Quando una nuova produzione targata Goichi Suda si affaccia sul mercato, il nostro interesse di videogiocatori accaniti inizia ad accendersi a pieno regime. I lavori di Suda51, nel corso degli anni, si son sempre saputi distinguere dalla “massa”, grazie ad una direzione artistica totalmente folle, capace di trasudare personalità da ogni poro. Moltissime sono state le perle che il buon Goichi ha saputo regalarci, da Killer7 fino al misterioso Flower, Sun, and Rain (titolo non tanto pubblicizzato che, a nostro parere, meriterebbe di essere provato, soprattutto nella sua iterazione su Nintendo DS). Con l’avvento di Wii e il debutto, sul grande mercato, dei Motion Controller, Suda51 lanciò No More Heroes, un interessante action/adventure capace di sfruttare appieno le capacità del controller di movimento della console. Circa tre anni dopo, il lancio di No More Heroes 2: Desperate Struggle lanciò ufficialmente Travis Touchdown nell’Olimpo degli eroi dei videogiochi più amati, tanto che Konami, lo stesso anno, si incaricò di portare anche su Playstation 3 e Xbox 360 il primo capitolo, con un restyling grafico ma rinunciando, purtroppo, ai controller di movimento (o almeno, solo su Xbox 360, visto che la versione Playstation 3 vanta features aggiuntive con i controller Move). Con il lancio di Nintendo Switch, molti si aspettavano un ritorno in pompa magna di Travis e della sua beam katana – magari con una collection dei primi due capitoli o un terzo capitolo – e, vi confessiamo, che anche noi siamo stati avvolti dall’ondata di scetticismo giunta con l’annuncio di Travis Strikes Again: No More Heroes, primo spin-off della saga, che segna il debutto di Suda51 sulla nuova console ibrida di casa Nintendo.

Dopo aver provato a fondo la nuova, folle, opera di Goichi Suda e di Grasshopper Manufacture, siamo pronti a dirvi la nostra. Buona lettura!

Beam Katana, t-shirts, occhiali da sole: Travis Touchdown è tornato!

Sul fronte narrativo, Travis Strikes Again: No More Heroes si colloca ben sette anni dopo gli eventi di No More Heroes 2, dove il nostro Travis Touchdown, oramai ritiratosi dalla spietata carriera da “killer”, si ritroverà ben presto sotto l’attacco di Bad Man, padre di una tra le vittime del protagonista nella sua scalata United Assassins Association. Bad Man e Travis, nel pieno dello scontro, verranno risucchiati dal Death Drive Mark II (la console da gioco del protagonista) e si ritroveranno all’interno di vari mondi, ispirati ad alcuni classici del videogioco. La trama, in pieno stile Suda51, si affida a dialoghi e scene totalmente assurde non riuscendo però, a differenza dei due predecessori, di riuscire a catturate appieno l’attenzione del videogiocatore. Data la natura low budget del titolo, la maggioranza dei dialoghi non sono doppiati e risulta, diverse volte, difficile stare dietro ai deliranti testi del protagonista.

A differenza dei due predecessori, Travis Strikes Again: No More Heroes si presenta come un beat’em up dalla visuale isometrica. Durante lo svolgimento dell’avventura, poiché Travis si sposterà lungo una serie di giochi diversi, assisteremo a diversi cambiamenti di genere e di “prospettiva”. In ogni caso, trascorreremo la maggior parte del tempo in aree chiuse, affettando gruppi di nemici con la nostra – intramontabile – beam katana, dove potremo combinare attacchi leggeri ad attacchi pesanti, oltre a vantare una serie di abilità, intercambiabili e sbloccabili nei vari livelli di gioco (abilità che spaziano a tecniche di guarigione – utilizzabili anche nella discreta modalità cooperativa – a “laser orbitali”). Il gameplay di Travis Strikes Again, nonostante le buone premesse, fatica a mantenere una giusta dose di varietà e ci ritroveremo, per la maggior parte del tempo, a risolvere piccoli enigmi e a “tagliuzzare” nemici con la beam katana. Neanche le poche – e non ben realizzate – sezioni racing e platform, riescono a rendere l’esperienza di questo spin-off varia ed appagante come ci saremmo aspettati. L’unico aspetto in grado di salvare, in parte, l’esperienza di gioco è la modalità cooperativa, che ci consentirà di affrontare in due giocatori l’avventura di Travis Strikes Again nella sua interezza.

Ogni livello di Travis Strikes Again ha la durata di circa un’ora – per un totale di circa dieci ore per portare a termine l’avventura principale. Esperienza considerevole, minata però da un gameplay che non ha, palesemente, un giusto ritmo. Il combattimento ravvicinato con la beam katana è divertente, per la prima mezz’ora, ma la presenza eccessiva di combattimenti rende il tutto estremamente tedioso e ripetitivo.
Ogni “quadro”, di difficoltà crescente, termina con uno scontro con il boss, ognuno diverso e ben caratterizzato, in grado di mettere alla dura prova le nostre abilità, pad alla mano. Battere ogni boss ci farà ottenere una versione del suo potere da equipaggiare (in puro stile Mega Man), utilizzabile ed intercambiale con le altre già ottenute.

Unreal Engine e passa la paura!

Pur non nascondendo la propria natura low-budget (moltissimi dialoghi all’interno del gioco marcheranno questo aspetto), Travis Strikes Again: No More Heroes cerca di riproporre, su Nintendo Switch, lo stile grafico “cell-shading” dei due capitoli approdati su Nintendo Wii.
Se in alcune sezioni di gioco, più’ ravvicinate, l’Unreal Engine utilizzato dai Grasshopper Manufacture riesce a proporre un livello di dettaglio più che soddisfacente, non siamo particolarmente convinti della resa grafica nella maggior parte delle sezioni di gioco, proposte con una visuale isometrica non particolarmente invitante e realizzate in maniera piuttosto sbrigativa in termini di dettagli. Come se ciò non bastasse, sia in modalità handled che docked, in termini di fluidità generale abbiamo assistito a numerosi cali di frame, specialmente nelle fasi più concitate di gameplay.

Sul fronte sonoro, il lavoro dei Grasshopper Manufacture si attesta sulla mediocrità. Piuttosto anonime le musiche che, vista l’assenza di doppiaggio nella maggior parte dei dialoghi, non riescono quasi mai a catturare il giocatore.

Concludendo…

Travis Strikes Again: No More Heroes conferma, ahinoi, tutti i dubbi sorti in sede di presentazione. Lo spin-off di Suda51 ha ben poco di cui spartire con i due precedenti capitoli, soprattutto in termini di gameplay e resa audiovisiva. Il titolo di Grasshopper Manufacture, attualmente esclusiva Switch, sembra a tutti gli effetti un titolo mobile che, purtroppo, non è in grado di mantere un buon livello di varietà per tutta la durata dell’avventura. Solo la modalità cooperativa riesce, in parte, a mascherare alcune mancanze in termini di gameplay, anche se Travis Strikes Again rimane un titolo tutt’altro che memorabile.

CI PIACE
  • Modalità cooperativa a due giocatori
  • Si sente la “mano” di Suda51
NON CI PIACE
  • Estremamente ripetitivo
  • Level design anonimo
  • Tecnicamente arretrato
Conclusioni

Travis Strikes Again: No More Heroes è uno spin-off un po’ atipico. Con un budget da “studio indie”, i ragazzi di Grasshopper Manufacture hanno cercato di tirare fuori dal cilindro un titolo folle e capace di divertire. Purtroppo, sul secondo aspetto, l’operazione può considerarsi fallita, dato che l’esclusiva Switch non riesce, quasi mai, a divertire appieno il giocatore nelle – circa – dieci ore necessarie a raggiungere i titoli di coda. Peccato.

5.5Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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