Dopo l’apprezzato Until Down, la software house britannica Supermassive Games ha cominciato ad occuparsi di titoli basati sulle nuove forme d’intrattenimento proposte da Sony per PS4: Playstation VR e Play Link. Gli sviluppatori accompagnarono il lancio di PS VR con Until Dawn: Rush of Blood e Tumble VR, due buoni titoli che servivano più che altro per dare una panoramica delle potenzialità offerte dalla realtà virtuale. Dopo la preve  parentesi rappresentata da Hidden Agenda, il party game investigativo appartenente alla collana Play Link, Supermassive Games è tornata prepotentemente nel campo della realtà virtuale sviluppando i due titoli che avrebbero dovuto rappresentare il definitivo balzo qualitativo dei titoli per PS VR, stiamo parlando di: The Inpatient, che abbiamo recentemente recensito, e il nuovo Bravo Team.

Sarà riuscito il team di sviluppo inglese a far valere  la propria esperienza nell’ambito della realtà virtuale?

Riportiamoli a casa

Ci ritroviamo in un ostile paese dell’est Europa, siamo uno dei due membri della squadra BRAVO sopravvissuti ad una irruenta un’imboscata e il nostro compito sarà scoprire cosa si cela dietro tutto ciò cercando di uscirne vivi. Questa è la premessa narrativa che dà il via agli eventi di Bravo Team, una storia semplice che ci butta sin da subito nel bel mezzo dell’azione.

Bravo Team è stato pubblicizzato come un FPS tattico cooperativo ma una volta indossato il nostro Playstation VR – e imbracciato l’Aim Controller (la periferica consigliata per sfruttare al meglio le potenzialità del titolo) ci siamo ritrovati a constatare una realtà ben diversa: di tattico, in Bravo Team, c’è ben poco.

Il gameplay è quanto di più semplice possa esistere, non dovremo far altro che muoverci da una copertura all’altra e liberare aree piene di nemici. E’ proprio qui che vengono a galla le prime problematiche, rappresentate principalmente da un sistema di movimento che doveva assolutamente osare di più. La libertà nel movimento, vista in altri sparatutto come Farpoint o Arizona Sunshine, viene messa da parte in favore di un sistema decisamente meno immersivo e più scriptato. Per avanzare dovremo semplicemente puntare una delle tante coperture prestabilite e premere il tasto X. I cambi di posizione saranno scanditi da movimenti automatici in cui la telecamera si staccherà dal punto di vista del giocatore  e ci farà assistere alla scena in terza persona. Una volta in posizione dovremo sparare per far fuori tutti i nemici. Ecco, non si farà praticamente nient’altro durante le tre orette necessarie al completamento della campagna.

Bravo Team è più un’evoluzione dei vecchi FPS arcade su binari piuttosto che un gioco tattico, visto e considerato che l’unica libertà che avremo consisterà nel scegliere da quale copertura fare fuoco durante i brevi e lineari livelli che affronteremo.

Il titolo di Supermassive Games avrebbe dovuto proseguire sul sentiero tracciato da Farpoint, per quanto riguarda l’utilizzo dell’ottimo Aim Controller (considerate che entrambi i titoli sono acquistabili anche in bundle con la suddetta periferica), ma anche sotto questo punto di vista siamo rimasti delusi. Il limitante sistema di movimento su binari – e alcune scelte di game design poco coraggiose (qui si cambia arma semplicemente premendo un tasto anziché portando l’arma sulla nostra spalla, per esempio) – rappresentano un passo indietro rispetto a Farpoint.

Bravo Team è comunque giocabile anche con Dualshock o Move ma noi consigliamo caldamente l’utilizzo del controller di mira.

L’aspetto principale di ogni FPS che si rispetti è ovviamente lo shooting e in questo caso possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti. Quando si spara, l’esperienza risulta soddisfacente e in questo caso le potenzialità dell’Aim controller vengono sfruttate a dovere proponendo un gameplay solido ed immersivo quanto basta per farci dimenticare i problemi che affliggono il lavoro di Supermassive Games, almeno momentaneamente.

Nel corso della campagna ci ritroveremo ad utilizzare appena 4 bocche da fuoco, sicuramente poche ma almeno ben differenziate tra loro. Anche le classi nemiche che incontreremo si differenzieranno poco tra di loro e a parte nemici corazzati e cecchini, affrontabili nei livelli finali, i nemici saranno fondamentalmente tutti uguali.

Sono presenti delle appena abbozzate meccaniche stealth, che non tornano praticamente mai utili. Affronteremo l’intera esperienza in compagnia di un partner, sia esso controllato dall’IA o da un altro giocatore online. Abbiamo provato tre volte a cercare un compagno d’avventura ma, ahinoi, senza successo. Di conseguenza, tutti i livelli sono stati afforntati accompagnati dall’IA, a cui potremo dare basilari ordini. Il nostro partner avrà anche il compito di curarci quando saremo a terra e questo compito spetterà anche a noi nel caso a cadere fosse proprio il nostro compagno. Il game over si presenta se entrambi i membri della squadra vengono abbattuti. A proposito di intelligenza artificiale, essa risulta non al passo coi tempi e a tratti imbarazzante, sia che si tratti del nostro compagno sia dei nemici. Capiterà frequentemente di vedere i soldati nemici vagare di copertura in copertura senza curarsi minimamente della nostra presenza o il nostro compagno intento a curarci mentre viene crivellato di colpi.

Quindi Bravo Team è completamente da cestinare? Nì. Se preso per quello che è realmente, ovvero un FPS arcade su binari può anche intrattenere durante la sua breve campagna ed è comunque una buona occasione per rispolverare l’Aim controller. Ovviamente giocando con un amico l’esperienza acquista maggiore valore.

E’ presente anche una modalità secondaria che esalta sicuramente la vena arcade del titolo in cui saremo chiamati a riaffrontare i livelli cercando di battere i nostri punteggi, con tanto di timer e moltiplicatori.

Il comparto tecnico di Bravo Team è promosso con riserva. Rappresenta degnamente un’ambientazione realistica, impresa non da poco nel panorama VR. Sotto questo punto di vista Supermassive Games ha svolto un buon lavoro riuscendo a garantire un accettabile livello di immersione. Va segnalato un problema non indifferente che va ad inficiare il livello tecnico generale: i modelli poligonali appaiono decisamente sproporzionati e una volta indossato il caschetto sarà inevitabile non rimanere spaesati nel vedere le nostre enormi braccia che impugnano un altrettatanto esagerato fucile.

Il gioco, inoltre, presenta un buon doppiaggio in italiano.

Concludendo…

Bravo Team è un FPS arcade su binari pubblicizzato come ciò che non è. Giocato senza determinate aspettative può regalare un paio di pomeriggi di semplice intrattenimento ma la noia è inevitabilmente dietro l’angolo. Dopo le recenti delusioni in realtà virtuale offriteci da Supermassive Games, forse, sarebbe il caso che la software house britannica torni ad occuparsi di titoli più “tradizionali” o che almeno si prenda più tempo da dedicare ai propri lavori.

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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.