L’umanità divisa

Deus Ex: Human Revolution è stato, senza ombra di dubbio, uno tra i titoli più attesi della passata generazione di console. Il ritorno in pompa magna di una tra le più storiche saghe cyberpunk del mondo videoludico è riuscita ad ottenere consensi estremamente positivi da parte di pubblico e critica. Nonostante fosse un prodotto che, a conti fatti, si allontanava dal lavoro originario di Warren Spector, Human Revolution riusciva a unire in maniera piuttosto convincente il gameplay tipico di uno shooter in prima persona con meccaniche stealth e RPG. Tanta libertà di scelta e una trama piacevomente matura resero il titolo Eidos Montreal un nuovo punto di partenza per la serie, lasciando aperti molti spiragli per futuri sequel.

Cinque anni dopo – infatti – siamo qui a parlare di Deus Ex: Mankind Divided, seguito diretto di Human Revolution, dove riprenderemo i panni di Adam Jansen a due anni dopo gli eventi del precedente capitolo. “Imbracciato” il DualShock 4, ci siamo avventurati curiosi nella nuova Praga di Deus Ex, cercando di spulciare a fondo ogni singolo contenuto proposto dal titolo di Eidos Montreal. Il nostro responso?

Scopritelo nella nostra recensione!

The Mechanical Apartheid

Anno 2027. Tutti gli individui provvisti di innesti meccanici di tutto il mondo (che d’ora in avanti definiremo semplicemente “potenziati”) vengono colpiti da un improvviso raptus di follia, con una conseguente perdita di controllo delle proprie azioni sfociata in aggressività. L’incidente di scala globale causò milioni di morti e centinaia di migliaia tra feriti più o meno gravi.

Deus Ex: Mankind Divided riparte due anni dopo lo sciagurato incidente al termine di Human Revolution. L’anno è il 2029, e le catastrofiche conseguenze dell’incidente dei potenziati provocarono un brusco stop della così detta “età dell’oro” dei potenziamenti, generando una vera e propria emarginazione dalla società di tutti gli individui potenziati, l’apartheid meccanico (a tal proposito vi invitiamo a dare un occhio a questo bellissimo trailer per farvi un idea dell’instabile situazione dei potenziati in Deus Ex: Mankind Divided).

Deus Ex Mankind Divided

Simbolo di questo apartheid meccanico è Praga, città nella quale avranno luogo quasi tutti gli eventi del titolo. Qui prenderete nuovamente i panni di Adam Jansen che, dopo gli eventi di Human Revolution, sarà incaricato di indagare sui recenti attacchi terroristici che hanno spaccato la città di Praga, con l’aiuto dell’Interpol locale e di una organizzazione chiamata “Collettivo Juggernaut”. Come anticipato, Praga è il simbolo di questa “rottura” tra cittadini potenziati e non, a tal punto che parte della popolazione potenziata è stata già trasferita in quello che viene definito il Complesso Golem, che altro non è che un vero e proprio campo di concentramento.

La scelta degli sviluppatori di optare per una narrativa complessa e matura rappresenta uno tra i punti di forza di questo Deus Ex: Mankind Divided, che riesce indubbiamente a catturare l’attenzione del giocatore trattando temi socialmente caldi con assoluta maestria, destreggiandosi tra cutscene di alto livello e dialoghi ben strutturati.

Inoltre è opportuno segnalare la presenza di un lungo (oltre 10 minuti) e utile filmato riassuntivo consultabile dal menu principale o all’inizio di una nuova partita, necessario a rinfrescare la memoria dei giocatori sugli eventi di Human Revolution, visto che durante la campagna i riferimenti al precedente capitolo saranno piuttosto numerosi.

Evoluzione cibernetica

Deus Ex: Mankind Divided rappresenta, in tutto e per tutto, l’evoluzione naturale di Human Revolution. Il team di Eidos Montreal ha lavorato molto in questi cinque anni per rendere il gameplay del titolo ancora più godibile senza dover necessariamente stravolgere la formula di gioco originaria.

La libertà di approccio alle missioni, per esempio, ci consentirà di decidere fin dalle prime sequenze di gioco se optare per soluzioni letali o non. Le meccaniche stealth di Deus Ex: Mankind Divided ricalcano in parte quelle già viste in Human Revolution, riuscendo però a correggere – e migliorare – le varie limitazioni della precedente produzione Eidos Montreal. Il sistema di copertura è stato rivisto, e risulta decisamente più fruibile, soprattutto nel caso di eventuali passaggi tra un riparo e l’altro.
L’approccio stealth risulta, molto spesso, il metodo più “semplice” per portare a termine missioni rapidamente e in maniera “indolore”, questo anche per via di una certa superficialità con la quale sono stati gestiti gli scontri a fuoco. Non fraintendeteci, il gunplay rispetto a quello proposto in Human Revolution è stato sostanzialmente migliorato, grazie anche a tante piccole aggiunte come la possibilità di modificare il nostro armamentario in tempo reale (sullo stile di Crysis), ma a rendere il tutto poco credibile ci pensa una intelligenza artificiale dei nemici piuttosto deficitaria che, a nostro parere, avrebbe meritato una maggior cura, per rispetto di tutti quei giocatori che prediligono uno stile più “caciarone” ad uno tendenzialmente più ragionato.

Deus Ex Mankind Divided

Dopo aver terminato la – corposa – intro/tutorial in quel di Dubai, verremo catapultati nella Praga “futuristica” dov’è ambientata la maggior parte della campagna principale. Come nei precedenti episodi, il team di Eidos Montreal ha puntato su una mappa di gioco suddivisa in macro aree: la Praga di Deus Ex: Mankind Divided non è enorme ma, a differenza dei rivali open world sul mercato, è densa di punti di interesse e luoghi esplorabili. Oltre alla longeva campagna principale, troveremo infatti un buon numero di sub quest – peraltro curatissime – a tenerci compagnia, utili a spezzare il ritmo tra una missione ed un altra, oltre che preziosissime per far guadagnare punti esperienza al nostro cyber-protagonista.

A tal proposito, non possiamo che definire ottimo il lavoro svolto dal team per quanto concerne il sistema di progressione del personaggio. Effettuando hackeraggi, scoprendo zone segrete della mappa, completando missioni ed effettuando uccisioni e/o atterramenti, verremo ricompensati con una buona dose di punti esperienza.
Ad ogni “level-up” avremo a disposizione un punto abilità spendibile nell’apposito menu di gestione del personaggio: se da un lato ritroviamo i classici perk relativi all’hackeraggio o al semplice utilizzo delle armi da fuoco, in Deus Ex: Mankind Divided troviamo anche dei veri e propri potenziamenti nascosti che, rinunciando ad altre abilità eventualmente sbloccabili, potremo “risvegliare” per sfruttarli durante gli scontri o le missioni.

Dentro la breccia

Una tra le novità più importanti di Deus Ex: Mankind Divided è sicuramente l’innovativa modalità Breach. Totalmente slegata dalla campagna principale di gioco, Breach permetterà ai giocatori di impersonare un avatar digitale all’interno dei server della fittizia banca Palisade. Lo scopo? Ovviamente catturare il maggior numero di terabyte di dati nel minor tempo possibile, cercando di non cadere vittime delle varie trappole e guardie pronte a neutralizzarci per mandare in fumo ogni piano di conquista.
Come nel gioco base, Breach consente al giocatore di potenziare il proprio alter ego, grazie a perk acquistabili nell’albero delle abilità, e offre inoltre la possibilità di attivare svariati power-up per rendere le missioni complessivamente più semplici.
Per i meno pazienti, nel gioco sono presenti microtransizioni sotto forma di potenziamenti che, previo pagamento in valuta reale, renderanno l’esperienza di gioco decisamente più semplice.

La struttura delle missioni ricorda, in parte, quella tipica di un titolo mobile: ci sposteremo su una griglia di eventi – ognuno connesso ad un altro – al termine dei quali potremo aprire bauli premio contenenti armi, potenziamenti, cure e punti esperienza.

La grafica di casa Square Enix

Sul versante tecnico, Deus Ex: Mankind Divided vede debuttare ufficialmente l’attesissimo Dawn Engine, motore grafico ottimizzato per PC e console di nuova generazione. Il motore, creato da Square Enix, non è altro che una versione potenziata del Glacier Engine 2, motore già visto e – in parte – apprezzato con gli ultimi due capitoli di Hitman.
A conti fatti, il titolo non se la cava affatto male. Il level design di Praga e delle strutture circostanti è ottimo, così come il dettaglio dei personaggi principali, Jensen in primis. I miglioramenti rispetto a Human Revolution sono davvero evidenti, dall’effettistica particellare alla qualità generale di texture e ambientazioni. Unico neo è rappresentato dagli sporadici cali di frame presenti – purtroppo – sia nelle versioni console che su PC.

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Solo discreto il doppiaggio in lingua italiana che, voce di Adam Jansen a parte, se la cava tra alti e bassi anche a causa di una pessima sincronizzazione con il labiale dei personaggi. Da segnalare inoltre – per la sola localizzazione in lingua italiana – le evidenti problematiche nei sottotitoli durante i dialoghi. Capita infatti, piuttosto spesso, che le parole pronunciate dagli NPC non combacino con quelle mostrate in forma testuale. In questo caso speriamo che l’uscita di una patch intervenga per risolvere la situazione.

Concludendo…

Deus Ex: Mankind Divided è il seguito che volevamo. Il gioco propone una trama matura ed estremamente curata, unita a un gameplay vario e colmo di possibilità. Peccato che l’intelligenza artificiale dei nemici, piuttosto deficitaria, tenda a pesare sul gameplay optando per approcci più “diretti”.

Quello di Eidos Montreal è un titolo consigliatissimo, tanto per gli appassionati dei gioco di ruolo – magari in cerca di una valida alternativa a Fallout 4 – che per i seguaci della serie, che sicuramente troveranno in Mankind Divided uno tra i maggiori esponenti del genere su console.

CI PIACE
  • Gameplay colmo di possibilità
  • Comparto narrativo maturo e ben strutturato
  • Contenutisticamente ricco, grazie anche alla modalità “Breach”
NON CI PIACE
  •  La presenza di microtransizioni potrebbe infastidire i “puristi”
  • Sottotitoli privi di cura e logica
  • IA migliorabile
Conclusioni

Deus Ex: Mankind Divided è la naturale evoluzione di Human Revolution. Un titolo degno del nome che porta, caratterizzato da una trama matura e da un gameplay ricco di possibilità.

9Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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