Champions of Anteria – Recensione

Champions of Anteria

“Tutto tutto, niente niente“

Benvenuti ad Anteria. Terra fantastica (nel senso proprio del termine), colorata e vivace. Terra di avventure, di magia, battaglie e… di strampalati eroi. Proprio così: ecco a voi i campioni di Anteria in tutto il loro esibizionismo, la loro fame d’applausi e di fama, il loro egocentrismo. Veri e propri divi, “poser in salsa fantasy”, campioni di buon cuore e simpatia, disposti a mettersi in gioco per la salvaguardia di un villaggio minacciato e oramai prossimo alla scomparsa. Questo pugno di eroi, non esente da difetti e grossolane debolezze, è il perfetto antipasto di quello che ci aspetta, tra banditi, individui dalla dubbia moralità e, in lontananza, un potente nemico da non sottovalutare.

Con Champions of Anteria, Blue Byte decide di puntare sulla simpatia e su toni leggeri, per un titolo dall’impianto narrativo alla portata di tutti e dal gameplay fortemente elaborato, ottenuto attraverso il mescolamento di numerose meccaniche di gioco provenienti da generi videoludici differenti. Trattasi di una scelta certamente mirata al raggiungimento di un’elevata varietà (e variabilità) di gioco e all’avvicinamento del pubblico meno “consumato”, ma soggetta a un potenziale “rischio banalità” da non sottovalutare.

Come sarà andata a finire? Non bene, purtroppo.

 

Champions of Anteria

Melius abundare quam deficere. O forse no?

È proprio la suddetta scelta degli sviluppatori a rendere complessa e poco intuitiva la sintesi del gameplay di Champions of Anteria: elementi strategici, gestionali, ruolistici e tipici dei simulatori di costruzione si fondono nel tentativo di fornirci un prodotto innovativo e coinvolgente, “sezionato” e non omogeneo anche nella sua presentazione al giocatore. Ci ritroveremo infatti di fronte a un iter di gioco contraddistinto dalla presenza di turni (corrispondenti ai giorni), a loro volta frazionati in due differenti scenari di gioco: da una parte la pacifica gestione del villaggio, dall’altra le missioni atte alla conquista di nuovi territori o alla difesa di quelli già al di sotto del nostro controllo.

Andiamo con ordine. Attraverso una mappa dell’intero mondo di gioco, il giocatore avrà la possibilità di gestire i suoi domini e ingrandire il villaggio. Cliccando l’apposito tasto sarà possibile accedere al piccolo paesino, cominciando con il collocamento di nuove strutture all’interno dei blocchi liberi a disposizione. Come potrete facilmente immaginare, ogni edificio prevede da una parte un costo in risorse per essere edificato, dall’altra una precisa produzione di specifici beni ad ogni turno, secondo la classica meccanica dell’imput-output. Oltre ad abitazioni e cave, potremo ben presto costruire edifici specifici e dalle funzioni più complesse, come la fonderia, la bottega dello speziale, la sala dei mercanti, il laboratorio del mastro ingegnere e molto altro ancora. Ognuna delle appena menzionate strutture sbloccherà dei menù dedicati e nuove possibilità, per un ventaglio di scelte e features che non può che risultare gradevole e obiettivamente curato. Potremo così prenderci cura dei nostri eroi producendo per loro migliore equipaggiamento e pozioni o attrezzi-macchinari che si riveleranno indispensabili sul campo di battaglia. Nel caso in cui lo spazio edificabile dovesse cominciare a scarseggiare, non dovremo preoccuparci: avanzando di livello potremo infatti costruire delle torri di guardia, il cui scopo concreto consiste nel rendere fruibili i territori conquistati in battaglia. In poco tempo, il nostro minuscolo villaggio si trasformerà in una gradevole cittadina.

Oltre a concentrarci sull’allargamento dei nostri confini, dovremo anche tenere costantemente sott’occhio lo “schema abilità”, il ricchissimo tree che ci permetterà di acquistare importanti potenziamenti spendendo punti fama. È proprio qui che avremo modo di sbloccare, tra le altre cose, nuove strutture e nuovi oggetti per i nostri campioni. A tal proposito, si segnala ancora la presenza di un ulteriore menù totalmente dedicato ai nostri beniamini, in cui sarà possibile selezionare nuove skills dopo ogni level up.

 

Champions of Anteria

 

Arrivati a questo punto, andiamo ora ad analizzare brevemente le sessioni “d’azione”, coincidenti con vere e proprie missioni al comando dei nostri (a loro modo) magnifici cinque. In ogni giornata di gioco avremo modo di sporcarci le mani in una sola occasione: dovremo dunque decidere se (per esempio) conquistare un nuovo territorio da annettere ai nostri possedimenti o se difenderne un altro (già di nostra proprietà) da ipotetici attacchi nemici. L’avvio di qualsivoglia livello prevede la selezione dei tre eroi con i quali intendiamo scendere in campo, scelta che dovremo ben ponderare dato che a ogni specifico personaggio corrisponde, concretamente parlando, una differente classe ruolistica.
Ogni volta, dopo una breve introduzione, ci ritroveremo entro mappe di gioco di grandezza variabile ma non troppo dissimili tra loro, con un determinato obiettivo da soddisfare per riuscire a raggiungere la vittoria. Questi “goal”, solitamente molto generici e ripetitivi, ci vedranno impegnati nello sconfiggere un determinato numero di nemici, nella costruzione di torri difensive, nel salvataggio di npc o ancora nella difesa di alcuni punti d’interesse.
Ma concretamente parlando, come si svolgono gli scontri? Champions of Anteria, in questo caso, presenta un’impostazione classica, di stampo action rpg, con tanto di abilità dotate di cooldown ed equilibri fortemente condizionati da una una “tavola elementale” (che va ad introdurre uno specifico sistema di debolezze e posizioni di forza). A fare la differenza entro questo sistema di combattimento saranno la conoscenza e lo sfruttamento di tutte le differenti caratteristiche dei personaggi e delle loro abilità: non dovremo infatti sottovalutare la difficoltà di gioco, che molte volte riuscirà a sorprenderci. Aspetto gradevole, quest’ultimo, ma del tutto incapace di ovviare a una monotonia di base che non tarderà a farsi sentire, unita a un’I.A semplicemente inesistente e a un pressoché totale senso di soddisfazione di fronte alle vittorie. Tra l’altro, non sono mancati dei bug che mi hanno obbligato a interrompere la partita e a caricare il salvataggio precedente: i miei eroi e i nemici continuavano a fissarsi, immobili. Per la serie: “non benissimo”. E purtroppo (o per fortuna), è quasi ora di tirare le somme.

 

Champions of Anteria

 

Champions of Anteria: un equilibrio che non c’è

Nonostante tutto quello che è stato “buttato” nel calderone, ho volontariamente deciso di sorvolare su numerosi dettagli di gioco. Perché? Perché non servono. Sono invisibili, trasparenti, inconsistenti. È una situazione paradossale: così tanto materiale, eppure, così poco da dire.
Blue Byte non vince la sua scommessa, e la linea del “di tutto un po’” fallisce clamorosamente, arrivando a fornirci un prodotto impalpabile, privo di personalità e non degno di attenzione. Devo essere onesto: indipendentemente da qualsiasi critica e a prescindere da una più o meno folta lista dei difetti, non è mai bello imbattersi in un prodotto completamente privo di una propria “anima videoludica”. Champions of Anteria è qualcosa di più di un passatempo, ma molto meno di un’opera capace di stare “sulle sue gambe”. È un videogioco minato da un’eterogeneità di contenuti stridente, chiaro specchio di una forte carenza di idee e buoni spunti. E a queste condizioni, anche l’apprezzabile tentativo di caratterizzare un prodotto attraverso tinte “soft” e una discreta componente gestionale non può che rivelarsi un fallimento. Ecco quindi palesarsi tutti i limiti di un titolo (secondo il sottoscritto) mal concepito, poco esuberante, limitato quanto a gameplay, terribilmente noioso nelle fasi di combattimento e, ahimè, fortemente fuori prezzo (anche in funzione di un’unica modalità di gioco). È triste, di fronte a questa complessa alchimia di contenuti, constatare l’assenza di una vera “forza trainante” capace di mantenere vivo l’interesse del giocatore, che difficilmente riuscirà a non “ritirarsi anzi tempo”.

 

Champions of Anteria

 

Concludendo…

Proprio grazie a quello che dovrebbe invece essere il suo punto di forza, ovvero l’eterogeneità dei contenuti e il gameplay ad ampio respiro, Champions of Anteria si rivela la perfetta rappresentazione di cosa può succedere quando un videogioco nasce senza avere alle spalle né la giusta ispirazione, né sufficienti buone idee. Il titolo di Blue Byte è un prodotto anonimo, molto debole sulla distanza e fortemente fuori prezzo, un titolo consigliabile (a prezzo scontato) ai soli giocatori alla ricerca di un videogioco simpatico, “generico” e, come già detto, “soft”.

CI PIACE

– Superficialmente, un mix di numerosi generi che potrebbe essere apprezzato dalla “fetta casual” dei videogiocatori.
– Colorato, simpatico e “leggero”.
– Gradevole per quel che riguarda la parte gestionale, contraddistinta da una discreta variabilità di gioco grazie alle numerose features disponibili, tra costruzioni, upgrade, alberi delle abilità, equipaggiamenti e negozi.
– Livello di sfida, in svariate occasioni, decisamente apprezzabile.

NON CI PIACE

– Più di un passatempo, meno di un gioco che sa stare “sulle sue gambe”
– Nel complesso, l’elaborato calderone di meccaniche di gioco non risulta vincente, bensì “onesto” specchio dell’assenza di idee e originalità.
– I.A dei nemici limitata.
– Qualche bug che talvolta impedisce il prosieguo delle partite, obbligando il giocatore al caricamento.
– Fuori prezzo.
– Perde mordente già dopo pochissime ore.
– Un’unica modalità di gioco.

Conclusioni

Proprio grazie a quello che dovrebbe invece essere il suo punto di forza, ovvero l’eterogeneità dei contenuti e il gameplay ad ampio respiro, Champions of Anteria si rivela la perfetta rappresentazione di cosa può succedere quando un videogioco nasce senza avere alle spalle né la giusta ispirazione, né sufficienti buone idee. Il titolo di Blue Byte è un prodotto anonimo, molto debole sulla distanza e fortemente fuori prezzo, un titolo consigliabile (a prezzo scontato) ai soli giocatori alla ricerca di un videogioco simpatico, “generico” e, come già detto, “soft”.

5.6Cyberludus.com
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Alberto Surano
"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.

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