Sony e Nintendo sono al centro di una crisi silenziosa ma potenzialmente dirompente: la scarsità globale di memoria a causa della domanda massiccia generata dall’industria dell’intelligenza artificiale sta rimettendo in discussione piani che fino a poche settimane fa sembravano acquisiti. Secondo un approfondimento di Bloomberg, la carenza di DRAM e HBM ha portato Sony a prendere in considerazione l’ipotesi di rinviare il debutto della sua prossima console fino al 2028, o addirittura al 2029. Allo stesso tempo, Nintendo starebbe valutando l’opzione opposta: alzare il prezzo del suo Switch 2 per compensare l’aumento dei costi di produzione.
Nel mercato delle console, le tempistiche contano quanto il contenuto: un lancio sbagliato per rapporto qualità‑prezzo o con scorte insufficienti può trasformare un debutto atteso in un passo falso commerciale. Per questo lo spettro di un posticipo da parte di Sony non significa semplicemente uno slittamento di calendario, ma un ripensamento strategico che impatta pubblicazioni, roadmap dei publisher e la domanda dei consumatori. Se la finestra 2027 venisse spostata, la famiglia PS5 potrebbe allungare ancora la sua vita commerciale, con Sony che potrebbe puntare su update hardware intermedi o su nuove strategie di ecosistema per mantenere l’engagement.
Nintendo pronta agli aumenti?
Dall’altra parte, Nintendo deve valutare il trade‑off fra raggiungere profitti adeguati e mantenere la forza vendite di uno dei suoi prodotti bandiera. Un aumento di prezzo per Switch 2 renderebbe il device meno impulsivo per molte fasce di mercato, ma potrebbe risultare necessario se i costi delle memorie e di altri componenti rimangono elevati. La reazione dei consumatori e degli investitori sarà cruciale: Nintendo sta osservando con attenzione l’andamento delle supply chain e le dinamiche del mercato globale per decidere la strada migliore.
Per i partner e gli OEM — i produttori di componenti e i marchi che collaborano nella realizzazione di hardware — la situazione è un banco di prova. Alcuni costi sono già passati alle aziende, alcuni scaglioni di prezzo hanno iniziato a muoversi, e le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi potranno ridefinire il panorama hardware per più anni. Inoltre, la complessità geopolitica, i dazi e le politiche commerciali internazionali aggiungono ulteriore incertezza al conto economico finale.
Cosa può fare il giocatore medio ora? Innanzitutto non farsi prendere dal panico: un possibile rinvio di Sony non significa la fine delle uscite, ma piuttosto più tempo per PS5 e potenzialmente più attenzione a patch, servizi e versioni migliorate per la generazione corrente. Per chi aspettava Switch 2 come upgrade immediato, valutare tempistiche e prezzo diventerà fondamentale: i vantaggi di una nuova macchina vanno sempre confrontati con il rapporto costo/beneficio personale.
Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?
Il quadro rimane in evoluzione. Bloomberg parla di «persone vicine alle aziende», e né Sony né Nintendo hanno rilasciato commenti ufficiali che confermino o smentiscano le ipotesi. Nei prossimi mesi è probabile che vedremo ulteriori sviluppi: annunci ufficiali, mosse di marketing per allungare il ciclo vitale delle console attuali, o iniziative da parte degli OEM per offrire alternative hardware su più fasce di prezzo.
Per ora, il takeaway è chiaro: la rivoluzione AI non riguarda solo software e data center, ma sta già riscrivendo la geografia fisica dell’hardware consumer. Per gli appassionati, resta da monitorare due cose con attenzione: le dichiarazioni ufficiali di Sony e Nintendo e gli spostamenti dei prezzi dei componenti sul mercato internazionale.





