Si possono dire molte cose su noi italiani ma di certo ciò che proprio non può essere negata in alcun modo è la passione per i motori. Scorre dentro le nostre vene fin da piccoli e ci sentiamo orgogliosi per aver dato i natali ad alcune delle firme più prestigiose dell’automobilismo. Non sarebbe quindi potuto mancare il nostro puntuale apporto anche nel mondo videoludico: i ragazzi di Milestone, precedentemente noti col nome Graffiti, hanno quindi iniziato a produrre titoli corsistici infondendo in essi tale passione. Gravel è il figlio di un passaggio drastico, dall’asfalto e dalla simulazione al più crudo arcade off-road. Sulla falsariga di Motorstorm e Forza Horizon, gli sviluppatori italiani sono riusciti a confezionare un gioco divertente e a tratti sorprendente.
Analizziamolo assieme nella nostra recensione.

Tra fango e ghiaccio

In un’epoca dove regna imperante la simulazione, Gravel tenta di proporre qualcosa di diverso ma al tempo stesso classico. Uno stile di gioco arcade, che già tramite il tutorial getta il giocatore nella mischia, senza troppi fronzoli. Non stiamo parlando della stessa tipologia di guida già offerta da titoli blasonati come Burnout o i vecchi Need For Speed: Gravel si presenta con un volto diverso. Non dovrete perdere ore preziose del vostro tempo per apprendere ogni singola meccanica ma non aspettatevi di poter immediatamente sfrecciare con semplicità, magari attivando un improbabilissimo NOS. Feature non di poco conto è il rewind del tempo, il quale vi consentirà di tornare indietro di qualche istante per correggere la traiettoria ed evitare di spalmarvi contro la prima palma come marmellata sul pane.

Oltre alle classiche competizioni contro l’orologio, single player e multigiocatore, il vero fiore all’occhiello di Gravel è la “Off-Road Masters“: in questa avventura presentata sotto le spoglie di uno show televisivo, il giocatore dovrà scalare le pareti di un’enorme montagna, portandosi sulla vetta olimpica dei piloti. Come qualsiasi gioco arcade che si rispetti, anche in Gravel potrete affrontare dei boss, superare sfide ad eliminazione o a tempo. Buona anche la varietà delle ambientazioni tra le quali dovrete completare ogni tracciato. Si parte dalla verdeggiante spiaggia del tutorial per finire tra i cumuli di ghiaccio e neve dell’Alaska. Nonostante Gravel possegga un forte spirito arcade, non mancano alcune piccole modifiche da poter apportare al proprio bolide, come l’assetto regolabile, la barra del rollio o la convergenza delle ruote.

Gradevole anche il comparto tecnico: forte di un Unreal Engine utilizzato sapientemente seppur con qualche sbavatura, come i modelli poligonali di alcune vetture e il framerate piuttosto ballerino.

Bene ma non benissimo

Se concludessimo qui la recensione si potrebbe definire Gravel come un ottimo gioco. Purtroppo il prodotto di Milestone non è esente da difetti: il già menzionato comparto tecnico non sempre brillante si unisce ad una carenza di contenuti piuttosto evidente. Oltre alla “Off-Road Masters”, non ci sono altre modalità che spiccano per originalità o particolari meriti. Sapendo di non potendo competere contro i mostri sacri di Polyphony e Turn 10, gli sviluppatori italiani hanno deciso di concentrarsi esclusivamente sulla succitata carriera e cioè è una scelta comprensibile.

Per poter avanzare tra le competizioni, sarà necessario ottenere stelle, attribuite alla fine di ogni gara. Grazie ad esse potrete sbloccare nuove vetture e livellare il vostro pilota. Tra questi due elementi è proprio il secondo ad essere un fattore decisivo, in quanto non saranno i bolidi a determinare la vostra performance alla guida ma il livello finora raggiunto. In tal senso, la scelta dell’auto resta spinta puramente dall’estetica o dalla sola potenza del motore ma i motivi si fermano qui.

Concludendo…

Il figlio partorito dalle menti dei ragazzi nostrani di Milestone è senz’ombra di dubbio un buon prodotto, meritevole di essere provato almeno una volta dagli amanti del genere. Certo, non sarà la punta di diamante ricercata dai puristi ma grazie ad alcune idee davvero interessanti potrebbe valere la pena spendere il vostro tempo al volante. Gravel è un titolo che non eccelle se paragonato ai più blasonati competitor ma sceglie volontariamente di proporsi come qualcosa di differente, da affrontare con un altro spirito: con la voglia di sporcarsi di fango e fare a sportellate.

In breve
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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età. Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen. Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico. A volte riesce persino ad essere serio.