Le produzioni post apocalittiche a base di zombie e infezioni su larga scala hanno iniziato, prepotentemente a diventare una costante nel mondo videoludico. Tra i vari successi targati Capcom – come la saga di Resident Evil e Dead Rising – ai più recenti World War Z e State of Decay 2, le nostre battaglie contro i non morti sembrano non aver mai fine. Ad aggiungersi a questa vasta schiera di titoli sono arrivati i ragazzi di Bend Studio, team che fin dalla prima Playstation ha saputo regalare una tra le saghe più apprezzate per i fan dello spionaggio: Syphon Filter. Dopo aver lavorato spalla a spalla con Naughty Dog sullo spin-off su Playstation Vita, Uncharted: L’Abisso d’Oro e aver imparato il più possibile dai talentuosi colleghi, capitanati da Neil Druckmann, i ragazzi di Bend annunciarono – durante la conferenza Sony dell’E3 2016 – una nuova proprietà intellettuale: Days Gone. Con chiari riferimenti stilistici a The Last of Us, le presentazioni della nuova fatica dei Bend riuscirono a catturare l’attenzione del pubblico e lato nostro, nonostante i numerosi rinvii, l’interesse non è affatto scemato.

Dopo circa tre anni da quella presentazione, grazie ad un codice review fornitoci da Sony, siamo finalmente riusciti a mettere le mani su Days Gone e adesso, dopo aver percorso a dovere le strade dell’Oregon post-apocalittico di Bend Studio, siamo pronti a fornirvi il nostro responso ufficiale…

Come join the murder

Days Gone punta tutte le proprie fiches su un comparto narrativo di assoluto spessore, condito da un buon numero di cut scenes di alta qualità, grazie – soprattutto – al motore di gioco, unito all’ottima tecnologia di motion capture che ha permesso di valorizzare l’espressività del cast di personaggi e la recitazione degli stessi.

In Days Gone assumeremo i panni del biker Deacon St. John (interpretato da Sam Witwer, già apprezzato nei due capitoli di Star Wars: Il Potere della Forza), sopravvissuto ad una misteriosa epidemia che sembra aver trasformato la maggior parte della popolazione mondiale in feroci infetti dalle sembianze mostruose. L’ex fuorilegge, in compagnia della sua fedele moto, si ritroverà a vagare per l’Oregon in compagnia di Boozer, suo “fratello” di banda, intenzionato a far luce sulla misteriosa scomparsa di sua moglie, data per morta da tempo. Il gioco vedrà alternarsi diversi flashback (di cui solo alcuni giocabili – scelta di design che ci sentiamo di non appoggiare appieno) nei quali assisteremo alla nascita del rapporto tra Deacon e Sarah, la moglie dispersa.

La moto in Days Gone sarà la nostra più fedele alleata

La campagna di Days Gone ci ha sorpresi, positivamente, in termini di durata e ritmo (per la sola storia principale saranno necessarie almeno una ventina di ore, intervallate dalle solite missioni secondarie e incarichi). I ragazzi di Bend Studio sono riusciti appieno nell’intento di caratterizzare i personaggi e valorizzare l’ambientazione di gioco, catapultandoci a capofitto in un mondo di gioco marcio, infetto nella quale, per nostra sorpresa, gli infetti sembrano non essere il nostro principale nemico.

On the road…

Se pad alla mano l’impostazione di gioco si è dimostrata piuttosto in linea con gli standard del genere, la vera e propria “anima” del titolo risiede nella moto. Fin dalle prime battute Deacon, da buon biker che si rispetti, dimostrerà il suo morboso attaccamento al bolide su due ruote e il gioco ci metterà nelle condizioni di personalizzare fattezze e prestazioni, sfruttando un buon espediente narrativo. Il sistema di guida proposto dai ragazzi di Bend Studio è semplice ed immediato: apprezzabile l’idea di renderlo maggiormente “arcade”, preferendo concentrare il fattore realismo su altri aspetti atti a rimpinguare la componente survival, come la benzina e il sistema di danni del veicolo.

Days Gone, come precedentemente accennato, non brilla di certo per originalità in termini di gameplay nudo e crudo. Sfruttando una telecamera in terza persona – ravvicinata sullo stile Uncharted o The Last of Us – ci muoveremo all’interno di una vasta mappa di gioco, caratterizzata a dovere e, soprattutto, variegata in maniera soddisfacente. Per fronteggiare le schiere di infetti, il gioco ci mette a disposizione un armamentario di tutto rispetto che varia da armi puramente da mischia (destinate a rompersi dopo un uso prolungato) a quelle da fuoco che, tenendo fede alla componente survival proposta, dovranno essere adoperate con parsimonia, vista la limitata disponibilità di munizioni. Il gunplay funziona tutto sommato bene, grazie anche all’introduzione di una modalità “rallentata” attivabile che ci consentirà di mirare in maniera più precisa verso i nemici. Days Gone presenta inoltre una componente stealth piuttosto classica che ci consentirà di risparmiare risorse e inutili sparatorie “rumorose” in più di un’occasione. Uno tra gli aspetti che, purtroppo, non funziona affatto è quello relativo all’intelligenza artificiale dei nemici: gli infetti e umani che popolano il mondo di gioco, presentano pattern di movimento e attacco estremamente prevedibili, oltre che aggirabili in maniera piuttosto banale (distrazioni, attacchi furtivi e rocambolesche fughe tra i cespugli). A “salvare” la faccia ci pensano tuttavia le orde, veri e propri eserciti di nemici che, se allertati, ci costringeranno alla fuga per evitare di incorrere in una morte rapida e brutale.

Uccidere orde di infetti sarà all’ordine del giorno

La mappa di gioco di Days Gone propone, ovviamente, un insieme di attività collaterali che potranno portarci denaro extra nelle nostre tasche, l’ideale per acquisire un equipaggiamento migliore per noi e per la nostra moto. Gli accampamenti disponibili all’interno del gioco offriranno quest secondarie, sotto forma di taglie, nelle quali dovremo semplicemente catturare e/o uccidere determinati bersagli. Oltre alle diverse taglie, avremo modo di cimentarci nella distruzione dei nidi di infetti, utili a liberare porzioni di mappa e sbloccare nuove location per il viaggio rapido, la conquista degli avamposti abbandonati della NERO, che ci permetteranno di aumentare permanentemente le statistiche di Deacon (scegliendo tra salute, resistenza e concentrazione), ed infine la liberazione degli accampamenti nemici che, oltre al classico “uccidi tutti”, non offre particolare varietà in termini di approccio.

Dal punto di vista puramente tecnico Days Gone si affida all’evergreen Unreal Engine, riuscendo a proporre un quadro generale d’impatto. La modellazione poligonale dei personaggi, principali e secondari, è ottima, così come il comparto animazioni che si poggia su sessioni di motion capture atte a valorizzare la recitazione dei vari attori impegnati nel progetto (Deacon in primis). Ottima anche la resa visiva dell’ambientazione di gioco: l’Oregon “post infezione” di Bend è particolareggiato, vario e caratterizzato da un insieme di panorami di indubbio impatto.

In Days Gone non dovremo preoccuparci solamente degli infetti per sopravvivere

Abbiamo avuto modo di provare Days Gone su Playstation 4 Pro e, purtroppo, la nostra avventura non è stata priva di intoppi. Nella versione “vanilla” da noi recensita, l’ottimizzazione grafica lasciava parecchio a desiderare, con alcuni – evidenti – cali di frame ed un insieme di bug e glitch che non lasciavano presagire nulla di buono. Con gli ultimi aggiornamenti, tuttavia, il gioco ha lentamente mutato forma, incamminandosi sulla retta via dell’ottimizzazione. Certo, fenomeni come rallentamenti e stuttering sono sempre all’ordine del giorno ma la situazione abbastanza “tragica” pre-lancio sembra essere svanita.

Un plauso al comparto sonoro. La soundtrack di gioco proposta dai ragazzi di Bend Studio è indubbiamente potente e d’impatto, in grado di regalare vere e proprie perle musicali (tra cui il bellissimo Soldier’s Eyes di Jack Savoretti). Il doppiaggio in lingua italiana ci ha lasciati tutto sommato soddisfatti, a partire dalla voce italiana di Deacon, ottimamente interpretata.

Concludendo…

Days Gone segna il ritorno sui grandi schermi dei ragazzi di SIE Bend Studio con una produzione ambiziosa, longeva ed estremamente godibile dall’inizio alla fine. Pur trattandosi di un titolo attanagliato da diversi problemi tecnici e da alcune discutibili scelte di design, siamo rimasti soddisfatti dall’avventura di Deacon St. John, il biker “gentleman” che, neanche nel pieno di un’apocalisse su vasta scala, ha deciso di rinunciare al suo ferreo codice d’onore. Per tutti i possessori di Playstation 4, Days Gone è sicuramente un esclusiva da tenere in considerazione, data la sua straordinaria abilità nel regalare emozioni.

CI PIACE
  • Ottimo comparto narrativo
  • Meccaniche di gameplay solide e collaudate
  • Mondo di gioco vasto e curato
  • Comparto audio-visivo di spessore…
NON CI PIACE
  • …anche se attanagliato da diversi problemi tecnici
  • Non offre nulla di nuovo al genere di riferimento
  • IA piuttosto deficitaria
Conclusioni

Days Gone si va ad aggiungere al nutrito catalogo di esclusive Playstation 4, grazie ad un’avventura longeva e di spessore narrativo. Pur consci dei diversi problemi tecnici, siamo rimasti pienamente soddisfatti dall’avventura di Deacon St. John nell’Oregon post apocalittico concepito dai ragazzi di Bend Studio. Un’esclusiva da non lasciarsi assolutamente scappare!

8.5Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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