Annunciato senza particolare enfasi nel corso dell’ E3 2018, Déraciné giunge finalmente sul mercato sancendo il debutto del talentuoso team di From Software nell’ambito della realtà virtuale. Dimenticate le atmosfere medievaleggianti di Dark Souls e toglietevi dalla testa i cruenti bagni di sangue nel mondo gotico di Bloodborne poiché con Déraciné la software house nipponica, guidata dal maestro Hidetaka Miyazaki, ha puntato su un’esperienza di gioco fortemente incentrata sulla storia, andando a sacrificare, in buona parte, il gameplay vero e proprio. Purtroppo l’esperimento non è riuscito a convincerci del tutto portandoci a considerare questa prima parentesi VR di From Software come un deludente buco nell’acqua.

Se volete conoscere più nel dettaglio la nostra opinione, proseguite nella lettura della nostra recensione.

Déraciné
Gli spiriti hanno il potere di prosciugare il tempo vitale di un essere vivente in modo da poterlo cedere ad un altro individuo.

Sradicato

Gli eventi hanno luogo in quello che ha tutta l’aria di essere un orfanotrofio ottocentesco, abitato da sei ragazzini e dal direttore dell’istituto. Il giocatore impersona uno “spirito gentile” – così viene definito dai giovani abitanti della struttura – sradicato (la parola “déraciné” significa proprio questo) dal mondo dei vivi e intrappolato in una sorta di limbo. Attraverso due anelli magici, lo spirito ha il potere di viaggiare tra passato e presente e regolare il tempo vitale rimanente di un essere vivente potendo all’occorrenza donare tale tempo ad un altro essere.

Inutile dire che la storia è basata principalmente su queste due caratteristiche, visto che l’incorporea presenza sfrutterà tali possibilità per cercare di aiutare i piccoli protagonisti dell’avventura. Viaggiando in una sorta di dimensione parallela avremo modo di vedere i ragazzini, sia nella realtà sia come proiezione di ricordi passati e toccando un determinato oggetto in loro possesso si avvierà un dialogo utile a fornire indizi sul da farsi per proseguire nel gioco.

La storia, della durata di circa sei ore, non ci ha convinto a pieno a causa di una certa stucchevolezza di fondo ma soprattutto perché, fondamentalmente, gli eventi narrati in Déraciné non godono del giusto mordente per coinvolgere totalmente il giocatore. Il racconto è purtroppo alquanto dimenticabile e soltanto nel finale riesce ad elevarsi, qualitativamente parlando,un minimo.

Sia chiaro, il titolo propone importanti spunti di riflessione su temi delicati come il tempo, la morte e l’amicizia ma è proprio la scrittura che ci ha lasciato a tratti indifferenti nonostante un paio di intervalli degni di nota, che spezzano i toni pacati e sommessi del racconto, turbandoci con momenti tristi e dal forte impatto emotivo. La discreta caratterizzazione dei personaggi riesce a tenere saldo il tutto, senza però andare a scacciare quell’aura da fiaba per ragazzi che aleggia nel corso dell’intera avventura.

Inoltre, visto e considerato il genere d’appartenenza, le sei ore di durata sono risultate addirittura troppe, infatti la già debole narrazione appare spesso e volentieri eccessivamente dilatata e spezzettata e, in questo caso, la struttura ludica proposta da From Software non riesce a compensare minimamente le mancanze del comparto narrativo, riuscendo ad affossare ulteriormente il valore della produzione.

Déraciné
In quanto osservatore invisibile, lo spirito esplora liberamente il collegio e ascolta indisturbato le conversazioni dei protagonisti.

Déraciné si presenta come un vero e proprio walking simulator, in pieno stile What Remains of Edith Finch o The Vanishing of Ethan Carter per citare i più meritevoli esponenti del genere. Il gameplay è forse l’aspetto più debole del titolo di From Software: in prima persona, il giocatore ha modo di muoversi in giro per l’orfanotrofio e interagire con alcuni oggetti e soprattutto con i personaggi. Il fattore esplorazione è fortemente condizionato dal level design notevolmente chiuso e dal sistema di movimento estremamente limitante (approfondiremo questo aspetto più avanti).

L’esplorazione è utile a risolvere i semplicissimi rompicapi che costellano il titolo, basati solo ed esclusivamente sul ritrovamento di determinati oggetti e sull’interazione con i vari personaggi. Le meccaniche relative ai poteri del tempo e della vita, potenzialmente interessanti, sono relegate a specifici momenti della trama su cui il giocatore non ha la minima libertà di scelta. Come era lecito aspettarsi, visti i trascorsi del team di sviluppo, anche Déraciné pone una certa importanza sulla narrazione ambientale che non arriva ad essere fondamentale per la comprensione della storia ma serve più che altro a chiarire qualche retroscena e a dare una panoramica più completa su ciò che ci circonda.

Déraciné
Oltre ad interagire con i personaggi nel presente, lo spirito ha il potere di rivivere eventi passati

Un orfanotrofio su binari

Déraciné è uno dei titoli per Playstation VR che lascia meno libertà al giocatore per quanto concerne il sistema di controllo e di movimento. Il titolo è infatti solo ed esclusivamente giocabile tramite PlayStation Move e l’assenza di uno stick analogico ha inevitabilmente portato gli sviluppatori a proporre un sistema di movimento tramite teleport, in cui si avanza attraverso determinati checkpoint e si interagisce solo con una risicatissima quantità di elementi, premendo il trigger del Move in modo da stringere le dita virtuali. La telecamera viene gestita tramite la pressioni di due tasti adibiti alla rotazione verso sinistra o destra, questa caratteristica unita al sistema di movimento “su binari” diminuisce notevolmente gli eventuali problemi legati alla motion sickness ma limita pesantemente la struttura ludica, rendendo Déraciné un’avventura grafica estremamente statica che conferisce veramente poca libertà al giocatore, nonostante a primo impatto, una volta catapultati nella relativamente vasta ambientazione, l’erronea impressione iniziale possa effettivamente essere quella di ritrovarsi in un contesto sandbox.

Fortunatamente From Software ha svolto un buon lavoro sotto il profilo tecnico-artistico. Graficamente Déraciné si presenta bene: ciò che ci circonda è fondamentalmente immobile (oltre che poco interattivo) ma è innegabile che il colpo d’occhio generale sia di tutto rispetto, grazie a delle buone textures e a degli effetti di luce riusciti. 

Per quanto riguarda il comparto sonoro, il titolo vanta musiche evocative e malinconiche che, insieme a degli effetti sonori di alto livello, accompagnano egregiamente il giocatore nel corso dell’avventura. Di ottima fattura anche il doppiaggio in italiano, espressivo e ben recitato.

Il vero punto di forza è comunque il comparto artistico dell’opera che, pur senza far gridare al miracolo, ci permette di godere di una costruzione scenica pregevole. L’atmosfera che si respira immerge totalmente in un contesto malinconico e velatamente lugubre ma al contempo silenzioso e pacifico, il tocco di Miyazaki è evidente e il continuo contrasto tra inquietudine e spensieratezza, in un ambientazione così ben realizzata hanno permesso un ottimo grado di immersione.

Dèéraciné
Attraverso i grilletti del Move potrete interagire con gli oggetti

Concludendo…

E’ inutile girarci intorno, dall’opera che segna il debutto di un team del calibro di From Software nel mondo della realtà virtuale ci saremmo aspettati di più. Ciò rende Déraciné una brutta avventura grafica? No. Il titolo non reinventa nulla, profilandosi come un classico walking simulator dalle meccaniche di gameplay alquanto limitate e basato su una narrazione più debole del previsto. Una storia piacevole che comunque offre spunti interessanti e significativi ma per nulla memorabile. Fortunatamente il tutto risulta abbastanza godibile, grazie soprattutto ad un’atmosfera e ad un’ambientazione di tutto rispetto. Speriamo che la software house nipponica non abbandoni il panorama del mondo VR riprovandoci con più convinzione in futuro.

CI PIACE
  • Artisticamente ispirato
  • Buon comparto audio-video
NON CI PIACE
  • Narrazione debole che non lascia il segno
  • Ancorato ad una struttura ludica fortemente limitata e statica
Conclusioni

Déraciné è un’avventura grafica che non lascia il segno a causa di una trama debole e di un gameplay estremamente povero. Da elogiare invece il comparto artistico, ispirato e immersivo.

5.8Cyberludus.com
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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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