Spesso, sfogliando il nutrito catalogo “indie” di Steam, capita di imbattersi in alcuni titoli che, per diversi motivi, catturano la nostra attenzione. Negli ultimi anni, il panorama videoludico indipendente ha vissuto di una crescita esponenziale che ha dato modo a diversi sviluppatori di dare libero sfogo alla propria creatività riuscendo, molto spesso, a sfornare opere in grado di competere testa a testa con videogame più blasonati che poggiano su budget infinitamente superiori. Quest’oggi tratteremo insieme a voi un titolo che, come prima spiegato, è stato in grado di catturare la nostra attenzione fin dalla sua – coloratissima – presentazione. Stiamo parlando di Yoku’s Island Express, riuscitissimo mix di generi che poggia su di un comparto artistico interamente bidimensionale di indubbio spessore artistico. Il titolo, sviluppato dai ragazzi svedesi di Villa Gorilla – e pubblicato dal Team 17, ci ha divertiti come non mai, grazie ad un gameplay semplice ma efficace e ad una varietà di situazioni e puzzle ambientali in grado di rubarci diverso tempo.

Ecco quindi le nostre finali considerazioni su Yoku’s Island Express: buona lettura!

Un granchio e la sua palla

I ragazzi di Villa Gorilla, capitanati dal veterano Jens Andersson (che nel suo curriculum vanta ottimi titoli come The Darkness e The Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay), hanno cercato di infondere nella loro opera prima tanta personalità, puntando forte su un comparto audiovisivo di incredibile spessore, paragonabile a titoli di successo come Ori and the Blind Forest.

Yoku’s Island Express si presenta come un’avventura bizzarra in una, altrettanto bizzarra, isola tropicale. Il nostro Yoku, protagonista del titolo, giungerà sull’Isola Mokumana con il compito di diventare il nuovo direttore delle poste. Il piccolo scarabeo, guidabile in due direzione (destra e sinistra), porterà sempre con sé una vera e propria palla, fulcro del titolo targato Villa Gorilla. Perchè in realtà, Yoku’s Island Express, altro non è che un mega flipper interamente esplorabile. Sì, avete capito benissimo: un flipper! Avete presente quei lunghi biliardini a tema che, molto spesso, avrete incontrato in qualche bar o locale? Ecco, Yoku’s Island Express non solo vi permette di sfruttare le “alette” sparse per lo scenario ma anche di esplorare liberamente anfratti e segreti dell’isola, cercando di far scaraventare la sferetta del protagonista in precise direzioni.

L’Isola Mokumana, vera “protagonista” dell’avventura, è stata caratterizzata al meglio dal team svedese, permettendo un’esplorazione su più livelli che darà modo ai giocatori completisti di scoprire segreti e completare i diversi compiti secondari che il gioco ha da offrire. In realtà Yoku’s Island Express non è un titolo particolarmente lungo: a seconda delle vostre abilità, potreste impiegare dalle 4 alle 6 ore per portare a termine la sola avventura principale, anche se – come già detto – il gioco ben si presta alla raccolta di collezionabili e alla scoperta di segreti, grazie ad un level design davvero eccellente in ogni aspetto.

Un quadro in movimento

Dopo averlo già pronostico nelle prime righe di questa recensione, non abbiamo fatto a meno di rimanere affascinati dalla bellezza artistica di Yoku’s Island Express. Il team svedese è riuscito appieno nell’intento di rendere il gioco una sorta di quadro in movimento, puntando forte su uno stile bidimensionale interamente disegnato a mano. A metà tra titoli come Ori and the Blind Forest e gli ultimi Rayman (Origins e Legends), Yoku’s Island Express è in grado di offrire panorami unici, grazie ad una lodevole varietà di ambientazioni e ad una scelta cromatica indubbiamente riuscita. I modelli “animaleschi” dei vari personaggi che popolano Isola Mokumana risultano ben caratterizzati e, nel complesso, davvero originali. Ottima anche l’effettistica e il fattore velocità che ben enfatizza le fasi puramente pinball del titolo.

Sul fronte sonoro è nostra intenzione rinnovare i complimenti ai ragazzi di Villa Gorilla che, complessivamente, sono riusciti ad offrire una soundtrack lodevole. L’abbandono del doppiaggio “classico” per abbracciare i versi delle varie specie animali è stata sicuramente una scelta azzeccata, capace ancora una volta di ben definire l’atmosfera surreale che si respira dall’inizio alla fine dell’avventura.

Concludendo…

Yoku’s Island Express è stata una tra le più piacevoli sorprese di questa calorosa estate videoludica, nonché di tutto l’anno 2018. La prima fatica del piccolo team di Villa Gorilla è un prodotto unico e divertente nel suo genere, in grado di far funzionare generi che, tendenzialmente, non abbiamo mai visto abbinati. Nonostante una longevità risicata dell’avventura – ed alcune sezioni abbastanza snervanti sul fronte puramente ludico – ci sentiamo di consigliare a cuore aperto questa piccola perla videoludica, grazie anche ad un prezzo budget e alla portata di tutte le tasche.

CI PIACE
  • Originale, colorato e dannatamente divertente
  • Comparto audiovisivo eccellente
  • Level design ottimo
NON CI PIACE
  • La storia principale si completa in una manciata di ore
  • Chi odia i “flipper” potrebbe trovarlo snervante
Conclusioni

Yoku’s Island Express è stata una tra le più grandi sorprese di questo 2018 videoludico. Il peculiare “pinball platform” ideato dai ragazzi svedesi di Villa Gorilla non solo è stato in grado di divertirci ma anche di snervarci in diverse occasioni ostiche. Peccato solamente per una longevità della campagna principale un po’ risicata…

8.8Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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