Joe Dever

Per presentare “Joe Dever’s Lone Wolf“, vero titolo del progetto “Be Kai” che era stato svelato poco prima dell’inizio della Gamescom, la italiana Forge Reply ha portato alla fine niente meno che l’autore e il creatore di ‘Lupo Solitario’, Joe Dever, che sta supervisionando con il suo occhio vigile la produzione di questo nuovo titolo. Cyberludus gli ha posto alcune domande per conoscere un po’ meglio la sua storia e quella delle sue creazioni!

Cyberludus : “Quando ha iniziato a scrivere il primo libro di ‘Lupo Solitario’?

Joe Dever : “Il primo libro di ‘Lupo Solitario’ è arrivato in Italia nel 1984; ho scritto questo primo libro, “I signori delle tenebre” , nel 1983 ma ho creato il suo mondo nel 1976. Ho iniziato a pensare alle mappe, a creare le storie e i personaggi circa sei o sette anni prima di iniziare la serie effettiva di libri-game. Inizialmente volevo portare il mondo di Magnamund, il mondo di ‘Lupo Solitario’, per commercializzarlo come un gioco di ruolo poi mi sono accorto di due cose: la prima è che ci sono, nel mondo, più librerie che negozi di giochi, quindi avrebbe avuto più successo se fosse stato un libro, ma ho anche visto un’opportunità per creare qualcosa che non era mai stato fatto prima, ovvero portare al pubblico una campagna in solitaria; una serie, insomma, dove non solo tu sei l’eroe ma ogni libro si collega con il successivo, raccontando una storia che si evolve. Questa è stata la chiave del suo successo: i fan amarono l’inizio della storia e vollero saperne di più e quelli che hanno cominciato, per esempio, con il quarto o il quinto libro tornavano indietro per scoprire l’inizio della storia e questo ha mantenuto viva la serie.

Cyberludus : “Immaginava che avrebbe avuto un così grande successo con i suoi libri?”

Joe Dever : “Ognuno poteva immaginare il suo successo! sorride Avevo molta fiducia nel mio lavoro e sono stato fortunato per il mio essere stato nel posto giusto, al momento giusto e con il prodotto giusto, e questo fa una grandissima differenza. Io ero a Londra, all’inizio degli anni ’80, e gli editori inglesi cercavano dei prodotti fantasy di grande qualità per un pubblico di ragazzi. Io ero abbastanza bravo a scrivere, e sapere l’inglese aiuta, ma ciò che ha impressionato è stato tutto il lavoro che avevo fatto dietro le quinte, quel lavoro di sei o sette anni sulla creazione del mondo e dei personaggi, e gli editori si sono accorti che la serie poteva funzionare. Per me è stato diverso dalla norma: a volte aspetti dieci anni per avere una lettera di rifiuto, con molta fatica perché il tuo lavoro sia accettato; per me è stato il contrario: ho fatto la mia presentazione a tre dei più grandi editori inglesi e tutti volevano subito il mio lavoro, ero in una posizione invidiabile, loro combattevano per la mia serie. Mi dicevo “Mamma mia, tutto questo è fantastico!”, e ricordo chiaramente quello che io chiamo il ‘venerdì pazzo’: un venerdì verso la fine del 1983, dove ogni mezz’ora il telefono squillava ed era un editore che voleva propormi un contratto e io rispondevo sempre che ci avrei pensato, e subito dopo chiamava il successivo, e prima sono partiti con calma per poi esplodere successivamente a fine giornata. E’ stato davvero un grandissimo inizio! Questa è la storia di come sono stato pubblicato, ed è incredibile!

Cyberludus : Quando è partita l’idea di fare un videogioco su “Lupo Solitario”?

Joe Dever : “Ci sono stati diversi tentativi di portare Lupo Solitario sugli schermi, nel corso degli anni, e quest’ultima sembra avere fatto subito centro. Questo è come io ho sempre pensato all’eroe dall’inizio: un aspetto molto oscuro, e già vent’anni fa pensavo a lui in questo modo. Per fare un parallelismo, penso che sia simile a Batman in “Batman – Il Ritorno”: se si pensa al “Batman” originale si vede un normalissimo eroe ma improvvisamente è diventato molto oscuro ma il personaggio, in sé, è ancora un personaggio molto buono. Questo è Lupo Solitario: un personaggio molto buono ma con questo aspetto tetro, ed è esattamente quello che io voglio! Noi ci siamo accorti, qui in fiera, che molti che non avevano mai visto o sentito parlare di “Lupo Solitario” in precedenza voltano questo angolo di padiglione, guardano e dicono “Wow, sembra molto bello, voglio sapere qualcosa di più!” e quando fanno le domande loro reagiscono con stupore pensando ai quasi trent’anni di lavoro, non è un personaggio nuovo ma qualcosa che ha già una grande profondità. Un’altra cosa importante è che il gioco racconta ciò che non è stato detto: una storia mai raccontata che si incastra tra il quarto e il quinto volume, così i fan saranno felici di conoscere questi nuovi aspetti della storia già esistente, con la quale mantiene una perfetta coerenza, e anche i nuovi giocatori potranno scoprire questa storia facendo il loro primo passo in un mondo così dettagliato.

Cyberludus : Nella sua struttura di gioco, “Lupo Solitario” aveva alcuni elementi casuali e una composizione non lineare: queste caratteristiche saranno trasposte nel videogioco?

Joe Dever : Le meccaniche di gioco del libro non saranno include nel videogioco, per il quale stiamo seguendo un approccio completamente nuovo. Il gioco sarà orientato all’azione visto che stiamo raccontando qualcosa di nuovo e non qualcosa che è stato già raccontato. Questo ci da la libertà di utilizzare al meglio questo media e quindi creare una vera avventura, più orientata ai combattimenti rispetto ai libri. Sarà un gioco di combattimento in terza persona tradizionale ma con elementi psionici e ci saranno tutte le discipline Kai, le abilità speciali, che danno nuove opportunità per il combattimento, in modo tale che ci possano essere anche tre tipi di combattimento in azione contemporaneamente, e non lo abbiamo mai visto in un videogioco. Il tempo vi farà vedere, quando saranno disponibili i video di post-produzione delle sequenze di combattimento, quello che abbiamo in mente ma siamo sicuri di poter offrire qualcosa di unico per quanto riguarda i combattimenti, e questo è quello che lo rende unico, non come avevi pensato all’inizio, ovvero un recupero di un libro, ma qualcosa di votato al media videoludico per ottenere il meglio da esso.

Cyberludus : “Al momento ha altri progetti in cantiere per “Lupo Solitario”?”

Joe Dever : Al momento sto completando la storia, che sarà lunga trentadue volumi. Ora sto scrivendo i volumi trentuno e trentadue trent’anni dopo ed è incredibile, a pensarci: io ho iniziato nel 1983 e ora sono qui, nel 2011, e sto finalmente finendo la storia. Quindi sto lavorando al regolare gioco di ruolo, c’è in azione il progetto “Lone Wolf Multimedia”, con molto materiale prodotto da diversi scrittori e da me stesso, e poi c’è tutto il lavoro quotidiano che devo fare per tenere viva questa serie, quindi vedrai molte cose. Oltretutto, Reply Forge, la compagnia che sta lavorando a questo gioco, si occupa di animazione TV, di fumetti, sezioni di marketing: insomma, non è solo una promozione del gioco, è un tentativo di ristabilire il brand in maniera molto forte con un materiale che possa sostenere il gioco in maniera altrettanto forte. Io vorrei volentieri produrre i fumetti e aiutare per l’animazione TV!

Cyberludus : “La serie “Lupo Solitario” è una serie molto lunga mentre altre serie che lei ha scritto, come i ‘Guerrieri della strada’ sono molto, molto brevi: come mai?

Joe Dever : Perché era una serie di quattro libri! Avevo un’idea molto chiara di quello che volevo fare: l’ho scritta nel momento di pausa tra il volume undicesimo e il volume dodicesimo, che, la fine della serie Ramastan e l’inizio di quella del Gran Maestro Ramas, quando cerca di ristabilire il suo ordine, portando un nuovo livello di sfida; ho avuto un anno di tempo, se non erro era il 1988, per scrivere i “Guerrieri della strada”. Era una storia che avevo in mente da tanto tempo e che avevo voglia di raccontare: volendola condensare, è molto simile a ‘Mad Max’, è la storia di un esodo post-apocalittico. Io ho fatto un viaggio in quella strada americana fino a San Diego, ho fatto delle foto di quel viaggio su strada che ho vissuto e quella è stata la base della storia. Ho voluto aggiungere un po’ di cose nuove: un mondo post-apocalittico, armi moderne, ho aggiunto una storia d’amore nella narrazione, tutte cose che con “Lupo Solitario” non potevo fare. Chi l’ha giocata se la ricorda molto bene perché era molto diversa: aveva la stessa struttura di “Lupo Solitario” ma un approccio diverso e diversi personaggi. Io credo che abbia funzionato piuttosto bene, specialmente il terzo libro, “La Zona Omega”, è uno dei preferiti di molti: era molto eccitante, perché hai un assassino di alto livello che ti insegue e ognuno nella tua squadra viene ucciso piano piano e sai che il cerchio si sta stringendo; molti lo leggevano tutto d’un fiato perché era un libro molto, molto intenso. Quel libero si distingue davvero molto: per me è stato, probabilmente, il libro che ho impiegato meno tempo a scrivere, in assoluto, perché ero talmente preso io stesso dalla storia che volevo continuare a scrivere per finirla e ho finito per scriverlo in soli undici giorni, per un libro di 350 pagine! Ma non volevo metterlo via, ero completamente assorbito, e questa esperienza c’è stata anche per i lettori, perché la storia era davvero intensa! Ho dei bei ricordi su quel libro!

Incontrare Joe Dever, una leggenda nella scrittura fantasy, è stato un grandissimo onore! Ora non ci resta che attendere pazientemente il 2013, anno di uscita di questo nuovo titolo, sperando che possano diventare presto disponibili nuove informazioni!

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