Il finale, come tutti sappiamo, segna il capolavoro o condanna il fallimento, specialmente in una serie “secondaria” caratterizzata da alti e bassi, uno stile peculiare e pericolosamente su licenza. The Wolf Among Us – Episode 5: Cry Wolf è quindi una scommessa, il momento del tutto o niente, il penultimo colpo della roulette russa. Come si saranno comportati i ragazzi di Telltale Games con una premessa da infarto giovanile?

Caso chiuso

Eccoci giunti al gran finale, signori e signore, al punto di non ritorno, alla chiusura del caso. L’ “inizio della fine” è di quelli che non si scordano, con il nostro caro Bigby seduto nel salotto buono del Crooked Man, villain principale e mente dietro gli omicidi di Fabletown. Assieme a noi l’allegra brigata degli scagnozzi al completo (meno eventuali vittime ovviamente), con la quale, dopo una chiacchierata informale con il buon cattivo (ossimori come se piovesse), avremo la possibilità di appianare le passate divergenze a suon di artigliate. Qualche passaggio dimensionale dopo, ci troveremo coinvolti in un folle inseguimento che, sebbene piuttosto divertente in termini di gameplay, condurrà Bigby alla più scontata delle destinazioni, tanto da far sembrare l’intero sforzo pretestuoso. Nuovi dettagli svelati, nuove confessioni e via, verso lo scontro finale. Non vi facciamo alcuno spoiler su questa parte perché rappresenta, probabilmente, la sezione action più appagante dell’intera serie. Giunti finalmente al faccia a faccia, vedremo il Bigby che ci siamo costruiti, che abbiamo modellato con le nostre scelte, emergere. Quello che succederà dopo dipenderà interamente da quello che avrete seminato nel corso dell’avventura, anche se il pesante accento che Telltale pone nel confronto “processuale” con la comunità di Fabletown sembra voler rassicurare il giocatore sul fatto che le sue decisioni abbiano avuto effettivamente un peso. Una sezione riassuntiva di cui non si sentiva molto il bisogno ma che, in generale, non fa troppo male al gran finale della storia, legato, come da copione, ad un’ultima, capitale, decisione. In chiusura The Wolf Among Us ci fornisce uno spiraglio di come sarà la “Fabletown 2.0” dell’era Snow White, grande “assente” di questo capitolo. Sorprendente il colpo di scena finale, che attacca il giocatore sotto la cinta e apre la strada a un certo numero di interrogativi.

The Big Bad Wolf

Con l’uscita dell’ultimo e conclusivo capitolo di The Wolf Among Us è giunto anche il momento di tirare le somme sulla serie di Telltale. The Wolf Among Us si è presentato al pubblico dei gamers come il classico secondo figlio, afflitto da un velato complesso di inferiorità verso il fratello maggiore, The Walking Dead, e con una dura eredità di successi a cui aspirare. Sarà riuscito questo figlioletto con i vestiti un po’ abbondanti e lo sguardo esitante a superare il complesso di cui sopra e risplendere di luce propria? La risposta è ni. No, non è un refuso. Se da una parte The Wolf Among Us riprende e, in qualche modo, evolve le meccaniche decisionali già viste e amate in The Walking Dead, dall’altra tradisce in parte la formula. The Walking Dead è una storia fatta di personaggi, plurale, di vite che si intrecciano in una cornice orribile, piena di morte e sofferenza. Tante storie che diventano una sola e lasciano una traccia indelebile nella memoria del giocatore. The Wolf Among Us non è così, non proprio. Abbiamo il nostro antieroe, il grande lupo cattivo, creta da modellare con le nostre decisioni, da trasformare in un tiranno artigliato o in un eroe in cerca di redenzione per un passato oscuro. Tutti gli altri, compresa l’algida Snow White, risultano poco più che comparse, elementi passivi coinvolti e sconvolti dalle nostre scelte. In The Wolf Among Us le azioni del giocatore non influenzano tanto la trama quanto il protagonista, Bigby. E’ una scelta coraggiosa, badate, perché riduce ad una le colonne a sostegno della struttura narrativa del titolo. Sarà stata la scelta giusta? Noi crediamo di sì perché, una volta giunti ai titoli di coda, l’irsuto sceriffo sarà ormai un caro amico, con cui avremo sofferto, amato di nascosto e combattuto inebriandoci di una furia antica. Bigby è uno di quei personaggi che “fanno il film“. Detto questo, sicuramente si poteva fare di più per meglio “condire” la formula, ma non vediamo comunque l’ora di assistere alle future imprese di questo “figlio minore”.

Conclusioni

Cry Wolf ci è piaciuto, e molto. E’ la degna conclusione di un viaggio personale, quello del giocatore e dello sceriffo Bigby, diventato ormai più di un amico, un frammento di noi che per qualche ora ha vissuto una vita propria, in un mondo di favola che da tempo ha dimenticato il significato di “…e vissero felici e contenti“.

CI PIACE

– Ottima grafica in cell-shading \n- Storia avvincente con un atmosfera degna del miglior giallo\n- Animazioni e movenze facciali ben curate\n- Non volete certo perdervi la conclusione

NON CI PIACE

– Personaggi secondari inconsistenti \n- Peso relativo delle scelte narrative

Conclusioni

Il finale esplosivo di uno dei giochi più interessanti di questo 2014

8.5Cyberludus.com
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