Se state leggendo questa recensione, probabilmente, apprezzate Adventure Time e siete curiosi di sapere se questo Adventure Time: I Pirati dell’ Enchiridion sia un tie-in ben riuscito che sappia rendere onore alla deliziosa serie animata da cui è tratto ma, per chi si trovasse su questa pagina per pura e semplice curiosità, è doveroso fare una breve premessa.

Adventure Time è una serie TV animata partorita dalla folle mente di Pendleton Ward e prodotta da Cartoon Network. La serie è ambientata nella fittizia Terra di Ooo e vede come protagonisti Finn l’Umano e il suo inseparabile amico Jake il cane. Adventure Time è particolarmente apprezzata grazie al suo stile artistico semplice e colorato ma, soprattutto,  per merito delle trame dei vari episodi, apparentemente non-sense e completamente fuori di testa ma sempre in grado di celare un significato, più o meno profondo che sia.

Adventure Time: I Pirati dell’ Enchiridion, sviluppato da Climax Studios e distribuito da Bandai Namco, potrebbe essere la prima trasposizione videoludica degna di nota per l’iconica serie animata. Siete pronti per un assurdo viaggio nelle terre di Ooo?

Adventure Time: I Pirati dell' Enchiridion

E’ tempo di avventura!

Le vicende hanno inizio in una Terra di Ooo totalmente sommersa, con i vari regni separati da questo insolito innalzamento delle acque. Nei panni di Finn e Jake, partiremo a bordo della nostra nuova barca con l’obiettivo di scoprire la causa di questa assurda situazione, esplorando ed indagando in lungo e in largo. Durante il nostro viaggio visiteremo alcuni dei luoghi più iconici della serie animata e avremo a che fare con tantissimi personaggi appartenenti al folle mondo di Adventure Time, come il Re Ghiaccio o la Principessa Bitorzolo. Nel corso dell’avventura si uniranno a noi anche Marceline e BMO, andando a formare così un quartetto tanto vario quanto sgangherato e fuori di testa.

A bordo della barca, potremo muoverci liberamente per tutta la mappa di gioco, ritrovandoci in una struttura open world inaspettatamente riuscita in cui, esplorando a dovere, scopriremo diverse zone segrete e persino qualche Regno opzionale! Grazie alla libertà offerta in fase di esplorazione, potremo scegliere se buttarci a capofitto sulla main quest o se dedicarci a missioni ed obbiettivi secondari. La mappa di gioco non è particolarmente vasta ma riesce ad offrire una notevole varietà nelle ambientazioni proposte e poi, volete mettere in dubbio la figaggine di poter navigare in compagnia di Finn, Jake, Marceline e BMO mentre improvvisano folli motivetti pirateschi?

Più che l’esplorazione, è il combattimento l’aspetto cruciale nel gameplay di Adventure Time: I Pirati dell’ Enchiridion. Le fasi in cui dovremo menare le mani si svolgeranno tramite combattimenti a turni, per nulla innovativi ma piuttosto funzionali. Durante le battaglie potremo servirci di vari gingilli che serviranno ad aiutare i nostri eroi in lotta, come pozioni in grado di curare la vita o oggetti utili a ripristinare la barra degli attacchi speciali poiché, ogni personaggio potrà sferrare diversi attacchi unici in grado di capovolgere le sorti della battaglia. Potremo anche infliggere, o subire, bonus e malus durante i combattimenti come congelamento, surriscaldamento, sonno e così via. Ogni personaggio avrà delle particolari peculiarità che renderanno il suo apporto in battaglia unico, Marceline potrà, ad esempio, curarsi autonomamente senza utilizzare pozioni mentre Jake eccellerà particolarmente in attacchi speciali devastanti. Inizialmente, Adventure Time: I Pirati dell’ Enchiridion potrebbe sembrare un gioco privo di un minimo di livello di sfida ma, ben presto, vi renderete conto di avere a che fare con un combat system più tattico del previsto, costringendovi a non prendere sotto gamba l’avventura. Certo, non stiamo comunque parlando di un gioco difficile e chi ha dimestichezza con le meccaniche classiche dei giochi con combattimenti a turni non incontrerà particolari difficoltà. Sarà infatti fin troppo semplice accumulare crediti da spendere in potenziamenti ed oggetti di supporto che agevoleranno i quattro eroi durante le battaglie.

Scoprire il mistero che ha stravolto la terra di Ooo sarà un’impresa ricca di impedimenti, alcuni dei personaggi che incontreremo saranno alquanto restii nel concederci le informazioni che cerchiamo. Per convincere costoro a vuotare il sacco, Finn e Jake si improvviseranno detective atti ad interrogare il malcapitato di turno. Durante questi interrogatori, dovremo alternare le fasi sbirro buono/sbirro cattivo in modo da persuadere il “sospettato” alla confessione. Queste sezioni, seppur non particolarmente interattive, spezzano il ritmo e conferiscono quel pizzico di varietà che non guasta mai.

Adventure Time: I Pirati dell' Enchiridion

Algebrico!

La personalizzazione degli eroi si limita al potenziamento dei classici parametri presenti solitamente nei GDR a turni: barra della salute, possibilità di schivata, precisione, potenza attacco ed efficacia delle abilità speciali. Questa caratteristica, unita ad un combat system divertente ma che non offre nulla di nuovo e ad un open world funzionale ma molto limitato, rende evidente come gli sviluppatori abbiano cercato di confezionare un prodotto dal gameplay curato, senza però cercare di rischiare provando a proporre qualcosa di innovativo o particolarmente stratificato.

La longevità, purtroppo, non è il punto di forza della produzione: abbiamo completato il gioco in poco più di dieci ore, portando a termine anche un paio di obbiettivi secondari. Ottenere il 100% di completamento vi porterà via circa 20 ore. A tal proposito, le missioni opzionali risultano mediamente gradevoli e riescono a stimolare il giocatore nel completamento di esse, anche solo per visitare nuove zone o chiacchierare con altri strambi NPC.

Graficamente, Adventure Time: I Pirati dell’ Enchiridion si difende abbastanza bene, proponendo un gradevole cell-shading realizzato discretamente che ricrea degnamente lo stile della serie TV. La colonna sonore propone i brani originali della serie e degli accompagnamenti sonori creati appositamente per il gioco, alcuni di essi risultano eccessivamente ridondanti e vanno a rendere poco piacevoli le battaglie più lunghe. Il gioco è interamente doppiato dalle voci inglesi originali e sottotitolato in italiano, almeno per quanto riguarda le cut-scenes poiché, nelle fasi di gioco, i dialoghi non presentano i sottotitoli. Si parla comunque di pochi intermezzi non particolarmente utili per la comprensione della storia.

Il gioco presenta anche altri problemi tecnici minori che, pur non inficiando particolarmente nella qualità complessiva del titolo, minano la godibilità generale dell’esperienza. Abbiamo assistito a compenetrazioni poligonali, muri invisibili e una volta ci si è anche bloccato il gioco durante un caricamento, costringendoci a riavviare la partita. Gli sviluppatori sono già al lavoro su una patch e siamo certi che la maggior parte delle magagne verranno risolte.

Concludendo…

Adventure Time: I Pirati dell’ Enchiridion è un tie-in sorprendentemente ben confezionato, il gioco presenta una riuscita struttura open world e dei combattimenti a turni semplici ma mai banali. Pur non eccellendo in nessuna delle meccaniche proposte, il titolo di Climax Studios riesce ad intrattenere e rappresenta la migliore trasposizione videoludica della serie ideata da Pendleton Ward. Consigliato ai fan, se invece non conoscete la serie ma siete alla ricerca di un ‘GDR’ (tra mille virgolette) con combattimenti a turni spensierato e per nulla stressante, questo gioco potrebbe fare al caso vostro! Con l’occasione cercate di recuperare il cartone animato, merita.

CI PIACE
  • E’ Adventure Time
  • Mappa di gioco liberamente esplorabile…
  • Diverse interessanti meccaniche di gioco…
NON CI PIACE
  • Tecnicamente non impeccabile
  • … ma non particolarmente vasta
  • … ma tutte appena abbozzate e per nulla innovative
Conclusioni

Se siete fan di Adventure Time dovreste assolutamente provare questo gioco, tutti gli altri gli diano comunque un’occhiata se sono alla ricerca di un prodotto leggero e divertente.

7.5Cyberludus.com
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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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