltano l’esplorazione serena, mentre le sequenze narrative e gli scontri coi boss sfoggiano ritmi adrenalinici. La colonna sonora di Nicolas Gueguen completa perfettamente l’estetica e il tono di MIO.

Concludendo…

Siamo rimasti piacevolmente colpiti da quanto questo gioco riesca a fondere bellezza visiva, design di livello e un gameplay che premia la curiosità e la pazienza dei giocatori. MIO: Memories in Orbit è un metroidvania che osa con soluzioni di movimento intelligenti, propone sfide che fanno crescere e regala momenti musicali ed emotivi davvero riusciti. Le parti opzionali alzano la posta e non sono per tutti, ma chi ama esplorare a fondo troverà qui un’esperienza ricca e appagante. Se cercate un titolo che unisca anima artistica e meccaniche consolidate, consigliamo caldamente di dare una chance a MIO: Memories in Orbit.

Il Nostro Verdetto

MIO: Memories in Orbit

OTTIMO
88
Pro
  • Mappa interconnessa che premia l’esplorazione
  • Artisticamente stupendo
  • Gameplay che cresce con il giocatore e potenziamenti ben pensati
  • Boss memorabili con pattern riconoscibili
  • Colonna sonora evocativa e sound design efficace
Contro
  • Contenuti opzionali molto impegnativi
  • Alcune vie e segreti troppo nascosti dal foreground
  • Interfaccia a volte difficile da leggere
Conclusioni

MIO è un’esperienza che vale la pena vivere: un metroidvania dal forte carattere artistico, con meccaniche profonde e momenti che vi sapranno regalare grandi soddisfazioni. Se vi piace esplorare, imparare dai fallimenti e immergervi in atmosfere curate, questo titolo merita senza dubbio una chance.

Piattaforma
PC
Data Recensione
16/02/2026
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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