Oggi vi presentiamo World War Z: l’ultimissimo clone di Left 4 Dead ambientato nel mondo del libro di Max Brooks da cui prende il nome, che nel 2013 fu reso famoso dalla pellicola hollywoodiana a cui prese parte anche Brad Pitt.
La Saber Interactive, che si è occupata dello sviluppo, per l’occasione ha creato un engine grafico dedicato intitolato “Swarm Engine”. Come suggerisce il nome (swarm in inglese significa “sciame”) questo motore è in grado di gestire l’avanzata di centinaia di avversari contemporaneamente, requisito fondamentale per renderizzare a dovere le orde di infetti che hanno reso celebre il film.
Come è facile intuire dal voto finale (che sicuramente avete già sbirciato), il titolo complessivamente riesce molto bene in alcuni settori, ma è decisamente meno convincente in altri… continuate a leggere per i dettagli.

Un’altra apocalisse?

Ebbene sì, anche qui ci troviamo di fronte ad uno scenario apocalittico per il genere umano. Una terribile pandemia ha mutato gran parte della popolazione mondiale in ottusi esseri assassini incapaci di provare paura e dolore, privi del più basilare istinto di sopravvivenza. In Zombi, appunto. Nelle varie parti del mondo ormai regna l’anarchia più assoluta, mentre pochi valorosi cercano ancora una soluzione al problema, che di solito si traduce nella trucidazione più o meno violenta di tutti gli infetti.
Si inizia fondamentalmente scegliendo tra due distinte modalità di gioco: campagna e multiplayer. Vi preannunciamo che, per fortuna, il livello offerto da questo titolo è decisamente superiore al terribile Overkill’s The Walking Dead, che alla fine è stato anche ritirato dal mercato per vicissitudini legali.

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Ecco gli zombie intenti a costruire una delle famigerate piramidi. Mirate alla base!

Vado a vivere in campagna

La modalità campagna, quella decisamente più interessante, prende piede su quattro aree geografiche distinte e senza un filo logico tra le varie storie: New York, Gerusalemme, Mosca e Tokyo. Ognuna possiede tre episodi (tranne Tokyo che ne ha solo due) i quali seguono una storia parallela con personaggi diversi in cerca di salvezza e/o un modo più efficace per devastare le fila dei non-morti.
Trattandosi di un clone di Left 4 Dead, che ormai è praticamente diventato un genere a sé stante piuttosto che un gioco specifico, le regole saranno sicuramente ben note a tutti. Si gioca in terza persona facendo parte di una squadra di quattro sopravvissuti e si utilizzano le armi a disposizione per impallinare quanti più zombi possibile mentre si prosegue nei livelli. Talvolta per avanzare è necessario interagire con elementi del paesaggio quali interruttori, porte, ascensori, cadaveri, ma mai niente di troppo complicato. Tra le fila nemiche si distinguono alcuni zombi speciali: gli urlatori (screamer), che provocando rumore richiamano l’attenzione di orde di zombi; gli infetti gassosi (gasbag), dei non morti dotati di tuta hazmat gialla che contiene grosse quantità di gas velenoso che viene rilasciato qualora fossero colpiti al corpo; i tori (bull) sono ex-agenti di polizia con divisa anti sommossa corazzata che caricano come l’animale da cui prendono il nome e il cui unico punto debole è la schiena; infine c’è il predatore (creeper), un orribile zombie dalle sembianze ustionate che attende nell’ombra dietro agli angoli per assalire uno dei giocatori.

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Uno zombie speciale, il toro, mentre carica. Il suo punto debole è nella schiena.

Multiplayer e dintorni

Tutta la campagna può essere giocata sia online che offline. Quando si gioca offline gli altri tre membri della squadra sono comandati dalla IA e generalmente seguono pedissequamente l’incedere dell’unico giocatore umano. Giocando online ovviamente eventuali posti vacanti vengono coperti dalla già menzionata IA.
La modalità multiplayer presenta una scelta tra cinque tipologie di gameplay con metriche di vittoria variegate, tutte molto orientate al gioco di squadra dove generalmente gli zombi ricadono in secondo piano. In generale questa componente funziona bene, ma ci è sembrata un poco acerba dato che è poco rifinita: non è possibile ottenere ad esempio alcuna informazione al riguardo degli altri giocatori e a malapena si vede il loro “livello” di esperienza raggiunto.
Il gioco online per fortuna è sempre fluido: non abbiamo mai notato rallentamenti o lag e il match-making risulta sempre efficiente e veloce.

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Una vista del menu dove è possibile scegliere la modalità di gioco multiplayer.

Potenziamenti ed abilità

In entrambe le modalità è possibile ottenere esperienza e risorse per personalizzare e potenziare il personaggio. Le classi ed i rami di crescita sono separati tra campagna e multiplayer, il che fornisce un buon grado di longevità al titolo in esame dato che per salire di livello occorrono davvero tante ore di gioco. Nella campagna è anche possibile spendere punti nel potenziamento delle armi: ogni fucile, pistola o mitragliatore dispone di più varianti che, per essere sbloccate, richiedono l’utilizzo dell’arma in questione. Più uccisioni fatte, più sale il livello della singola arma e si sbloccano le sue nuove tipologie da acquistare.
La crescita dei personaggi è una componente ben sviluppata che incentiva adeguatamente nel gioco, perché permette realmente di arricchire le loro abilità e gli equipaggiamenti. Il rovescio della medaglia è che si percepisce un moderato sbilanciamento nel multiplayer, dato che nei combattimenti a squadre è difficile per un giocatore di basso livello avere la meglio su player con livelli molto più alti del suo. In questo senso sarebbe auspicabile un miglioramento nelle logiche di match-making, dato che le squadre al momento sono composte in maniera assolutamente casuale senza considerare il livello.

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Gli zombi sono completamente privi del senso di auto-conservazione, il che include la paura di cadere!

Comparto tecnico

Lo swarm engine sviluppato appositamente per questo titolo è poco esoso di risorse e permette di giocare sempre fluidamente e senza incertezze anche su macchine con hardware di medio livello. Nonostante la grafica non brilli per qualità o dettaglio delle texture, risulta sempre gradevole e ben realizzata. E’ possibile scegliere se utilizzare le DirectX11 oppure le librerie Vulkan, che dovrebbero offrire più performance a discapito però della compatibilità limitata ad alcune schede. L’incedere delle numerosissime orde avversarie come un fiume è davvero convincente e gli scontri sono sempre al cardiopalmo, mentre aprirsi la strada tra miriadi di infetti con un fucile a pompa offre un notevole senso di appagamento grazie alla fisica applicata ai corpi. Questo aspetto del gioco è davvero ottimo e lo abbiamo apprezzato.
Il comparto audio include una serie di musiche azzeccate mai troppo invadenti che incalzano nell’azione a dovere e non stancano. Gli effetti sonori purtroppo ci hanno deluso non riuscendo ad esaltare a dovere l’armamentario a disposizione, mentre il doppiaggio, esclusivamente in inglese, è poco efficace.
A parte qualche errore di sincronizzazione nelle scene di intermezzo per una volta tanto non abbiamo sperimentato crash o problemi tecnici degni di nota: si può senza dubbio affermare che questo gioco sia stato ben collaudato prima del rilascio sul mercato.

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Ogni personaggio dispone di un machete per i combattimenti ravvicinati.

Concludendo…

World War Z si catapulta tra le fila dei cloni L4D con dignità offrendo alcune caratteristiche peculiari come gli sciami di infetti, ma riciclando per gran parte idee ormai consolidate dal genere. A nostro avviso pecca in un paio di comparti tra cui figura in primis la narrazione. Questa è praticamente inesistente offrendo piccole scene di intermezzo a malapena abbozzate tra un episodio della campagna ed il successivo; nella bilancia della valutazione va però considerato che quello che abbiamo di fronte è un gioco puramente arcade: vi sareste lamentati della scarsa narrativa in Final Fight o in Double Dragon?
Alla carenza narrativa segue immediatamente la scarsa varietà, perché affrontare gli infetti a Mosca oppure Tokyo è esattamente la stessa esperienza. I livelli sono diversi, ma si fanno sempre le stesse cose, affrontando sempre gli stessi nemici: potevano almeno inventarsi degli zombi speciali diversi a seconda del luogo. Inoltre non abbiamo gradito che i personaggi selezionabili siano tutti identici in termini di gameplay: si tratta di una semplice skin che non cambia davvero in nessun modo lo stile di gioco.
Ciononostante il motore funziona e l’effetto dei proiettili sui corpi degli infetti è appagante essendo anche supportato da una fisica appropriata. In questo senso ha saputo regalarci ore di gioco piacevoli, sia da soli che in compagnia (meglio), per cui ci sentiamo comunque di consigliarlo a tutti i fan degli shooter ultraviolenti, perché in questo campo World War Z esce davvero a testa alta.

CI PIACE
  • Grafica di ottimo livello, sempre fluida anche con miriadi di avversari su schermo.
  • Giocabile e divertente, specialmente in compagnia.
  • Comparto di crescita del personaggio e delle armi gratificante.
NON CI PIACE
  • Poca varietà di nemici e situazioni.
  • Modalità multiplayer funzionale, ma acerba.
  • Narrazione della campagna piatta ed appena abbozzata.
Conclusioni

World War Z è un clone di Left 4 Dead che riesce a distinguersi per qualità e realizzazione. Nonostante soffra di una varietà esigua di nemici e situazioni, riesce comunque a divertire offrendo azione al cardiopalmo ed anche un ricco albero di progressione dei personaggi e delle armi. Per queste ragioni ci sentiamo di raccomandarlo caldamente a tutti i fan di Left 4 Dead, ma anche a coloro che non disdegnano folli sparatorie ignoranti e sanguinolente contro orde di infetti senza cervello. Campo nel quale World War Z riesce benissimo!

7.5Cyberludus.com
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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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